A BARI, ALTAMURA E CAPURSO I TRE POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA DELLA PUGLIA. IL SOGNO DI UN POLO PER L’INFANZIA NEL QUARTIERE TRENTACAPILLI DI ALTAMURA DIVENTA REALTÀ.

 

Bari, Altamura e Capurso, sono questi i tre progetti di Poli Innovativi per l’Infanzia selezionati dalla Regione Puglia e trasmessi, venerdì scorso, al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per la loro concreta realizzazione.

Per la definizione di questa complessa procedura, tempestivo e puntuale è stato il lavoro svolto, negli ultimi mesi, dall’Assessorato all’Istruzione della Regione, guidato da Sebastiano Leo, e, in particolare, dalla Sezione “Istruzione e Università”, diretta dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia.

La Puglia, infatti, è stata la prima regione a dar seguito all’iniziativa assunta dal MIUR su tutto il territorio nazionale, procedendo a selezionare gli interventi attraverso un avviso rivolto ai Comuni e pubblicato nello scorso ottobre.

Le risorse complessivamente stanziate dal governo centrale per questa iniziativa, prevista nell’ambito degli interventi programmati con la legge sulla “Buona Scuola”, ammontano, per la Puglia, a 9.687.832,54 euro. Sarà quindi finanziato e realizzato il Polo innovativo per l’infanzia previsto, ad Altamura, nel quartiere Trentacapilli.

Si tratta di un grandissimo obiettivo raggiunto dalla Città.

La candidatura di Altamura, che avevo fortemente sollecitato, si è classificata al secondo posto nella graduatoria finale, dopo quella di Bari e prima di quella di Capurso.

Sin dall’avvio della procedura regionale di selezione, ho sottolineato come questa fosse l’occasione giusta per porre nuovamente all’attenzione collettiva la questione del quartiere Trentacapilli di Altamura. Un’estesa zona di espansione residenziale, densamente popolata (circa 6 mila persone, soprattutto coppie giovani con bambini), ma sprovvista di servizi fondamentali per i residenti, costretti, ad esempio, ad oltrepassare quotidianamente la Statale 96 (che separa il quartiere dal resto della città) per raggiungere strutture scolastiche ed educative per i bambini.

Per questo, a ottobre, ho sollecitato il Comune di Altamura a cogliere l’opportunità rappresentata da questo avviso pubblico, presentando la candidatura del quartiere Trentacapilli come sede di un Polo innovativo per l’infanzia.

L’iniziativa, immediatamente sostenuta dagli abitanti del quartiere (anche in un partecipato dibattito pubblico tenuto presso la parrocchia Ss. Redentore organizzato con l’importante supporto del parroco, don Nunzio Falcicchio), è stata successivamente tradotta in una formale candidatura da parte del Comune.

Ricordo che l’intervento previsto interessa una parte (circa 5 mila metri quadrati) di una vasta area di proprietà pubblica (circa 24 mila metri quadrati) situata nel cuore del quartiere, destinata dal piano regolatore a servizi di quartiere (nell’immagine, l’area interessata).

Propone la realizzazione di un polo didattico destinato ad offrire servizi educativi e ricreativi e a fungere da “Civic Center”, cioè da catalizzatore non solo per i residenti del quartiere ma anche per quelli dell’intero territorio comunale. Sarà realizzato secondo i principi dell’edilizia sostenibile e nel rispetto dei criteri bioclimatici, in modo da rendere le strutture autosufficienti sotto il profilo del consumo energetico.

Il Polo didattico proposto contempla scuole per l’infanzia, nido e micronido, sezioni primavera e servizi integrativi. In particolare saranno realizzate:

  • sette sezioni/aule destinate alle attività scolastiche per circa 170 bambini;
  • strutture per attività extrascolastiche (quali palestra, laboratori tematici, parco giochi, piscina, auditorium, biblioteca, orto botanico, area verde, teatro all’aperto, laboratorio di manualità e creatività, servizio di ascolto e counseling per bambini e famiglie, ludoteca, ecc.) per un bacino di utenza stimato in circa 1000 bambini.

Secondo le previsioni dei tecnici comunali, l’opera consentirà di accorpare 6 sedi di strutture educative e 16 sedi per servizi integrativi, nonché di tagliare i fitti passivi per strutture private attualmente in locazione.

L’intervento è stimato in 4 milioni e 150 mila euro, a fronte dei circa 9 milioni e 680 mila euro riservate dal ministero alla Puglia per questa misura.

Ora il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, attraverso un concorso di idee, a procedura aperta, individuerà le migliori soluzioni progettuali e realizzative.

La costruzione degli immobili sarà, poi, curata dall’INAIL, che ne resterà proprietario e a cui lo Stato corrisponderà i relativi canoni di locazione. I Comuni, invece, si dovranno far carico unicamente dei costi per progettazione, arredi, allestimenti e attrezzature.

Sono estremamente soddisfatto di questo straordinario risultato conseguito per Altamura, frutto della collaborazione, a vari livelli, tra comunità e istituzioni.

È la dimostrazione ulteriore che con l’impegno e il lavoro di tutti, ciascuno nel proprio ruolo, i risultati non tardano ad arrivare. Anche quelli ritenuti impensabili e irraggiungibili, sconfiggendo rassegnazione, scetticismo, diffidenza e apatia, i veri ostacoli di qualunque progresso di una Comunità.

Ringrazio dunque, per il lavoro messo in campo, i tecnici comunali (in particolare, il dirigente Giovanni Buonamassa e le funzionarie Anna Giordano e Lia Picerno), i dirigenti scolastici che hanno supportato l’iniziativa, la commissaria prefettizia dott.ssa Rachele Grandolfo che, cogliendo la mia sollecitazione, ha avviato l’iter amministrativo, la giunta e i consiglieri comunali, di minoranza e maggioranza, che, in una fase difficile per Altamura, hanno aderito alla proposta.

Soprattutto ringrazio, per la partecipazione e il sostegno, i cittadini residenti di Trentacapilli, un quartiere che finalmente, dopo anni, potrà essere dotato di servizi di basilare importanza, quali quelli dedicati ai bambini, che saranno fruibili da tutta la comunità altamurana.

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Una rassegna dei miei interventi sul tema:

UN POLO PER L’INFANZIA. DIAMOCI DA FARE. (25 ottobre 2017)

UN POLO PER L’INFANZIA PER TRENTACAPILLI. QUESTA SERA, DIBATTITO PUBBLICO ORGANIZZATO DALLA PARROCCHIA SS. REDENTORE. (9 novembre 2017)

UN POLO PER L’INFANZIA A TRENTACAPILLI. FORZA, COLLETTIVA! (9 novembre 2017)

UN POLO PER L’INFANZIA A TRENTACAPILLI… SI PUÒ FARE! TRA DUE GIORNI SCADE L’AVVISO REGIONALE. FORZA, DIAMOCI DA FARE. (15 novembre 2017)

EVVIVA. UN POLO INNOVATIVO PER L’INFANZIA A TRENTACAPILLI… SI PUÒ FARE! (21 novembre 2017)

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA: OTTIMA POSIZIONE IN GRADUATORIA PER IL PROGETTO DI ALTAMURA NEL QUARTIERE DI TRENTACAPILLI. (24 novembre 2017)

 

DIGA SAGLIOCCIA, DOPO DECENNI IN VISTA LA SOLUZIONE. STANZIATI 5 MILIONI DI EURO. / ARTICOLO DELLA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO.

Accordo tra Ministero delle Infrastrutture, Regione Puglia e Consorzio di bonifica Terre d’Apulia.
È l’esito del lavoro durato un anno. L’invaso, tra Altamura e Gravina, è stato completato 30 anni fa. Mai collaudato, mai in esercizio, mancando le derivazioni per l’utilizzo dell’acqua. Poi sono seguiti danneggiamenti e degrado conseguenza dell’abbandono.
Ora si dovrà procedere alla progettazione degli interventi, poi all’appalto, quindi ai lavori. Il cronoprogramma fissato nell’accordo prevede che il tutto sia completato non oltre il 2022.

Di questi importanti sviluppi avevo riferito due giorni fa (da qui). Se ne occupa questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno a firma di Marina Dimattia:

 

 

Questo blog e le prossime elezioni.

Da una quindicina di giorni ho aggiornato e sono tornato ad usare questo blog (www.enzocolonna.com). È attivo da oltre 18 anni (prima, con il dominio altamura2001.com) ed è stato fermo per circa due anni, riversando le mie cose, nel frattempo, esclusivamente in questa bacheca. Ho pure attivato una lista broadcast, con whatsapp, per aggiornamenti veloci e diretti attraverso telefono.
Mi sono reso conto dopo. Il periodo è sospetto. Per evitare equivoci (diversi contatti me lo hanno chiesto), non sono candidato a nessuna camera del parlamento. Per il tempo che mi è dato, continuo a fare il mio lavoro, per come sono in grado di farlo, qui in consiglio regionale.

CAVALCAVIA DANNEGGIATO DI MODUGNO. L’ASSESSORE DEL COMUNE FORMICOLA: “A FEBBRAIO, I LAVORI DI RIPRISTINO”.

Un ringraziamento particolare all’assessore del Comune di Modugno William Formicola, con cui sono stato in contatto in questi ultimi mesi. Sulla questione, rinvio alla mia nota pubblicata qui:

 

 

DIGA SAGLIOCCIA, DOPO DECENNI FINALMENTE IN VISTA LA SOLUZIONE. FIRMATO ACCORDO TRA MINISTERO INFRASTRUTTURE, REGIONE E CONSORZIO DI BONIFICA. STANZIATI 5 MILIONI DI EURO.

Finalmente passi decisivi per sbloccare la questione della diga “Saglioccia”, l’invaso situato tra Altamura e Gravina la cui costruzione, iniziata addirittura negli anni ‘70, è stata completata negli anni ‘90, senza mai essere stato collaudato e, quindi, mai entrato in esercizio.

Pochi giorni fa, infatti, è stato siglato un importante accordo tra Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Regione Puglia e Consorzio di bonifica “Terre d’Apulia”, con cui sono regolati tempi e procedure per la progettazione e realizzazione degli interventi indispensabili al completamento funzionale della diga.

È una grande notizia per la Puglia e in particolare per il territorio murgiano.
L’accordo, giunto a valle di un lungo e complesso iter amministrativo che ha visto la collaborazione di diversi enti statali e regionali, ha dato seguito alle decisioni assunte nella riunione tecnica e operativa tenuta lo scorso 10 novembre scorso tra i soggetti firmatari, in cui è stata confermata l’utilità dell’invaso per risolvere molteplici criticità legale all’approvvigionamento idrico della Puglia e, quindi, la necessità di completare gli interventi finalizzati all’entrata in esercizio.

Si tratta, in particolare, di indispensabili opere di derivazione dell’acqua e di manutenzione della strumentazione di monitoraggio, finalizzate all’avvio delle prove di invaso (invasi sperimentali) e dunque preliminari al pieno funzionamento della diga.

Gli interventi per la diga Saglioccia saranno finanziati grazie a uno stanziamento pari a 5 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2014 -2020, ripartite dal CIPE (Comitato interministeriale programmazione economica) con la delibera n. 54 del 2016.

Soggetto attuatore degli interventi programmati sarà il Consorzio di Bonifica “Terre d’Apulia”, che avrà il compito innanzitutto di definire la progettazione esecutiva (con proprio personale o affidandola a tecnici esterni) e che, successivamente, svolgerà anche il ruolo di stazione appaltante per la procedura ad evidenza pubblica finalizzata alla selezione del soggetto cui affidare i lavori, occupandosi anche della loro direzione.

Secondo il cronoprogramma fissato nell’accordo sottoscritto pochi giorni fa, gli interventi devono concludersi entro il 2022.

Le risorse statali saranno trasferite al Consorzio di Bonifica in più soluzioni: un primo 10% a titolo di anticipazione; successivamente altre rate sino all’85% in corso di intervento a titolo di rimborso spese sostenute e rendicontate; infine, la parte restante, dopo il rendiconto finale, ad esecuzione avvenuta delle opere. Sarà a carico del Consorzio che attuerà l’intervento ogni importo eccedente il finanziamento statale, che potrà essere revocato dal Ministero in caso di mancato rispetto dei tempi previsti.

L’accordo rappresenta, evidentemente, un passo decisivo per sbloccare una situazione di stallo che durava da decenni e che era diventata emblema di spreco di risorse pubbliche e inefficienza amministrativa.

La diga Saglioccia, infatti, con uno sbarramento di oltre 20 metri di altezza e 1,8 milioni di metri cubi di capacità, avrebbe dovuto completare il sistema dei bacini destinati a servire i bisogni idrici di Puglia e Basilicata, anche in considerazione delle situazioni di siccità che frequentemente colpiscono i terreni agricoli del territorio. La sua costruzione, costata diverse decine di miliardi, ha di fatto causato la distruzione dell’originario bosco in zona “Selva di Gravina” al cui interno sgorgava il torrente Saglioccia (che le ha dato il nome). Ed invece, per molto tempo, la diga è rimasta “a secco”, una cattedrale nel deserto del tutto inutilizzabile, monumento della cattiva amministrazione che ha sfregiato il profilo stesso di un’area di particolare pregio ambientale situata ai margini del territorio murgiano.

Oggi, invece, abbiamo la certezza delle risorse disponibili per completare tutti i lavori necessari e, soprattutto, uno stringente cronoprogramma da rispettare.

Ringrazio per il grande lavoro compiuto, che ho seguito passo passo sin dal mio insediamento e che è stato indispensabile per il raggiungimento di questo importantissimo risultato per il territorio, il Presidente Michele Emiliano, la Sezione regionale “Risorse Idriche”, il Commissario e il Direttore del Consorzio “Terre d’Apulia”, Alfredo Borzillo e Giuseppe Corti.

C’è ancora un grande lavoro da fare, ora, per completare questo iter, che è partito addirittura quarant’anni fa, ma oggi, finalmente, l’entrata in funzione della diga Saglioccia sembra davvero a portata di mano.

SCUOLA OTTAVIO SERENA: FIRMATO IERI IL DISCIPLINARE TRA REGIONE E COMUNE DI ALTAMURA RELATIVO AL FINANZIAMENTO DI DUE MILIONI E MEZZO DI EURO.

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È una bellissima notizia. È stato sottoscritto, ieri, il disciplinare che regola rapporti e obblighi tra Regione e Comune di Altamura, beneficiario del finanziamento di 2.500.000 euro riconosciuto dalla Regione per la manutenzione straordinaria e l’adeguamento sismico della scuola media Ottavio Serena. Avevo dato la notizia due mesi fa [leggi qui].

Lo schema di disciplinare era stato adottato una settimana fa dal Dirigente della Sezione “Difesa del suolo e Rischio sismico” (determinazione n. 14 del 10 gennaio).

Ieri, dunque, la sottoscrizione di Regione e Comune. Tra gli altri aspetti (procedure, rendicontazioni, casi di revoca, ecc.), il disciplinare regola il cronoprogramma, impegnando il Comune a rispettarlo pena la revoca del finanziamento.

Eccolo, a futura memoria di tutti:

  • Entro 5 mesi dalla sottoscrizione del disciplinare (cioè, da ieri), il Comune deve attivare le procedure per l’acquisizione di eventuali pareri, autorizzazioni e nulla osta necessari per la realizzazione dell’intervento.
  • Entro 7 mesi dalla sottoscrizione del disciplinare, il Comune deve approvare la progettazione esecutiva dell’intervento, su cui si deve acquisire il nulla osta dal Servizio Sismico della Regione.
  • Entro 30 giorni da tale nulla osta, il Comune deve avviare la gara di appalto per l’affidamento dei lavori, le cui procedure si devono concludere con l’aggiudicazione entro i successivi 120 giorni.

Un grande risultato che risolve un problema in attesa di soluzione da molti anni, di cui mi ero occupato anche in passato nella veste di consigliere comunale. Ringrazio, per il prezioso lavoro svolto, la Commissaria Prefettizia Rachele Grandolfo, con cui discutemmo dell’opportunità offerta dal bando regionale pubblicato alla fine dell’estate scorsa, e tutta la struttura del Settore “Lavori Pubblici” del Comune (in particolare, il dirigente architetto Buonamassa e la responsabile del procedimento architetto Anna Giordano, nonché l’ingegnere Biagio Maiullari).

Se siamo tutti bravi, proprio tutti, salvo imprevisti, entro due anni potremmo avere la scuola completamente e definitivamente risistemata.

 

86 IDONEI DEL CONCORSO RIPAM PRESTO ASSUNTI DA AMMINISTRAZIONI CENTRALI. OTTIMA NOTIZIA PER DECINE DI GIOVANI.

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Ottima notizia per i candidati risultati idonei nella graduatoria finale del concorso Ripam Puglia, svolto tra il 2014 e il 2015, con cui sono stati selezionati profili di funzionari amministrativi e tecnici da integrare nell’organico regionale. Ben 76 figure di idonei non vincitori, sono state infatti richieste dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e altri 10 saranno richieste a breve dal Ministero dell’Interno. Probabili, inoltre, ulteriori assunzioni presso altri ministeri (Economia e Finanze, Giustizia).
Si tratta di una possibilità offerta dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dello scorso 4 aprile 2017, con cui Ministeri, Istituti e Agenzie nazionali sono stati autorizzati ad assumere personale anche mediante lo scorrimento delle graduatorie relative a concorsi espletati da altre pubbliche amministrazioni.
Più volte in questi mesi, anche attraverso interrogazioni, ho sollecitato (assieme ad altri colleghi, in particolare Paolo Campo, Mino Borraccino e Alfonso Pisicchio) il Governo regionale a cogliere questa importante opportunità proprio per definire finalmente le posizioni degli idonei Ripam, promuovendo la relativa graduatoria presso tali amministrazioni [ad esempio, leggi qui oppure qui o ancora qui]
Quello conseguito è un risultato estremamente positivo, frutto dell’impegno in particolare del Presidente Emiliano e dell’Assessore al personale Nunziante, nonché dell’Onorevole Michele Bordo, che ringrazio. Si fornisce, così, una concreta prospettiva di lavoro a tempo indeterminato a tanti giovani che hanno superato regolarmente e con merito un concorso pubblico.
Un risultato che peraltro segue le assunzioni, due mesi fa, di 91 vincitori del concorso Ripam e di 40 unità di personale delle categorie protette (diversamente abili), in attuazione del programma triennale del fabbisogno del personale 2017/2019 e del piano assunzionale 2017, provvedimenti adottati dalla Giunta regionale lo scorso settembre.
La Regione Puglia, infatti, è riuscita ad ottenere, grazie al lavoro svolto in sede di Conferenza Stato-Regioni, l’innalzamento al 75 per cento della soglia del turn-over anche per le regioni. In sostanza, la Regione potrà assumere nel prossimo triennio 3 nuove unità per ogni 4 lavoratori in uscita.
Ricordo, in proposito, che nel 2018 sono programmate le assunzioni dei restanti 5 vincitori del concorso Ripam, di 20 unità di diversamente abili e la stabilizzazione di tutti i 285 cosiddetti “precari storici” della Regione. Sempre nel corso dell’anno si procederà inoltre allo scorrimento sia della graduatoria degli idonei del predetto concorso Ripam (58 unità), che di quella degli idonei di categoria C (22 unità). Nel 2019, infine, saranno assunti altri 15 diversamente abili, 6 dirigenti e 93 idonei della graduatoria Ripam.
Ora si dovrà proseguire nell’attuazione del programma assunzionale e, ancora, nel lavoro finalizzato a definire le posizioni degli ulteriori candidati risultati idonei all’esito del concorso Ripam, affinché possano essere assunti presso altre amministrazioni pubbliche, centrali e locali.
 

PONTE DANNEGGIATO A MODUGNO SULLA STATALE 96, AFFIDATI FINALMENTE I SERVIZI DI INGEGNERIA PER RIPARAZIONE.

Il Comune di Modugno, con una recente determinazione del responsabile del Servizio Lavori Pubblici, ha affidato l’incarico di valutare la sicurezza strutturale e di progettare gli interventi di ripristino del ponte, sovrastante la Statale 96, danneggiato da un autoarticolato lo scorso 11 ottobre.
A causa di tale episodio, ricordo, la circolazione in quel tratto della Statale è stata dapprima interdetta in entrambi i sensi di marcia e, dopo alcuni giorni, grazie a un tempestivo intervento di messa in sicurezza compiuto dall’ANAS, è stata consentita su un’unica carreggiata (quella in direzione Altamura), resa a doppio senso di marcia.
Il restringimento della sede stradale in tale punto nevralgico del tracciato, situato all’altezza di una ampia zona artigianale e crocevia di numerose strade urbane ed extraurbane, ha determinato, negli ultimi mesi, notevoli rallentamenti del traffico veicolare e disagi.
Numerose sono le istanze che ho raccolto da parte di utenti della strada, soprattutto di pendolari provenienti dall’entroterra barese, in ordine ai tempi di riapertura della carreggiata nord (direzione Bari).
Numerosi, in questi mesi, sono stati i miei contatti con l’Amministrazione comunale di Modugno, al fine di acquisire informazioni, aggiornamenti e, soprattutto, sollecitare a operare in tempi brevi il ripristino dalla regolare circolazione veicolare così da porre fine ai disagi degli automobilisti e garantire condizioni di sicurezza al traffico.
Con il recente provvedimento, l’Amministrazione di Modugno, ha finalmente compiuto questo decisivo passo che segna il percorso per il ritorno a condizioni normali di circolazione. Di tanto, ringrazio il Sindaco e tutti gli amministratori del Comune di Modugno, anche considerando le difficoltà (ad esempio, di tipo economico) che incontra un’amministrazione locale a fronte di situazioni del tutto imprevedibili (come l’incidente di ottobre).
Da quanto mi è stato riferito, questa prima necessaria fase di verifica strutturale e progettazione degli interventi necessari si dovrebbe concludere in poche settimane. I primi giorni di febbraio si dovrebbero conoscere le risultanze di tale lavoro e, quindi, essere avviate le procedure per gli eventuali necessari lavori.
Per quanto mi riguarda continuerò a seguire questa vicenda e ad aggiornare i cittadini sino alla definizione della questione.

 

CANNABIS A USO TERAPEUTICO, URGENTE ACCELERARE L’ITER DI APPROVAZIONE DELLA LEGGE IN CONSIGLIO PER LA COLTIVAZIONE IN PUGLIA DI CANAPA A SCOPI TERAPEUTICI.

Le notizie diffuse in questi giorni dalla stampa regionale sulle enormi difficoltà che diverse persone affette da gravissime patologie incontrano quotidianamente, in Puglia come in tutte le regioni, nel reperire i farmaci cannabinoidi indispensabili per le loro terapie, impongono la necessità di una risposta celere ed efficace da parte delle istituzioni e, in particolare, della Regione.
Per questo, dopo averlo fatto nei mesi scorsi [leggi qui, ad esempio], torno a porre la questione di una iniziativa autonoma da parte della Regione per un progetto pilota di coltivazione della canapa a scopi terapeutici, come previsto dal disegno di legge varato dalla Giunta nei mesi scorsi e ora all’attenzione del Consiglio regionale [da qui].

Come noto, la Puglia è stata tra le prime, in Italia, ad aver aperto la strada alla cannabis per uso terapeutico già nel 2014 approvando all’unanimità, in Consiglio regionale, la legge che autorizzava la sperimentazione di procedure per la produzione, sul territorio pugliese, della cannabis ad uso medico, vista la sua indiscussa utilità. Si è trattato di una iniziativa legislativa che ha rappresentato, di fatto, il primo passo verso l’avvio di progetti pilota per la produzione di questo tipo di medicinali utili per la terapia del dolore su pazienti affetti da patologie croniche o da malattie terminali, come cura palliativa del dolore e per particolari forme di disabilità fisica e mentale.
Successivamente, con il regolamento n. 512/2016 approvato dalla Giunta regionale guidata da Michele Emiliano si è consentito ai medici di base e agli specialisti di prescrivere farmaci cannabinoidi per alleviare il dolore e per aiutare i malati in numerose patologie.
Nelle tappe consumate in questi mesi, poi, si sono fatti ulteriori passi in avanti nella direzione auspicata con l’approvazione della legge regionale 6 giugno 2017 n. 21 sulla “Promozione della coltivazione della canapa per scopi produttivi e ambientali”, cui è seguita la deliberazione della Giunta regionale n. 2171 del 12 dicembre 2017 (pubblicata sul BURP n. 3 del 8 gennaio 2018, da qui) con la quale sono state diffuse le linee guida per la sua attuazione.

Si tratta certamente di un quadro molto più avanzato rispetto a molte altre realtà in Italia, che pone la Puglia all’avanguardia in questo campo, ma le notizie che provengono dai territori evidenziano la perdurante difficoltà a reperire questi farmaci ed è per questo giunto il momento di spingersi oltre.
Visti, infatti, i ritardi e le inadempienze a livello statale, culminati nella mancata approvazione da parte del Parlamento della proposta di legge in materia di coltivazione e somministrazione della cannabis ad uso medico, a causa dello scioglimento delle Camere, è necessario che la Regione Puglia faccia un ulteriore passo in avanti per venire incontro alle esigenze di tantissimi malati che non riescono a reperire i farmaci.

La produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis, strettamente controllata dallo Stato, è infatti estremamente limitata e assolutamente insufficiente a far fronte alle tante richieste. Per questo è necessaria una accelerazione del Consiglio regionale per approvare il disegno di legge varato dalla Giunta che prevede l’avvio di un progetto pilota, in Puglia, di coltivazione delle piante nella nostra regione finalizzato alla produzione di farmaci da distribuire, sulla base di prescrizione medica, attraverso un centro regionale.
È ormai urgente intervenire per assicurare a tante persone la possibilità di alleviare le proprie sofferenze senza costringerle a sostenere costi esorbitanti o addirittura a procurarsi illegalmente questi farmaci la cui utilità è stata accertata scientificamente.
La Puglia vada avanti da sola sulla strada già tracciata, dal momento che le malattie e le sofferenze delle persone non aspettano e alle istituzioni spetta il compito di fornire risposte efficaci dinanzi alla crescente domanda di queste terapie.
Si tratta di una battaglia giusta, fortemente sostenuta dal Presidente Michele Emiliano [leggi qui], alla quale garantiremo ogni supporto nell’interesse esclusivo dei pugliesi e del loro diritto alla salute.