GARANTIRE ACQUA E FOGNA ANCHE AL DI FUORI DEI CENTRI URBANI, BENE APPROVAZIONE LEGGE.

È stata approvata oggi, in Consiglio regionale, la legge regionale contenente misure per l’estensione delle reti idriche e fognarie [da qui la pagina del portale del consiglio in cui è disponibile la relativa scheda e a breve sarà disponibile il testo coordinato con gli emendamenti approvati].

Si tratta di un testo normativo che ho sottoscritto convintamente sin dalla sua presentazione (primo firmatario il collega Fabiano Amati, che ringrazio per aver posto al centro del dibattito un tema avvertito da numerosi cittadini e operatori economici) dal momento che ha l’obiettivo di assicurare in via generalizzata i servizi di approvvigionamento idrico e fognario, prevedendo la possibilità di estendere la copertura delle reti del Servizio Idrico Integrato anche alle zone esterne ai centri urbani.

Si affronta e risolve, così, una casistica molto più diffusa di quanto si possa immaginare, con intere realtà (insediamenti abitativi, case sparse, agglomerati produttivi, insediamenti agricoli), presenti sul territorio pugliese, di fatto escluse da servizi essenziali quali l’acqua potabile e la fogna.

Si pensi, ad esempio, solo per restare al territorio murgiano, a diverse contrade nei territori di Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Toritto, Acquaviva (come, per fare qualche esempio, Parco Bersaglio, sulla strada provinciale Altamura-Laterza, Crapolicchio e Parisi nel territorio di Altamura, tra le strade provinciali per Corato e per Ruvo, e Murgetta nel territorio di Gravina): zone che presentano insediamenti residenziali e produttivi, attualmente serviti, solo per la fornitura di acqua, dall’acquedotto rurale gestito dal Consorzio di Bonifica “Terre d’Apulia”.

Con le norme contenute nella legge approvata oggi, i Comuni o il Gestore del servizio idrico in Puglia (AQP), sulla base di valutazioni tecniche e di piani di investimento delle risorse finanziarie, potranno chiedere all’Autorità Idrica Pugliese (cioè all’ente rappresentativo di tutti i Comuni pugliesi, preposto, per legge, al governo della risorsa idrica in Puglia) di estendere la rete idrica e fognaria, previa verifica delle condizioni tecniche ed economiche.

L’Autorità Idrica Pugliese, a quel punto, nell’ambito di una procedura semplificata, avrà 45 giorni di tempo per fornire una risposta e, in mancanza di riscontro, si configurerà il silenzio-assenso.

Ovviamente il tutto avverrà nel pieno rispetto della normativa statale ed europea su questa particolare e delicata materia e resta pur sempre garantita la facoltà per la Regione Puglia di intervenire per interrompere il procedimento entro rigidi termini prestabiliti, ove dovessero sussistere ragioni tecniche o giuridiche.

Con questa importante e innovativa legge (che, tra l’altro, ha il pregio di muoversi su un piano estremamente concreto, facendo i conti con l’attuale quadro normativo, nazionale e comunitario) si punta a rendere effettivo e concreto il diritto universale all’acqua e ai servizi connessi, dal momento che consentirà anche a chi, oggi, ne è di fatto escluso ed è costretto a ricorrere ai servizi degli acquedotti rurali o a soluzioni di fortuna, di poter accedere al Servizio Idrico Integrato.

Auspico, ora, una effettiva applicazione della legge approvata, quindi iniziative concrete da parte dei Comuni, allo scopo di garantire a tutti servizi essenziali quali quelli idrici e fognari.

ENZO COLONNA

 

PERCORSI CICLABILI E CICLO-PEDONALI, IMMINENTE SCADENZA DEL BANDO REGIONALE. GRANDE SFORZO DELLA REGIONE PUGLIA PER DIFFONDERE LA MOBILITÀ LENTA.

Foto ripresa dalla 6^ Medio Fondo Città di Altamura, terza tappa del circuito Iron Bike 2019, organizzata da ORME Bike Extreme di Altamura nel marzo 2019.

Torno a ricordare, come già fatto in passato [v. qui, ad esempio], l’ormai prossima scadenza del termine di presentazione delle istanze di partecipazione all’Avviso regionale per il finanziamento della realizzazione di reti e percorsi ciclabili o ciclopedonali in aree urbane e sub-urbane, inizialmente previsto per il 31 maggio e successivamente prorogato alle ore 13.00 del 15 luglio 2019.

Si tratta di un bando (pubblicato nel BURP n. 5 del 17 gennaio scorso) rivolto ai Comuni pugliesi, in forma singola o associata, che presentino un progetto finalizzato a realizzare una pista ciclabile o un percorso ciclo-pedonale che rientri nell’ambito di uno strumento di pianificazione della mobilità delle aree urbane approvato o adottato dal soggetto proponente, e che sia ispirato ai criteri di sostenibilità ambientale e di “mobilità lenta”.

La dotazione finanziaria complessiva del bando è pari a 13milioni e 500mila euro, a valere sul PO FESR 2014-2020, e il contributo massimo concedibile per ciascuna proposta progettuale è pari a 800mila euro per i Comuni che partecipino in forma singola e a 1milione e 500mila euro per i Comuni che partecipino in forma associata.

Si tratta di una iniziativa particolarmente importante, che segue quella precedente risalente ad un anno fa, che conferma la grande attenzione che il Governo regionale sta dedicando al tema della “mobilità lenta”.

A questo riguardo, come è stato confermato nei giorni scorsi dall’Assessore Giannini, particolarmente impegnato sul tema, è in corso di elaborazione il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica della Regione Puglia (PRMC), finalizzato a impostare una rete ciclabile regionale continua ed uniformemente diffusa sul territorio, definendo itinerari di lunga percorrenza che valorizzino quelli già consolidati o programmati e privilegino le strade a basso traffico. In attesa di questo documento di indirizzo, la Regione ha già investito risorse sulle due principali ciclovie inserite nel Sistema Nazionale delle Ciclovie Turistiche, cioè la Ciclovia Adriatica e quella dell’Acquedotto Pugliese.

Sotto altro profilo, visto l’interesse generale sempre maggiore per le rotte di lunga percorrenza a piedi e in bici, che rappresentano una risorsa importante per lo sviluppo del turismo sostenibile in ambito locale e, in particolare, per le aree interne interessate dal percorso ciclabile transeuropeo EuroVelo 5 “Via Romea Francigena” (Londra-Roma-Brindisi), la Regione ha già approvato lo schema di protocollo di intesa con la Città Metropolitana di Bari, il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e le Città di Matera, Altamura e Gravina in Puglia, finalizzato alla realizzazione di:

  • un primo tratto di ciclovia EuroVelo 5 di collegamento tra gli abitati di Gravina e Altamura (Masseria Jesce), lungo l’Appia Antica, finanziato con risorse del POR FESR 2014/2020;
  • un collegamento ciclabile tra Masseria Jesce e l’abitato di Matera, con risorse a carico del Comune di Matera;
  • un itinerario ciclabile Gravina-Castel del Monte (sito Unesco), a cura del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, con risorse provenienti dal Patto Governo-Città Metropolitana.

La Regione Puglia, pertanto, conferma il suo grande impegno nella promozione della mobilità ciclistica, nella quale ha investito ingenti risorse per incentivare sia i percorsi cicloturistici regionali, connettendoli a quelli nazionali e internazionali, che la mobilità ciclistica in ambito urbano.

Con il POR Puglia 2014/2020 sono già stati stanziati 15.000.000 di euro per la realizzazione di 13 percorsi ciclabili urbani nei Comuni di Foggia, San Severo, Nardò, Lecce, Manfredonia, Trinitapoli, Fasano, Unione Bagnolo Cursi, Unione Comuni Nord Salento, Monteleone di Puglia, Ugento, Troia, Castellaneta. A questi si andranno ad aggiungere gli interventi che saranno finanziati con il bando in scadenza il prossimo 15 luglio, mentre i Comuni di Candela, Foggia, Palo del Colle, Molfetta, Ruvo di Puglia, Corato, Putignano, Giovinazzo, Lecce, Grottaglie, Ugento, Gagliano del Capo sono stati i beneficiari di un finanziamento complessivo di 3.300.000 euro per la realizzazione di 12 velostazioni e della relativa segnaletica di indicazione. Parliamo, quindi, di uno sforzo finanziario complessivo molto significativo, a ulteriore conferma del ruolo strategico riconosciuto dal governo regionale a questo tema.

Auspico, pertanto, una significativa partecipazione a questo bando da parte dei Comuni pugliesi e, in particolare, di quelli dell’area della Murgia, trattandosi di una importante opportunità al fine di consentire la realizzazione di piste ciclabili e ciclo-pedonali che favoriscono attività di sport e svago a contatto con l’ambiente, hanno un grande e positivo impatto sulla vivibilità dei nostri centri urbani e dei nostri territori, migliorano la loro attrattività turistica e valorizzano le bellezze naturalistiche e paesaggistiche che essi offrono.

ENZO COLONNA

BANDO “LUOGHI IDENTITARI DI PUGLIA”, IN CORSO PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE DELLE SCUOLE DEL BARESE, TRA CUI QUELLA DEL LICEO CLASSICO “CAGNAZZI” DI ALTAMURA.

Nella giornata di oggi, sono in corso le presentazioni, dinanzi alla Commissione di Valutazione, dei nove progetti presentati da Istituti scolastici dell’area barese candidati all’avviso “Luoghi Identitari di Puglia”, il bando regionale diretto agli istituti scolastici pugliesi e finalizzato alla tutela attiva e alla fruizione consapevole dei beni del patrimonio storico-artistico da parte dei più giovani.

Con tale misura, ricordo, le scuole di ogni ordine e grado erano chiamate a elaborare un progetto di valorizzazione e fruizione di un bene culturale o luogo di cultura nella piena disponibilità di enti locali, destinatari materialmente del finanziamento regionale.

A questa iniziativa la Regione ha destinato risorse finanziarie pari complessivamente a 1 milione di euro (a valere sul POR FESR PUGLIA 2014-2020, Azione 6.7), con finanziamento massimo, per singolo progetto, di 30mila euro. Una bella, innovativa e interessante opportunità (elaborata dalla Sezione “Valorizzazione Territoriale” del Dipartimento regionale “Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio” e dall’Assessore Loredana Capone) che avevo ampiamente segnalato sollecitando le scuole pugliesi, del territorio murgiano in particolare, a coglierla [leggi qui ad esempio].

All’esito della prima fase di selezione, sono state 44 in tutto le proposte ammesse alla valutazione di merito, che è ora in corso [ne avevo scritto qui].

Oggi, in particolare, si stanno depositando le candidature, con tutta la documentazione richiesta, relative ai progetti proposti dagli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore “Colamonico-Chiarulli” di Acquaviva delle Fonti, “Da Vinci-Maiorana” di Mola di Bari, dal Liceo Classico “Cagnazzi” di Altamura, dagli Istituti Comprensivi “G.Tauro–S.Viterbo” di Castellana Grotte, “S.Giovanni Bosco-A.Manzoni” di Toritto, “A.Moro-G.Falcone” di Adelfia, “Devitofrancesco-Giovanni XXIII” di Binetto-Grumo Appula, “A.Gramsci-N.Pende” di Noicattaro, “Modugno-Rutigliano-Rogadeo” di Bitonto.

Lunedì scorso, sono stati presentati quelli del foggiano presso il Museo di Storia Naturale di Foggia. Domani, 11 luglio, è prevista la presentazione delle candidature delle province di Lecce, Taranto e Brindisi presso il Museo Sigismondo Castromediano di Lecce.

Ad esito di questa fase, la commissione predisporrà e renderà nota la graduatoria di merito e quindi si conoscerà quanti e quali progetti risulteranno finanziati.

Tra i progetti presentati oggi vi è quello proposto dal Liceo Classico “Cagnazzi” di Altamura. Prevede, ricordo, interventi finalizzati a valorizzare e a rendere fruibile una sezione dell’ex Convitto Cagnazzi (sede centrale del Liceo) con la realizzazione di un Museo/Laboratorio dedicato alla ricca e preziosa collezione di pezzi e attrezzature dello storico laboratorio scientifico di proprietà della scuola. Il progetto punta al recupero e alla fruizione di un luogo storico e identitario per la comunità di Altamura e per Puglia, di grande valore culturale e prevede, in particolare, l’allestimento, in questi ambienti, di un’esposizione permanente della straordinaria raccolta che annovera circa 400 antichi strumenti scientifici, conservati nell’Istituto Cagnazzi fin dalla sua fondazione (fine del XVIII secolo) e in parte attualmente ancora utilizzati per l’attività didattica.

Si tratta di un progetto su cui è stata formalizzata l’intesa tra l’Istituto scolastico e il Comune, proprietario dell’immobile.

Peraltro lo stesso Liceo, proprio per lo svolgimento di attività didattiche e laboratoriali, di conoscenza e valorizzazione della collezione, ha ricevuto pochi mesi fa un ulteriore finanziamento di 15mila euro concesso, un paio di mesi fa, dalla Regione attraverso un’altra misura gestita dall’Assessorato regionale “Istruzione e Università”, destinata a sostenere progetti scolastici innovativi.

Attendiamo ora gli esiti della valutazione dei progetti. Auguro il miglior esito per tutte le proposte presentate dalle scuole, quindi anche per quella del Liceo altamurano. Mi auguro che si possa realizzare, in una organica progettualità, la piena valorizzazione di un patrimonio collettivo straordinario e importante non solo per l’Istituto scolastico, ma anche per l’intera Comunità di Altamura e della Murgia.

Ringrazio, intanto, quanti hanno lavorato al progetto e alla candidatura: il Liceo Classico (in particolare, il preside Biagio Clemente, il prof. Piero Castoro, gli Uffici amministrativi), i tecnici incaricati dalla scuola (gli architetti Michele Forte, Pasquale Gentile, Vincenzo Laterza e l’ing. Domenico Garripoli), il Comune (in particolare, Vincenzo Martimucci e Rosa Cirrottola del settore “opere pubbliche” che hanno curato gli adempimenti amministrativi della procedura e la Giunta comunale per aver espresso la propria adesione alla proposta progettuale del Liceo che non ha comportato oneri economici per il Comune).

Ringrazio, infine, per il grande lavoro svolto e per quello in corso, la Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”.

APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE LEGGE SU IDROGENO E AMMODERNAMENTO IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI ESISTENTI: CON QUESTA NORMATIVA, PUGLIA AVANGUARDIA IN ITALIA.

Il Consiglio Regionale ha approvato oggi, con il voto favorevole dell’intera maggioranza e di alcuni colleghi di minoranza, la proposta di legge “Norme in materia di promozione dell’utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare[da qui la scheda con l’iter della proposta di legge, con il relativo testo e gli emendamenti approvati] che avevo presentato circa un anno e mezzo fa [da qui, una nota al momento della presentazione nel febbraio 2018].

Si tratta di un testo molto innovativo e articolato, con soluzioni inedite rispetto al panorama delle normative regionali e nazionali in materia. Soluzioni normative del tutto originali che la Puglia offre ora al Governo nazionale come modello per favorire i processi di transizione energetica e di progressivo abbandono delle fonti fossili.

L’obiettivo della legge è duplice:

  • da un lato, promuovere la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile favorendo la chiusura dei cicli produttivi mediante la produzione di idrogeno attraverso l’energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile non consumata e non immessa nella rete;
  • dall’altro, favorire l’ammodernamento degli impianti esistenti, regolarmente autorizzati e ubicati in aree non interessate dai vincoli (ad esempio, quelli paesaggistici del PPTR), di produzione di energia elettrica da fonte eolica e solare, mediante la previsione di una disciplina dei procedimenti amministrativi relativi agli interventi di integrale ricostruzione, potenziamento, rifacimento e riattivazione degli impianti, in grado di offrire certezza regolamentare e semplificazione amministrativa, e riducendo le ripercussioni negative sull’ambiente e il consumo del suolo, per non disperdere il patrimonio infrastrutturale già realizzato e quindi evitare ulteriore consumo di suolo.

Questa legge risulta coerente con le politiche avviate a livello internazionale, europeo e statale che mirano al contenimento delle emissioni di gas a effetto serra (da ultimo, con l’approvazione della Direttiva UE denominata RED II).

La legge, inoltre, si pone perfettamente in linea con la condivisibile prospettiva di governo tracciata a più riprese dal Presidente Michele Emiliano e dal governo regionale, ad esempio con l’aggiornamento del PEAR che punta ad un’economia di transizione a basso utilizzo di carbone, con l’obiettivo della progressiva sostituzione dei combustibili fossili con quelli a zero emissioni, recando così benefici alla salute dei cittadini e all’ambiente, senza pregiudicare, ma consolidando e rafforzando, il percorso di crescita dell’economia pugliese.

Con la legge approvata, la Puglia è in grado ora di aggiornare il quadro normativo di riferimento, assumendo come strada maestra quella della progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili, dell’adozione di tecnologie di “frontiera” capaci di consolidare la leadership della Puglia nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e della riduzione degli impatti negativi sul territorio.

Nello specifico, la legge prevede diversi interventi.

Con riferimento alla promozione di una economia basata sull’idrogeno (prima parte della legge), si prevede:

  • la definizione di un Piano Regionale dell’Idrogeno;
  • la costituzione di un Osservatorio per monitorare l’efficacia delle politiche attivate per la promozione dell’utilizzo dell’idrogeno;
  • azioni finalizzate alla realizzazione di impianti cogenerativi alimentati ad idrogeno per la produzione di energia elettrica e calore al servizio di edifici pubblici e privati, nonché di impianti per la produzione di metano tramite la reazione fra idrogeno e anidride carbonica;
  • misure per la realizzazione di impianti, anche sperimentali, di produzione e distribuzione di idrogeno, combustibili e carburanti rinnovabili;
  • la promozione del rinnovo del parco rotabile, su gomma e su ferro, del servizio di trasporto pubblico con il ricorso a mezzi dotati di celle a combustibile alimentate a idrogeno;
  • l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per gli autoveicoli alimentati a idrogeno;
  • misure di sostegno per la ricerca applicata sull’idrogeno come vettore energetico per la mobilità sostenibile e forma di accumulo di energia, favorendo partnership tra Università, centri di ricerca pubblici e privati, imprese;
  • la promozione della generazione diffusa dell’energia da fonte rinnovabile e della partecipazione attiva dei cittadini al mercato dell’energia, sia individualmente che in forma aggregata, ad esempio con la creazione di comunità locali dell’energia organizzate nella forma delle “cooperative di comunità” di cui alla legge regionale n. 23/2014 e perfettamente in linea con la Direttiva RED II.

Sul fronte, invece, dell’ammodernamento degli impianti esistenti, regolarmente autorizzati e ubicati in aree non interessate dai vincoli (ad esempio, quelli paesaggistici del PPTR), eolici e fotovoltaici, la legge:

  • definisce, in materia di valutazione degli impatti ambientali degli interventi di ammodernamento degli impianti esistenti, condizioni e criteri per la “valutazione preliminare” (procedimento recentemente introdotto dal legislatore nazionale), favorendo quei progetti che propongono riduzioni significative del numero di aerogeneratori (almeno il 50%) con una sensibile riduzione del c.d. “effetto selva” e, nel caso di impianti fotovoltaici, del suolo occupato, assieme a misure di compensazione di carattere ambientale in favore dei comuni nei cui territori ricadono gli impianti;
  • definisce con chiarezza quando i menzionati interventi siano classificabili come modifiche sostanziali o come modifiche non sostanziali, definendo i relativi procedimenti;
  • individua i procedimenti amministrativi per il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio degli impianti esistenti e le relative condizioni (ammodernamento tecnologico, riduzione significativa delle dimensioni degli impianti, garanzie per il ripristino dello stato dei luoghi);
  • fornisce i criteri per la determinazione delle misure di compensazione a carattere ambientale in favore dei comuni nei cui territori sono localizzati gli impianti interessati dagli interventi di ammodernamento (ad esempio: efficientamento energetico di edifici comunali, acquisto di flotte autoveicoli a zero o basse emissioni, piste pedo-ciclabili, costituzione di comunità locali dell’energia, ecc.);
  • promuove iniziative del governo regionale finalizzate alla delocalizzazione di impianti esistenti ubicati in zone agricole o in aree inidonee ai sensi di un regolamento regionale del 2010 e del PPTR (con contestuale dismissione degli stessi e ripristino dello stato dei luoghi) in aree industriali dismesse, cave esaurite, siti inquinati.

Sono davvero molto soddisfatto per il voto favorevole di oggi, giunto a valle di un lungo e complesso lavoro di elaborazione del testo, che si è arricchito, nel corso del suo iter, dei preziosi spunti, tradotti in emendamenti, forniti dai colleghi consiglieri, da numerosi rappresentanti di organizzazioni del mondo sociale, accademico ed economico e dai Dipartimenti regionali “Sviluppo economico”, in particolare dalla Sezione “Infrastrutture energetiche e digitali”, e “Ambiente”, che ringrazio [da qui la mia ultima nota a conclusione dei lavori in IV e V Commissione, nel novembre 2018]. Sono particolarmente grato, altresì, al Presidente Michele Emiliano e alla Giunta, in particolare agli Assessori Mino Borraccino e Gianni Stea, per il sostegno all’iniziativa legislativa nonché a tutti i Colleghi consiglieri che hanno consentito l’approvazione della legge.

Ripensare il modello di sviluppo, orientarlo nel segno della ricerca applicata, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, condivisione di risorse e processi produttivi, rappresentano un’urgenza che deve essere avvertita a tutti i livelli di governo.

La Puglia è nelle condizioni di porsi all’avanguardia nell’ambito di questa strategia, sia a livello nazionale che europeo.

ENZO COLONNA

DA VICINO NON “VEDIAMO “LE “COSE” (ANCHE LE PERSONE). NON LE APPREZZIAMO O LE TRASCURIAMO, LE DIAMO PER SCONTATE. MA CIÒ CHE MANCA NON SI PUÒ CONTARE.

Alcune foto del nuovo tracciato della Statale 96 e innesto con la 99, da ieri aperto al traffico. Non so da chi siano state realizzate, me le hanno girate stamattina.

Come non rimanere emozionati dinanzi all’opera dell’uomo, a quello che l’uomo è capace di creare? Come non rimanere affascinati dalla maestria degli operai, la efficienza di imprese, l’ingegno di professionisti, la professionalità di funzionari e tanti pezzi dell’istituzioni pubbliche? Come non essere grati dinanzi alla fatica, al lavoro?

Il lavoro è stato tanto e di tanti, visibile, tangibile. Dinanzi al lavoro sono doverosi i ringraziamenti e il rispetto. Scrivevo ieri, onore al lavoro!

Se non riconosciamo il lavoro, se non lo valorizziamo, se non lo isoliamo e preserviamo dall’inettitudine, dall’apatia, dall’inefficienza, se non ne facciamo motivo di orgoglio collettivo, non c’è speranza per alcuno. Ci salviamo solo con il lavoro.

Poco più di 3 anni e mezzo solari, tanto sono durati i lavori per questo tratto [devono essere completate alcune opere complementari: rimozione della rotatoria con strozzatura sulla 99 (entro due mesi), segnaletica, sottopasso di via Manzoni ad Altamura, pannelli fonoassorbenti, accesso al quartiere Trentacapilli].

Non semplicemente una lingua di asfalto. Basta passare in rassegna le foto che pubblico qui.

Il tutto preceduto ed accompagnato da innumerevoli tavoli tecnici, conferenze di servizi, riunioni e scambi di note, adeguamenti progettuali, per risolvere le interferenze con cavidotti, acquedotti, gasdotti, strade provinciali e comunali, per acquisire (decine di) pareri, per adeguarsi alle relative prescrizioni, per assecondare le volontà e le richieste di amministrazioni comunali, a volte capricciose.

E poi tanta fatica e tanti imprevisti, che ogni obiettivo, nel lavoro e nella vita, comporta.

Per questo, come per gli altri tratti della Stataie 96, da quando ho il dovere di rappresentare in Regione, da consigliere, la Murgia, da tre anni a questa parte, mi sono permesso, assumendone gli oneri e i rischi, di accompagnare, incoraggiare e sostenere questo lavoro, per un verso, confrontandomi e dialogando con i responsabili Anas, con la direzione lavori, e, per l’altro, spiegando il lavoro, i rallentamenti, le difficoltà, ad utenti e cittadini.

Credo sia il dovere della Politica, che è il necessario elemento di connessione tra chi esegue (strutture amministrative, apparati burocratici, imprese affidatarie di lavori e servizi pubblici) e chi attende risposte, la soluzione di piccoli e grandi problemi.

Credo sia questo il dovere della Politica: dare corpo, quasi, direi, fisicamente, alle domande dei secondi, alle risposte doverose dei primi.

Sono convinto che il completamento di un’opera, il raggiungimento di un obiettivo (piccolo o grande che sia), rianima il corpo sociale, ci dà fiducia, dà fiducia nel sistema che ci siamo dati per la convivenza, aiuta a migliorare e progredire dal punto di vista materiale e spirituale, rinsalda legami e conferma l’unità e l’unicità del comune destino.

Sul piano personale, poi, a me dà gioia vera, emozione intima, speranza, fiducia, quindi rinnovata motivazione a non fermarsi, nonostante tutto (fatica, amarezze, ingratitudini), a proseguire, ciascuno per le proprie possibilità e per la propria parte.

Sono convinto che le persone perbene, chi conosce la fatica del lavoro, e sono la maggioranza, questo lavoro sanno vederlo, riconoscerlo, e continuano – forse in maniera non pubblica, silenziosa, quasi, direi, con pudore – ad apprezzarlo.

Da qui siamo partiti e da qui partiamo ogni giorno, dal valore dell’opera quotidiana, del lavoro, la dimensione umana, quella che fa di uomini e donne gli unici esseri viventi capaci di migliorare la realtà che vivono e se stessi.

Basta, per andare avanti!

ENZO COLONNA

 

P.S.: c’è molto da fare ancora e non mi riferisco tanto al completamento dei lavori di ammodernamento della Statale 96. Certo, vanno completate alcune opere complementari e manca solo l’apertura alla circolazione del tratto all’altezza di Mellitto. Ancora pochi mesi, ma va seguito questo lavoro, come ho fatto per il resto. Mi riferisco, invece, alla necessità di migliorare la viabilità per Gravina, impostando, programmando, sollecitando, finanziando, progettando interventi sulla strada provinciale 27, la Tarantina, così da dirottare il traffico su questa anziché sul vecchio tracciato della 96, circonvallazione di Altamura, dove, comunque, ai tre incroci con semaforo, sono già previste, progettate e finanziate tre rotatorie. Per la Tarantina, il lavoro va fatto con la Città Metropolitana di Bari.

Inoltre, credo sia il momento di riprendere altri e ben più ambiziosi progetti, di lungo periodo, che consentano di garantire collegamenti sicuri, efficienti e più rapidi da Gravina verso Bari e di superare la barriera, data dall’attuale circonvallazione, dal nuovo tracciato della 96 sino all’incrocio con via Selva, che separa il quartiere Trentacapilli dal centro di Altamura. C’è lavoro da fare!

 

STATALE 96, APERTO ALLA CIRCOLAZIONE IL NUOVO TRATTO DELLA CIRCONVALLAZIONE DI ALTAMURA.

ALTRO GRANDE PASSO IN AVANTI PER UNA DELLE INFRASTRUTTURE PIÙ IMPORTANTI DEL TERRITORIO BARESE E MURGIANO.

Altra grande giornata per il territorio barese e murgiano. Da oggi, infatti, è aperto alla circolazione a quattro corsie il tratto della Statale 96 relativo al 1° lotto, dall’inizio della variante di Altamura fino all’innesto con la Statale 99 per Matera (cioè parte della attuale circonvallazione di Altamura).

Si aggiunge così un altro importante tassello al completamento del raddoppio dell’intero tracciato di questa arteria stradale che congiunge l’area metropolitana di Bari al territorio murgiano e lucano, un’opera imponente e complessa sotto il profilo ingegneristico, progettuale e realizzativo, per la quale la Regione Puglia ha investito risorse e programmazione oltre che dedicato attenzione in tutti i procedimenti complessi preliminari alla realizzazione di un’opera simile.

Nel dettaglio, l’apertura al traffico di oggi riguarda, per la SS. 96, il tratto tra il km 81,300 ed il km 83,700 e, per la SS 99, dal km 0,000 al km 2,700, incluso il nuovo raccordo con la stessa Statale per Matera oltre alle relative rampe, rotatorie e svincoli.

I lavori di questo lotto, per un importo di quasi 32 milioni di euro, sono iniziati, ricordo, alla fine di ottobre del 2015 e saranno completati definitivamente nei prossimi mesi con la realizzazione delle opere complementari e di finitura previste sulla viabilità secondaria.

Tra queste vi sono i lavori relativi al sottopasso di Via Manzoni e quelli (già aggiudicati ed in fase di consegna) che interesseranno la dismissione della rotatoria esistente lungo SS 99, ove sarà disposto un restringimento di carreggiata da due ad una corsia con limite di velocità di 40 km/h.

Esprimo, pertanto, grande soddisfazione per il completamento di questi lavori, che ho seguito passo dopo passo [da qui uno dei miei più recenti aggiornamenti] con costanti contatti, quasi settimanali, con la struttura del Coordinamento Territoriale Adriatica dell’Anas, in particolare, della Sezione “Progettazione e realizzazione lavori”, con i rispettivi responsabili (gli ingegneri Castiglioni e Ruocco) e con il responsabile della direzione dei lavori, l’ing. Digiesi, che ringrazio per il lavoro svolto e per quello che continuano a svolgere per portare a termine il raddoppio dell’intero tracciato della Statale 96 e anche per avermi sempre assicurato attenzione, informazioni, disponibilità ad accogliere domande e sollecitazioni che, per la comunità murgiana, ho mosso in questi anni. Ringrazio altresì operai, tecnici e imprese che hanno lavorato e continuano a farlo per assicurare, in tempi ragionevoli, il compimento delle opere previste dal progetto.

Ora, per completare il raddoppio dell’intero tracciato della Statale 96, rimane solo l’ultimo tratto a ridosso di Toritto (zona Mellitto), i cui lavori, riavviati nel novembre scorso dopo un lungo blocco [leggi qui], procedono quotidianamente e, secondo le previsioni dell’Anas, dovrebbero consentire di aprire la circolazione su quattro corsie nei prossimi mesi, mentre per il completamento dei lavori (tutte le opere connesse) si dovrà attendere la primavera del 2020.

Dunque, c’è ancora lavoro da fare ma tanto si è compiuto e certamente si procede nella direzione giusta. Onore al lavoro!

ENZO COLONNA

 

AL VIA I LAVORI PER LA PALESTRA DELLA SCUOLA PADRE PIO DI ALTAMURA.

Quella in foto è simbolicamente la “prima pietra” della Palestra della Scuola Secondaria di Primo Grado “Padre Pio”, collocata ieri pomeriggio, 3 luglio, dalle Autorità comunali e dalla Comunità scolastica.

Ne sono felice. Segna l’avvio del cantiere per un’opera attesa da molti anni e che consentirà finalmente di colmare una carenza strutturale e didattica. Un altro importante obiettivo per la Città, non solo per quella Comunità scolastica.

L’iter di realizzazione ha preso avvio oltre quattro anni fa. Me ne sono occupato, in particolare, negli ultimi, circa, tre anni, in Regione, aggiornando costantemente.

Le principali, essenziali, tappe:

  • Primavera 2015, candidatura del progetto al “Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2015/2017” (il piazzamento in graduatoria non risultò dei migliori);
  • Ottobre 2016, in Regione si lavora per recuperare altre risorse per finanziare ulteriori (rispetto a quelli finanziati precedentemente) interventi presenti nella graduatoria del “Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2015/2017” [v. qui];
  • Maggio 2017, riconoscimento da parte della Regione del finanziamento di 700mila euro per il progetto della palestra [v. qui];
  • Tra il 2017 e il 2018, elaborazione dei successivi livelli di progettazione;
  • Novembre 2018, avvio gara di appalto per i lavori [v. qui];
  • Marzo 2019, firma del disciplinare tra Regione e Comune [v. qui].

Si tratta, dunque, di un intervento realizzato con risorse comunali e con risorse regionali.

A seguito del ribasso offerto a seguito di una molto partecipata gara di appalto, il costo complessivo dell’opera, che riqualificherà tutta l’area antistante la scuola, è pari a poco più di 1.600.000 euro (lavori, oneri, iva).

Il termine massimo di ultimazione dei lavori è di 378 giorni lavorativi e quindi la palestra dovrebbe essere pronta tra poco più di un anno e comunque non oltre il novembre 2020 come da impegni presi nel disciplinare sottoscritto da Regione e Comune.

Doverosi i ringraziamenti a quanti vi hanno contribuito nel corso del lungo iter sia sul versante comunale che su quello regionale, in particolare al personale del Settore “Opere Pubbliche” del Comune (per tutti, il RUP, responsabile unico del procedimento, ing. Biagio Maiullari) e del Servizio “Appalti e Contratti” (Giuseppe Livrieri e Davide Galante), alle amministrazioni comunali, in particolare quella dell’ultimo anno, e alle gestioni commissariali, al personale della Sezione regionale “Istruzione e Università”, guidata dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia, e all’Assessore regionale all’Istruzione e formazione Sebastiano Leo.

Ringrazio per l’attenzione, la pazienza e le costanti sollecitazioni l’intera Comunità della Scuola Secondaria di Primo Grado “Padre Pio” (dirigente, docenti, personale amministrativo e tecnico, alunni, genitori).

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA DI BARI, ALTAMURA E CAPURSO: IMMINENTE IL VIA AI CONCORSI DI PROGETTAZIONE.

Manca davvero poco alla pubblicazione dei bandi dei tre concorsi di progettazione per la realizzazione dei Poli Innovativi per l’Infanzia di Bari, Altamura e Capurso.

Bari e Capurso hanno completato l’iter amministrativo propedeutico, così come mi hanno confermato gli amministratori dei due Comuni, e nei prossimi giorni, probabilmente già la prossima settimana, sarà pubblicato l’estratto dei rispettivi bandi di concorso nella Gazzetta Ufficiale.

Per quanto riguarda Altamura, oggi la Giunta comunale ha approvato il documento programmatico preliminare (DPP) alla progettazione relativo alla realizzazione del Polo Innovativo per l’Infanzia che sorgerà nel quartiere di Trentacapilli. Si tratta di un provvedimento che attendevo e che consentirà ora l’adozione e la pubblicazione del bando di concorso per la progettazione.

Si tratta di procedure e atti che stanno dando attuazione al protocollo d’intesa siglato lo scorso dicembre tra la Regione e i tre Comuni (Bari, Altamura e Capurso) selezionati, previo avviso pubblico, dall’Assessorato regionale all’Istruzione guidato da Sebastiano Leo all’inizio del 2018, in attuazione dell’iniziativa del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca su scala nazionale, che assegnava alla nostra Regione risorse complessive pari a 9.687.832,54 euro per la realizzazione di innovative strutture dedicate ai bambini fino a 6 anni [sugli esiti della selezione operata dalla Regione, da qui].

L’idea del protocollo di intesa tra Regione e Comuni, alla quale ho lavorato assieme all’Assessore Sebastiano Leo, con il fondamentale ed egregio lavoro della Dirigente (arch. Maria Raffaella Lamacchia) e dello Staff della Sezione regionale “Istruzione e Università”, ha integrato in maniera originale e significativa la misura nazionale ed ha rappresentato un’ulteriore e straordinaria opportunità per i Comuni selezionati [per saperne di più, rinvio ad una mia nota del novembre scorso, da qui].

In base al predetto protocollo di intesa, la Regione ha riconosciuto ai tre Comuni un contributo pari a 70 mila euro ciascuno, destinato proprio alla predisposizione e alla gestione di tutta la procedura concorsuale, al fine di garantire elevati standard di qualità e la più ampia partecipazione nella fase di ideazione e progettazione degli interventi.

Il nostro obiettivo, che si è tradotto in una deliberazione della giunta regionale del novembre 2018, era quello, per un verso, di assicurare un’elevata qualità progettuale dei nuovi Poli, in coerenza con la legge regionale 14/2008 (Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio”) e, per l’altro, di favorire la più ampia partecipazione nella fase di ideazione degli interventi, mediante il ricorso allo strumento del concorso di progettazione, che ciascuno dei tre comuni avrebbe dovuto bandire e svolgere seguendo le linee guida approvate con la medesima deliberazione.

In attuazione di questo disegno regionale, ora siamo giunti alla fase della pubblicazione dei tre concorsi di progettazione (quindi, concorsi con riserva di aggiudicazione dei servizi di progettazione al vincitore).

Per quanto riguarda Altamura, l’idea progettuale del Polo (classificatasi al secondo posto nella graduatoria regionale) dispone di un finanziamento pari a 4.150.000 euro a totale carico dell’INAIL per la realizzazione di un’opera largamente attesa in un quartiere (quello di Trentacapilli) densamente popolato (vi risiedono circa 6 mila persone, soprattutto coppie giovani con bambini) ma sprovvisto di servizi essenziali.

Per questo, sin dal primo momento, ho sollecitato il Comune di Altamura a cogliere l’opportunità rappresentata dal bando pubblico finalizzato alla realizzazione di un Poli per l’Infanzia [v. qui, ad esempio, una mia nota dell’ottobre 2017].

Tale proposta, immediatamente sostenuta dagli abitanti del quartiere (ricordo, in particolare, una partecipata assemblea pubblicata svoltasi presso la parrocchia Ss. Redentore, organizzata con il significativo supporto del parroco, don Nunzio Falcicchio: v. anche qui), si è poi tradotta – grazie alla condivisione del Commissario prefettizio dott.ssa Rachele Grandolfo e al lavoro dei tecnici comunali (in particolare, il dirigente comunale Giovanni Buonamassa e le funzionarie arch. Anna Giordano e Lia Picerno) – in una formale candidatura da parte del Comune nel novembre 2017 [leggi qui].

L’intervento previsto interessa circa 5 mila metri quadrati in una vasta area di proprietà pubblica (di circa 24 mila metri quadrati complessivi) situata nel cuore di Trentacapilli e destinata, dal piano regolatore, a servizi di quartiere. Nella restante superficie, ricordo, durante la gestione commissariale del Prefetto Vittorio Lapolla (v. qui), si è programmata la realizzazione di un complesso scolastico (istituto comprensivo) per il ciclo di studi dai 6 ai 13 anni. Per questo è in corso la procedura di aggiudicazione dei servizi di progettazione, essendosi ottimamente piazzato, poco più di un anno fa, nella graduatoria regionale del Piano Regionale di Edilizia Scolastica (3° posto su circa quaranta candidature, v. qui).

Tornando al Polo per l’Infanzia, si prevede la realizzazione di strutture destinate ad offrire servizi educativi e ricreativi destinati non solo ai residenti del quartiere ma anche a quelli dell’intero territorio comunale. Sarà realizzato secondo i principi dell’edilizia sostenibile e nel rispetto dei criteri bioclimatici, in modo da rendere le strutture autosufficienti sotto il profilo del consumo energetico.

Il Polo Innovativo per l’Infanzia proposto, da realizzare completamente ex novo, sarà dedicato all’istruzione dei bambini nella fascia di età 0-6 anni, prevedendo spazi destinati all’asilo nido, una sezione primavera, e 5 sezioni di scuola dell’infanzia, per un totale di circa 125 utenti, nonché servizi integrativi (laboratori, biblioteca, ludoteca, palestra, piccola piscina, spazi gioco all’aperto, orto e auditorium) utilizzabili anche oltre l’orario scolastico, in modo da consentire l’apertura della struttura al territorio e al quartiere.

Ora, dopo l’odierna approvazione del documento programmatico preliminare di progettazione, ci sarà l’adozione da parte del Dirigente comunale del settore “opere pubbliche” (ing. Gino Maiullari) della determinazione di approvazione del bando (che disciplinerà nel dettaglio i termini e le modalità per l’espletamento del concorso di progettazione) e, quindi, la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Auspico una rapida conclusione di questo complesso iter amministrativo in modo da poter rendere concreto, quanto prima, un intervento molto atteso da tutta la comunità altamurana.

ENZO COLONNA

 

CAPPELLA MADONNA DELLA CROCE, AVVIATI I LAVORI DI MANUTENZIONE E RESTAURO DELLA CELLA CAMPANARIA GRAZIE AL FINANZIAMENTO DELLA REGIONE PUGLIA.

Sono iniziati i lavori di manutenzione straordinaria e restauro conservativo della cella campanaria della Cappella della Madonna della Croce, ad Altamura, un edificio di proprietà della Diocesi Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti. Riporto le foto che ho realizzato una decina di giorni fa, accompagnato da don Nunzio Falcicchio e Leonardo Masiello dell’Associazione Madonna della Croce.

Si tratta di un’opera quasi integralmente finanziata (con 30mila euro, a fronte di una stima complessiva dei lavori pari 32.677,91 euro) dalla Regione Puglia, che l’ha selezionata, assieme ad altre, a valle di un avviso pubblico finalizzato a sostenere interventi urgenti di manutenzione straordinaria e restauro di immobili del patrimonio culturale del territorio pugliese con risorse del bilancio autonomo regionale (ne avevo dato conto qui, a fine dicembre).

Tale misura (di cui avevo informato enti pubblici e privati del territorio) destina ogni anno 500 mila euro per sostenere, con contributi sino a 50 mila euro, interventi finalizzati alla salvaguardia e valorizzazione di beni immobili culturali, pubblici e privati; un anno fa, nel bilancio 2018, questa somma è stata incrementata sino a 800 mila euro. Nel 2018, sono state 69 le istanze pervenute entro il termine e 17 sono stati gli interventi finanziati, i primi utilmente collocati in graduatoria.

Nell’ambito di questa misura regionale, per quanto riguarda Altamura, oltre all’intervento sulla Cappella della Madonna della Croce, è stato finanziato anche quello che interessa l’Ipogeo di San Michele delle Grotte (con 50mila euro) per cui l’ente proprietario, l’ABMC, sta completando le procedure di affidamento dei lavori per il restauro conservativo e la messa in sicurezza dell’apparato decorativo del sito (costituito dai dipinti murali e degli altari lapidei).

È un bellissimo risultato che siamo riusciti a conseguire per Altamura, una città ricca di siti e beni culturali, ma che molto spesso hanno bisogno di interventi straordinari di manutenzione e restauro.

Grazie a questo finanziamento regionale, molto presto, questi due beni potranno essere preservati per le future generazioni e tornare ad essere anche valorizzati, passaggi fondamentali per consentirne una fruizione collettiva.

Ringrazio – per il lavoro svolto e per aver colto, puntualmente e tempestivamente, l’opportunità che avevo segnalato – la Diocesi nelle persone, in particolare, dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Ricchiuti e di Don Nunzio Falcicchio, Direttore dell’Ufficio diocesano per i beni culturali.

ENZO COLONNA

 

PEREQUAZIONE E COMPENSAZIONE URBANISTICA: DOMANI, 27 GIUGNO, CONVEGNO INU PUGLIA SU NUOVA LEGGE REGIONALE 18/2019.

Giovedì 27 giugno, a partire dalle ore 15, presso l’Aula Magna “Orabona” del Politecnico di Bari, si terrà un convegno dal titolo “La perequazione in Puglia: dall’analisi delle esperienze in corso alle prospettive future alla luce della L.R. 18/2019”, organizzato dalla sezione regionale dell’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica) con la Federazione regionale degli Ordini degli architetti, pianificatori e paesaggisti della Puglia, la Consulta regionale degli Ordini degli ingegneri di Puglia e l’Ordine degli ingegneri della Provincia di Bari.

Sarà un importante momento di riflessione e confronto con esperti, tecnici e operatori del settore dell’urbanistica, sugli strumenti di pianificazione previsti dalla nuova legge regionale da me presentata nel dicembre 2017 e approvata dal Consiglio regionale in via definitiva, con un’ampia maggioranza, il 9 aprile scorso, dopo un lungo lavoro di studio e di approfondimento svoltosi per diversi mesi in V Commissione consiliare [da qui il testo nel bollettino ufficiale regionale].

Si tratta, ricordo, di una legge con cui sono stati introdotti, nel nostro ordinamento regionale, strumenti e metodologie innovative già in uso in altri contesti locali, sperimentati anche in alcuni comuni pugliesi e finalizzati a coniugare, sempre più efficacemente, la tutela del territorio, la progressiva riduzione del consumo di suolo, la valorizzazione dei luoghi e gli interventi antropici di riqualificazione e rigenerazione urbana.

A tale scopo sono indirizzati principalmente i due istituti della perequazione e della compensazione urbanistica, previsti dalla legge regionale n. 18/2019:

  • con la prima si introduce uno strumento finalizzato a consentire, in sede di pianificazione, l’equa distribuzione, fra le proprietà immobiliari comprese all’interno di un medesimo ambito di trasformazione, dei diritti edificatori che le stesse esprimono e dei relativi oneri, in modo da evitare le sperequazioni che troppe volte si sono determinate in passato anche tra suoli adiacenti a seconda della loro diversa destinazione.
  • Con la compensazione urbanistica, invece, si offre ai comuni, considerata anche le difficoltà dei bilanci locali, la possibilità di utilizzare meccanismi alternativi alle indennità di esproprio per l’acquisizione di aree destinate alle opere pubbliche o ai corrispettivi in denaro per la realizzazione delle stesse: gli espropri o le opere pubbliche potranno essere compensate con l’attribuzione di quantità edificatorie da utilizzare secondo le previsioni degli strumenti urbanistici comunali o con il riconoscimento di modifiche di destinazione d’uso di aree o immobili esistenti, nonché attraverso il trasferimento o la permuta di aree.

Pochi giorni fa, questa legge regionale ha ottenuto anche il via libera da parte del Governo nazionale, che ha deciso di non impugnarla dinanzi alla Corte Costituzionale. Spero ora che queste disposizioni possano trovare applicazione da parte dei comuni pugliesi.

Proprio sui profili applicativi di questi strumenti sarà incentrato il convegno di giovedì 27 giugno, nel cui programma, dopo i saluti dei rappresentanti degli enti organizzatori, è prevista la mia relazione di presentazione della legge. Successivamente, interverranno il Prof. Ing. Francesco Rotondo (Presidente dell’INU – Puglia) e il Prof. Ing. Carmelo Torre (Professore di Estimo del Politecnico di Bari) con relazioni che verteranno rispettivamente sulle “potenzialità della legge 18/2019 nel supporto alla pianificazione urbanistica” e su “aspetti economici e risparmio di suolo”.

Seguirà un confronto su alcune esperienze già consumate e in corso nel territorio regionale, con gli interventi dell’Ing. Amedeo D’Onghia (Dirigente UTC e RUP per il PUG del Comune di Monopoli), dell’Arch. Vincenzo Lagioia (Dirigente del Servizio “Urbanistica/Edilizia e RUP per il PUG del Comune di Statte) e dell’Arch. Giacomo Losapio (Dirigente della Ripartizione Tecnica del Comune di Bisceglie).

Il confronto e il successivo dibattito conclusivo saranno moderati dell’Arch. Vincenzo Sinisi (INU Puglia).