DUE GIORNI DEDICATI ALLA STREET ART E AL RAPPORTO TRA ARTE URBANA, COMUNITÀ, SPAZIO PUBBLICO E TERRITORIO.

Domani e dopodomani, venerdì 5 e sabato 6 marzo, si svolge da Bari, in modalità live e online, l’edizione 2021 di ST.AR.T – Strade / Arte/ Territorio, #STARTCONF 2021, promosso da Mecenate 90, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Ecomuseo Casilino, 999 Foundation, GAI Giovani Artisti Italiani, Fondazione FOQUS, in collaborazione con Anci. STARTCONF, giunta alla terza edizione, ha sede ogni anno in una diversa città italiana [l’anno scorso si tenne a Milano, presi parte e ne detti conto qui: https://www.enzocolonna.com/…/street-art-comunita-e…/].
✅ Saranno due giorni tutti dedicati all’arte pubblica, a partire dall’esperienza della #StreetArt, durante i quali artisti, curatori, istituzioni, associazioni, ricercatori, imprese, si confrontano per condividere riflessioni, iniziative, domande, risposte sul rapporto tra arte e spazio pubblico urbano, comunità e territorio. Due giorni di seminari, confronti e tavoli di lavoro dalla pagina facebook dedicata https://www.facebook.com/startconf.org e da quelle dei promotori.
👉 Dal seguente link, il #programma integrale con tutte le informazioni:
✅ La seconda giornata, in particolare, è tutta interamente dedicata all’esperienza della #RegionePuglia. Dopo l’introduzione di Ledo Prato, segretario generale di Mecenate 90, e gli interventi del Sindaco di Bari Antonio Decaro e dell’Assessore regionale alla Cultura Massimo Bray, insieme a Silvia Pellegrini (dirigente della Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”) e Micaela Paparella (consigliere per le “Politiche di Valorizzazione del Patrimonio Culturale” del Comune di Bari) daremo conto del lavoro svolto negli ultimi anni. Daremo conto, con alcuni video, anche di alcune esperienze già consumate, come quella della Scuola Tommaso Fiore, Agorateca, ad Altamura.
✅ Con lo straordinario staff della Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”, dalla seconda metà del 2018 abbiamo messo in campo una serie di iniziative, legislative e amministrative, in materia di Street Art che non hanno precedenti in Italia:
– prima una norma che avevo inserito nella legge collegata al bilancio regionale del 2019 (art. 50 della l.r. 67/2018, con uno stanziamento iniziale di 450mila euro in tre anni), approvata nel dicembre 2018 e che prevedeva, per la prima volta in Puglia, una misura sperimentale sulla Street Art. Leggi qui: https://www.enzocolonna.com/…/la-street-art-nel…/
– In attuazione di questa disposizione legislativa, nell’estate 2019, la Regione invitò, con un avviso, le amministrazioni pubbliche del territorio pugliese a presentare manifestazioni di interesse proponendo spazi dove poter realizzare interventi di arte urbana.

– Alla Call risposero 92 amministrazioni (comuni, province, scuole, università). Furono individuati i primi 11 interventi, quelli “immediatamente cantierabili”, poi realizzati con le risorse del bilancio regionale a disposizione nel 2019 (150mila euro). È il caso dell’opera proposta dall’Istituto Scolastico Bosco-Fiore di Altamura e realizzata da

Donato Lorusso

,

Sario De Nola

,

Marco Forte

,

Mattia Pellegrino

presso

Agorateca, Biblioteca di Comunità

nel quartiere Carpentino, v. qui: https://www.enzocolonna.com/…/martedi-4-febbraio-17-30…/

– Considerato il grande interesse generato, a questa iniziativa sono state destinate ulteriori cospicue risorse della programmazione dei fondi europei a disposizione della Regione [oltre 3,6 milioni di euro, in merito v. qui: https://www.enzocolonna.com/…/streetart-dalla…].
– Nel luglio 2020, la Regione ha invitato tutte le 92 amministrazioni (tra cui l’Istituto Comprensivo “Bosco-Fiore” di Altamura, i Comuni di Acquaviva delle Fonti, Altamura, Alberobello, Cassano delle Murge, Conversano, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Putignano, Santeramo in Colle e Toritto) a formulare una proposta progettuale (integrata: realizzazione di un’opera di Street Art e attività di laboratorio/fruizione di un bene o luogo di cultura). A ciascuna amministrazione è stato assegnato un finanziamento regionale massimo di 40 mila euro e garantito il supporto di una qualificata assistenza tecnica (Sezione regionale, Teatro Pubblico Pugliese, Inward – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana). Tutti i dettagli, da qui: http://cartapulia.it/call-aperte
✅ Si tratta, dunque, di una strategia che – per impostazione, partecipazione, entità delle risorse – ha posto la Puglia all’avanguardia nel panorama nazionale sul tema dell’#ArteUrbana. A nessun livello si rinvengono, infatti, precedenti analoghi ad una iniziativa così organica e diffusa, come quella pugliese, finalizzata alla promozione e al sostegno di forme artistiche ed espressive che si sono rivelate capaci di determinare significativi impatti – sociali, culturali, artistici, urbani – nei territori e anche di contribuire a rigenerare spazi e beni pubblici.
✅ Una strategia che nel frattempo avevo tradotto in una proposta di #legge in materia di “valorizzazione, promozione e diffusione della Street Art”, presentata assieme al collega Sabino Zinni e approvata dal Consiglio regionale nel giugno 2020 [l.r. 23/2020, v. qui: https://www.enzocolonna.com/…/street-art-il-governo…/]. La prima legge in Italia in materia. Una base normativa, agile ed essenziale, che ha soprattutto l’obiettivo di rendere strutturale la strategia regionale in corso da due anni e mezzo.
Da qui l’attenzione per la nostra regione, come attesta anche la scelta della Puglia per questa terza edizione di STARTCONF.
📌 Nonostante, come sapete, il mio mandato sia terminato da diversi mesi, sono stato chiamato a partecipare e intervenire, proprio per essere stato promotore di queste iniziative regionali. Ci sono garbo e sensibilità, soprattutto rispetto per il lavoro svolto, sempre più rari, che rendono felici. Per me sarà un’ulteriore occasione per ribadire un concetto sulla Street Art. Non è un modo per “decorare” quartieri, palazzi e muri, ambiti urbani. Non è semplice rigenerazione fisica. È un inciampo visivo nei nostri contesti urbani, che ci costringe e aiuta a vedere quello che non vediamo più, anche se è sotto i nostri occhi. A osservare e leggere i nostri luoghi, i nostri quartieri, i nostri spazi pubblici, così sottratti alla distrazione, all’anonimia, all’indifferenza. A riflettere su di noi, su storie, momenti, eventi e persone che segnano la nostra comunità. Ci motiva, dunque, a ricreare un rapporto con il nostro spazio vitale, a sentirlo, nuovamente e consapevolmente, “nostro”. Ci aiuta a sentirci comunità.

“Estrazione dei Talenti”

Vi segnalo questo ulteriore appuntamento di presentazione della misura regionale “Estrazione dei Talenti” e delle Factory dell’area “Salute dell’uomo e dell’ambiente” (salute, farmaceutica, agroalimentare, green e blue economy), nonché delle opportunità offerte dall’avviso per la selezione dei team.
📍 Per partecipare alla diretta streaming è necessario registrarsi entro le ore 12 di oggi, 3 marzo, da qui:
È una misura che ho sostenuto molto negli anni scorsi. Sono 25 le Factory selezionate nel maggio 2019 dalla Regione (a fronte di 52 candidature) per l’attuazione dell’intervento Estrazione dei Talenti. Le Factory sono raggruppamenti composti da soggetti pubblici e privati che hanno il compito di valorizzare idee innovative, collegate ad attività presenti nel sistema scientifico e produttivo del territorio, e di accompagnarle, con i propri esperti, verso la creazione di nuove imprese in una delle tre aree prioritarie di innovazione: “manifattura sostenibile”, “salute dell’uomo e dell’ambiente” e “comunità digitali, creative e inclusive”.
In altri termini, si tratta di incubatori di imprese innovative: sostengono e accompagnano aspiranti imprenditori o startupper attraverso percorsi di formazione, consolidamento dell’idea imprenditoriale e successiva trasformazione in impresa
I destinatari dei servizi erogati dalle Factory sono persone fisiche raggruppate in team. La durata dei percorsi di accompagnamento alla creazione di impresa innovativa è di massimo 300 ore, da realizzarsi in massimo sei mesi. Ciascun team, selezionato dall’ARTI, sceglie la Factory maggiormente rispondente alle proprie esigenze e coerente con l’area di innovazione individuata per il proprio ambito di intervento.
Per la realizzazione di ciascun percorso di accompagnamento concordato con i team, la Factory riceve un contributo finanziario dalla Regione che ha investito 10 milioni di euro per finanziare le attività e i servizi delle Factory.
Ho seguito, sin dalle prime fasi di elaborazione, questa innovativa iniziativa, promossa nel 2018 dall’Assessore alla Formazione e Lavoro, Sebastiano Leo (dell’allora mio gruppo consiliare, oltre che amico), e attuata con l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (ARTI).

Due anni fa riuscimmo a conquistarci nel nostro territorio una delle 25 Factory individuate dalla Regione. Si tratta della Health-Hub Factory (H-Hub), attiva da un anno e mezzo circa presso la “Stazione dell’Innovazione” (ex stazione delle Ferrovie dello Stato). H-Hub , il cui coordinatore è l’ing. Giovanni Piccininno, è l’unica Factory del territorio della Murgia e fa riferimento a

ItemHub

, un istituto di ricerca privato creato dalla società Item Oxygen (di Giuseppe e Vito Fiorino) e da tempo impegnato in ricerca e sviluppo di progetti di impresa.

L’attività di questa Factory costituisce una importante risorsa in un territorio, come quello della Murgia, che può già contare su un tessuto produttivo orientato all’innovazione, con la presenza di tanti giovani professionisti che necessitano di un adeguato accompagnamento nella delicata fase di avvio e sviluppo delle attività imprenditoriali. Molti giovani hanno già trovato risposte e supporto da H-Hub.
👉 Da qui, una mia nota del giugno 2019 sull’avvio della selezione dei Team:
👉 Da qui, una mia nota del maggio 2019 sugli esiti della procedura di individuazione delle 25 Factory pugliesi:
👉 Da qui, sulla presentazione della Factory murgiana H-Hub nell’ottobre 2019:

Work in progress – Murale in ricordo di Domi Martimucci

 

Work in progress – Murale in ricordo di Domi Martimucci / Con gli straordinari amici di Domi dell’Associazione NOI SIAMO DOMI Onlus, con lo straordinario street artist Donato Lorusso, con l’Arca Puglia Centrale (Agenzia Regionale per la Casa e l’Abitare, ex Istituto Autonomo per le Case Popolari di Bari). Memoria che si fa vita.

[foto di Luca Bellarosa]

Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi

Nel corso della giornata e anche nelle settimane scorse, mi sono giunte notizie relative alla partecipazione di diversi giovani e validissimi professionisti a concorsi di progettazione e di idee finanziati dalla Regione, in attuazione di misure che, negli anni del mio mandato di consigliere, ho attivato.
Ad esempio, quelli finanziati nel corso degli ultimi tre anni con la norma [leggi qui: https://bit.ly/2DP7tzC] che inserii nella legge di stabilità regionale per il 2017: i Comuni di Patù, Canosa, Motta Montecorvino, Noci, Bari (edizione 2017); Taranto, Santeramo, Bisceglie, Castellaneta (edizione 2018); Orsara di Puglia, Putignano, Villa Castelli, Altamura (edizione 2019).
Poi i 3 concorsi di progettazione che, dalla Regione, abbiamo promosso e finanziato nell’ambito della misura destinata a realizzare tre Poli Innovativi per l’Infanzia ad Altamura (Trentacapilli, di cui si attende la formalizzazione della graduatoria finale), Bari e Capurso [v. qui: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10223805213549137&id=1558501860].
A questi si devono aggiungere le procedure attivate dalle varie amministrazioni pubbliche per individuare le opere di street art da realizzare con il finanziamento regionale previsto in attuazione delle mie norme sulla street art.
Le notizie arrivate mi hanno reso felice (e orgoglioso) per il lavoro sviluppato in Regione per incentivare e valorizzare lo strumento del concorso di idee o progettazione. Sono convinto che queste iniziative siano capaci di muovere sensibilità e intelligenze, di far crescere partecipazione e consapevolezza, di motivare professionisti (e artisti), i più giovani in particolare.
✅ Non ho, però, più notizia dell’altro concorso di progettazione del Comune di Altamura finalizzato a definire un Programma Integrato di interventi di rigenerazione della zona di via Manzoni (denominato “Master-Program: matrice di resilienza via Manzoni”), che interessa la zona a ridosso di uno degli assi viari più importanti della città, da tempo in condizioni critiche, in particolare per lo stato della superficie asfaltata e dell’area del vecchio campetto da gioco.
Per questo concorso, ricordo, al Comune di Altamura è stato riconosciuto, nel febbraio 2020, un finanziamento di 50.000 euro dalla Regione nell’ambito dell’Avviso finalizzato a concedere contributi a copertura parziale delle spese per l’espletamento di concorsi di idee o di progettazione banditi da enti locali pugliesi [ne ho dato conto da qui: https://bit.ly/3eyjsOD].
Nel luglio scorso vi fu la sottoscrizione del relativo disciplinare (tra Comune e Regione), che prevedeva la pubblicazione del bando entro il settembre successivo. Da allora non ho saputo più nulla.
👉 Ne scrissi qui con ulteriori informazioni:
Il concorso è destinato ad acquisire idee progettuali coerenti con le previsioni del piano paesaggistico pugliese (PPTR) e della strategia urbana di sviluppo sostenibile del comune (SISUS), che prevede altri interventi di rigenerazione nella maglia Porta Matera (a partire dal restauro di buona parte dell’ex Monastero del Soccorso) – via Matera – via Selva già finanziati, quasi tre anni fa, dalla Regione con 5 milioni di euro e che attendono di essere realizzati [in merito, rinvio ad una delle mie note, disponibile da qui https://bit.ly/2WpUBq5].
📌 Mi auguro che questo concorso sia bandito presto e, soprattutto, spero che sia confermato, che in Comune non abbiano cambiato idea. Oltre a godere già del finanziamento regionale, gli esiti e la partecipazione che ho riscontrato nelle altre procedure hanno ulteriormente rafforzato il convincimento che il concorso di progettazione sia uno straordinario ed efficace strumento per acquisire idee e soluzioni progettuali, organiche e innovative, in questo caso per la riqualificazione e la riprogettazione degli spazi pubblici che si sviluppano lungo la direttrice di Via Manzoni, così da restituire qualità urbana, maggiore vivibilità e funzionalità alla zona.

Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi

 

Domani, sit-in per il no all’ipotesi di localizzazione nel nostro territorio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi. Ho cercato un po’ di spiegare i termini della questione e ho motivato la mia contrarietà, l’inidoneità di queste aree ad ospitare il deposito, in questo testo risalente a due mesi fa circa:
🛑 A PROPOSITO DELLE IPOTESI DI SITI PER IL DEPOSITO NAZIONALE DEI RIFIUTI RADIOATTIVI
👉 Questo il passo conclusivo:
《A mio parere, invece, a noi tocca affrontare il tema con serietà e razionalità, formulare, se ci sono, osservazioni e repliche di natura tecnica (tenendo presente i criteri utilizzati) e, soprattutto, spiegare come questo territorio ha fatto delle scelte, si è dato un profilo, ha individuato le sue vocazioni [dall’agroalimentare (si pensi, 4 distretti del cibo nel territorio murgiano, di cui uno interregionale, riconosciuti dalla Regione Puglia nella primavera 2020) alla cultura, dai beni paesaggistici, naturalistici e archeologici al turismo], ha strette connessioni, su queste vocazioni e questi interessi, con i territori del tarantino e della Basilicata, anche con la prossimità, quasi contiguità, di un Parco Nazionale (Alta Murgia) e due Parchi Regionali (“Murgia Materana” e “Terra delle Gravine”).
Insomma, non è possibile qui insediare il Deposito Nazionale e il Parco Tecnologico non “perché fanno male alla salute o all’ambiente!” o “perché già siamo stati vittime di qualcosa, in qualche tempo, in qualche modo, vittime!” (tutti dicono e possono dire le stesse cose o sciocchezze), ma perché in decenni, con fatica e anche con notevoli risorse pubbliche e private abbiamo definito un’identità territoriale (culturale ed economica), difficilmente compatibile con un polo tecnologico come quello proposto, che rispettiamo e la cui necessità comprendiamo bene (almeno io), ma che spazzerebbe via tutto quello che abbiamo costruito sinora.》

IL SET DELLA SERIE TELEVISIVA INTERNAZIONALE “QUELLA SPORCA SACCA NERA” NELLA NOSTRA MURGIA, NEL TERRITORIO DI ALTAMURA

Dopo le riprese nella zona del Garagnone, in questi giorni il set per la lavorazione della serie televisiva (genere “western/fantastico”, otto episodi per ora) dal titolo “Quella sporca sacca nera” (“That dirty black bag”) si è spostato nel territorio di Altamura, la straordinaria zona di Pisciulo. È una produzione internazionale (Palomar e Bron Studios), con una coppia di registi (l’irlandese Brian O’Malley e l’italiano Mauro Aragoni), supportata da

Apulia Film Commission

(una fondazione costituita circa sedici anni fa dalla Regione Puglia, che ha l’obiettivo, con risorse e coordinamento della Regione, di attrarre produzioni audiovisive nel territorio pugliese).

👉 A dicembre avevo scritto qui:
La serie è girata, per quanto riguarda il versante italiano, a Bari, con allestimenti e ricostruzioni in studio presso la Fiera del Levante, nel territorio di Fasano e in diverse location della Murgia. Vicino a noi, appunto le grotte di Pisciulo, la Masseria Jesce, lo stabilimento De Laurentis. Il supporto, alla produzione e ai tecnici, è stato assicurato, in particolare, da Donato Laborante (

Emar Orante

, voce narrante e custode, quasi sciamanico, dei luoghi) ed

Emma

Capurso (supportati, a loro volta, da Agnese Giordano, Piero Quattromini, Vito Petrara, Antonio Lomurno).

Con Donato ed Emma ho trascorso oggi un paio di ore sul set. Giornata di quelle che rinfrancano, nonostante non siano mancate notizie poco entusiasmanti che mi hanno confermato come, più di altro, sia necessario, da chi ha ruoli politici e istituzionali, un recupero di umiltà, indulgenza verso gli altri, comprensione e relatività del proprio io nel reale.
Aria tersa, sole avvolgente, temperatura primaverile (17°). Anche le acque del torrente Jesce sembravano avvertire un dovere di accoglienza verso ospiti provenienti da ogni dove. Scorrevano limpide come non le avevo mai viste. Nessun effluvio sgradevole, anzi rilasciavano solo un richiamo sonoro che addolciva e univa cielo, terra e persone.
Peccato solo che l’emergenza sanitaria in corso abbia impedito di fare quello che avremmo voluto fare e avevamo immaginato: coinvolgere in questi luoghi, durante la lavorazione, scolaresche del territorio e una più intensa presenza in città di attori, produttori e professionisti impegnati.
Bella e intensa, poi, la conversazione avuta con Alessandro Contessa, produttore di origine pugliese particolarmente legato alla nostra Murgia, a cui si deve, ad esempio, la produzione di “Focaccia Blues”. Abbiamo parlato di Murgia, di cinema e dell’amico comune Onofrio Pepe, che manca a lui e a molti di noi.
Con Alessandro Contessa ho avuto diversi contatti negli ultimi due anni, proprio per questa produzione televisiva, un’ulteriore opportunità per il nostro territorio, di cui ho scritto più volte.
👉 Ad esempio, qui:
e qui:
Come prima, anche ora, senza ruoli, da cittadino e abitante di questa terra, continuo a seguire le tracce di lavoro sviluppate negli anni scorsi. Aggiungere pezzo a pezzo, passo a passo, preferendo opere e azioni, lontane dalla fuffa sparsa a piene mani.
Ribadisco anche oggi, dunque, la mia soddisfazione perché questo è l’esito di un lungo lavoro, sviluppato da Apulia Film Commission e dalla Presidenza della Regione, che ho fortemente sostenuto e seguito sin dagli inizi del 2019, anche accompagnato fisicamente in diversi sopralluoghi nel nostro territorio: l’ultima foto è stata realizzata nel marzo 2019, al termine di uno dei sopralluoghi, quando raggiunsi il nostro Onofrio Pepe in Caffetteria, con cui assolvemmo i minimi doveri di ospitalità nei confronti di Simonetta Dellomonaco e Antonio Parente

(rispettivamente Presidente e Direttore di AFC), Nicola Serra (direttore generale di Palomar), Alessandro Contessa. A tutti loro rinnovo il mio grazie per il lavoro svolto e per aver scelto il nostro territorio.

IDROGENO E RIGENERAZIONE IMPIANTI EOLICI E FOTOVOLTAICI ESISTENTI. AMBIENTE, RICERCA, INNOVAZIONE TECNOLOGICA, CHIUSURA CICLI PRODUTTIVI, ECONOMIA CIRCOLARE, NUOVA FILIERA PRODUTTIVA.

Segnalo questo interessante pezzo di Valigia Blu, in cui si dà conto anche della legge regionale 23 luglio 2019, n. 34 (Norme in materia di promozione dell’utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare), di cui sono stato estensore e proponente, approvata nel luglio 2019 dal Consiglio regionale della Puglia:
La legge ha un duplice obiettivo:
1) promuovere l’utilizzo di idrogeno prodotto con energia elettrica derivante da fonte rinnovabile (c.d. idrogeno verde);
2) favorire l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti per non disperdere il patrimonio infrastrutturale già realizzato e quindi evitare ulteriore consumo di suolo.
Il taglio fortemente innovativo e originale, anticipatore, ha indotto, un anno e mezzo fa, il governo centrale a impugnare alcuni articoli della legge dinanzi alla Corte costituzionale, contestando che l’intervento normativo regionale si sia mosso oltre i limiti e gli spazi di competenza consentiti dalla legislazione nazionale. Il giudizio è stato recentemente definito con la sentenza n. 258 depositata il 2 dicembre 2020 [disponibile nel sito istituzionale: www.cortecostituzionale.it].
La Corte costituzionale, con un’attenta e interessante sentenza, ha dichiarato la illegittimità costituzionale unicamente di due dei cinque articoli della legge impugnati (gli articoli 10 e 12). In diversi passi, la Corte sembra riconoscere e apprezzare lo sforzo normativo compiuto in Regione con riferimento non solo alla parte dedicata all’idrogeno, ma anche alla soluzione, pur dichiarata incostituzionale, relativa alla predefinizione dei criteri di valutazione degli impatti ambientali degli interventi di rigenerazione (revamping, repowering) degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, soluzione perseguibile, ha confermato la Corte, ma non dal legislatore regionale.

“Non c’è sovranità nella solitudine”.

“Non c’è sovranità nella solitudine”.
Mi ha colpito, insieme ad un altro, questo passo del Presidente del Consiglio Mario Draghi, il cui intervento al Senato sono riuscito a leggere ora, per stralci.
Nella solitudine, non c’è sovranità, come non c’è libertà. Una volta feci rilevare che parlare della privacy di un Robinson Crusoe senza Venerdì, negli anni della solitudine nella sua isola, è di un’ironia prossima al cinismo.
Mi sono tornate alla mente insegnamenti, lezioni e conversazioni con il mio Professore. Sembra non c’entrare niente. In realtà il discorso vale per un individuo, come per una Comunità, uno Stato. Non c’è alcuna posizione di supremazia da affermare o difendere in assenza di un rapporto. Non c’è libertà nella liberazione dagli altri.
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Il potere dell’Uomo è quello «di creare o di distruggere i rapporti, cioè le relazioni tra sé e i propri simili. Il potere di essere leali o sleali, di mentire o di essere sinceri, di fare buone o cattive azioni, cioè azioni utili a se stessi e agli altri, oppure dannose. In parole povere, il potere di amare oppure di odiare il prossimo. … Chi ha quel potere può credere di poterlo esercitare secondo le sue voglie e di essere onnipotente per questa ragione. Ma nelle condizioni del tempo e dello spazio ci sono gli “altri”, con i quali bisogna fare i conti quando si sceglie come esercitare quel potere. La scelta non è indifferente. Le conseguenze arrivano fino al più piccolo degli “altri”» (Michele Costantino)