INAUGURATA UNITÀ DI MEDICINA TRASFUSIONALE ALL’OSPEDALE “PERINEI”: GRANDE OBIETTIVO RAGGIUNTO PER LA MURGIA.

Bellissima mattinata all’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” con l’inaugurazione della nuova Unità Operativa di Medicina Trasfusionale, già istituita e avviata alcuni mesi fa e, dallo scorso 1° settembre, pienamente operativa per 24 ore al giorno.

Assieme ai vertici della ASL di Bari e dell’Ospedale Perinei, a medici, operatori sanitari e tecnici nonché a colleghi consiglieri e ai rappresentanti istituzionali dei Comuni di Altamura (Sindaca Melodia e Consiglieri), Gravina (Assessore Stimola e Consiglieri), Poggiorsini (Consiglieri comunali), abbiamo ripercorso il lungo e complesso lavoro svolto in questi ultimi anni per giungere ad uno storico e straordinario risultato per la sanità del territorio murgiano.

Dispiace solo che il Presidente Michele Emiliano sia stato trattenuto a Bari per non previsti e concomitanti impegni istituzionali, perché in questi anni ha assicurato il massimo supporto, determinante per raggiungere questo traguardo.

Un obiettivo che si aggiunge ad altri già raggiunti o in corso di definizione: concorsi per medici e personale sanitario (infermieri, tecnici, oss), concorsi per primari (sette solo per il “Perinei”), l’accreditamento ormai prossimo dell’Utic, la previsione dell’Unità di Emodinamica all’Ospedale della Murgia inserita poche settimane fa nell’ultimo aggiornamento del piano regionale di riordino ospedaliero ed altro ancora.

Come è emerso questa mattina dagli interventi del Direttore Generale della ASL di Bari Antonio Sanguedolce e del Direttore del Dipartimento Immunotrasfusionale della ASL Michele Scelsi, si è chiuso anche il complesso procedimento di accreditamento della nuova Unità.

Questo consente di avviare tutti gli altri servizi che questa struttura è in grado di offrire e che vanno ben oltre quello che è già possibile per 24 ore al giorno dal 1° settembre, cioè la raccolta, la conservazione e la messa a disposizione in sede del sangue necessario per le trasfusioni (cosiddetta “Banca del Sangue”), che rendono più efficienti e sicuri tutti gli interventi per i quali si rendono necessarie trasfusioni, evitando di far ricorso a sacche ematiche conservate presso altre strutture regionali.

Mi piace ricordare che, con riferimento alla raccolta, i volumi di attività espressi da anni sono di assoluto rilievo: sono migliaia – oltre 4000 all’anno – le unità di sangue intero raccolte, come pure alti sono i numeri dei prelievi finalizzati alla tipizzazione dei potenziali donatori di midollo osseo. Straordinari risultati ottenuti anche grazie alla preziosa attività svolta dal personale ospedaliero (a partire dal dott. Matteo Carone e dal personale infermieristico che per molti anni hanno rappresentato la struttura della locale Unità Fissa di Raccolta) e dalle straordinarie associazioni di volontariato attive da molti anni sul territorio (come Avis, Fidas, Fratres, Admo).

Ora, però, con l’accreditamento della nuova Unità di Medicina Trasfusionale, alle attività di raccolta e conservazione si aggiungeranno altre molto importanti: la plasmaferesi (una procedura terapeutica che permette la separazione della componente liquida del sangue dalla componente cellulare e la rimozione di sostanze in esso presenti); l’apertura di un ambulatorio trasfusionale ed infusionale per pazienti cronici che erogherà prestazioni in day service andando così ad alleggerire il carico di lavoro e il numero di accessi in pronto soccorso e ad altri reparti ed evitando pure a molti pazienti di dover raggiungere altri presidi ospedalieri (si pensi, in particolare, ai malati oncologici); servizi di trasfusione domiciliare a favore di pazienti anziani o con gravi deficit di deambulazione.

Quella della Unità di Medicina Trasfusionale, con i suoi attuali servizi e con quelli che presto verranno attivati, è una grande e faticosa conquista di cui andare orgogliosi e che tocca a tutti noi difendere.

_____

Ringraziamenti.
Ringrazio ancora una volta, per il grande impulso nella definizione di questa vicenda, il Presidente della Regione Michele Emiliano, e, per il grande lavoro svolto, la struttura regionale del Dipartimento “Promozione della Salute” (in particolare, il Direttore Vito Montanaro, Giovanni Campobasso e Antonella Caroli della Sezione “Strategie e Governo dell’offerta”), il Direttore Generale dell’ASL di Bari Antonio Sanguedolce, il Direttore Sanitario Silvana Fornelli, il Direttore Amministrativo Gianluca Capochiani, il personale dell’Area Gestione Tecnica, diretta dall’ing. Nicola Sansolini, la Direzione Sanitaria e Amministrativa del Presidio Ospedaliero della Murgia (per tutti, rispettivamente, il dott. Domenico Labate e l’avv. Rachele Popolizio).
Un ringraziamento particolare va al Direttore del Dipartimento Immuno-Trasfusionale della ASL, il dott. Michele Scelsi, che ha fortemente creduto in questo progetto, investendo tutte le sue competenze e passione per il suo raggiungimento, nonché al Responsabile, il dott. Sardella, e a tutto il personale della nuova Unità per l’intenso lavoro di avvio della nuova Unità svolto in questi mesi (funzionale anche al suo accreditamento) e a cui rivolgo l’augurio di continuare a svolgere il loro ottimo lavoro.
Ringrazio, infine, cittadini, gruppi informali, associazioni, mezzi di informazione locale che in tutti questi anni hanno tenuto alta l’attenzione sul tema aiutando ad operare al meglio per il raggiungimento dell’obiettivo.

OSPEDALE DELLA MURGIA, DOMANI, 17 OTTOBRE, INAUGURAZIONE DELL’UNITÀ DI MEDICINA TRASFUSIONALE.

Domani, giovedì 17 ottobre, alle ore 10, parteciperò assieme al Presidente Michele Emiliano, al Direttore della ASL Bari Antonio Sanguedolce, al Direttore Sanitario della ASL Silvana Fornelli, al Direttore del Dipartimento Immunotrasfusionale della ASL Michele Scelsi, al Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero della Murgia Domenico Labate e al Direttore Amministrativo del medesimo P.O. Rachele Popolizio, all’inaugurazione della nuova Unità Operativa di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”.

La nuova Unità, ricordo, è stata istituita e avviata alcuni mesi fa e, dallo scorso 1° settembre, è pienamente operativa per 24 ore al giorno, dopo il completamento della dotazione di attrezzature e di personale che, oltre al responsabile, il dott. Leonardo Sardella, vede impiegati ben 5 medici trasfusionisti, 6 tecnici di laboratorio (oltre ad uno in formazione), 5 infermieri e 2 ausiliari [ne scrissi qui, un mese e mezzo fa].

Come ho detto e scritto più volte, si tratta di un risultato straordinario, uno storico traguardo per l’Ospedale “Perinei” e, quindi, per tutta la comunità murgiana, giunto a valle di un lungo, complicato e laborioso iter che accompagno, passo dopo passo, da oltre due anni, sin dall’inizio della mia esperienza di consigliere regionale, frutto di molteplici e complessi passaggi amministrativi e istituzionali che si sono dovuti consumare.

Un lungo e articolato lavoro che si è sviluppato nell’ambito di una proficua e serrata sinergia tra Regione e ASL di Bari che ha consentito di giungere a un risultato estremamente importante e lungamente atteso da tutto il territorio, dal momento che l’attivazione di questo servizio consente di raccogliere, conservare e disporre in sede del sangue necessario per le trasfusioni (cosiddetta “Banca del Sangue”), con la conseguenza di rendere più efficienti e sicuri tutti gli interventi per i quali sono necessarie trasfusioni, evitando di far ricorso a sacche ematiche conservate presso altre strutture regionali.

L’attività dell’Unità Trasfusionale rende inoltre ancor più strutturata l’attività di prelievo di materiale ematico finalizzato alla tipizzazione dei donatori di midollo osseo, consentendo all’ospedale murgiano di divenire un vero e proprio polo di reclutamento con funzioni di ricerca dei donatori, valutazione dell’idoneità, identificazione del donatore.

Mi piace ricordare che i volumi di attività espressi da anni in questo ambito, presso l’Ospedale della Murgia sono di assoluto rilievo e ben oltre i parametri minimi previsti. Sono migliaia, infatti, le unità di sangue intero raccolte ogni anno e i prelievi finalizzati alla tipizzazione dei potenziali donatori di midollo osseo: uno straordinario risultato ottenuto anche grazie alla preziosa attività svolta dal personale ospedaliero (a partire dal dott. Matteo Carone e dal personale infermieristico che per molti anni hanno rappresentato la struttura della locale Unità Fissa di Raccolta) e dalle associazioni di volontariato (come Avis, Fidas, Admo) attive da molto tempo sul territorio.

A brevissimo, infine, non appena sarà perfezionato un ultimo passaggio formale, già in via di definizione, potranno anche partire la plasmaferesi (una procedura terapeutica che permette la separazione della componente liquida del sangue dalla componente cellulare e la rimozione di sostanze in esso presenti), per cui i macchinari sono già disponibili, e le attività ambulatoriali con la previsione, nei programmi del Responsabile dell’Unità e di concerto con i medici di base, di eseguire prestazioni a domicilio per i pazienti con gravi deficit di deambulazione.

ENZO COLONNA

CONCORSO SCUOLA, NO ALLA DISPARITÀ DI TRATTAMENTO PER I DOCENTI DEGLI ISTITUTI PARITARI E PER QUELLI DEL PROGETTO “DIRITTI A SCUOLA / TUTTO A SCUOLA”.

Il contenuto dell’intesa recentemente sottoscritta tra il MIUR e le organizzazioni sindacali del comparto istruzione e ricerca, riguardante il percorso da porre in essere nei prossimi mesi per giungere alla stabilizzazione del personale precario della scuola, rischia di introdurre una inaccettabile disparità di trattamento tra docenti.

L’intesa, infatti, prevede l’indizione, entro la fine dell’anno, di un concorso straordinario per assumere 24.000 insegnanti nella scuola secondaria, di primo e di secondo grato, con una procedura riservata solo a chi abbia almeno tre anni di anzianità pregressa nelle scuole statali.

In questo modo, di fatto, si esclude dalla possibilità di accedere a questo concorso tutti quei docenti precari che da anni svolgono la loro attività presso le scuole paritarie, in violazione della loro equiparazione a quelle statali sancita dalla legge 10 marzo 2000, n. 62.

Comprendo, pertanto, le ansie e le preoccupazioni evidenziate in questi giorni dai docenti precari delle scuole paritarie, che potrebbero essere esclusi da questo concorso straordinario alla luce dell’intesa sottoscritta da MIUR e sindacati, e auspico un ripensamento a livello statale per non creare un’ingiustificata disparità tra docenti che svolgono, se pure in contesti diversi, le analoghe attività di insegnamento.

Allo stesso modo rischiano di essere ingiustamente penalizzati nella partecipazione al medesimo concorso straordinario i docenti pugliesi che hanno partecipato al progetto “Diritti a Scuola”, dall’anno 2018-2019 “Tutto a Scuola”, promosso dalla Regione Puglia e che prevede, da dieci anni, la partecipazione di centinaia di insegnanti impegnati in attività di contrasto della dispersione scolastica e per il recupero e il potenziamento formativo degli studenti pugliesi.

Ebbene, dalle informazioni che circolano emerge che la tipologia di contratto sottoscritto dai docenti di “Diritti a Scuola” e “Tutto a Scuola” (e cioè un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, invece del canonico contratto di lavoro a tempo determinato) impedirebbe a questi ultimi di vedersi riconosciuto, ai fini del raggiungimento del requisito dei tre anni per partecipare al concorso, il servizio prestato, nonostante gli insegnanti coinvolti nell’iniziativa regionale siano stati tutti impegnati in attività assolutamente identiche rispetto ai colleghi assunti direttamente dal MIUR con contratti di lavoro a tempo determinato. Si tratterebbe, quindi, anche in questo caso, di una ingiustificata penalizzazione che pregiudicherebbe a centinaia di docenti la possibilità di accedere al concorso e, quindi, di concorrere alla tanto agognata stabilizzazione.

A questo proposito, pur ben consapevole della competenza esclusiva statale in questa materia, invito l’Assessore regionale all’Istruzione, Sebastiano Leo, a farsi promotore, in sede di conferenza Stato-Regioni, di una più approfondita riflessione su questi due importanti aspetti, in modo da consentire a tutti i docenti precari pugliesi, sia delle scuole paritarie sia del progetto “Diritti a Scuola” e “Tutto a Scuola”, di accedere al concorso straordinario, senza immotivate limitazioni derivanti esclusivamente dalla tipologia di istituto presso cui gli stessi abbiano prestato servizio o dalla tipologia di contratto stipulato. Ne gioverebbe la serenità di moltissimi docenti che, altrimenti, sarebbero ingiustamente penalizzati nelle loro aspirazioni e prospettive di lavoro.

ENZO COLONNA

____

LA REGIONE FINANZIA STRADA DI COLLEGAMENTO TRA LA SP 236 E LA SP 235 A SANTERAMO.

Nella seduta di oggi pomeriggio, la Giunta regionale – su proposta dell’assessore Gianni Giannini (infrastrutture), di concerto con l’assessore Raffaele Piemontese (bilancio) – ha approvato e finanziato, con oltre 9 milioni di euro, un pacchetto di 8 interventi per alcune strade pugliesi (nell’immagine), tra cui il collegamento, in territorio di Santeramo in Colle, tra la strada provinciale 236 e la strada provinciale 235 (1milione e 700mila euro). Ringrazio loro e il Presidente Michele Emiliano.

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA, OTTIMA PARTECIPAZIONE ANCHE PER IL CONCORSO DI PROGETTAZIONE DI ALTAMURA: 28 PROPOSTE PROGETTUALI CANDIDATE.

Clicca sull’immagine per avviare una pagina di Edilportale.com che riporta una scheda di sintesi e la documentazione dei tre bandi di concorso.

È scaduto alle ore 12 di oggi, lunedì 14 ottobre, il termine per la presentazione delle candidature al concorso di progettazione finalizzato alla realizzazione di un Polo Innovativo per l’Infanzia ad Altamura, nel quartiere di Trentacapilli.

Sono 28 i progetti candidati.

Si tratta di un dato significativo che conferma l’ottimo lavoro fatto in questi mesi per la buona riuscita di una complessa operazione che, ricordo, interessa, oltre ad Altamura, anche i Comuni di Bari e Capurso selezionati dalla Regione Puglia all’inizio del 2018 [ne scrissi qui] nell’ambito della iniziativa del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che assegnava alla Puglia risorse complessive pari a 9.687.832 euro per la realizzazione di innovative strutture dedicate ai bambini fino a 6 anni [da qui uno dei miei numerosi interventi sull’argomento].

Con i suddetti tre enti locali, la Regione ha stipulato nel dicembre 2018 un protocollo di intesa [ne scrissi qui] – al quale ho lavorato con l’Assessore Sebastiano Leo, la Dirigente Maria Raffaella Lamacchia e lo Staff della Sezione regionale “Istruzione e Università” e con il supporto dell’ARTI (da qui la sezione dedicata) – che ha integrato in modo del tutto originale e innovativo la misura nazionale, riconoscendo ai tre comuni un ulteriore contributo regionale pari a 70 mila euro ciascuno, destinato proprio alla attivazione, predisposizione e gestione di tutta la procedura concorsuale, al fine di garantire elevati standard di qualità e la più ampia partecipazione nella fase di ideazione e progettazione degli interventi.

Il Comune di Altamura ha pubblicato lo scorso 2 agosto il bando per il concorso di progettazione del suo Polo per l’Infanzia, previsto nel popoloso quartiere di Trentacapilli [da qui, una mia nota in cui ricostruisco come si è arrivati alla selezione di questo intervento]. Il costo stimato per la realizzazione dell’opera è pari a 3.194.000 euro (interamente coperto, assieme al costo dell’area e ad altre spese accessorie, dal finanziamento riconosciuto dalla regione) e i premi previsti sono: 15.000 euro per il primo classificato, 7.500 euro per il secondo e 4.000 euro per il terzo. Inoltre è previsto un ulteriore premio di 4.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa.

Due settimane fa circa è scaduto il termine per la presentazione delle candidature per il concorso relativo al Polo per l’Infanzia di Capurso, i cui lavori sono stimati in 1.632.000 euro e per il quale sono state presentate 22 proposte progettuali [leggi qui].

È ancora aperto il bando del concorso di progettazione del Polo per Infanzia di Bari, il cui termine di scadenza è fissato alle ore 12.00 del 28 ottobre 2019 [v. qui]. In questo caso, il costo stimato per la realizzazione dell’opera è pari a 2.203.200 euro (interamente coperto dal finanziamento) e i premi previsti sono: 15.000 euro per il primo classificato, 7.500 euro per il secondo e 4.000 euro per il terzo. Anche nel bando del Comune di Bari è previsto un ulteriore premio di 4.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa.

In tutti e tre i bandi di concorso è prevista la riserva, da parte dei Comuni, di affidare al primo classificato la redazione dei successivi livelli di progettazione.

Auspico, ora, la più ampia partecipazione possibile al bando ancora aperto di Bari in modo da confermare un trend certamente molto positivo che vede moltissimi professionisti impegnati nel proporre soluzioni efficaci e innovative per la realizzazione di strutture destinate ad offrire ai bambini servizi all’avanguardia e all’altezza delle aspettative delle comunità di riferimento.

A questo proposito mi preme evidenziare come i bandi di concorso comunali, elaborati con il supporto della Task Force regionale appositamente istituita presso la Sezione “Istruzione e Università” e con il contributo offerto anche dagli Ordini professionali, siano molto agili ed essenziali, senza particolari requisiti e ridondanti appesantimenti documentali, orientati esclusivamente a valorizzare e valutare la validità dell’idea progettuale, nonché ad agevolare la più ampia partecipazione dei professionisti interessati.

Sono davvero soddisfatto di questa innovativa e pionieristica iniziativa, che abbiamo impostato a livello regionale. Sono certo che si stia proseguendo nella giusta direzione, al fine di garantire tempi certi e qualità nelle progettazioni e nella realizzazione delle opere.

Non ci resta che attendere, quindi, l’esito dei tre concorsi di progettazione, così da procedere il più rapidamente possibile a dotare i comuni di Altamura, Bari e Capurso dei loro Poli per l’Infanzia, innovativi luoghi di formazione, educazione e socializzazione destinati ai più piccoli.

ENZO COLONNA

SPAZI SCOLASTICI, PUBBLICATO L’AVVISO REGIONALE CHE DESTINA 200 MILA EURO PER IL LORO UTILIZZO IN ORARI EXTRACURRICOLARI.

Valorizzare appieno gli spazi e le strutture disponibili nelle scuole con attività svolte negli orari extracurricolari che favoriscano l’interazione con il territorio, promuovendo al contempo azioni di contrasto dell’abbandono scolastico.

Questi, in sintesi gli obiettivi dell’Avviso della Sezione “Istruzione e Università” della Regione Puglia nel Bollettino Ufficiale della Regione del 10 ottobre scorso [da qui].

L’iniziativa dà attuazione a una norma inserita, su proposta mia e dei miei colleghi di gruppo (Mimmo Santorsola e Sebastiano Leo), nella legge regionale di stabilità per il 2019 (art. 53, l.r. 67/2018), che destina 200mila euro del bilancio regionale per l’anno in corso (con analoga dotazione finanziaria per gli anni 2020 e 2021) a istituti scolastici secondari di 2° grado per progetti di carattere culturale e sociale, da svolgersi negli spazi scolastici in orari extracurricolari, presentati anche su proposta di associazioni studentesche [ne scrissi, ad esempio, qui].

L’obiettivo della norma, pienamente ripreso nel bando regionale, è quello di sostenere gli Istituti scolastici nella valorizzazione delle capacità e delle potenzialità creative e progettuali degli studenti, proponendo la scuola come luogo comune di crescita civile e di integrazione con il territorio. I progetti finanziati consentiranno quindi di svolgere attività di carattere culturale e sociale aggiuntive rispetto al normale orario scolastico.

L’Avviso definisce i tempi e le modalità di svolgimento dei progetti, il termine di presentazione delle candidature (non oltre il 15 novembre 2019), nonché i criteri di valutazione delle proposte e di assegnazione dei contributi.

In particolare, potranno candidarsi a questa misura gli Istituti scolastici secondari di 2° grado statali e paritari con sede in Puglia, in collaborazione con le associazioni studentesche formalmente costituite o gruppi informali di studenti iscritti e frequentanti le gli istituti stessi. Ciascuno di questi potrà presentare una sola proposta progettuale.

La durata delle attività finanziate non potrà essere inferiore a uno e superiore a due anni scolastici, in modo da consentire di svolgere attività strutturate e incisive, presupposto fondamentale per la buona riuscita dell’intervento.

Ad ogni progetto potrà essere assegnato un contributo a fondo perduto sino a un massimo di 10mila euro.

Al fine di garantire un’equa distribuzione delle risorse (rispetto al numero degli studenti iscritti nelle diverse aree della Puglia) saranno finanziati almeno 6 progetti per l’area metropolitana di Bari, 4 per la Provincia di Lecce, 3 per le Province di Foggia e Taranto, 2 per quelle di Brindisi e BAT.

Le proposte saranno valutate da una apposita commissione nominata dal Dirigente della Sezione “Istruzione e Università” della Regione, sulla base dei seguenti criteri:

  • collocazione degli Istituti in territori con maggiori livello di disagio socioeconomico e con maggiori tassi di dispersione scolastica;
  • qualità progettuale;
  • chiarezza nella definizione degli obiettivi, presenza di indicatori verificabili nel loro raggiungimento;
  • grado di innovazione e trasferibilità dell’idea progettuale rispetto all’utilizzo della scuola come presidio di socialità e luogo di partecipazione, di crescita civile e di collaborazione con soggetti esterni;
  • partecipazione di associazioni studentesche, soggetti istituzionali e/o del volontariato culturale e sociale (specie se si tratta di soggetti riconosciuti a livello nazionale);
  • presenza, nel percorso progettuale, di pratiche di tutoraggio tra pari (peer to peer).

Si tratta di un’iniziativa sperimentale che ritengo significativa e che potrà contribuire a valorizzare pienamente le potenzialità degli istituti e delle comunità scolastiche, nonché degli spazi che li ospitano.

Auspico, pertanto, un’ampia partecipazione da parte degli istituti secondari superiori pugliesi e, in particolare, di quelli dell’area murgiana in modo da cogliere questa opportunità che consentirà anche di estendere e qualificare l’offerta educativa in favore degli studenti.

Ringrazio, per il lavoro svolto che dà puntualmente e tempestivamente attuazione alla misura inserita nella legge di bilancio 2019, l’Assessore Sebastiano Leo e lo Staff della Sezione regionale “Istruzione e Università”, diretta dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia.

ENZO COLONNA

RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO DI ALTAMURA, IMPORTANTE PASSO IN AVANTI CON LA PUBBLICAZIONE DEL BANDO PER L’AFFIDAMENTO DEI LAVORI.

Premessa.

Questa, mettiamola così, è la premessa ad un intervento, che è il testo che segue dopo gli asterischi. Avete capito (rassegnati, ormai) che il testo è lungo (ci vogliono 3-4 minuti per la lettura e poi ci sono i testi a cui rinvio con i link).

Nel post riferisco di un traguardo certamente importante. Anche se, per me, il vero grande traguardo lo si raggiunse poco meno di un anno fa, quando, dopo una serie di verifiche incontri, impegni e interlocuzioni sviluppati nell’arco di tre quattro mesi (agosto-novembre 2018), ebbi conferma che la Regione avrebbe assicurato nuovamente il finanziamento (5 milioni di euro a totale copertura dei lavori). Ne scrissi, nel novembre 2018, in una nota disponibile da qui e poi quando il tutto fu sancito in una delibera regionale nel marzo 2019, da qui.

Un risultato per nulla scontato, né facile. Era l’ultima occasione a disposizione, dopo aver mancato, il Comune la prima, più clamorosa, avendo avuto alcuni anni a disposizione, scaduta nel dicembre 2016 e la seconda, scaduta nel dicembre 2017. Ho ricostruito tutta la vicenda più volte, ad esempio qui: https://www.enzocolonna.com/2019/03/30/a-proposito-dei-fondi-regionali-per-il-centro-storico-di-altamura/

Riservo questo post, invece, ad una funzione di servizio. Come faccio sempre, ritengo doveroso rendere un “GRAZIE” a quanti hanno speso, in varia misura, lavoro e impegno (sicuramente, nel post che segue, mi sfuggirà qualcuno e me ne scuso).

I “grazie”, purtroppo, sempre più diffusamente e a tutti i livelli, si vanno estinguendo per superficialità, sciatteria, egocentrismo, malafede. Per me, invece, a rischio di risultare pedante, sono importanti e doverosi.

Lo faccio per una serie di ragioni: 1) mi hanno educato a ringraziare; 2) va reso sempre omaggio al lavoro e all’impegno, per nulla scontati, anche quando, come si dice brutalmente, “sono pagati”; 3) “ringraziare” fa bene ovviamente a chi viene ringraziato, nella misura in cui si vede riconosciuto lavoro e impegno; 4) “ringraziare” fa bene a chi ringrazia, lo fa sentire all’interno di una rete di rapporti e relazioni feconde, quindi rinsalda un patto comunitario, in cui tutti fanno il proprio dovere, contribuendo a migliorare l’esistente; 5) “ringraziare” fa bene a tutti, perché, rendendo esplicito e chiaro a tutti ciò che è stato “bene”, ciò che si è fatto “bene”, lo rende patrimonio comune e condiviso, conoscenza e memoria comune, così ringraziare serve ad indicare il percorso giusto (un “questa è la strada giusta, andiamo avanti!”) e, di conseguenza, motiva e impegna tutti a proseguire, a crescere e migliorarsi, contribuendo, in tal modo, al progresso materiale (e spirituale) di una comunità.

Quindi, questo è in realtà un post sulle virtù salvifiche dell’atto del “ringraziare”.

Siamo il “fiume che passa e resta”, “uno e diverso sempre”.

*************

L’intervento.

È certamente una bella notizia la pubblicazione, avvenuta venerdì scorso, del bando di gara per l’affidamento dei lavori di recupero e riqualificazione di alcune vie e piazze del centro storico di Altamura (progetto ‘Rigenera’).

È un altro importante passo in avanti su una questione con una lunga storia, che prende avvio con un bando regionale addirittura del 2011 e che ho seguito passo dopo passo, nei ruoli e con le funzioni di volta in volta assegnate in questi anni, sino ad oggi, superando difficoltà innumerevoli e soprattutto il rischio di non poter più contare sul finanziamento regionale in quanto le originarie risorse, che rinvenivano dalla programmazione dei fondi strutturali europei 2007-2013, erano definitivamente andate perse non avendo il Comune di Altamura realizzato gli interventi entro il 31 dicembre 2016.

Nell’ultimo anno e mezzo circa, si è sviluppato un grande lavoro a livello comunale e regionale che ha consentito di salvare e recuperare un imponente finanziamento di quasi 5 milioni di euro messo a disposizione di Altamura dalla Regione.

Solo a valle di questo significativo lavoro siamo giunti, alla fine di maggio, alla firma del nuovo disciplinare (in sostituzione di quello siglato nel 2014, ormai superato) con il quale Regione e Comune hanno ridefinito i rispettivi obblighi e soprattutto il puntuale cronoprogramma aggiornato per l’esecuzione dei lavori, che dovranno essere completati entro tre anni circa (per maggiori dettagli v. qui).

Tali interventi (che consisteranno in particolare nella basolatura, realizzazione di sottoservizi, miglioramento del sistema di captazione delle acque piovane) per un verso consentiranno alla comunità altamurana di vedere compiuti importanti interventi previsti dal piano di riqualificazione del centro storico, opere fondamentali per rigenerare questa parte della Città, migliorare la qualità della vita dei residenti e rilanciare le attività qui ubicate; per l’altro rappresentano una significativa opportunità di lavoro per maestranze, tecnici e operatori economici del settore edile.

Un “grazie” perciò a tutti coloro che, sul fronte regionale e comunale, hanno profuso impegno negli anni e stanno lavorando sodo per il raggiungimento di questo straordinario risultato.

Ringrazio in particolare, per il grande lavoro svolto, lo Staff del Settore “Lavori Pubblici” del Comune di Altamura, diretto dall’ing. Biagio Maiullari, impegnato da tempo su questo programma. In particolare, i dirigenti Giovanni Buonamassa e Antonio Vendola, che in diverse fasi si sono susseguiti nell’incarico; il responsabile unico del procedimento, RUP, nonché attuale dirigente Biagio Maiullari; i tecnici e funzionari Maria Cornacchia, Caterina Natale, Rosa Falcicchio, Angelo Forte, Vincenzo Martimucci. Ringrazio, per i tempi stretti assicurati e la professionalità, la società (ing. Alfredo Striccoli) che ha validato il progetto, atto necessario previsto dalla legge prima della gara di appalto. Ringrazio, altresì, lo Staff del Servizio comunale “Appalti e Contratti” (in particolare, il Capo Servizio Giuseppe Livrieri e il dirigente Luca Nicoletti).

Ringrazio, per il grande lavoro svolto, per la puntualità professionale e anche per la grande disponibilità con cui mi hanno ascoltato e spiegato nei vari passaggi di questa lunga procedura, lo Staff della Sezione regionale “Tutela e valorizzazione del paesaggio” e la sua dirigente ing. Barbara Loconsole, e quello della Autorità di Gestione del POR Puglia, guidata dal dott. Pasquale Orlando.

Ringrazio, per l’impegno e la determinazione messi in campo per sviluppare la progettazione esecutiva e poi per avviare le procedure di gara, l’Amministrazione Melodia (tutta, anche se mi preme sottolineare il ruolo avuto dall’assessore alla “programmazione economica e risorse comunitarie” Teresa Pellegrino, con cui, più a stretto contatto, ho lavorato per il salvataggio del finanziamento un anno fa circa). Ringrazio – anche se a molti potrà sembrare paradossale, da me che ne sono stato avversario e anche se evidenti sono stati i loro limiti e ritardi – l’Amministrazione Stacca (che otto anni fa presentò la candidatura, sostenuta da tutto il consiglio comunale, al bando regionale) e l’Amministrazione Forte (durante la quale fu sviluppata la progettazione portandola al livello di definitivo).

Ringrazio cittadini, residenti, gruppi informali, associazioni, comitati che in tutti questi anni hanno tenuto alta l’attenzione sul tema del “centro storico” e hanno aiutato ad operare al meglio.

Infine, ringrazio, per il ruolo decisivo nella definizione di questa vicenda, il Presidente Michele Emiliano e l’Assessore Pisicchio.

In questi anni, grande è stata l’attenzione riservata dalla Regione Puglia al territorio della Murgia e alla Città di Altamura. Ne vado orgoglioso.

ENZO COLONNA

CENTRO PER L’IMPIEGO DI ALTAMURA, DA QUESTA MATTINA ATTIVO NELLA NUOVA SEDE (PALAZZO EX TRIBUNALE, IN VIA GRAVINA).

PIÙ AMPIO, ACCESSIBILE, FUNZIONALE. TAGLIATI I FITTI PASSIVI.

Da questa mattina, 11 ottobre, gli uffici del Centro per l’Impiego di Altamura sono attivi nella nuova sede ubicata in Piazza Francesco Santoro Passarelli (nei pressi di via Gravina), in un’ala dell’immobile ex sede del Tribunale, messa a disposizione dal Comune di Altamura.

Da qualche giorno è in corso il trasloco che ha determinato, ieri, la temporanea chiusura del Centro. Saranno necessari alcuni giorni prima di recuperare la piena operatività nei servizi.

I lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento della nuova struttura che ospita il Centro per l’Impiego sono stati realizzati, negli ultimi mesi, grazie a un rilevante sforzo economico della Regione Puglia che ha impegnato a questo scopo quasi 250 mila euro (comprese le somme necessarie per il trasloco). In particolare, sono state oggetto dei lavori le superfici interne, le tramezzature, i servizi igienici, gli impianti (elettrici, condizionamento, rete); oltre ad aver assicurato le risorse finanziarie, la Regione, nello specifico la sezione regionale “Provveditorato ed Economato”, ha gestito le relative procedure (per questo lavoro, oltre al dirigente, ringrazio, in particolare, il funzionario di questa struttura regionale Antonio Bitetti, altamurano).

Seguo questa vicenda da tempo, in particolare da quando, poco dopo il suo insediamento, la nuova amministrazione comunale confermò la volontà di procedere al trasferimento della sede del Centro, liberando il precedente immobile per cui da tempo il Comune aveva comunicato al proprietario la disdetta del contratto di locazione. Sono seguiti sopralluoghi congiunti di dirigenti e tecnici del Comune (in particolare, dell’area servizi amministrativi, diretta dal dott. Gianluca Nicoletti, e del settore “Opere Pubbliche”) e della Regione (della sezione “Provveditorato ed Economato”, diretta dal dott. Mario Lerario) quindi progetto e lavori.

Si tratta di una sistemazione certamente molto più ampia (circa 400 mq, più locali nell’interrato) e funzionale oltre che maggiormente accessibile e adeguata alle esigenze di un vasto bacino d’utenza. Migliorerà la fruizione e la qualità dei servizi indispensabili per la comunità erogati dal Centro per l’Impiego, quali la gestione del collocamento, preselezione, incontro tra domanda e offerta del lavoro, orientamento alla formazione e al lavoro, nonché la gestione di alcune importanti procedure come ad esempio quelle connesse alla misura nazionale del Reddito di Cittadinanza, a quella regionale del Reddito di Dignità o alla misura “Garanzia Giovani”.

L’accessibilità della nuova sede, inoltre, è anche molto più agevole da parte degli utenti provenienti da Gravina e Poggiorsini, i quali potranno rapidamente e agilmente raggiungere gli uffici senza necessità di attraversare la città come in precedenza.

A tale proposito mi auguro che presto – grazie alle procedure concorsuali già programmate per i prossimi mesi all’esito delle quali sono previste alcune centinaia di nuove assunzioni presso l’Agenzia Regionale per le Politiche Attive del Lavoro (ARPAL Puglia), di cui costituiscono articolazioni organizzative territoriali i centri per l’impiego – possa essere ampliata la pianta organica (che da poche settimane si è comunque arricchita di sei giovani e motivati navigator, a cui se ne aggiungeranno altri due) del Centro per l’Impiego murgiano (che serve Altamura, Gravina e Poggiorsini), in modo tale da poter attivare uno sportello anche a Gravina, possibilità sino ad ora impedita proprio dai limiti dell’attuale disponibilità di personale.

Ad ogni modo, il trasferimento del Centro per l’Impiego nella nuova sede rappresenta un importante e deciso passo in avanti anche sotto il profilo dell’offerta integrata di servizi, visto che l’immobile dell’ex Tribunale è destinato anche ad ospitare gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, per i quali il Comune sta definendo la progettazione, e quelli dell’INPS.

Un ultimo dato, per nulla secondario. La nuova e più consona sistemazione del Centro per l’Impiego, grazie ad uno sforzo congiunto di Regione e Comune, consente di tagliare definitivamente una voce di spesa per il Comune di Altamura, quindi per la collettività: circa 30 mila euro all’anno destinati a coprire i canoni di locazione dell’immobile in cui il Centro per l’Impiego era ubicato a partire dal 1992, da 27 anni (in via La Carrera, di fronte lo stadio comunale “D’Angelo”).

Si tratta, dunque, di un importante obiettivo raggiunto. Auguro buon lavoro a tutto il personale del Centro per l’Impiego di Altamura, coordinato, assieme ad altri centri, dal dott. Saverio Trabace.

Ho realizzato le foto, nel nuovo Centro, ieri mattina.

ENZO COLONNA

LAND ART 50, SABATO PROSSIMO TAVOLO DI CONFRONTO SUL RAPPORTO TRA ARTE, PAESAGGIO E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO.

Riflettere sul rapporto tra arte e valorizzazione del territorio, e sull’opportunità di favorire l’adozione e la sperimentazione di virtuosi e innovativi modelli di partnership pubblico-privati in grado di diffondere e promuovere la conoscenza dei beni culturali, assicurando le migliori condizioni per la loro fruizione.

È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo dell’iniziativa alla quale parteciperò e che si svolgerà sabato 12 e domenica 13 ottobre prossimi, nella straordinaria cornice di Castel del Monte, nell’ambito del progetto “Land Art 50”, promosso dall’Associazione Unconvention Art (realtà consolidata che si occupa di arte contemporanea e della valorizzazione, attraverso questa, dei siti territoriali) in collaborazione con la Fondazione Dioguardi e la Fondazione “Casa Rossa”.

Il progetto, che si sviluppa nell’arco di due anni e che vede il sostegno della Regione Puglia in quanto beneficiario di un finanziamento nell’ambito del Programma Straordinario 2018 in materia di Cultura e Spettacolo, prevede, oltre alla realizzazione di una serie di iniziative espositive, editoriali e divulgative, anche la realizzazione di una serie di tavoli territoriali presso i quattro siti UNESCO dislocati tra Puglia e Basilicata (Alberobello, Castel del Monte, Monte Sant’Angelo e Matera) finalizzati a sviluppare un confronto tra rappresentanti istituzionali, operatori culturali, artisti, enti privati, paesaggisti e storici dell’arte, sul rapporto tra arte, natura e paesaggio, in un percorso di avvicinamento che coinvolga le comunità locali in vista del convegno internazionale sulla Land Art che si svolgerà a Bari nel 2020.

Il primo di questi tavoli territoriali si svolgerà, appunto, a Castel del Monte nel prossimo fine settimana e vedrà, sabato pomeriggio, a partire dalle ore 15, la mia partecipazione alla riflessione sul tema “Esperienze di Land Art italiane e internazionali”, assieme a Loredana Capone (assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia), Michele Longo (sindaco di Alberobello), Elena Saponaro (direttrice del sito di Castel del Monte), Cesare Troia (vice presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia), Fabio De Chirico (curatore Land Art 50), Francesco Maggiore (curatore Land Art 50 e presidente della Fondazione Dioguardi), Giuseppe Capparelli (curatore Apulia Land Art Festival), Fabio Macaluso (presidente Fondazione “Casa Rossa”), Costanza Meli (presidente Associazione Isole), Anne Demijttenaere (fondatrice di Opera Bosco), Carlo Palmisano (direttore artistico Land Art 50). Sarà presente Mariastella Margozzi, direttrice del Polo Museale della Puglia.

La manifestazione proseguirà, poi, sempre sabato 12, alle ore 18.30 presso Taverna Sforza, con un “talk” al quale parteciperanno Fabio Macaluso (scrittore e giornalista), Raffaele Vitto (artista pugliese) e Lorenzo Scaraggi (videoreporter e storyteller). Domenica 13 Ottobre, poi, a partire dalle ore 11 a Castel del Monte, ci sarà una vera e propria lezione a cura di Antonio Marras (artista protagonista del progetto Land Art 50 e da sempre impegnato nell’indagare ogni forma d’arte e di espressione visiva) dedicata in particolare agli studenti delle scuole superiori e alle realtà locali (associazioni, operatori culturali e turistici, singoli). La finalità è quella di illustrare le potenzialità della LAND ART nella costruzione di significati condivisi con le comunità locali e per definire assieme una strategia integrata di promozione del sito UNESCO.

Ricordo, infine, che questo progetto rientra nell’ambito delle celebrazioni per la prima proiezione del film “Land Art” del regista tedesco Gerry Schum, a cui può ricondursi la nascita della definizione, appunto, di “Land Art”, una forma d’arte contemporanea che punta fortemente sul rapporto tra individuo/artista e natura/paesaggio e che può rappresentare un importante volano per la valorizzazione del territorio.

ENZO COLONNA

“LUOGHI E ARCHIVI DELLA MEMORIA”, APPROVATA ALL’UNANIMITÀ IN VI COMMISSIONE LA MIA PROPOSTA DI LEGGE.

Foto ripresa dalla pagina Facebook di “Campo 65: Prigionieri di Guerra”

È stata approvata all’unanimità, oggi, dalla VI Commissione consiliare, la proposta di legge, che avevo presentato nel giugno scorso, in materia di “Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione dei luoghi della memoria e degli archivi storici di Puglia” [per il testo e la relativa scheda, da qui].

Si tratta di un’iniziativa legislativa finalizzata a sostenere la promozione e la valorizzazione di luoghi che sono stati teatro, in particolare nel corso del Novecento, di eventi di grande rilievo storico tanto da divenire elementi costitutivi del nostro patrimonio culturale e identitario.

La proposta di legge nasce dall’esigenza, che considero impellente, di mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare, per le generazioni attuali e per quelle future, la memoria di fatti e accadimenti avvenuti sul territorio pugliese (soprattutto con riferimento ai due conflitti mondiali del secolo scorso) e che sono da considerarsi determinanti per l’assetto e lo sviluppo democratico della Repubblica Italiana e della nostra Regione.

L’obiettivo è quello di consolidare quel patrimonio immateriale collettivo che è elemento essenziale per la coesione e per il progresso della comunità regionale, con l’auspicio che quest’ultima, conscia di avere un substrato valoriale comune, possa guardare con maggiore consapevolezza di sé al futuro.

Per questo attribuisco a questa proposta di legge un significativo valore sociale, educativo e formativo, dal momento che è finalizzata a promuovere e sostenere attività di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio identitario, culturale, storico e politico rappresentato da tanti “Luoghi della Memoria” presenti nel territorio regionale: ad esempio, si pensi alla “Casa Rossa” di Alberobello che dall’estate del 1940 e sino al settembre del 1943 fu luogo di detenzione per ebrei, al “Campo P.G. 65” di Altamura (durante la 2^ guerra mondiale per i prigionieri alleati e poi, nel dopoguerra, centro per i profughi provenienti dalla Venezia Giulia, dalla Dalmazia, dall’Africa), al “Campo P.G. 75” di Torre Tresca a Bari, senza dimenticare l’ex macello comunale di Manfredonia o il campo di concentramento e confino alle Isole Tremiti o, ancora, il “Museo della memoria” di Nardò o i luoghi legati alla “Guerra Fredda” nella Murgia, solo per citarne alcuni.

Si tratta di beni immobili o luoghi fisici, ivi compresi gli Archivi Storici o i Centri di Documentazione, pubblici o privati (si pensi, ad esempio, a quelli della “Fondazione Di Vagno”, della “Fondazione Gramsci”, dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea “Tommaso Fiore”), legati a eventi o figure che hanno segnato la storia contemporanea della Puglia e della sua Comunità.

Luoghi e Archivi che meritano di essere preservati, tutelati e valorizzati, attraverso progetti specifici che consentano anche di aprirli al territorio, facendoli conoscere ai tanti che, probabilmente, pur vivendo a poca distanza, ne ignorano perfino l’esistenza.

Ricordo, in proposito, che è in corso di realizzazione, per l’anno in corso, la misura regionale sui “Luoghi della Memoria” e sugli “Archivi Storici”, prevista nell’ambito del programma “La Cultura si fa Strada” sviluppato dalla Sezione “Valorizzazione Territoriale” e approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore Loredana Capone, che dà attuazione ad una norma da me introdotta nell’ambito della legge di stabilità 2019 (art. 49 della l.r. 67/2018, in proposito v. qui).

Con la proposta di legge approvata oggi in Commissione, quindi, si punta a rendere sistematico e continuativo, anche per i prossimi anni, l’impegno della Regione Puglia su questi temi.

Nel ringraziare il Presidente Mimmo Santorsola e tutti i Componenti della VI Commissione consiliare per l’attenzione che hanno riservato alla mia proposta di legge e, per il supporto assicurato con grande disponibilità e professionalità, le strutture regionali (quella della Commissione consiliare, la Sezione “Valorizzazione Territoriale”, il Servizio “Bilancio”), auspico, ora, che su questa iniziativa legislativa possa esserci un’ampia convergenza anche in Consiglio regionale e che si possa giungere in tempi celeri alla sua auspicabile approvazione.

ENZO COLONNA