PER ALTAMURA, LA MURGIA, LA PUGLIA.

Ho dato il massimo, tutto, in questi quattro anni di servizio in Regione.

In silenzio laborioso. Una decina di interviste al massimo e solo tantissimi aggiornamenti (quotidiani, attraverso la mia bacheca Facebook e le mie liste WhatsApp) sui passi compiuti, uno dopo l’altro, ogni giorno. Avanti, sempre e comunque!

Ho fatto questo e basta, senza cedere alla tentazione di preoccuparmi della tessitura di un “consenso” personale, fatto di relazioni, patti e alleanze, riferimenti sparsi su tutto il territorio del collegio, ricerca di sponsor politici e organizzazione dei “grandi elettori”, i cosiddetti portatori di voti, tatticismi e calcoli, opportunismi e ipocrisie, insomma tutto ciò che è necessario e funzionale a creare le condizioni per una successiva candidatura ed elezione.

Il tempo a disposizione (la merce più preziosa che abbiamo) era pochissimo a fronte del tanto da immaginare, impostare, programmare, finanziare, eseguire.

Ho lavorato per la Puglia (con una serie di leggi, norme e misure regionali), per la nostra Murgia (con una serie di azioni mirate, progettualità e finanziamenti, che hanno interessato tutte le comunità murgiane e poi, in particolare, pensando alla più importante infrastruttura del territorio, l’Ospedale della Murgia “Perinei”, con nuovi servizi, nuovo personale, attrezzature e interventi fisici e strutturali), per la mia Altamura (con opere, progetti, servizi, finanziamenti, una serie impressionante, forse senza precedenti: so di rischiare l’immodestia, ma i fatti sono lì, anzi qui, documentati, oggettivi).

Ho dato il massimo alle persone, facendomi, con le mie limitate forze, punto di ascolto e di riferimento, per qualsivoglia esigenza, bisogno, difficoltà, piccole o grandi. Credo di aver risposto a quasi tutti coloro, conoscenti e no, che mi hanno contattato o sottoposto questioni. Una risposta c’è stata quasi sempre e mi scuso con quanti non l’hanno ottenuta. Una risposta sempre, anche quando si è tradotta nell’ammettere l’impossibilità o l’incapacità di risolvere un problema. Mi scuso anche per questo.

Ho fatto il massimo per costruire comunità, piccole o grandi, una biblioteca, un incubatore di imprese giovanili, un polo per l’infanzia, un laboratorio urbano, un centro per anziani, un luogo di cultura, un’attività economica, sociale o culturale… perché nelle comunità, con gli altri, condividendo energie, forze, fragilità, difficoltà, capacità diverse, possiamo salvarci, superando le nostre solitudini, riconoscendo nell’altro bisogni e limiti che sono anche nostri, vincendo diffidenza, paura e odio.

Ho fatto il massimo, perché credo nel valore dell’opera quotidiana, nel lavoro, unico strumento di progresso, crescita, emancipazione personale e collettiva. L’opera quotidiana che vince il lassismo, l’apatia, l’indifferenza, la rassegnazione. L’opera quotidiana che sa di futuro e costruisce futuro, che si fa solo facendo e agendo oggi, nel presente, che è il nostro tempo, quello che ci è dato, non il passato (più o meno nostalgicamente richiamato) e non il futuro, che viene se siamo ben centrati nel presente, se facciamo il nostro qui e ora, altrimenti è solo retorica o alibi per non far nulla.

Del resto, mi conoscete: ritengo che la dimensione dell’uomo sia in quello che fa, non in quello che dice o dice di fare. Siamo quello che facciamo. E, come ripeto sino alla noia, se non facciamo niente non siamo niente.

Ho fatto il massimo, sfidando l’impossibile, perché, come ricordava la mia amata Ingeborg Bachmann, solo così allarghiamo le nostre possibilità.

In questa sfida tra possibile e impossibile, che mi ha portato a fare quello che ho fatto (che lascio al vostro giudizio), ho trovato sempre vicino, anche se distante fisicamente (nei quattro anni in Regione, se ci saremo parlati a quattr’occhi una decina di volte è tanto!), sempre presente, senza troppe parole, ma solo contando io nel suo supporto e lui dandomi fiducia, Michele Emiliano.

Entrambi sappiamo che tutto quello che si poteva, alle condizioni date, si è fatto. Entrambi sappiamo pure che non basta. Ed è il motivo per cui sono convinto che il lavoro di Michele Emiliano debba proseguire. Non basta mai. Nelle istituzioni e in politica, come in tutti i contesti in cui operiamo (studio, lavoro, volontariato, amori, amicizia). Sempre, chi soffre di una maggiore sensibilità si dibatte e si tormenta tra queste contrastanti consapevolezze ed è tra queste che si agita la nostra umanità.

Forza, Michele Emiliano. A te, il mio grazie, il mio affetto, il mio sostegno.

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📌 Data la lunghezza di questo post, mi limito a elencare di seguito, in forma sintetica, quanto ho fatto, seguito, accompagnato, sollecitato, per Altamura. L’elenco è parziale e comunque non dà conto dei risultati conseguiti a livello territoriale murgiano, in altri Comuni, come non dà conto delle leggi regionali da me elaborate, proposte ed approvate in questi quattro anni di mandato. Sto completando un rapporto di fine mandato più ragionato, completo e dettagliato.

 La realizzazione della Biblioteca di Comunità, Agorateca, presso la scuola Tommaso Fiore (circa un milione di euro di finanziamento riconosciuto nel gennaio 2018 al progetto elaborato e candidato dall’Istituto Bosco-Fiore), una grandissima soddisfazione e gioia per me, una grande opportunità per la nostra comunità.
 Il Polo Innovativo per l’Infanzia, conquistato nei primi mesi del 2018, che cambierà il volto del quartiere Trentacapilli, una grande conquista a cui sono molto legato, per cui è in corso la valutazione dei progetti candidati al concorso di progettazione (poco meno di 4,5 milioni di euro di finanziamento riconosciuto dalla Regione).
 Il recupero (fine 2018) di un vecchio finanziamento regionale di 5 milioni di euro, che era andato perso, per gli interventi di riqualificazione del centro storico (è in corso la gara di appalto).
 La rigenerazione di un’ampia zona della città (programma SISUS), con interventi da piazza Resistenza, lungo via Garibaldi e via Selva (marciapiedi, aree verdi e raccolta acque lungo, ecc.), con il restauro del Monastero del Soccorso (finanziamento regionale di 5 milioni di euro conseguito nel giugno 2018).
 La realizzazione di aree verdi e percorsi pedonali attrezzati nel quartiere Parco San Giuliano (finanziamento regionale di 1,3 milioni di euro al progetto candidato nei primi mesi del 2018, non manca molto alla gara di appalto).
 Il sistema di raccolta di acque piovane nella zona tra Parco San Giuliano e Port’Alba (finanziamento regionale di 1,3 milioni di euro al progetto candidato nel maggio 2018, in corso la progettazione esecutiva).
 La nuova palestra della Scuola Padre Pio (finanziamento regionale di 700mila euro conseguito nel maggio 2017, sono in corso i lavori)
 La ristrutturazione completa e l’adeguamento sismico della scuola media “Ottavio Serena” (intervento interamente finanziato dalla Regione con 2,5 milioni di euro nel novembre 2017; sottoscritto il contratto per i servizi di progettazione a cui seguiranno i lavori).
 Gli interventi di mitigazione e prevenzione del rischio idrogeologico nella zona Parco San Giuliano – Via Cassano finanziati dalla Regione nel 2019 con 3.087.221 euro.
 Il risanamento e la sistemazione idraulica del Torrente Jesce con un finanziamento regionale di circa 8 milioni di euro (è in corso la gara di appalto del Consorzio di Bonifica per l’affidamento dei lavori).
 Lo storico completamento dei lavori della Statale 96, seguiti quotidianamente con azioni di sollecitazione e impulso.
 Il ripristino del famigerato Ponte di Modugno sulla Statale 96, danneggiato a seguito di un incidente.
 Seguite e accompagnate tutte le fasi di progettazione e programmazione di importanti infrastrutture stradali ancora mancanti (le tre rotatorie sulla circonvallazione, statale 96, ad Altamura; le rotatorie lungo le strade provinciali per Corato e per Laterza; la viabilità provinciale di servizio con rotatoria sulla 96 per un accesso sicuro e fluido all’Ospedale della Murgia).
 Seguita e accompagnata, a seguito dell’approvazione di una legge regionale sottoscritta anche da me, la prima fase della risoluzione della questione della estensione delle reti idrica e fognaria nelle zone Parco Bersaglio e Crapolicchio.
 Il recupero e restauro di San Michele delle Grotte (50mila euro il finanziamento regionale riconosciuto all’ABMC nel dicembre 2018).
 Il recupero e restauro di copertura ed esterni della Cappella della Madonna della Croce (30mila euro riconosciuto alla Diocesi nel dicembre 2018).
 La manutenzione straordinaria e restauro conservativo della Chiesa Maria SS. del Buoncammino (finanziamento regionale di 42mila euro riconosciuto alla Diocesi nel gennaio 2020).
 La messa in sicurezza, protezione e il restauro conservativo del complesso rupestre di Sant’Angelo in Fornello ubicato a circa 6 km da Altamura, lungo la strada per Santeramo, in una zona particolarmente suggestiva della Murgia (finanziamento regionale di 50mila euro riconosciuto ai proprietari nel luglio 2020).
 Il Museo/Laboratorio degli strumenti scientifici del Liceo Cagnazzi (40mila euro di finanziamenti regionali riconosciuti al progetto della scuola nel corso del 2019).
 Il ripristino della palestra della Scuola Don Milani, terminati i lavori (finanziamento regionale di 40mila euro assegnato al Comune agli inizi del 2019).
 La sistemazione e il ripristino di alcuni fabbricati del complesso di Fornello (finanziamento regionale di 50mila euro riconosciuto alla Diocesi nel gennaio 2019).
 La ristrutturazione e rifunzionalizzazione del Laboratorio Urbano Giovanile “Port’Alba” (accanto alla Chiesa Sant’Agostino), chiuso da diversi anni, con un finanziamento regionale di 150mila euro assegnato al Comune nel giugno 2018 (in via di completamento i lavori).
 I lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento della nuova sede del Centro per l’Impiego in via Gravina (ex Tribunale), in un immobile messo a disposizione dal comune (che così sta risparmiando i fitti pagati per la precedente sede), realizzati dalla Regione con un significativo sforzo economico (quasi 300mila euro).
 Le azioni per Campo 65 (tra Altamura e Gravina, campo di prigionia di militari alleati, poi campo di addestramento per i partigiani slavi e infine, nel dopoguerra, centro per i profughi), finanziate nel 2019 dalla Regione con circa 65mila euro nella prima edizione della mia misura, poi divenuta legge, sui “Luoghi della Memoria”, sulla fruizione di luoghi e archivi legati agli accadimenti che hanno segnato la storia del Novecento in Puglia.
 Il Centro comunale di pronta accoglienza e polivalente per anziani in via Manzoni, angolo via Leopardi, finanziato nel 2017 dalla Regione con 1,3 milioni di euro (in costruzione).
 Il Concorso di Idee finalizzato a definire un programma integrato di interventi di rigenerazione della zona di via Manzoni finanziato nel febbraio 2020 con 50mila grazie ad una mia misura introdotta nel bilancio regionale.
 La realizzazione, la riqualificazione o il potenziamento di cinque impianti sportivi di enti privati non a scopo di lucro (parrocchie, centri universitari sportivi, associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, associazioni di volontariato), tra cui la struttura sportiva-ricreativa dedicata a Domi Martimucci presso la Chiesa Redentore nel quartiere Trentacapilli, i campi del Circolo Tennis (Lazzaretto), i campetti presso la Chiesa Sant’Anna, progetti finanziati, nel maggio 2020, dalla Regione complessivamente con circa 450mila euro.
 Il progetto di restauro dell’organo monumentale della Cattedrale di Altamura con le connesse attività di valorizzazione e fruizione (finanziamento regionale di circa 900mila euro nel 2020).
 Il progetto di Archivio/Museo della Memoria presso la Chiesa Cristiana Evangelica ubicata nel quartiere Carpentino, tra via Parma e via Aosta, con la catalogazione del materiale librario, documentale e fotografico presente, oltre alla realizzazione di spazi attrezzati polifunzionali all’esterno, aperti all’utilizzo della comunità del quartiere e cittadina (finanziamento regionale di circa 970mila euro nel 2020).
 Gli interventi di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza di diversi plessi scolastici finanziati in questi quattro anni dalla Regione (250mila euro per la Garibaldi, 250mila per la IV Novembre; 85mila euro per la Tommaso Fiore; 70mila euro per la Mercadante).
 Due interventi con la misura regionale “Luoghi Comuni” per la gestione da parte di organizzazioni giovanili dell’ostello presso il complesso Santa Croce e dell’aula studio nel Viti Maino (ciascuno finanziato con 40mila euro).
 Il potenziamento e il miglioramento strutturale e impiantistico di luoghi destinati allo spettacolo dal vivo, come il Teatro Mercadante e il Multicinema Teatro Mangiatordi (che hanno beneficiato di un finanziamento di 480mila euro ciascuno).
 Il sostegno, anche economico, assicurato a decine di iniziative culturali, come quelle del programma “La Murgia abbraccia Matera” (attività culturali, concorso di idee, protocollo con Parco e Ministero Sviluppo Economico per connettività nelle campagne), del programma “I Musei raccontano la Puglia” (rivolto ai bambini sino ai 13 anni), quelle proposte da diverse scuole e associazioni del territorio (festival, rassegne, cinema, didattica innovativa, Federicus, ecc.).
 Tre interventi finanziati con la mia misura regionale, poi divenuta legge, per la promozione della Street Art: uno già realizzato dalla scuola Tommaso Fiore (20mila euro dalla Regione), altri due da realizzare a cura, rispettivamente, della stessa scuola e del comune (40mila euro ciascuno il finanziamento regionale).
 Il progetto in materia di contrasto e recupero degli sprechi alimentari dell’Ambito sociale di Altamura, finanziato dalla Regione con 50mila euro in attuazione della legge regionale che avevo sottoscritto.
 Gli interventi strutturali e di manutenzione straordinaria attesi da anni sugli immobili di edilizia residenziale pubblica, ex IACP ora ARCA, in via Parisi (finanziati nel 2017 con 350.000 euro), in via Cicerone e via Carpentino (finanziati nel 2017 con 382.584 euro).
 Importanti appuntamenti (Ezio Bosso), produzioni televisive e cinematografiche portati sul territorio murgiano.
 La messa in sicurezza della ex discarica di Altamura sulla strada per Laterza (finanziamento regionale riconosciuto, nel dicembre 2019, al Comune di 1 milione di euro).
 Interventi per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto presenti nel territorio comunale (finanziamento regionale di 70mila euro riconosciuto al Comune nel maggio 2018).
 La riorganizzazione complessiva del trasporto pubblico locale che ha determinato un importante aumento dei servizi minimi riconosciuti e finanziati dalla Regione (per Altamura 211.579 km annui rispetto ai precedenti 156.785 km annui).
 Il rifinanziamento da parte della Regione nel novembre 2016 (1,3 milioni di euro) dei quattro centri comunali di raccolta rifiuti differenziati del nostro ambito territoriale (di cui due ad Altamura), dopo la revoca del precedente finanziamento a seguito dei ritardi dei Comuni.

E ancora:
 Il grande risultato dell’inserimento di tutta la zona industriale di Altamura tipizzata come D dal piano regolatore lungo la strada per Gravina (circa 184 ettari) nella Zona Economica Speciale ZES Adriatica (in tutto estesa 2800 ettari).
 L’attivazione dell’unica Factory murgiana ad Altamura presso l’ex Stazione delle Ferrovie dello Stato, Health-Hub Factory, uno dei 25 incubatori pugliesi di imprese innovative che attueranno l’intervento della Regione Puglia “Estrazione dei Talenti”, finalizzato a accompagnare percorsi di creazione di nuove imprese giovanili.
 Il riconoscimento di quattro Distretti del Cibo che coinvolgono il territorio murgiano, tra cui quello “Agroecologico delle Murge e del Bradano”, approvato in via definitiva il 2 luglio scorso, e quello incentrato sulla filiera del grano duro.
 L’attivazione ad Altamura, nell’ambito del piano regionale di dimensionamento della rete scolastica e programmazione dell’offerta formativa, a partire dall’anno scorso, del punto di erogazione CPIA, Centro provinciale per l’istruzione degli adulti, che ha reso stabili e incardinati nel territorio i servizi offerti da tale centro.
 L’attivazione, con il piano regionale per il diritto allo studio, di nuovi indirizzi presso diverse scuole superiori altamurane (De Nora, Nervi-Galilei, Scientifico).
 L’attivazione di diversi corsi di formazione professionale nel territorio (oss, estetica, operatori turistici, ecc.).
 Nuova e unica sede, a partire dal settembre 2017, del Dipartimento di Prevenzione della Asl di Bari, con il trasferimento del centro vaccinazioni, in piazza De Napoli.

Per l’Ospedale della Murgia “Perinei” e per la Sanità territoriale, tra le altre:
 L’attivazione dell’Emodinamica e dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica (Utic).
 L’attivazione dell’Unità di Medicina Trasfusionale (Banca del Sangue) presso l’Ospedale della Murgia.
 L’attivazione del Centro Antitrombosi presso l’Ospedale.
 L’istituzione del Centro di Riabilitazione Vestibolare, per la cui attivazione manca solo l’assunzione di due audiometristi.
 I concorsi con decine di nuove assunzioni di svariate figure professionali sanitarie e sette concorsi per primari ospedalieri (due espletati).
 Il progetto di efficientamento energetico finanziato dalla Regione con 5 milioni di euro (produzione di energia per autoconsumo da fonti rinnovabili; sistemi di illuminazione al fine di ridurre i consumi; realizzazione di un sistema di trigenerazione);
 La sostituzione degli infissi esterni dei reparti di degenza dal 2° al 6° piano (300mila euro).

LA PRIMA #ANGIOPLASTICA NELLA STORIA DELLA SANITÀ MURGIANA. SODDISFAZIONE, ORGOGLIO, GIOIA.

Importante giornata, quella di #martedì15settembre2020, all’#Ospedale della #Murgia “Perinei”. È una data da segnare.
Giovedì scorso, una settimana fa, si tenne la prima seduta di attività della Sala di #Emodinamica, durante la quale furono effettuate 4 coronografie diagnostiche ma nessuna angioplastica.
Due giorni fa, martedì 15, al termine di una delle 5 coronografie effettuate nel corso della giornata, è stata eseguita la prima #angioplastica nella storia della sanità murgiana, un intervento di chirurgia a cui si ricorre per dilatare un restringimento coronarico che riduce il flusso del sangue al cuore.
Ad operare il dott. Marco Basile, cardiologo ed esperto emodinamista, con l’équipe (infermieri, tecnico di radiologia) dell’Unità di Cardiologia del “Perinei”, diretta dal dott. Francesco Massari, coadiuvati dall’équipe del San Paolo diretta dal dott. Nicola Locuratolo (a sinistra, nella prima foto, con il dott. Basile).
Le sedute dedicate alle coronografie e angioplastiche, in questa fase iniziale, sono due a settimana, come ho già spiegato. Si passerà, tra non molto, ad una piena operatività h24.
Intanto, la Sala di Emodinamica è anche impegnata per le sedute di elettrostimolazione, ad esempio per l’impianto di pacemaker (di cui si occupano i dottori Pietro Scicchitano e Paolo Sasanelli, in servizio all’Ospedale della Murgia, v. terza foto).
Ringrazio tutti gli operatori impegnati. I miei complimenti e auguri per il lavoro futuro.
👉 Rinvio al mio precedente post per ulteriori informazioni:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10222920842920424&id=1558501860

📌 I #risultati ottenuti in questi quattro anni sono tanti e tanti straordinari. Ma questa chiusura del mio #mandato di #consigliereregionale, iniziato nel settembre 2016, mi ha riservato, con la conquista definitiva dell’Emodinamica della Murgia, una gioia e una soddisfazione immense, che compensa e gratifica tutto il complesso lavoro svolto per quattro anni con il Presidente Michele Emiliano, con lo staff di Cardiologia-Utic, la direzione sanitaria e amministrativa del “Perinei”, con la ASL di Bari (direzione generale e strategica, dipartimento di Cardiologia, area risorse umane, area tecnica, direzione professioni sanitarie), con il dipartimento regionale “Salute” (in particolare, la sezione “Strategia e Governo dell’Offerta”).

 Questi risultati, queste gioie resteranno.
Approfitto per ringraziarvi per l’affetto sorprendente, grande, che mi state, in tanti, riversando in queste ultime settimane e per le tante parole buone. Scrivevo bene quando, più volte, ho scritto e detto che siete per me speranza, che diversamente non avrei. Ci vediamo, chissà… un comizio, un incontro pubblico.

ENZO COLONNA

“Smart Graduation Day” e i giovani altamurani

Ieri si è consumato il primo dei tre appuntamenti (seguiranno quelli di oggi e domani) rientranti nell’ambito dell’iniziativa “Smart Graduation Day”, dedicata ai giovani altamurani che hanno conseguito la laurea durante i mesi di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 (quindi, in modalità telematica e senza proclamazione in seduta pubblica).
#SmartGraduationDay è un’iniziativa promossa dalla #RegionePuglia e dall’#ANCI Puglia, cha si è tradotta in una cerimonia collettiva simbolica svolta nei 140 Comuni pugliesi aderenti (tra cui, Altamura) e che ha coinvolto oltre tremila studenti.
Il premio simbolico, riconosciuto ad ogni laureato e offerto dalla Regione Puglia, è una pergamena nominativa e un albero con targhetta personalizzata con il nome del laureato o laureata da piantumare successivamente a cura del Comune.
L’iniziativa, ispirata dal vicesindaco di Campi Salentina, Laura Palmariggi, è stata sviluppata dall’Assessore all’Istruzione Sebastiano Leo (con cui ho condiviso molte iniziative, come questa, avendo fatto parte, in questi anni, delle stesso gruppo consiliare regionale) con il supporto della Sezione regionale “Istruzione e Università” (che ringrazio), in collaborazione con ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia) e Anci Puglia.
Lo spirito che ci ha mossi in Regione è stato quello di restituire una valenza collettiva, pur simbolica, ad un momento importante nella vita di chi si è dedicati agli studi.
Ad #Altamura sono coinvolti ben #151laureati e ieri si è svolta la cerimonia per i primi. È inutile nasconderlo, ieri ho dovuto superare l’ennesima amarezza in quanto nessuno dal Comune ha avvertito il garbo, umano e istituzionale, di coinvolgermi o invitarmi, nonostante in Regione avessi sostenuto e accompagnato l’iniziativa del mio amico e assessore regionale Sebastiano Leo. Da posizione defilata, però, non mi sono perso i volti di questi giovani altamurani che facevano ingresso nell’atrio dell’ex Monastero del Soccorso.
Sono felice per loro, per le loro famiglie, per noi tutti, per la nostra comunità. I nostri ragazzi sono speranza. Il premio simbolico, l’albero donato dalla Regione al Comune, per ciascun laureato, sta appunto ad esprimere l’auspicio che questi giovani possano piantare radici e continuare a crescere in Puglia contribuendo, con il loro lavoro, a far crescere e progredire i nostri territori.

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Questi i laureati altamurani che hanno aderito all’iniziativa:
Silvia Albergo, Luigi Angelastri, Giustina Angellotti, Nicola Ardino, Annarita Ardino, Riccarda Baldassarra, Carmela Melania Basile, Antonella Benedetto, Claudia Bruno, Marianna Bruno, Maria Lucrezia Caggiano, Sara Calia, Sante Cammisa, Francesco Domenico Cannito, Giacomo Cappiello, Chiara Capurso, Michele Carlucci, Teresa Carlucci, Daniela Centoducati, Vincenzo Chironna, Giulia Ciccimarra, Lea Ciccimarra, Teresa Cicirelli, Annamaria Cicorella, Michele Cifarelli, Nicola Marcello Cirrottola, Grazia Clemente, Gianluca Colonna, Vincenzo Colonna, Annarita Continidio, Michele Continisio, Marina Cornacchia, Maria Vincenza Cornacchia, Grazia Cornacchia, Maria Creanza, Sandro Crisanti, Carla Cristallo, Domenico Cristallo, Michele Cristallo, Maria Cristallo, Cecilia Antonia Dambrosio, Tommaso Dambrosio, Nicola Debernardis, Alessandro Maria Denora, Giuseppe Desantis, Lucia Dibari, Annalisa Digennaro, Francesco Digesù, Domenico Di Leo, Antonella Dileo, Mariarita Dilerma, Rossella Dinardo, Maria Dipalo, Michele Dipierro, Ines Direnzo, Alessandra Francesca Disabato, Maria Lucia Disabato, Angelica Disabato, Giuseppe Divietro, Cecilia Falcicchio, Antonella Falcicchio, Diego Farella, Domenico Farella, Caterina Fiorino, Mariagiovanna Florio, Pietro Forte, Francesco Galetta, Maddalena Garzone, Rosa Genco, Graziana Giorgio, Maddalena Giorgio, Marika Guglielmi, Marina La Porta, Mariateresa Laborante, Angela Lafortezza, Antonino Leto, Giovanni Loiudice, Giuseppe Loiudice, Onofrio Loiudice, Angela Loiudice, Paola Lomaistro, Maddalena Lomurno, Pietro Loporcaro, Mariagiovanna Lorusso, Mirko Lorusso, Antonella Lorusso, Raffaella Lorusso, Vitiana Lovicario, Chiara Loviglio, Mariagrazia Maiullari, Giovanni Mangiatordi, Salvatore Mangiatordi, Teresa Manicone, Cecilia Marroccoli, Luciana Marvulli, Angelo Giuseppe Marvulli, Tommaso Marvulli, Michele Massaro, Carla Mastrorilli, Francesco Moramarco, Grazia Moramarco, Mariangela Muolo, Antonella Nicoletti, Antonia Ninivaggi, Agata Notario, Elena Nuzzolese, Francesca Olivieri, Francesca Ostuni, Sabina Maria Paladino, Miriam Pallotta, Roberto Panaro, Mariagrazia Panettieri, Sante Alessandro Pepe, Giuseppe Maria Perrucci, Lorena Perrucci, Giovanni Pestrichella, Marianna Pestrichella, Giuseppe Petruzzi, Angela Picerno, Maria Piscopo, Luciana Plantamura, Michele Popolizio, Miriam Popolizio, Luca Priore, Cecilia Quartarella, Vincenzo Quartarella, Daniele Ragone, Paola Ragone, Sara Rotunno, Annarosa Rubino, Francesca Santoro, Mariagiovanna Sardone, Rosada Savino, Antonio Scalera, Fidelia Scalzo, Irene Segreto, Serena Sette, Maria Simone, Cecilia Stacca, Tanja Tancredi, Teresa Tancredi, Vito Tancredi, Mariateresa Tesoro, Elvirita Tortorelli, Nora Touaiti, Mario Traetta, Francesco Tragni, Valeria Tragni, Laura Vicenti, Giorgia Viti, Michele Vulpio

Buon anno scolastico ai nostri figli.

Buon anno scolastico ai nostri figli. Soprattutto, buon anno e buon lavoro ai docenti, al personale tecnico e amministrativo, ai dirigenti, a quanti danno corpo alla scuola, che resta l’imprescindibile luogo in cui si custodisce, si tiene viva, si trasmette e forma l’anima della memoria e della cultura. Senza quest’anima, le persone diventano “corpi”, la terra, le città, i monumenti, i libri, le opere d’arte, i boschi diventano “cose”, gli ideali diventano “finzioni o superstizioni”.

#ENERGIA PULITA, DALLA PUGLIA UN MODELLO DI RIFERIMENTO PER SUPERARE LA DIPENDENZA DALLE FONTI FOSSILI E INVESTIRE NELL’#IDROGENO.

Nel dibattito in corso sull’utilizzo dell’ingenti risorse (209 miliardi di euro) riservate all’Italia dal cosiddetto #RecoveryFund (in realtà, il pacchetto di aiuti per la ripresa post Covid è denominato #NextGenerationEU“), sta assumendo centralità il tema della transizione energetica, del superamento delle fonti fossili.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito dei grandi progetti europei di interesse comune, ha proposto che venga destinato un miliardo di euro per una strategia specifica per l’idrogeno.
Anche l’Unione Europea – con il piano #JustTransitionFund” (“Fondo per una transizione equa”) che stanzia ulteriori 100 miliardi di euro per la realizzazione di investimenti verdi nei prossimi dieci anni – indica chiaramente la strada da percorrere per ripensare complessivamente il nostro sistema economico e produttivo, orientandolo verso la riduzione del consumo delle fonti fossili, la promozione dell’efficienza energetica e il passaggio a tecnologie meno impattanti sull’ambiente.
Sulla stessa linea, il Comitato europeo delle Regioni, che ha adottato il parere “Verso una tabella di marcia per l’idrogeno pulito”, e Paesi come Francia, Germania e Portogallo, che stanno puntando con decisione sull’idrogeno come fonte energetica a basso impatto ambientale.
Grandi aspettative sono, infatti, riposte nella strategia sull’#idrogenoverde, cioè prodotto da fonti rinnovabili, che potrà consentire lo sviluppo di una piena e compiuta filiera verde e sostenibile.
Nel frattempo, Enel ha annunciato la chiusura dei quattro impianti a carbone in Italia entro il 2025 e, per garantire la sostenibilità del sistema elettrico, la sostituzione del carbone con un mix di energie rinnovabili e gas nonché la fornitura di energia da idrogeno prodotto da eolico e fotovoltaico all’Ilva di Taranto.

Si tratta di temi su cui la #Puglia è da tempo impegnata.

Già nel luglio 2019, infatti, con l’approvazione in Consiglio regionale della legge n. 34/2019, da me proposta, sulla promozione e diffusione dell’utilizzo di #idrogeno prodotto da fonti rinnovabili (la prima in Italia su questo tema) e sulla #rigenerazione degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, cui sono seguite la legge regionale n. 42/2019 che istituisce il #redditoenergetico regionale e la legge n. 45/2019 sulla promozione delle #comunitàenergetiche, la nostra regione si è dotata di un innovativo pacchetto di norme che la pone all’avanguardia sul fronte del progressivo superamento della dipendenza dai combustibili fossili, segnando un’ambiziosa traccia di lavoro per affrontare la transizione energetica.
Il pacchetto normativo sulla “energia pulita” predisposto dalla #RegionePuglia, infatti, ha l’ambizione di dare risposta alle politiche promosse a livello internazionale, europeo e nazionale per il contenimento delle emissioni di gas inquinanti e propone soluzioni concrete.

In particolare, la #leggeregionale su idrogeno e #revamping di impianti eolici e fotovoltaici esistenti definisce un quadro normativo che offre procedimenti semplificati e certezza regolamentare per spingere gli operatori a valorizzare gli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, ormai vetusti, attraverso la loro rigenerazione, la sostituzione tecnologica e la conseguente maggiore capacità produttiva a fronte della chiusura del ciclo (nella logica dell’#economiacircolare) attraverso la produzione di idrogeno con l’energia eccedente la capacità della rete e che ora va dispersa, nonché della riduzione, prescritta per legge, delle ripercussioni negative sull’ambiente attraverso un significativo taglio del numero di pale esistenti (per l’eolico) o delle aree occupate (per il fotovoltaico), quindi con un migliore inserimento degli impianti esistenti nel contesto paesaggistico e con l’effetto di evitare ulteriore consumo di suolo per l’insediamento di nuovi impianti.
Le soluzioni individuate sono certamente innovative, di frontiera e, per diversi aspetti, anticipano gli interventi normativi e le scelte su cui il legislatore nazionale è al lavoro e che è chiamato a compiere per allinearsi alla prospettiva definita a livello europeo (nella legge di delegazione europea, ad esempio).
Il taglio fortemente innovativo e originale, anticipatore, ha probabilmente indotto il governo centrale ad impugnare alcuni articoli della legge regionale dinanzi alla Corte costituzionale. Continuo a ritenere che l’intervento normativo regionale si sia mosso all’interno dei limiti e degli spazi di competenza consentiti dalla legislazione nazionale vigente. Mi auguro e sono fiducioso che il giudizio della Consulta, di cui si attendono gli esiti nei prossimi mesi, possa confermare queste considerazioni di fondo.
👉 Da qui, il testo della legge e una mia nota:
https://www.enzocolonna.com/…/approvata-dal-consiglio-regi…/
👉 Da qui, una nota sull’avviso regionale pubblicato un mese fa e finalizzato a selezionare e sostenere ricerca e interventi pilota su idrogeno:
https://www.enzocolonna.com/…/pubblicato-avviso-per-il-sos…/

La Regione, in questi anni, si è mossa anche su altri versanti: si pensi, ad esempio, ai circa #300milioni di euro destinati a finanziare quasi 190 interventi di #efficientamentoenergetico di immobili pubblici (di enti locali, aziende sanitarie, arca); tra questi, quello per l’#Ospedale della #Murgia “F. Perinei” (valore: 5,5 milioni di euro) e il Municipio del Comune di #Gravina (2,5 milioni).
👉 Sul punto, rinvio ad una mia nota del febbraio scorso:
https://www.enzocolonna.com/…/dalla-regione-altri-30-milio…/

Dunque, la Puglia si è posta da tempo in una posizione attiva nella definizione di un nuovo modello economico pulito, intelligente e sostenibile, orientato al progressivo superamento delle fonti fossili e basato sulla chiusura dei cicli produttivi (economia circolare), in cui l’idrogeno rappresenta una importante alternativa a carbone, gas e petrolio.
Sono tutte tessere di un unico mosaico che, su un tema oggi ritenuto strategico a tutti i livelli, pone la nostra regione all’avanguardia grazie al lavoro svolto in Consiglio regionale e alla grande attenzione e lungimiranza riservate, in tempi non sospetti, dal Presidente Michele Emiliano a questo argomento.
L’auspicio è che il #modello proposto dalla Puglia possa essere confermato e perseguito nei prossimi anni, sia dalla nostra Regione, con l’imminente programmazione dei fondi europei del ciclo 2021-2027, sia dallo Stato, nell’ambito dell’attività normativa in corso e delle scelte destinate a concretizzare in tutto il Paese, anche grazie alle risorse del Recovery Fund, la spinta verso uno sviluppo moderno e sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

ENZO COLONNA

BENI #CULTURALI ECCLESIASTICI, APPROVATA #GRADUATORIA DEFINITIVA DEI PROGETTI FINANZIATI. ORGOGLIOSO E FELICE PER IL GRANDE RISULTATO DELLA #MURGIA.

Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione la graduatoria definitiva dei progetti finanziati di recupero e fruizione di beni culturali, di istituti e luoghi di cultura nella disponibilità di enti appartenenti a una delle confessioni religiose che abbiano sottoscritto intese con lo Stato italiano.

📌 È l’esito di un Avviso regionale dell’aprile 2019, con una dotazione economica finale di 40 milioni di euro. Ho dato ampia diffusione sul territorio a questa opportunità, sollecitando gli enti potenzialmente interessati a partecipare all’Avviso e fornendo tutto il supporto che mi era possibile, nei limiti delle mie funzioni.
👉 Da qui, il video che realizzai appena furono pubblicati i verbali della commissione:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10222391449125910&id=1558501860

📌 La graduatoria definitiva conferma il finanziamento regionale per ben 48 interventi: 38 interessano beni immobili (di cui 15 nell’area barese) e 10 beni mobili. Nei prossimi giorni saranno sottoscritti i disciplinari tra Regione ed Enti beneficiari dei finanziamenti, con i quali saranno disciplinati i reciproci impegni e soprattutto i tempi per la realizzazione degli interventi.

 Sono orgoglioso del lavoro svolto (con Michele Emiliano), felice e molto soddisfatto, in particolare, per il risultato ottenuto da quattro proposte progettuali che interessano il territorio murgiano: 3 interventi proposti da parrocchie della Diocesi di Altamura, Gravina, Acquaviva delle Fonti e uno dalla Chiesa Evangelica Battista di Altamura.

Si tratta, nel dettaglio, dei seguenti interventi:

 Restauro dell’organo “Vegezzi Bossi” della Cattedrale di Santa Maria Assunta di #Altamura. Si tratta di un organo a canne monumentale, di grande interesse storico artistico realizzato da maestri organari di Torino nel 1880. È uno tra i più completi organi presenti in Puglia, con ben 29 canne e una ampia gamma e ricchezza di registri. Il progetto prevede non solo qualificati interventi di restauro dei materiali lignei e metallici nonché delle canne e dei meccanismi che compongono l’organo, ma anche la progettazione e sviluppo di una piattaforma multimediale e interattiva nella quale saranno raccolte le immagini e la documentazione delle varie fasi di lavorazione, e l’organizzazione di una serie di servizi culturali quali visite interattive e laboratori didattici. Questo progetto è stato ammesso a un finanziamento di 889.394 euro.

 Restauro della Chiesa di Maria SS. Addolorata (ex Santa Maria dei Sette Dolori), sita nel Comune di #Poggiorsini, al fine di realizzare un contenitore culturale multifunzionale. Il progetto prevede che diventi un polo cittadino per la cultura, la promozione e la valorizzazione del territorio, per la didattica e le arti. Si prevede in particolare la realizzazione nella chiesa di un laboratorio multimediale scientifico e tecnologico, oltre a attività laboratoriali, didattiche ed esperienziali finalizzate a valorizzare il bene culturale nel suo contesto ambientale, caratterizzato dalla presenza di luoghi suggestivi come il lago artificiale di Serra Corvo (presso il torrente Basentello). Questo progetto è stato ammesso a un finanziamento di 999.727 euro.

 Valorizzazione e fruizione dei terrazzamenti annessi alla Chiesa di Santa Lucia (Parrocchia San Giovanni Evangelista), nel Rione Piaggio di #Gravina in Puglia, a ridosso della gravina. Saranno realizzati spazi interattivi, punti di accoglienza e sosta, aree di lavoro, spazi flessibili attrezzati per l’organizzazione di seminari, convegni, laboratori e attività con bambini; inoltre sono previsti l’allestimento di percorsi rupestri legati al culto di Santa Lucia, lungo il cammino dell’acqua e della pietra, laboratori sull’orto e sulle erbe officinali, videomapping serali su absidi, sculture in ferro e installazioni di arte contemporanea, laboratori partecipati di restauro. Tale progetto è stato ammesso a un finanziamento di 575.435 euro.

 Il progetto presentato dalla Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia che interessa l’immobile destinato al culto ubicato ad #Altamura, nel quartiere Carpentino, tra via Parma e via Aosta. Prevede la realizzazione di un Archivio/Museo della Memoria con la catalogazione del materiale librario, documentale e fotografico presente, oltre alla realizzazione di spazi polifunzionali, all’esterno, aperti all’utilizzo della comunità del quartiere e cittadina. In particolare saranno riorganizzati gli spazi interni di una porzione dell’immobile e quelli esterni del giardino, con la realizzazione di aree per corsi, laboratori, conferenze, piccoli spettacoli. Il progetto è stato ammesso a un finanziamento di 970.656 euro.

📌 Come emerge da questa sintetica e parziale descrizione e come ho più volte ribadito, non si tratta di progetti incentrati esclusivamente sul recupero fisico di specifici beni. Puntano, invece, a realizzare veri e propri laboratori di comunità, con servizi e attività rivolti ai quartieri e alle città di riferimento, possibili attraverso una ritrovata consapevolezza di beni simbolo del nostro patrimonio storico, artistico e culturale. Un’operazione assolutamente in linea con altre misure messe in campo in questi anni in Regione che ho sostenuto e accompagnato con particolare attenzione (ad esempio, Biblioteche di Comunità, Luoghi Identitari, Street Art, Luoghi della Memoria, Luoghi Comuni), orientate a perseguire l’ambizioso obiettivo di contribuire a costruire e rafforzare, attorno a questi beni, legami, rapporti e relazioni tra persone e tra generazioni, in modo da serrare, unire, rinsaldare il tessuto sociale di una comunità che sia in grado di ritrovarsi e di guardare, insieme, al futuro.

🤝 Torno a ringraziare per il grande, professionale e innovativo lavoro svolto, tutto lo staff della Sezione “Valorizzazione Territoriale”, diretta dalla dott.ssa Silvia Pellegrini, del Dipartimento regionale “Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio”. Per quanto riguarda le iniziative mosse dalla Murgia, ringrazio l’Arcivescovo della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti Mons. Giovanni Ricchiuti e Don Nunzio Falcicchio, Direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, per il grande e tempestivo lavoro svolto per cogliere questa importante opportunità, supportando i parroci degli enti ecclesiastici del territorio murgiano interessati dagli interventi (in particolare, ringraziandoli, Don Vito Colonna, presidente del Capitolo della Cattedrale di Altamura, Don Angelo Cianciotta, parroco della Cattedrale, don Stefano Nacucchi, parroco della Chiesa Maria SS. Addolorata di Poggiorsini, Don Michele Capodiferro, parroco della Chiesa di Santa Lucia di Gravina). Ringrazio, altresì, la comunità evangelica di Altamura, in particolare alla sua rappresentante Rosalba Forte, e a Giovanni Arcidiacono, Presidente dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.

ENZO COLONNA

NOI, SALVINI E GLI ALTRI.

Le osservazioni di taglio differente di alcuni docenti, a commento del mio precedente post, pongono la questione del rapporto tra giovani e politica e anche, ho aggiunto, del ruolo e della necessità dei Maestri.
Il punto è cruciale, a me molto caro (anche per una sorta di deformazione professionale). Ragione che mi ha indotto, negli ultimi due anni e mezzo, a incoraggiare, sostenere e difendere quello che considero il laboratorio politico e culturale giovanile più interessante e sinora riuscito ad Altamura degli ultimi due tre decenni: GIF, Giovani Idee in Fermento.

Mi sono tornate nuovamente alla mente le parole attribuite a Eleonora Pimentel Fonseca prima di essere condotta al patibolo nel 1799: “proprio della democrazia e perciò della vera libertà è rendere i popoli dolci, indulgenti, generosi, magnanimi. All’indulgenza con cui mi avete ascoltata, al generoso favore che colla voce e colle mani mi dimostrate, conosco che Napoli è libera”.

Credo che il compito della didattica e dei maestri sia proprio quello di formare a questo genere di libertà, che impegna ad affrontare l'”inferno dei viventi” nel modo più arduo, spesso doloroso, tra i due segnati da Calvino, vale a dire cercando e sapendo riconoscere “chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. O, per dirla con Danilo Dolci, imparando a “distinguere il buono già vivente, sapendolo godere, sani, senza rimorsi, amore, riconoscersi con gioia”.
È la libertà che deriva dalla conquistata capacità di cogliere e salvare il (poco o tanto di) buono che è in mezzo a noi, di alimentare generosità, di rispettare il lavoro, l’impegno e i limiti altrui.
È questa la libertà, che ci fa essere indulgenti e generosi.

Sarà l’età o, meglio, l’esperienza, non altro che un susseguirsi di pregiudizi superati, di errori e successi, di delusioni e conferme, quindi di orizzonti sempre più larghi, che mi ha fatto acquisire questo dovere, direi urgenza, dell’essere indulgenti, che non significa non vedere i problemi, che non significa essere stupidi, che non significa accettare placidamente che le cose vadano per il verso loro. Nulla di tutto questo.
Significa, come ho già scritto in passato, mettere in conto che il mondo e la realtà sono imperfetti, perché noi siamo imperfetti e nei difetti degli altri scopriamo i nostri difetti.
A questa maturità/libertà si arriva con un lungo percorso, con una scuola e maestri che aprono menti e cuore, come ho avuto la fortuna di incontrarne io, con la cultura e l’esperienza, con curiosità e umiltà, educandosi, giorno dopo giorno, a parole e gesti di simpatia e premura che rinnovano il patto di ognuno col resto della specie umana.

Ecco, detta in altri termini, sono per una “politica dei sentimenti”, che fondano e tengono salde le relazioni, e contro quella che gli esperti di comunicazione chiamano “politica delle emozioni”.
Purtroppo oggi “il suscitare emozioni si va trasformando, da mezzo indispensabile qual era, a obiettivo ultimo (e contenuto unico) della comunicazione persuasiva. In altre parole: ti emoziono (cioè ti impaurisco, ti faccio arrabbiare, ti intenerisco, ti scandalizzo) per convincerti a fare qualcosa, senza neanche prendermi la briga di provare a spiegarti bene che cosa, e perché”. Con certe emozioni, costruite con messaggi e slogan mirati, individuo una platea. “C’è un pubblico della paura e della rabbia. E poi c’è un pubblico del rancore e della rivalsa. C’è un pubblico della diffidenza e della paranoia. E ce n’è uno della tristezza e della disillusione.” Ne deriva che “se il gioco è a chi emoziona di più, qualsiasi appello che conserva una componente razionale non può che risultare perdente rispetto a uno che è solo emozionale”.

Il che significa, tornando al dibattito che si è sviluppato nelle ultime ore, che se affrontiamo i Salvini di turno su questo terreno, sul suo terreno, beh, l’esito è scontato, siamo perdenti! E il problema, lo sottolineo a beneficio di qualche adulto che fa finta di non capire, non è dialogare con i Salvini, ma con quelli (un pezzo importante di popolo?!) in cui i Salvini di turno riescono a suscitare emozioni, sicuramente anche istinti, e da cui una volta la Sinistra riusciva a farsi capire.

Come se ne esce? Provo a sintetizzare un paio di mie riflessioni:
1) La politica deve recuperare l’umiltà a cui facevo riferimento prima, che significa presentarsi non come quelli che sanno tutto e hanno solo risposte e certezze, ma con domande e disponibilità a comprendere le risposte e i bisogni degli altri. Se prendi un pezzo significativo di popolo per decerebrati, ignoranti, coglioni, beh, è normale che non ti ascoltino più, li hai persi definitivamente. Non ha senso poi lamentarsi se poi seguono chi li “accarezza”. Come a scuola: se un ragazzino lo tratti da deficiente, lui non ti ascolterà più e da lui non otterrai più nulla, la partita è chiusa. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, ma solo domande giuste e sincere, che sono quelle che portano progresso, conoscenza, comprensione, solidarietà.

2) Il pubblico, una piazza, l’elettorato è ormai una somma di solitudini. Non ci sono blocchi, classi o masse omogenee. Sono pezzi disarticolati, diversi, fragili, incerti. Si trovano in piazza o nella piazza virtuale, ma sono scollegati. Appunto, solitudini. E la solitudine genera e amplifica insicurezze e paure. È necessario dunque ricostruire luoghi e momenti di incontro, superare la “somma di solitudini” a favore della costruzione di comunità, anche piccole. Comunità costruite attorno ad un campetto sportivo, ad una chiesa, ad un bene o attività culturale, attorno ad un progetto di quartiere, attorno ad una biblioteca o museo, ad una scuola, ad una iniziativa sociale, ecc. Questa è stata la traccia di lavoro più importante della mia attività in Regione: costruire luoghi di incontro, di comunità. E l’ho tradotta in diverse norme e misure regionali e in progetti concreti sul territorio: biblioteche di comunità, luoghi identitari, poli per l’infanzia, recupero beni culturali, impianti sportivi, luoghi comuni, luoghi della memoria, progetti scolastici, street art, factory, laboratori urbani, comunità energetiche, ecc.. Perché insieme ci si scopre con analoghe ansie, incertezze ed esigenze, ci sono vicinanza e condivisione e, con queste, un po’ di calore umano, un po’ di sollievo rispetto al carico di difficoltà, solitudini e paure, che sono quelle poi che generano disorientamento, disperazione, dispersione, perdita di riferimenti della propria esistenza e del proprio essere al mondo, fratture in cui i messaggi alla Salvini hanno potuto proliferare.

3) Per Bruno Munari “la rivoluzione va fatta senza che qualcuno se ne accorga”. Aveva ragione. Interpreto il pensiero così. Non urla, saette, proclami, assalti, la rivoluzione è ora riportare tutti alla realtà, sottraendoli al mondo lacerato, incerto, disperato, instabile che ci viene restituito dalla mistura informativa e informatica che ci avvolge.
I primi a compiere questo passo “rivoluzionario” verso la realtà dovrebbero essere i politici che, in buona parte, anziché essere concentrati sui progetti e ben centrati sulla realtà, sono più presi dallo sguardo falsato e frammentato della cittadinanza virtuale, quindi da un’ansia di prestazione consegnata ad un selfie, ad una diretta, ad una battuta ad effetto resa in un’intervista. Così distratti, disperdono energie e capacità decisionale, restano paralizzati dalla ridotta capacità di conoscenza dei problemi e della loro complessità (che invece richiede studio, metodo, concentrazione, umiltà) e dalla mancanza di coraggio, incisività. Così distratti, non comprendono le ragioni delle paure, dell’indifferenza e dell’odio e non sanno modificare le condizioni che generano quelle reazioni. Un circolo vizioso e diabolico. È possibile vincere paure, indifferenza e odio solo riportando tutti alla realtà, alla sua complessità, e recuperando contenuti, progetti, passioni.
E anche inventando una diversa capacità espressiva. Tornando all’ultimo episodio di ieri sera su cui ho scritto e che ha generato riflessioni diffuse, tutto ciò significa abbandonare lo schema azione/reazione, occhio per occhio, slogan contro slogan, abbandonare sospetti, diffidenze, calcoli, rancori… significa fare discorsi alternativi, usare linguaggi alternativi, gentili, argomentati, aperti.

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“Non confondere le chiacchiere col lavoro,
non confondere maldicenza con dialettica,
non profanare incontri con parole superflue.
Non confondere rapporto nonviolento con lasciar fare,
non confondere sicurezza in una istituzione
con sviluppo del fronte democratico,
non confondere amore con gelosia.
Rifiutati a sparare soluzioni:
senza dileguarti, apprendi
a riproporre agli altri le domande.
Rifiuta il disdegnoso volo:
cura fondare il fronte
più necessario
in cui ciascuno cresca.”
(Danilo Dolci)

Vedere la politica ridotta a cori da stadio, scambio di offese e reciproche delegittimazioni, piazze della politica a scontri tra tifoserie, mi mette tristezza.

Triste. Ho imparato da Maestri e per anni ho cercato di praticare una politica come luogo di crescita personale e collettiva, di progetti e cose concrete che aiutano le persone e rendono migliore la realtà che ci è data, luogo di contrapposizioni anche forti, ma capaci di indurre ad un ragionamento, ad una riflessione così da rendere diverse e migliori le posizioni di partenza e soprattutto da aiutare gli elettori, i cittadini, ad acquisire consapevolezza dei problemi e delle soluzioni proposte e formarsi, autonomamente, liberamente, opinioni e scelte mature. Condizioni, queste, e compiti della politica per sortire progresso, avanzamenti possibili collettivi.
Pensieri lunghi, non annacquati. Parole semplici, non banali. Azioni concrete, non slogan. Essere popolari, con il popolo e dalla parte del popolo, senza essere populisti.
Vedere la politica ridotta a cori da stadio, scambio di offese e reciproche delegittimazioni, piazze della politica a scontri tra tifoserie, mi mette tristezza.
📍 Intanto, in piazza Matteotti, stasera, il #Coronavirus probabilmente ha potuto festeggiare alla grande, nel mentre ad Altamura i casi #Covid accertati sinora, in queste ultime settimane, sono saliti a 50.

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Giacomo Matteotti, 30 maggio 1924, dal suo ultimo discorso alla Camera dei Deputati
《Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre, in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni.》

[nella foto, il nostro Rex]

I princìpi sono alibi se cessano di animare la vita quotidiana

Sarò un democratico all’antica, forse banale, ma per me valgono un paio di regole:
1) se non condivido un’idea, non la sostengo, non la faccio mia, nemmeno come ossessione, né ovviamente voto chi se ne fa interprete;
2) se non condivido un’idea, la avverso con altre idee e altre prassi.
I princìpi sono alibi se cessano di animare la vita quotidiana, mi insegnava qualcuno.

10.09.2020 – GIORNATA STORICA: LE PRIME CORONOGRAFIE NELLA SALA DI EMODINAMICA DELL’OSPEDALE DELLA MURGIA “PERINEI”. IL VALORE DEL LAVORO: CON QUESTO MIGLIORIAMO LA REALTÀ CHE VIVIAMO E NOI STESSI!

 Una giornata che porterò nella mia memoria. Straordinaria, lungamente attesa, dai sentimenti intensi, che segnano e restano.

Nel corso della mattinata, nella sala di #Emodinamica dell’Unità di #Cardiologia dell’#Ospedale della #Murgia “Fabio Perinei”, sono state effettuate le prime (in assoluto) #coronografie, un esame diagnostico che, in presenza di ostruzioni o restringimenti, si trasforma in un intervento (angioplastica) finalizzato alla riapertura e alla dilatazione dei vasi sanguigni anche con il posizionamento di stent a maglia metallica per tenere aperto il punto critico. Sono state effettuate quattro coronografie diagnostiche (cioè non si è reso necessario o non è stato possibile l’intervento di angioplastica). Coronografie programmate in tre casi. Una coronografia si è resa necessaria per un infartuato giunto nella notte in ospedale. Ho altresì verificato che anche l’#UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) è pienamente operativa, con tutti i quattro posti occupati da pazienti.

Tenevo molto ad essere con tutta la straordinaria squadra di Cardiologia-Utic diretta dal dott. Francesco Massari. Li ho raggiunti nel primo pomeriggio, al termine della seduta in cui hanno operato assieme una équipe del Perinei (il dott. Marco Basile, un cardiologo emodinamista, giovane ma di lunga e qualificatissima esperienza; Vito Pinto e Antonio Mariano, infermieri di Cardiologia; un tecnico dell’Unità di Radiologia) e un’équipe dell’Emodinamica dell’Ospedale San Paolo di Bari (il dott. Nicola Locuratolo, cardiologo emodinamista; un tecnico di radiologia e un infermiere).

Sono rientrato da poco. Tenevamo tutti a stare qualche minuto assieme. Nulla di programmato, tutto spontaneo, senza darsi appuntamento. Tenevamo a condividere la gioia per una storica conquista su cui in tanti abbiamo lavorato a lungo, affrontando problemi, superando amarezze, unendo e coordinando gli sforzi. Con la squadra di Cardiologia-Utic (responsabile, staff medico, infermieri, oss), con la direzione sanitaria e amministrativa del Perinei, con l’équipe del San Paolo. Un pasticcino, un brindisi, una foto di gruppo, sorrisi (sopra e sotto le mascherine) strette di mano a rinsaldare legami, a rinnovare solidarietà e impegni. Con il pensiero grato ai tanti altri che hanno contribuito a raggiungere questo risultato: la ASL di Bari (la direzione generale, la direzione strategica, l’area risorse umane, la direzione professioni sanitarie ospedaliere, l’area tecnica che ringrazio anche per la sistemazione delle aree esterne dell’ospedale), il Dipartimento regionale “Salute” (in particolare, la Sezione “Strategia e Governo dell’Offerta”), il Dipartimento della Asl di Bari di Cardiologia.

Un grande sforzo collettivo, un servizio salvavita che resterà. Un traguardo storico per il territorio e per tutte le comunità della Murgia barese, reso possibile, per superare una serie di difficoltà e limitazioni poste dai parametri ministeriali, grazie al sostegno e alla determinazione del Presidente Michele Emiliano, a cui sarò sempre grato.

Come ho già spiegato nella fase iniziale sono previste due sedute settimanali (oggi, appunto, la prima; la prossima, martedì e così via). Una fase necessaria anche al rodaggio di tutta l’organizzazione e alla formazione del personale sull’uso delle apparecchiature e sulle procedure. Progressivamente ci sarà l’ampliamento dell’attività sino alla completa operatività nell’arco delle 24 ore. È quello che avviene per tutti i servizi complessi e delicati: una progressiva e graduale attivazione.

Con la fatica, il lavoro, la determinazione, l’entusiasmo, possiamo superare ogni crisi e affrontare ogni sfida. Anche le più difficili. Sconfiggendo i veri nemici di ogni possibile progresso o avanzamento: rassegnazione, apatia, incompetenza, indolenza, quel mortale fatalismo che porta spesso a dire “non è possibile”, “non cambia nulla”, “non si fa nulla”.
E così, nell’opera quotidiana, nel lavoro, confermiamo la nostra dimensione, quella che fa di uomini e donne gli unici esseri viventi capaci di migliorare la realtà che vivono e se stessi.
È stata la mia direzione di marcia in questi quattro anni di impegno in Regione. È la mia direzione di marcia da sempre. Il mio programma politico, istituzionale, civile.
Non c’è dubbio. Questa del 10 settembre 2020 è per me (e non solo, credo) una giornata che segna e resta, più e meglio di qualsiasi rielezione.