“LUOGHI DELLA MEMORIA” IN PUGLIA: DOMENICA, INIZIATIVA ALLA “CASA ROSSA” DI ALBEROBELLO.

OCCASIONE PER PRESENTARE MISURA REGIONALE E MIA PROPOSTA DI LEGGE.

Domani, 15 settembre alle ore 17.30, interverrò ad Alberobello all’iniziativa dal titolo “La Casa Rossa, Luogo della Memoria”, organizzata dalla “Fondazione Casa Rossa” – che ringrazio per l’invito – nell’ambito della Giornata Europea della Cultura Ebraica.

Alla manifestazione, moderata dalla giornalista Martina Glover, parteciperanno anche Michele Maria Longo (Sindaco di Alberobello), Vito Antonio Leuzzi (Direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea), Riccardo Strada (socio fondatore della “Fondazione Casa Rossa”), Carlo Palmisano (direttore artistico “Land Art 50”), Lorenzo Scaraggi (ideatore del progetto “Vostok 100k”) e Lucia Lazzaro (project manager).

Sarà, per me, l’occasione per illustrare la misura contenuta nel programma “La Cultura si fa Strada” (approvato dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore Loredana Capone e sviluppato dalla Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”, da qui ulteriori informazioni) e resa possibile grazie ad una norma inserita con un mio emendamento nel bilancio 2019 (leggi qui), finalizzata a favorire la conoscenza e la fruizione dei luoghi della cultura in Puglia legati agli accadimenti che hanno segnato la storia del Novecento, tra i quali rientra certamente la “Casa Rossa” di Alberobello che dall’estate del 1940 e sino al settembre del 1943 fu luogo di detenzione per ebrei.

Casa Rossa, Alberobello

Ritengo, a questo riguardo, di fondamentale importanza il tema della valorizzazione e della promozione di questi luoghi che sono stati teatro di eventi di grande rilievo storico, soprattutto con riferimento ai due conflitti mondiali, tanto da divenire elementi costitutivi del nostro patrimonio culturale e identitario.

Questa consapevolezza ha anche ispirato una apposita proposta di legge (“Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione dei luoghi della memoria e degli archivi storici della Puglia”, da qui la scheda) alla quale ho lavorato nei mesi scorsi e che ho depositato tre mesi fa in Consiglio Regionale.

Questa iniziativa legislativa, in sostanza, è finalizzata a sostenere la promozione e la valorizzazione di questi luoghi in modo da mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare, per le generazioni attuali e per quelle future, la memoria di fatti e accadimenti avvenuti sul territorio pugliese, in particolare nel secolo scorso, e che sono da considerarsi determinanti per l’assetto e lo sviluppo democratico della Repubblica Italiana e della nostra regione.

In questo modo si potrà creare e rafforzare quel patrimonio immateriale, collettivo e condiviso, che è elemento essenziale per la coesione e per la crescita culturale della comunità regionale, con l’auspicio che quest’ultima, consapevole di avere un substrato valoriale comune, possa guardare con maggiore consapevolezza di sé al futuro.

Ritengo si tratti di un’operazione dal rilevante valore sociale, educativo e formativo per tutta la Puglia, dal momento che è finalizzata a promuovere e sostenere attività di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio identitario, culturale, storico e politico rappresentato dai tanti “Luoghi della Memoria” presenti nel territorio regionale: ad esempio, si pensi, oltre alla “Casa Rossa”, al “Campo P.G. 65” tra Altamura e Gravina (durante la 2^ guerra mondiale per i prigionieri alleati e poi, nel dopoguerra, centro per i profughi provenienti dalla Venezia Giulia, dalla Dalmazia, dall’Africa), al “Campo P.G. 75” di Torre Tresca a Bari, senza dimenticare l’ex macello comunale di Manfredonia o il campo di concentramento e confino alle Isole Tremiti o, ancora, il “Museo della memoria” di Nardò o i luoghi legati alla “Guerra Fredda” nella Murgia barese, solo per citarne alcuni. Si tratta di beni immobili o luoghi fisici, ivi compresi gli Archivi Storici o i Centri di Documentazione, pubblici o privati (ad esempio, quelli della “Fondazione Divagno”, della “Fondazione Gramsci”, dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea “Tommaso Fiore”), legati a eventi che hanno segnato la storia contemporanea della Puglia e della sua Comunità, conservandone per le future generazioni la memoria.

Luoghi che meritano di essere preservati, tutelati e valorizzati in modo da renderli quanto più fruibili possibile, attraverso progetti specifici che consentano anche di aprirli al territorio, facendoli conoscere ai tanti che, probabilmente, nonostante siano a pochi chilometri di distanza dai nostri centri abitati, ne ignorano anche l’esistenza.

Auspico, pertanto, che su questa proposta di legge, ispirata a valori condivisi per tutta la comunità regionale, possa esserci un’ampia convergenza in Consiglio regionale in modo da poter giungere in tempi ragionevoli ad una sua auspicabile approvazione.

ENZO COLONNA

 

ROTATORIE SS96, PROFICUA RIUNIONE OGGI PRESSO ANAS. AL LAVORO ORA PER TARANTINA E VARIANTE NORD VERSO GRAVINA E 96-BIS.

Questa mattina si è svolta la conferenza di servizi convocata dall’Anas (Coordinamento Territoriale Adriatica) al fine di acquisire pareri ed eventuali prescrizioni degli enti coinvolti sul progetto definitivo di realizzazione delle tre rotatorie ad Altamura in corrispondenza delle intersezioni lungo il tracciato della Statale 96 (circonvallazione) con via Selva (prima immagine), via Graviscella e Via Ferri Rocco (segnate nella seconda immagine).

Dopo il via libera, nel maggio scorso, da parte del Ministero dell’Ambiente in ordine alla valutazione degli impatti ambientali [v. qui], questo è un importante passo in avanti per la messa in sicurezza di questi tre incroci, attualmente semaforizzati. Un obiettivo lungamente coltivato, di cui mi sto occupando da oltre due anni, con numerosissime interlocuzioni con Anas e Comune di Altamura [leggi qui ad esempio].

Da quanto mi è stato riportato, l’incontro di stamane è stato proficuo. I tecnici hanno illustrato il progetto su cui gli Enti intervenuti si sono espressi favorevolmente presentando le proprie osservazioni. Il Comune di Altamura, rappresentato dai vertici dell’amministrazione comunale, ha confermato l’impegno a seguire la procedura di acquisizione delle aree necessarie, i cui oneri per gli eventuali indennizzi saranno comunque a carico dell’Anas.

In tempi stretti, mi riferiscono dall’Anas, sarà convocata una seconda (e ultima) riunione della conferenza per dar modo agli enti oggi non presenti di far pervenire le proprie osservazioni, così da poter chiudere il procedimento con l’approvazione del progetto finale dell’opera.

Successivamente, l’Anas potrà procedere con la progettazione esecutiva e la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori, per i quali ha messo a disposizione un milione e mezzo di euro.

Come chiesto anche dal Comune di Altamura, saranno adottate tutte le precauzioni possibili per garantire condizioni di sicurezza negli attraversamenti pedonali, soprattutto per quanto riguarda l’incrocio su via Selva, che ogni giorno purtroppo è attraversato pericolosamente a piedi da molti cittadini.

In questa fase, dopo un lungo iter, eventuali e ulteriori soluzioni per gli attraversamenti pedonali (ad esempio, la realizzazione di un sovrappasso) rischiano di compromettere o rallentare pesantemente una procedura ormai in dirittura di arrivo. Potranno essere previste successivamente, una volta avviata la realizzazione delle rotatorie. Al riguardo, come in precedenti occasioni, i rappresentanti dell’Anas hanno confermato, anche oggi, la disponibilità a individuare e finanziare tali interventi.

Dunque, un’altra importante tappa per un’attesa infrastruttura e per questo ringrazio tutti i soggetti che stanno lavorando a questo significativo risultato, in particolare responsabili e tecnici del Coordinamento Territoriale Adriatica dell’ANAS, con i quali sono in costante contatto da tempo.

Resto convinto, però, della necessità di darsi ulteriori obiettivi per un migliore assetto della viabilità in quest’area, in modo da rendere più agevole i collegamenti con Gravina e la 96-bis (non interessate dai lavori di ammodernamento e raddoppio del nuovo tracciato della Statale 96).

Tali obiettivi, a mio parere, possono essere impostati su due livelli.

Uno, più alla nostra portata, che interessa la sistemazione e migliore sicurezza, soprattutto in alcune curve, della strada provinciale “Tarantina”, utilizzata come alternativa alla Statale 96 verso Gravina, lavori che devono necessariamente coinvolgere in primo luogo l’ente competente, la Città Metropolitana di Bari.

L’altro, molto più ambizioso e risolutivo, è quello del riavvio del grande progetto della “Variante Nord”, un nuovo tratto stradale che, passando a nord dell’abitato di Altamura, andrebbe a unire direttamente la statale 96 dal tratto tra Altamura e la stazione di Pescariello a quello in prossimità dell’Ospedale della Murgia. In questo modo sarebbe possibile anche la trasformazione dell’attuale circonvallazione che separa il quartiere Trentacapilli dal resto dell’abitato di Altamura in strada urbana o addirittura la sua rimozione.

La Variante Nord, già contemplata dal Piano Regolatore Generale di Altamura e per cui è disponibile un approfondito progetto preliminare dell’Anas risalente ad oltre dieci anni fa, impone, però, programmazione e progettazione con investimenti massicci che devono necessariamente provenire dallo Stato.

Su questi obiettivi, nei limiti delle mie possibilità e del mio ruolo, assicuro tutto il mio impegno e sostegno.

ENZO COLONNA

 

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA DI BARI, ALTAMURA E CAPURSO: CONFERENZA STAMPA SUI TRE CONCORSI DI PROGETTAZIONE.

Clicca sull’immagine per avviare una pagina di Edilportale.com che riporta una scheda di sintesi e la documentazione dei tre bandi di concorso.

Sono stati presentati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede della Presidenza della Regione Puglia alla quale ho partecipato al fianco dell’Assessore all’Istruzione e Formazione, Sebastiano Leo, e della Dirigente della Sezione “Istruzione e Università”, arch. Maria Raffaella Lamacchia, nonché dei rappresentanti dei tre Comuni coinvolti (i Sindaci di Altamura, Rosa Melodia, e di Capurso, Francesco Crudele, l’Assessore Paola Romano e l’architetto Murgolo del Comune di Bari), i tre concorsi di progettazione banditi nelle scorse settimane dai Comuni di Bari, Altamura e Capurso e finalizzati alla realizzazione di altrettanti “Poli Innovativi per l’Infanzia”.

In tal modo si sta dando piena attuazione al protocollo d’intesa siglato nel dicembre dello scorso anno tra la Regione e i tre Comuni dalla stessa selezionati all’inizio del 2018, dando seguito all’iniziativa del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca che assegnava alla Puglia risorse complessive pari a 9.687.832,54 euro per la realizzazione di innovative strutture dedicate ai bambini fino a 6 anni.

Il protocollo di intesa tra Regione e Comuni – alla quale ho lavorato in collaborazione con l’Assessore Leo, la Dirigente Lamacchia e lo Staff della Sezione regionale “Istruzione e Università” e con il supporto dell’ARTI (da qui la sezione dedicata ai concorsi di progettazione) – ha integrato in modo del tutto originale e innovativo la misura nazionale, riconoscendo ai tre comuni un contributo regionale pari a 70 mila euro ciascuno, destinato proprio alla predisposizione e alla gestione di tutta la procedura concorsuale, al fine di garantire elevati standard di qualità e la più ampia partecipazione nella fase di ideazione e progettazione degli interventi.

Di seguito alcuni essenziali elementi informativi sui tre concorsi di progettazione, che prevedono, al di là del concorso in sé, la riserva da parte dei tre Comuni di affidare ai rispettivi primi classificati la progettazione definitiva ed esecutiva delle opere in concorso:

  • per quanto riguarda il Polo per l’Infanzia di CAPURSO, il bando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 82 del 15 luglio scorso. Il termine per la presentazione delle candidature scadrà alle ore 12 del prossimo 30 settembre. Il costo stimato per la realizzazione delle opere è pari a 1 milione e 600 mila euro e i premi che saranno assegnati ai vincitori sono pari a 15.000 euro per il primo classificato, 5.000 euro per il secondo e 3.000 euro per il terzo. Al fine di incentivare la partecipazione di giovani professionisti, è previsto un ulteriore premio di 3.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa [per ulteriori informazioni e il bando da qui].
  • Per quanto riguarda il Comune di BARI, invece, l’estratto del bando di concorso per la progettazione del Polo per l’Infanzia è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 29 luglio scorso (con rettifica del 30). Il termine di scadenza per l’invio delle proposte progettuali è fissato alle ore 12.00 del 28 ottobre 2019. Il costo stimato per la realizzazione delle opere è pari a 2 milioni e 203 mila euro e i premi che saranno assegnati ai vincitori sono pari a 15.000 euro per il primo classificato, 7.500 euro per il secondo e 4.000 euro per il terzo. Anche nel bando del Comune di Bari è previsto un ulteriore premio di 4.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa [per ulteriori informazioni e il bando da qui].
  • Lo scorso 2 agosto, infine, è stato pubblicato il bando per il concorso di progettazione del Polo per l’Infanzia previsto ad ALTAMURA, nel popoloso quartiere di Trentacapilli [da qui, una mia nota del gennaio 2018 in cui ricostruisco come si è arrivati alla selezione di questo intervento]. In questo caso le proposte progettuali potranno essere inviate dalle ore 12.00 del 16 settembre e sino alle ore 12 del giorno 14 ottobre 2019, termine di scadenza del bando. I premi previsti sono: 15.000 euro per il primo classificato, 7.500 euro per il secondo e 4.000 euro per il terzo. Inoltre è previsto un ulteriore premio di 4.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa [per ulteriori informazioni e il bando da qui].

Come ho avuto modo di rimarcare più volte [da qui uno dei miei numerosi interventi], questa mattina sono tornato a sottolineare la portata innovativa dell’iniziativa adottata dalla Regione Puglia che, con una sua task force, ha accompagnato le amministrazioni locali nella predisposizione di questi tre concorsi di progettazione.

L’idea del protocollo di intesa tra Regione e Comuni ha integrato in maniera originale e significativa la misura nazionale ed ha rappresentato un’ulteriore e straordinaria opportunità per i Comuni selezionati. Il nostro obiettivo, che si è tradotto in una deliberazione della giunta regionale del novembre 2018, era quello, per un verso, di assicurare un’elevata qualità progettuale dei nuovi Poli, in coerenza con la legge regionale 14/2008 (“Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio”) e, per l’altro, di favorire la più ampia partecipazione nella fase di ideazione degli interventi, mediante il ricorso allo strumento del concorso di progettazione, che ciascuno dei tre comuni avrebbe dovuto bandire e svolgere seguendo le linee guida approvate con la medesima deliberazione.

In attuazione di questo disegno regionale, ora siamo giunti alla fase della pubblicazione dei tre concorsi di progettazione (quindi, concorsi con riserva di aggiudicazione dei servizi di progettazione al vincitore).

Auspico la più ampia partecipazione possibile a questi bandi da parte dei professionisti, specie dei più giovani, che sapranno certamente proporre soluzioni efficaci e innovative per interventi rivolti ai bambini largamente attesi dalle comunità di Bari, Capurso e Altamura, al fine di offrire servizi all’avanguardia e all’altezza delle aspettative dei cittadini.

Sono molto soddisfatto (emozionato) per il risultato  conseguito, frutto di un intenso lavoro che ho sviluppato da due anni e che porterà – ad Altamura, a Trentacapilli – alla realizzazione di una grande e moderna infrastruttura sociale ed educativa interamente finanziata dalla Regione. Se le procedure si sviluppano con attenzione e tempestività, potremo vederla realizzata entro tre anni (tra tempi di progettazione, gara di appalto e lavori).

Ringrazio, per l’eccellente lavoro svolto, l’Assessore regionale Sebastiano Leo, la Dirigente, arch. Maria Raffaella Lamacchia, e lo Staff della Sezione regionale “Istruzione e Università” e per il prezioso supporto l’ARTI, l’ANCI Puglia, gli Ordini professionali degli Ingegneri e degli Architetti, mentre, sul fronte comunale, ringrazio gli amministratori e i tecnici dei tre Comuni, nonché gli abitanti dei quartieri interessati dagli interventi (per quanto mi riguarda, in particolare quelli di Trentacapilli, incontrati più volte presso la Parrocchia Redentore con don Nunzio), che hanno creduto sin dal primo momento a questa iniziativa della Regione mettendo a disposizione competenze, professionalità e motivazione per giungere a un risultato che già possiamo definire certamente molto significativo.

Aspettiamo con trepidazione l’esito dei concorsi di progettazione per dotare quanto prima i Comuni di Altamura, Bari e Capurso di tre importanti e innovativi luoghi di formazione e socializzazione destinati ai più piccoli.

ENZO COLONNA

 

ROTATORIE CIRCONVALLAZIONE DI ALTAMURA, CONFERENZA DI SERVIZI PRESSO L’ANAS PER IL VIA LIBERA AL PROGETTO

ORA SI PASSI A PROGRAMMARE MIGLIORI COLLEGAMENTI VERSO GRAVINA E LA 96-BIS.

Importante passo in avanti per la realizzazione delle tre rotatorie all’altezza delle intersezioni lungo il tracciato della Statale 96 (vecchia circonvallazione) con via Selva (prima immagine), via Graviscella e Via Ferri Rocco in zona industriale (segnate nella seconda immagine). La messa in sicurezza di questi tre incroci, attualmente semaforizzati, è un tema estremamente importante, un obiettivo lungamente coltivato; me ne sto occupando da oltre due anni, con numerosissime interlocuzioni con Anas e Comune di Altamura [leggi qui, ad esempio].

Per questi interventi, ricordo, il Ministero dell’Ambiente ha recentemente escluso la necessità della valutazione di impatto ambientale [avevo aggiornato qui].

L’ANAS (Coordinamento Territoriale Adriatica) ha perciò convocato per domani, martedì 10 settembre, una conferenza di servizi nella quale tutti gli enti (a partire dal Comune di Altamura) saranno chiamati ad esprimersi, con pareri ed eventuali prescrizioni, sul progetto definitivo già redatto.

Con il via libera della conferenza e con l’acquisizione delle aree (che il Comune di Altamura un paio di anni fa si è impegnato a seguire, con oneri per gli eventuali indennizzi a carico dell’Anas), si potrà procedere con la progettazione esecutiva e la gara di appalto per l’esecuzione dei lavori, per i quali l’ANAS ha messo a disposizione un milione e mezzo di euro.

I tecnici dell’ANAS hanno assicurato che nella progettazione esecutiva saranno adottate tutte le precauzioni possibili per garantire gli attraversamenti pedonali in condizioni di sicurezza, soprattutto per quanto riguarda l’incrocio su via Selva, che ogni giorno purtroppo è attraversato pericolosamente a piedi da molti cittadini.

Dunque, un’altra importante tappa per un’attesa infrastruttura e per questo ringrazio tutti i soggetti che stanno lavorando a questo significativo risultato, in particolare responsabili e tecnici del Coordinamento Territoriale Adriatica dell’ANAS, con i quali sono in costante contatto da tempo.

Resto convinto, però, della necessità di darsi ulteriori obiettivi per un migliore assetto della viabilità in quest’area, in modo da rendere più agevoli i collegamenti con Gravina e la 96-bis, su cui, nei limiti delle mie possibilità e del mio ruolo, assicuro tutto il mio impegno e sostegno, a partire dalla sistemazione e migliore sicurezza, soprattutto in alcune curve, della strada provinciale “Tarantina”, utilizzata come alternativa alla Statale 96 verso Gravina (lavori che devono necessariamente coinvolgere in primo luogo l’ente competente, la Città Metropolitana di Bari).

ENZO COLONNA

 

ZES ADRIATICA, FIRMATO IL DECRETO DI ISTITUZIONE. PORTATO A COMPIMENTO UN GRANDE LAVORO.

Apprendo con grande soddisfazione la notizia della firma, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, del decreto di formale istituzione della ZES Interregionale “Adriatica”. Si tratta di un passaggio formale, atteso da tempo, che conclude il complesso e articolato percorso burocratico condotto dalla Regione Puglia da quasi due anni e finalizzato a offrire una grande opportunità di crescita economica e occupazionale ai territori interessati da questa realtà che potranno beneficiare di significativi vantaggi per sostenere e incentivare il sistema produttivo.

La Zona Economica Speciale Adriatica, ricordo, costituisce una delle due macroaree geografiche del territorio regionale (l’altra è quella “Jonica”, per cui il DPCM di formale istituzione è stato sottoscritto qualche settimana fa), collegate a una o più aree portuali, per le quali sono previste specifiche misure (benefici fiscali, incentivi, semplificazioni amministrative) finalizzate a creare un contesto orientato alla crescita di imprese, all’attrazione di investimenti, all’incremento di scambi commerciali ed export.

La ZES Adriatica (il cui iter di istituzione seguo, passo passo, sin dall’inizio: ad esempio, v. qui o anche qui qui oppure leggi qui) è connessa, per quanto riguarda la Puglia, ai porti di Manfredonia, Barletta, Bari, Molfetta, Monopoli e Brindisi (nonché agli snodi logistici degli aeroporti di Bari, Brindisi e Foggia, dell’interporto regionale della Puglia, della piattaforma logistica di Incoronata) e comprende superfici pari a circa 2889 ettari che, oltre alle aree portuali e aeroportuali, include:

  • il polo di Foggia (con la zona industriale di Manfredonia e l’agglomerato ASI Foggia-Incoronata);
  • il polo di Barletta (con la zona industriale di Barletta);
  • il polo di Bari (con la zona P.I.P. di Bitonto, l’agglomerato ASI Bari-Modugno, la zona industriale di Altamura, la zona P.I.P. di Gravina, le zone industriali di Monopoli e Molfetta);
  • il polo di Brindisi (con le aree ASI di Brindisi, Fasano e Ostuni);
  • il polo di Lecce (con le aree ASI di Lecce-Surbo, Galatina-Soleto, Nardò-Galatone, le zone industriali di Casarano e Matino, il centro intermodale di Melissano).

La Regione ha promosso la creazione di questa ZES come strumento per facilitare l’attrazione di investimenti diretti, promuovere la crescita della competitività delle imprese, l’incremento delle esportazioni, la creazione di nuovi posti di lavoro e il più generale rafforzamento del tessuto produttivo.

Sono molteplici gli strumenti previsti a questo scopo: semplificazioni amministrative, credito d’imposta sugli investimenti, esenzione IRAP, esonero quota comunale IMU per i proprietari degli immobili ricadenti nelle aree ZES, esonero TASI (sempre per la quota destinata ai Comuni) per i possessori e detentori di immobili nelle medesime aree, esclusione di addizionali comunali TASI, esenzione dalle spese istruttorie connesse alla realizzazione degli interventi in tali aree.

Con la definitiva approvazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri siamo davvero alla vigilia della piena operatività di questo importante strumento che interesserà anche ampie aree produttive del territorio della Murgia barese. In particolare, di Altamura (183,50 ettari, la zona industriale, tipizzata come D dal piano regolatore, che insiste sulla strada statale 96 per Gravina) e Gravina (circa 10 ettari di aree della zona P.I.P.).

Ora, così come previsto dal Piano Strategico della ZES approvato dalla Giunta regionale e recepito dal governo nazionale, spetterà anche ai Comuni coinvolti nel perimetro della Zona Economica Speciale adottare misure di sostegno, ad esempio quelle finalizzate a ridurre il carico fiscale locale per le imprese, in modo da integrare queste misure con quelle previste a livello regionale e nazionale. Sotto altro profilo auspico che i Comuni intervengano fattivamente per semplificare e sburocratizzare i procedimenti amministrativi previsti a livello locale in modo da renderli più celeri, efficaci e più rispondenti alle reali esigenze delle imprese e, in diverse realtà, per rendere il più accessibile possibile, per nuovi investitori, la disponibilità di aree sotto il profilo economico e infrastrutturale.

Solo in questo modo, infatti, con una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli istituzionali coinvolti (che si traduca presto in iniziative concrete in favore del sistema produttivo), la ZES potrà effettivamente creare occasioni di crescita e di sviluppo per i territori interessati.

Nel frattempo, i Comuni di Altamura e Gravina in Puglia hanno ottemperato proprio in questi ultimi giorni alla richiesta formulata dalla Regione Puglia e rivolta a tutti gli enti locali inseriti nella perimetrazione della ZES, di trasmettere alla Sezione “Attività Economiche, Artigianali e Commerciali” l’elenco preciso delle aree interessate, con i riferimenti catastali pertinenti e tutti i dati identificativi necessari, in modo da poter compiere una ricognizione completa e certa dei territori coinvolti.

La Regione Puglia, assieme ai dati di tutti gli altri comuni coinvolti, potrà trasmetterli al Dipartimento Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in modo da determinare con precisione e chiarezza tutti i territori ricompresi nella ZES e permettere alle imprese ivi insediate di poter beneficiare, forse già a partire dalla fine di settembre (come ci si propone di fare a livello ministeriale, v. qui), del credito di imposta per gli investimenti realizzati nelle aree perimetrate.

Tra l’altro, come ho già segnalato nelle settimane scorse, si potranno aggiungere altre aree di altri comuni grazie al bando recentemente approvato dalla Giunta regionale e pubblicato sul BURP n. 84 del 25 luglio che prevede di estendere le aree già perimetrate, pari a 2.628 ettari, con l’assegnazione agli enti locali interessati, a seguito di apposita procedura comparativa, di ulteriori aree disponibili e non assegnate pari a 261,10 ettari.

A questo proposito ribadisco il mio auspicio affinché ci sia la partecipazione a questo bando da parte dei Comuni della Murgia barese, a partire da Gravina in Puglia (con la proposta di inserimento delle altre aree della zona PIP), Grumo Appula (la zona PIP lungo la statale 96, all’altezza della stazione di Mellitto), Santeramo in Colle (ma anche Acquaviva delle Fonti, Toritto, Gioia del Colle, Corato, Cassano Murge, Poggiorsini) a cui, oltre un anno e mezzo fa, avevo indirizzato una mia sollecitazione da cui si era sviluppata una iniziativa finalizzata all’inserimento dell’area murgiana nel perimetro della ZES Adriatica.

Purtroppo, come ho già avuto modo di evidenziare, nel corso dell’istruttoria alcune delle aree o non erano state proposte o non erano adeguatamente accompagnate da supporti informativi e documentali e, pertanto, erano state escluse dalla perimetrazione iniziale della ZES.

Ora, però, quella progettualità può essere ripresa e valorizzata, grazie all’opportunità fornita da questo bando della Regione Puglia, in modo da completare il lavoro già avviato e fornire un’occasione ulteriore di sviluppo ad un territorio ampio come quello della Murgia barese che esprime un tessuto economico e imprenditoriale particolarmente vivace.

Sarebbe il completamento di un progetto di grande rilievo strategico in grado di accompagnare le aziende già presenti nei loro percorsi di crescita e di rilanciare lo sviluppo del territorio.

Ringrazio, infine, per l’importante lavoro svolto e per la grande dedizione profusa nella definizione di un percorso di tale complessità che, oggi, finalmente vede il suo completamento, il Presidente Michele Emiliano e l’Assessore allo Sviluppo Economico, Cosimo Borraccino (e il suo predecessore Michele Mazzarano), il Direttore del Dipartimento “Sviluppo Economico e Innovazione”, Domenico Laforgia, la Dirigente della Sezione “Attività Economiche”, prima Teresa Lisi e ora Francesca Zampano, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, Ugo Patroni Griffi, oltre che la qualificata Task Force impegnata nell’elaborazione del Piano Strategico della Zona Economica Speciale.

ENZO COLONNA

 

ZES ADRIATICA, FIRMATO IL DECRETO DI ISTITUZIONE. INTANTO DA ALTAMURA E GRAVINA TRASMESSI I DATI PER L’ESATTA INDIVIDUAZIONE DELLE AREE INTERESSATE.

Apprendo con grande soddisfazione la notizia della firma, da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri, del decreto di formale istituzione della ZES Adriatica. Si tratta di un passaggio che conclude il complesso e articolato percorso burocratico condotto dalla Regione Puglia in questi mesi e finalizzato a offrire una grande opportunità di crescita economica e occupazionale ai territori interessati da questa realtà che potranno beneficiare di vantaggi in termini fiscali e di semplificazione amministrativa per sostenere e incentivare il sistema produttivo.

Siamo pertanto davvero alla vigilia della piena operatività della ZES Adriatica che ricomprende anche ampie aree della Murgia barese.

A questo proposito, i Comuni di Altamura e Gravina in Puglia, infatti, hanno ottemperato alla richiesta formulata nei giorni scorsi dalla Regione Puglia e rivolta a tutti gli enti locali inseriti nella perimetrazione della ZES, di trasmettere alla Sezione “Attività Economiche, Artigianali e Commerciali” l’elenco preciso delle aree interessate, con i riferimenti catastali pertinenti e tutti i dati identificativi necessari, in modo da poter compiere una ricognizione completa e certa dei territori coinvolti [avevo scritto qui qualche giorno fa].

Ora la Regione Puglia, assieme ai dati di tutti gli altri comuni coinvolti, potrà trasmetterli al Dipartimento Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in modo da determinare con precisione e chiarezza tutti i territori ricompresi nella ZES e permettere alle imprese ivi insediate di poter beneficiare, forse già a partire dalla fine di settembre (come ci si propone di fare a livello ministeriale), del credito di imposta per gli investimenti realizzati nelle aree perimetrate.

Esprimo grande soddisfazione per la tempestività con cui i Comuni hanno risposto alla sollecitazione della Regione in modo da consentire alle imprese inserite nelle aree perimetrate di beneficiare dei primi concreti ed effettivi vantaggi derivanti dall’avvio della Zona Economica Speciale Adriatica.

Ricordo che nel perimetro della ZES sono state inserite ampie aree produttive dei territori di Altamura (183,50 ettari di tutta la zona industriale, tipizzata come D dal piano regolatore, che insiste sulla strada statale 96 per Gravina) e Gravina (circa 10 ettari di aree della zona P.I.P.).

Un risultato frutto di un complesso lavoro che ho seguito per oltre un anno e mezzo e coordinato sin dall’avvio di questo percorso con i Comuni (e, in particolare, con i rispettivi uffici tecnici), le associazioni e le organizzazioni del mondo imprenditoriale [tra i tanti, segnalo un intervento del febbraio 2018].

Tra l’altro, come ho già segnalato nelle settimane scorse, si potranno aggiungere altre aree di altri comuni grazie al bando recentemente approvato dalla Giunta regionale e già pubblicato sul BURP n. 84 del 25 luglio che prevede di estendere le aree già perimetrate, pari a 2.628 ettari, con l’assegnazione agli enti locali interessati, a seguito di apposita procedura comparativa, di ulteriori aree disponibili e non assegnate pari a 261,10 ettari [avevo scritto qui].

A questo proposito ribadisco il mio auspicio affinché ci sia la partecipazione a questo bando da parte dei Comuni della Murgia barese, a partire da Gravina in Puglia (con la proposta di inserimento delle altre aree della zona PIP), Grumo Appula (la zona PIP lungo la statale 96, all’altezza della stazione di Mellitto), Santeramo in Colle (ma anche Acquaviva delle Fonti, Toritto, Gioia del Colle, Corato, Cassano Murge, Poggiorsini) a cui, oltre un anno e mezzo fa, avevo indirizzato una mia sollecitazione da cui si era sviluppata una iniziativa finalizzata all’inserimento dell’area murgiana nel perimetro della ZES Adriatica [per una ricostruzione, rinvio ad una mia nota di maggio scorso, disponibile da qui].

Purtroppo, come ho già avuto modo di evidenziare, nel corso dell’istruttoria alcune delle aree o non erano state proposte o non erano adeguatamente accompagnate da supporti informativi e documentali e, pertanto, erano state escluse dalla perimetrazione iniziale della ZES.

Ora, però, quella progettualità può essere ripresa e valorizzata, grazie all’opportunità fornita da questo bando della Regione Puglia, in modo da completare il lavoro già avviato e fornire un’occasione ulteriore di sviluppo ad un territorio ampio come quello della Murgia barese che esprime un tessuto economico e imprenditoriale particolarmente vivace.

Sarebbe il completamento di un progetto di grande rilievo strategico in grado di accompagnare le aziende già presenti nei loro percorsi di crescita e di rilanciare lo sviluppo del territorio.

enzo colonna

P.S.: ringrazio – per l’intenso lavoro svolto negli ultimi giorni finalizzato alla raccolta e sistemazione di tutti i dati catastali relativi alle aree comprese nella vasta superficie ZES del territorio altamurano e alle aree della zona produttiva gravinese – i dirigenti, funzionari e istruttori tecnici del Comune di Altamura Giovanni Buonamassa, Biagio Maiullari, Maria Cornacchia, Saverio Clemente, Tommaso Chiaromonte, Paolo Losurdo, Vitantonio Lorè, Graziantonio Palasciano e i dirigenti e la funzionaria tecnica del Comune di Gravina in Puglia Michele Stasi, Antonio Vendola e Giovanna Dipalma.

 

OPERATIVA H24 LA BANCA DEL SANGUE DELL’OSPEDALE DELLA MURGIA. IMPEGNO MANTENUTO PER LE COMUNITÀ MURGIANE.

Dal 1° settembre è pienamente operativa, per 24 ore al giorno, la nuova Unità Operativa di Medicina Trasfusionale, istituita e avviata nei mesi scorsi presso l’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”.

Dopo l’avvio delle attività, ad aprile 2019, nei turni di mattina e pomeriggio, è stata completata infatti la dotazione di personale di questa nuova Unità che, oltre al Responsabile, il dott. Leonardo Sardella, vede impiegati ben 5 medici trasfusionisti, 6 tecnici di laboratorio (oltre ad uno in formazione), 5 infermieri e 2 ausiliari.

È un risultato straordinario, uno storico traguardo per l’Ospedale “Perinei” e, quindi, per tutta la comunità murgiana, giunto a valle di un lungo, complicato e laborioso iter che accompagno, passo dopo passo, da oltre due anni, sin dall’inizio della mia esperienza di consigliere regionale, frutto di molteplici e complessi passaggi amministrativi e istituzionali che si sono dovuti consumare [da qui la mia ultima nota. Per una parziale rassegna di miei interventi e aggiornamenti, v. qui oppure clicca qui].

Un lungo e articolato lavoro che si è sviluppato nell’ambito di una proficua e serrata sinergia tra Regione e ASL di Bari che ha consentito di giungere a un risultato estremamente importante e lungamente atteso da tutto il territorio, dal momento che l’attivazione di questo servizio consentirà di raccogliere, conservare e disporre in sede del sangue necessario per le trasfusioni (cosiddetta “Banca del sangue”), con la conseguenza di rendere più efficienti e sicuri tutti gli interventi per i quali sono necessarie trasfusioni, evitando di far ricorso a sacche ematiche conservate presso altre strutture regionali.

La piena operatività delle attività dell’Unità Trasfusionale renderà inoltre ancor più stabile e strutturata l’attività di prelievo di materiale ematico finalizzato alla tipizzazione dei donatori di midollo osseo e potrà consentire all’ospedale murgiano di divenire un vero e proprio polo di reclutamento con funzioni di ricerca dei donatori, valutazione dell’idoneità, identificazione del donatore.

Mi piace ricordare che i volumi di attività espressi da anni in questo ambito, presso l’Ospedale della Murgia sono di assoluto rilievo e ben oltre i parametri minimi previsti. Sono migliaia, infatti, le unità di sangue intero raccolte ogni anno e i prelievi finalizzati alla tipizzazione dei potenziali donatori di midollo osseo: uno straordinario risultato ottenuto anche grazie alla preziosa attività svolta dal personale ospedaliero (a partire dal dott. Matteo Carone e dal personale infermieristico che per molti anni hanno rappresentato la struttura della locale Unità Fissa di Raccolta) e dalle straordinarie associazioni di volontariato attive da molti anni sul territorio (come Avis, Fidas, Admo).

Ringraziamenti.
Ringrazio ancora una volta, per il grande lavoro di impulso svolto per la definizione di questa vicenda, il Presidente della Regione Michele Emiliano e la struttura regionale del Dipartimento “Promozione della Salute”, oltre al Direttore Generale dell’ASL di Bari, Antonio Sanguedolce, all’ex Direttore Generale, Vito Montanaro, al Direttore Sanitario, la dott.ssa Silvana Fornelli, al Direttore Amministrativo, dott. Gianluca Capochiani, e al personale dell’Area Gestione Tecnica, diretta dall’ing. Nicola Sansolini, nonché alla direzione sanitaria e amministrativa del presidio ospedaliero della Murgia (rispettivamente, il dott. Domenico Labate e l’avv. Rachele Popolizio).

Un ringraziamento particolare va al Direttore del Dipartimento Immuno-Trasfusionale dell’Azienda, il dott. Michele Scelsi, che ha fortemente creduto in questo progetto, investendo tutte le sue competenze e passione per il suo raggiungimento, nonché al Responsabile, il dott. Sardella, e a tutto il personale della nuova Unità per l’intenso lavoro di avvio della nuova Unità svolto in questi mesi (funzionale anche al suo accreditamento per il quale manca poco) e a cui rivolgo l’augurio di continuare a svolgere il loro ottimo lavoro.

Quella della Banca del Sangue, con i suoi attuali servizi e con quelli che potranno presto aggiungersi (su cui il dott. Sardella e i suoi collaboratori stanno già lavorando), è una grande e faticosa conquista di cui andare orgogliosi e che tocca a tutti noi difendere.

ENZO COLONNA

 

ZONA ECONOMICA SPECIALE (ZES), AL VIA FASE OPERATIVA: GIÀ DA FINE SETTEMBRE IL BENEFICIO DEL CREDITO DI IMPOSTA.

GIÀ DA FINE SETTEMBRE IL MINISTERO INTENDE ASSICURARE IL BENEFICIO DEL CREDITO DI IMPOSTA PER GLI INVESTIMENTI. ENTRO IL 2 SETTEMBRE I COMUNI COINVOLTI DEVONO TRASMETTERE I DATI CATASTALI DELLE SUPERFICI.

La ZES Adriatica è ormai realtà e può rappresentare un volano di straordinaria importanza ed efficacia per lo sviluppo del territorio interessato che, come noto, ricomprende anche ampie aree della Murgia barese.

Nelle settimane scorse la Regione Puglia, su richiesta del Dipartimento per le Politiche di Coesione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha chiesto ai Comuni inseriti nella perimetrazione della ZES Interregionale Adriatica di trasmettere alla Sezione “Attività Economiche, Artigianali e Commerciali” l’elenco preciso delle aree interessate, con i riferimenti catastali pertinenti e tutti i dati identificativi necessari, in modo da poter avere una mappatura completa e certa delle superfici coinvolte.

Tale adempimento (che dovrà essere svolto entro il prossimo 2 settembre in modo da consentire alla Regione Puglia di trasmettere il tutto al Dipartimento Coesione entro il prossimo 10 settembre) è necessario al fine di determinare con precisione e chiarezza tutti i territori ricompresi nella ZES in modo da permettere alle imprese ivi insediate di poter beneficiare, già a partire dal prossimo 25 settembre, come si propone di fare a livello ministeriale, del credito di imposta per gli investimenti realizzati nelle aree perimetrate. Per questo l’Agenzia delle Entrate è già pronta, ma è necessario appunto acquisire i dati identificativi delle superfici comprese nel perimetro ZES.

Auspico pertanto che i Comuni coinvolti rispondano tempestivamente alla richiesta avanzata dalla Dirigente della Sezione “Attività Economiche, Artigianali e Commerciali” della Regione, dott.ssa Francesca Zampano, in modo da consentire alle imprese inserite nelle aree perimetrate di beneficiare dei primi concreti ed effettivi vantaggi derivanti dall’avvio della Zona Economica Speciale Adriatica. Per quanto mi riguarda, per vie brevi ho sottolineato l’importanza di questo passaggio e la necessità di farlo tempestivamente ai Comuni di Altamura e Gravina.

A questo proposito ricordo che, limitandomi all’area murgiana, nel perimetro della ZES sono state inserite ampie aree produttive dei territori di Altamura (183,50 ettari della zona industriale che insiste sulla strada statale 96 per Gravina) e Gravina (circa 10 ettari di aree P.I.P.).

Un risultato frutto di un complesso lavoro che ho seguito per oltre un anno e mezzo [tra i tanti, segnalo qui un mio intervento del febbraio 2018] e coordinato sin dall’avvio di questo percorso con i Comuni (e, in particolare, con i rispettivi uffici tecnici), le associazioni e le organizzazioni del mondo imprenditoriale.
È stato così valorizzato adeguatamente, all’interno del perimetro della ZES Adriatica, il vasto e articolato sistema produttivo della Murgia barese, come da me sollecitato in molteplici circostanze e riunioni [per una ricostruzione, rinvio ad una mia nota di maggio scorso, disponibile da qui].

Tra l’altro, come ho già segnalato nelle settimane scorse, si potranno aggiungere altre aree di altri comuni grazie al bando recentemente approvato dalla Giunta regionale e già pubblicato sul BURP n. 84 del 25 luglio che prevede di estendere le aree già perimetrate, pari a 2.628 ettari, con l’assegnazione agli enti locali interessati, a seguito di apposita procedura comparativa, di ulteriori aree disponibili e non assegnate, pari a 261,10 ettari [avevo scritto qui].

Sono molto soddisfatto del lavoro svolto e del risultato conseguito. I Comuni facciano la loro parte.

ENZO COLONNA
consigliere regionale

SPAZI SCOLASTICI, DALLA REGIONE 200 MILA EURO PER IL PIENO UTILIZZO IN ORARI EXTRACURRICOLARI.

Valorizzare appieno gli spazi e le strutture disponibili nelle scuole con attività svolte negli orari extracurricolari e che favoriscano l’interazione con il territorio, e promuovere azioni di contrasto dell’abbandono scolastico.

Questi, in sintesi gli obiettivi di una misura approvata un mese fa dalla Giunta regionale e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia del 12 agosto scorso.

L’iniziativa dà attuazione a una norma inserita, su proposta mia e dei miei colleghi di gruppo (Mimmo Santorsola e Sebastiano Leo), nella legge regionale di stabilità per il 2019 (art. 53, l.r. 67/2018), che destina 200mila euro del bilancio regionale per l’anno in corso (con analoga dotazione finanziaria per gli anni 2020 e 2021) a istituti scolastici secondari di 2° grado per progetti di carattere culturale e sociale, da svolgersi negli spazi scolastici in orari extracurricolari, presentati anche su proposta di associazioni studentesche (detti conto dell’emendamento qui).

L’obiettivo è quello di sostenere Istituti scolastici e studenti pugliesi, valorizzandone le capacità e le potenzialità creative e progettuali, proponendo la scuola come luogo comune di crescita civile e di integrazione con il territorio. I progetti finanziati consentiranno quindi di svolgere attività di carattere culturale e sociale aggiuntive rispetto al normale orario scolastico.

Con il provvedimento varato dalla Giunta regionale sono stati definiti tempi e modalità di svolgimento dei progetti nonché i criteri di assegnazione dei contributi, tutti elementi che saranno tradotti a breve in un Avviso pubblico.

In particolare, potranno candidarsi a questa misura gli Istituti scolastici secondari di 2° grado statali e paritari con sede in Puglia. Ciascun Istituto potrà presentare una sola proposta progettuale.

I progetti dovranno avere come protagonista la popolazione studentesca e potranno essere realizzati anche attraverso il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati esterni per l’esercizio di attività laboratoriali integrate con competenze, culture ed esperienze terze rispetto alla scuola. Per questo, nella presentazione della candidatura le Scuole potranno avvalersi della collaborazione con associazioni studentesche o gruppi informali di studenti.

La durata di ciascun progetto non potrà essere inferiore a uno e superiore a due anni scolastici, in modo da consentire di svolgere attività strutturate e incisive, presupposto fondamentale per la buona riuscita dell’intervento.

Ad ogni progetto potrà essere assegnato un contributo a fondo perduto sino a un massimo di 10mila euro.

Al fine di garantire un’equa distribuzione delle risorse (rispetto al numero degli studenti iscritti nelle diverse aree della Puglia) saranno finanziati almeno 6 progetti per l’area metropolitana di Bari, 4 per la Provincia di Lecce, 3 per le Province di Foggia e Taranto, 2 per quelle di Brindisi e BAT.

Le proposte saranno valutate sulla base dei seguenti criteri:

  • collocazione degli Istituti in territori con maggiori livello di disagio socioeconomico e con maggiori tassi di dispersione scolastica;
  • qualità progettuale;
  • chiarezza nella definizione degli obiettivi, presenza di indicatori verificabili nel loro raggiungimento;
  • grado di innovazione e trasferibilità dell’idea progettuale rispetto all’utilizzo della scuola come presidio di socialità e luogo di partecipazione, di crescita civile e di collaborazione con soggetti esterni;
  • partecipazione di associazioni studentesche, soggetti istituzionali e/o del volontariato culturale e sociale (specie se si tratta di soggetti riconosciuti a livello nazionale).

Si tratta di un’iniziativa sperimentale che ritengo significativa e che potrà contribuire a valorizzare le potenzialità degli istituti scolastici e degli spazi che li ospitano.

In attesa della pubblicazione dell’Avviso, che avverrà a settembre e di cui ovviamente darò conto, invito gli Istituti scolastici e le associazioni studentesche pugliesi, del territorio murgiano in particolare, a iniziare ad elaborare proposte progettuali.

Sono a disposizione per assicurare tutto il supporto che mi è possibile.

Ringrazio, per il lavoro svolto, l’Assessore Leo e lo staff della Sezione regionale “Istruzione e Università”, diretta dall’Arch. Maria Raffaella Lamacchia.

ENZO COLONNA

 

SCUOLA DON MILANI DI ALTAMURA, VIA LIBERA ALLA GARA DI APPALTO PER GLI ULTIMI LAVORI DI RIPRISTINO E MESSA IN SICUREZZA DELLA PALESTRA.

Con una determinazione firmata ieri, l’arch. Giovanni Buonamassa, dirigente del Comune di Altamura, che ringrazio, ha approvato il progetto esecutivo e dato il via libera alla gara di appalto per l’affidamento dei lavori presso la scuola Don Milani in via Santeramo, dando seguito al provvedimento approvato il 30 maggio scorso dalla giunta (ne scrissi qui).

Siamo dunque sempre più vicini al completamento dei lavori di ripristino delle condizioni igienico-sanitarie e messa in sicurezza della palestra e dei locali annessi della scuola primaria.

Ancora poche settimane e potranno finalmente ripartire i lavori necessari a ripristinare l’agibilità della palestra che, ricordo, erano stati avviati la scorsa estate (ne avevo dato conto qui) e poi sospesi per verificare la tenuta e l’efficacia degli interventi eseguiti sulla copertura con le piogge, le nevicate e le intemperie che si sarebbero verificate durante la stagione invernale.

Si tratta di un intervento indispensabile per una struttura che era stata pesantemente interessata da infiltrazioni di acqua che avevano determinato la formazione di umidità, muffa e distacchi di intonaco.

Come ho già ricordato (ad esempio, qui), questo intervento beneficia anche di un finanziamento di 40mila euro della Regione, in particolare dell’Assessorato regionale al “Diritto allo Studio e Scuola”, su cui avevamo lavorato nei mesi scorsi.

Il progetto approvato impegna complessivamente 98mila euro: 58mila euro comunali, 40mila euro regionali; i lavori ammontano a 78mila euro circa, somma che sarà soggetta ai ribassi della gara di appalto, a cui si aggiungono l’iva, oneri per la sicurezza e costi della procedura.

Il progetto prevede la realizzazione di un intervento finalizzato a ripristinare tutti gli ambienti interni della palestra e degli spazi annessi (rifacimento degli intonaci, pitturazione, ecc.), inclusa la sistemazione dei bagni, e a realizzare un bagno accessibile ai disabili.

Sono molto soddisfatto per i passi compiuti che consentiranno finalmente di restituire alla comunità una struttura funzionale, utilizzata sia dai bambini della scuola, sia da quanti svolgono attività motoria promossa e condotta, in orari extrascolastici, da associazioni sportive.

È una questione che seguo da tempo (risale a due anni fa il mio primo intervento, durante la prima gestione commissariale del Comune: v. qui un intervento risalente a settembre 2017; da qui una delle mie ultime sollecitazioni) e che finalmente si avvia a soluzione.

Ringrazio quanti hanno contribuito negli ultimi due anni e stanno contribuendo, con il proprio impegno e lavoro, alla definitiva soluzione del problema.

Ringrazio, in particolare, per il lavoro svolto il dirigente, ing. Biagio Maiullari, e il personale del Settore comunale “Opere Pubbliche”, nello specifico, lo staff dei Servizi “Manutenzione e progettazione edilizia scolastica e pubblica” (il capo servizio Vito Di Mase, Rosa Cirrottola, Maria Antonietta Guastamacchia, Vito Farella), nonché lo staff della Sezione regionale “Istruzione e Università” diretta dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia. Con tutti loro sono da tempo in costante contatto sulla questione.

ENZO COLONNA