RESISTENTI, IERI E OGGI.

Ripropongo, modificate un po’ perché non sono quello di un anno fa, alcune riflessioni che proposi qui l’anno scorso. Il tempo trascorso, difficile e doloroso, di perdite irreversibili e di ferite risanate, me le fa confermare. Al cuore, il 25 aprile è evidenza dell’urgenza di non eludere (rubo un termine efficacemente usato stamattina da Donato Emar) i problemi, le difficoltà, le domande, le persone, gli altri e noi stessi. È evidenza che anche in politica intelligenza, passioni ed energie devono essere dedicate alla ricerca della verità comune, vale a dire della ragione, della conferma, della necessità e del modo dello stare insieme, bene e tutti, e non alla difesa di una parte in nome della quale calpestare verità, rapporti e persone.
____
Per me, il 25 aprile è testimonianza.
È testimonianza della nostra capacità di resistere e vincere male e sopraffazione, dolore e violenza, istinti animali e indifferenza, indolenza ed egoismo.
È testimonianza di cosa è capace l’Uomo: distruggere o creare, fare bene o fare male, alimentare rapporti o soffocarli nel mare del proprio “io”.
Ci ricorda cosa siamo, di quale sostanza, di quali virtù e difetti, di quali capacità, qualità o debolezze.
Ci ricorda chi siamo stati e chi, quindi, siamo o possiamo essere.
Dipende da noi. Una questione di scelte.
Resistenza o Indifferenza. Azione o Lamentazione. Liberazione dal male di cui siamo capaci e che è in noi. O Rassegnazione, Accondiscendènza, Resa a quel male.
Il 25 aprile è rito collettivo, in cui ci si rinnova reciprocamente l’impegno quotidiano, personale e collettivo, per un “presente e futuro” all’altezza di quello conquistato dai nostri bisnonni, nonni e padri, ricercando, scoprendo e confermandosi reciprocamente – con generosità, fatica e pazienza, perché ogni relazione ha bisogno di generosità, fatica e pazienza – la necessità di stare insieme, di sentirsi una Comunità, un Popolo.
Esige una risposta da ciascuno di noi. Non c’è libertà senza gli altri. Non è libertà se la intendiamo come liberazione dagli altri.
Il 25 aprile richiama all’impegno del presente nel presente, a vivere il meglio del presente e a viverlo al meglio, unico modo di occuparsi del futuro, unica forma di sua costruzione.
Ci chiama all’opera: impegna noi tutti a tener fede al patto che ci lega e che lega le generazioni, quelle del passato e quelle future, unite nella Memoria, nella Nazione.
Il periodo in cui cade questo venticinque aprile (come il precedente), che ha minato certezze, illusioni e false sicurezze, ci ha consentito di vedere tutta la grandezza e la piccolezza di cui siamo capaci.
Davvero le tragedie fanno emergere il meglio e il peggio delle persone, quanto, nel mondo, ci sia di buono (tanto, spesso invisibile) e di brutto, che è sicuramente il dolore, la sofferenza, la morte, la perdita, ma è anche l’emersione degli istinti, da cui, nella nostra storia plurimillenaria, ci siamo a fatica e con contraddizioni emancipati, quella dimensione in cui a prevalere sono la forza, il ringhio, la violenza, lo sguardo sospettoso nei confronti dell’altro, la chiusura nelle proprie tane e rifugi incapaci di sospettare le buone ragioni dell’altro. Il brutto è anche quel grumo irriducibile di retorica e opportunismo, banalità ed emozioni programmate, egoismi ed esibizionismi, assenza di empatia e solidarietà, tutto ciò che agevola, alimenta, fomenta tali istinti primordiali e oscura ciò che ci ha resi umani.
Di questa “ritrovata visione” del reale e dell’umano, bisogna far tesoro. È il “buono” che dobbiamo ricavare da questa drammatica esperienza collettiva.
Si tratta di capire e far capire cosa la nostra storia plurimillenaria ci ha insegnato per affrontare drammi e dolori grandissimi, ben superiori a quelli che siamo ora chiamati ad affrontare, cosa e come ci siamo rialzati dopo le numerose cadute rovinose della nostra storia. Non sono stati gli istinti (sia chiaro, umani essi stessi), il sospetto, la lotta di tutti contro tutti, la diffidenza, l’astio, esibizionismo, invidie, opportunismo, l’indifferenza, l’elusione di problemi e difficoltà, degli altri.
No, ne siamo usciti, recuperando il senso dello stare insieme, la consapevolezza di una storia e la necessità di un destino comuni. Riscoprendo l’inscindibile rapporto di obblighi/diritti che ci lega, la trama di valori, elementi comuni e anche colpe, responsabilità ed errori, su cui si è costruito e che forma il nostro corpo sociale.
Ne siamo usciti confermando la nostra umanità, che è imperfetta e sa di esserlo, ma non si rassegna alla sua imperfezione, comodo rifugio di pavidi, inetti e opportunisti.
Ne siamo usciti resistendo a queste tentazioni.
Ne siamo usciti facendo il nostro, ciascuno il suo, anche piccolo, e confermando la fedeltà a questo dovere.
Ne siamo usciti cercando di non smarrire la direzione di questa Storia comune.
Doveri, lavoro, solidarietà. Fiducia reciproca e pazienza che si richiede nell’incedere lungo il percorso che lega le generazioni, passato e futuro, nel cui di mezzo ci siamo noi. Imperfetti, ma capaci di bene dire e fare. Di inventare, scoprire cercando e sortendo insieme un futuro comune. Con intelligenza, passione, dedizione, umiltà, anche riconoscendo errori e debolezze.
Questa è Resistenza, che libera davvero. Ci rende liberi e soprattutto migliori. E di Resistenti ne ho visti e sentiti tanti in questo periodo.
Ai Resistenti, di ieri e di oggi, grazie!
Buona Resistenza!

La bellezza in politica

Fb ricorda un appunto di qualche anno fa:
《Per bellezza, in politica, intendo serietà , responsabilità, consapevolezza del tanto lavoro da fare, dei bisogni e delle grandi aspettative delle persone, della fatica che questo lavoro e queste aspettative esigono.
Per bellezza, intendo la capacità di confronto, la disponibilità all’ascolto, la forza di mettere in discussione le proprie convinzioni.
Per bellezza, in politica, intendo persone normali che assicurano passione e impegno quotidiano (gravoso, paziente, defatigante, spesso noioso), non capacità sovrumane, soluzioni magiche, effetti speciali, millanterie. Solo lavoro, insomma, come qualunque altro lavoro.》

E IL CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER LA RIGENERAZIONE DELLA ZONA DI VIA MANZONI FINANZIATO DALLA REGIONE?!

Spero non sia così. Ma, da quanto leggo, sembra di capire che non si farà più il “concorso di progettazione” per definire il programma integrato di interventi di rigenerazione della zona di via Manzoni (denominato “Master-Program: matrice di resilienza via Manzoni”), che interessa la zona a ridosso di uno degli assi viari più importanti della città, da tempo in condizioni critiche, in particolare per lo stato della superficie asfaltata e dell’area del vecchio campetto da gioco.
👉 Ero tornato sull’argomento “Rigenerazione Via Manzoni” un mese e mezzo fa circa, v. qui:
✅ Per questo concorso la Regione Puglia concesse, oltre un anno fa, al Comune di Altamura un finanziamento di 50.000 euro [ne ho dato conto da qui: https://bit.ly/3eyjsOD].
Si tratta di uno dei concorsi finanziati nel corso degli ultimi tre anni con la norma [leggi qui: https://bit.ly/2DP7tzC] che inserii nella legge collegata al bilancio regionale per il 2017 e che prevede contributi regionali a copertura parziale delle spese per l’espletamento di concorsi di idee o di progettazione banditi da enti locali pugliesi. Negli ultimi anni, con questa misura, sono stati finanziati i concorsi di progettazione previsti nei Comuni di Patù, Canosa, Motta Montecorvino, Noci, Bari (edizione 2017); Taranto, Santeramo, Bisceglie, Castellaneta (edizione 2018); Orsara di Puglia, Putignano, Villa Castelli e appunto Altamura (edizione 2019).
✅ Nel disciplinare regionale sottoscritto dal Comune di Altamura, si prevedeva che la pubblicazione del bando dovesse avvenire entro il settembre 2020. Da allora non ho saputo più nulla.
👉 Ne scrissi qui con ulteriori informazioni:
✅ Il concorso era destinato ad acquisire idee progettuali coerenti con le previsioni del piano paesaggistico pugliese (PPTR) e della strategia urbana di sviluppo sostenibile del comune (SISUS), che prevede altri interventi di rigenerazione nella maglia Porta Matera (a partire dal restauro di buona parte dell’ex Monastero del Soccorso) – via Matera – via Selva già finanziati, tre anni fa, dalla Regione con 5 milioni di euro [in merito, rinvio ad una delle mie note, disponibile da qui https://bit.ly/2WpUBq5].
📌 Spero che in Comune non abbiano cambiato idea, che questo concorso sia confermato e sia bandito presto. Oltre a godere da tempo del finanziamento regionale, gli esiti e la partecipazione che ho riscontrato nelle altre procedure ispirate e finanziate dalla Regione (ad esempio, per il Polo per l’Infanzia a Trentacapilli) hanno ulteriormente rafforzato il convincimento che il concorso di progettazione sia uno straordinario ed efficace strumento per acquisire idee e soluzioni progettuali, organiche e innovative, in questo caso per la riqualificazione e la riprogettazione degli spazi pubblici che si sviluppano lungo la direttrice di Via Manzoni, così da restituire qualità urbana, maggiore vivibilità e funzionalità alla zona.
Nei miei anni in Regione, mi sono speso molto per incentivare e valorizzare lo strumento del concorso di idee o di progettazione (destinando risorse finanziarie e anche con interventi legislativi: ad es., la legge regionale n. 18/2019 in materia di perequazione e compensazione urbanistica, che ho scritto e proposto).
Sono convinto che queste iniziative siano capaci di muovere sensibilità e intelligenze, di far crescere partecipazione e consapevolezza, di motivare professionisti, i più giovani in particolare.

Carlo Vulpio e Danilo Dolci

Antonio Ant Cornacchia, conoscendomi da lungo e bene, quindi sapendo bene che nel mio personalissimo ‘pantheon’ di maestri e riferimenti c’è anche Danilo Dolci, mi ha regalato questo bel pezzo di Carlo Vulpio pubblicato nel domenicale del Corriere della Sera, “La Lettura”. Bella la citazione di Norberto Bobbio tratta dalla sua prefazione al libro di Dolci “Banditi a Partinico”:
«La gente semplice vuol vedere come razzola colui che predica e la via presa da Danilo Dolci è stata la via del non accettar la distinzione tra il predicare e l’agire, ma del far risaltare la buona predica dalla buona azione, e del non lasciare ad altri la cura di provvedere, ma di cominciare a pagar di persona».
Un Manifesto politico, che, al di là degli esiti opinabilissimi del mio agire, sento tanto mio. Un’intima familiare convinzione, che è dietro, ad esempio, alla mia frequente esortazione, autoesortazione in realtà, “se non facciamo niente, non siamo niente” (o, nella traduzione sempre di Antonio, “siamo quello che facciamo”).
Devo poi recuperare questo “Processo all’articolo 4” (Sellerio). Un articolo della Costituzione che amo, uno dei più belli e completi. Poco conosciuto in realtà o conosciuto dai più solo in parte, per cui il lavoro non è solo un «diritto», ma anche un «dovere» di ogni cittadino, ovviamente secondo le proprie possibilità.
“Art. 4. La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

I conti in regola di “Noi a Sinistra per la Puglia”

La funzione di capogruppo (tecnicamente “presidente del gruppo consiliare”) svolta nei miei quattro anni (settembre 2016 – settembre 2020) in Consiglio regionale per il gruppo “Noi a Sinistra per la Puglia” ha comportato anche la gestione di una serie di incombenze amministrative e contabili relative al personale e ai fondi assegnati al gruppo.
Risorse pubbliche e, per questo, ogni anno il bilancio dei gruppi consiliari, con tutti i giustificativi, documenti, relazioni, contratti, che è cura del presidente del gruppo, viene trasmesso e sottoposto al controllo della Corte dei Conti. Così è avvenuto anche con l’ultimo, relativo al 2020. Forse il più delicato perché comportava la chiusura di tutti i conti, l’estinzione del conto corrente dedicato e la restituzione all’amministrazione del Consiglio regionale delle somme residue, tutti adempimenti connessi al termine dell’intera legislatura.
In questi ultimi giorni, è esplosa la questione, in quanto, dopo i controlli, la Corte dei Conti ha rilevato e contestato irregolarità in quasi tutti i bilanci dei gruppi presenti in Consiglio regionale nella X Legislatura (2015-2020).
Tutti, tranne due. Due su undici.
👉 Nell’immagine l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno di oggi e da qui un servizio del TgNorba:
Nonostante due giorni fa sia stato menzionato tra gli “irregolari” in un servizio televisivo, in realtà il bilancio del mio gruppo “Noi a Sinistra” è stato giudicato regolare dalla Corte dei Conti. Così era avvenuto per i bilanci degli anni precedenti. È stato il primo ad ottenere il provvedimento, con la dichiarazione di regolarità, oltre un mese e mezzo fa (deliberazione della Corte del 1° marzo: nella seconda, terza e quarta immagine, alcuni stralci).
Ne sono felice, perché rende merito anche a questo tipo di lavoro che ha assicurato la piena funzionalità del gruppo consiliare e quindi le condizioni per l’attività istituzionale dei singoli consiglieri. Cura, trasparenza, meticolosità, attenzione, nella gestione di risorse pubbliche.
Rende merito al prezioso lavoro (per cui sono profondamente grato, considerate le mie lacune in materia di bilanci e contabilità) di Onofrio Pantaleo, dipendente regionale distaccato presso il gruppo e che nel corso delle ultime legislature ha assicurato supporto a diversi gruppi consiliari, una grande e solida presenza su cui ho potuto contare per questo genere di adempimenti, e degli avvocati

Giulio Calvani e Carlo Ancona, due collaboratori del gruppo con i quali, oltre a sviluppare numerose iniziative istituzionali, ho avuto modo di esaminare e risolvere diverse questioni di carattere giuridico connesse alla gestione e contabilità del gruppo, a partire dalle direttive impartite dalla Corte dei Conti negli anni scorsi che abbiamo puntualmente rispettato.
Il rendiconto finale del mio gruppo, peraltro, ha registrato un residuo attivo di poco meno di 40mila euro, somme a disposizione del gruppo e non spese, che abbiamo provveduto a restituire alle casse del Consiglio regionale.
Infine, la mia gratitudine va ai miei colleghi consiglieri del gruppo,

Sebastiano Leo e Mimmo Santorsola (per i primi due anni del mandato anche Mino Borraccino), con i quali l’intesa e il rispetto sono stati grandi, credo rari.

Eatalico

Complimenti e auguri a Nicola Moramarco, Antonio Di Benedetto, Carlo Centoducati, che due giorni fa hanno avviato ufficialmente il loro progetto
Eatalico.it
Frutto del lavoro di anni (studio, ricerca, applicazione), di cui in diverse occasioni mi ha parlato Nicola. Un progetto elaborato grazie al supporto della squadra di

ItemHub

(un incubatore di imprese presente ad Altamura, ex Stazione delle Ferrovie dello Stato, una delle 25 Factory riconosciute dalla Regione) e realizzato con il sostegno economico della Regione, in particolare attraverso la misura TecnoNidi che finanzia startup e imprese innovative di piccola dimensione che intendono realizzare piani di investimento in ambito tecnologico.

Tenacia, metodo, fatica, creatività e innovazione.
Eatalico è un sistema di tracciabilità all’avanguardia, che, sfruttando la tecnologia blockchain, consente al consumatore di risalire all’origine del prodotto (storia, produttore, component, ecc.) e al produttore di dare visibilità e commercializzare i prodotti agroalimentari in una vetrina di autentico made in Italy.

AL VIA IL SECONDO PROGETTO DI STREET ART FINANZIATO DALLA REGIONE AD ALTAMURA. POSSIBILE UN TERZO. VIA LIBERA ANCHE A UN PROGETTO PER GRAVINA.

Ci siamo. Si passa alla fase di realizzazione del secondo intervento di Street Art previsto per Altamura (dopo quello già realizzato dall’Istituto Comprensivo Bosco-Fiore) grazie al finanziamento della Regione di 40.000 euro messo a disposizione nel luglio 2020, questa volta, a favore del Comune.
Nei giorni scorsi sono stati resi noti gli esiti positivi dell’istruttoria degli interventi dettagliati nella terza finestra temporale (dal 1° dicembre 2020 al 31 gennaio 2021) dalle pubbliche amministrazioni pugliesi finanziate con la misura regionale “STHAR LAB” – Street Art”. Una misura che ha preso avvio con una mia norma inserita nella legge collegata al bilancio regionale del 2019 (art. 50 della l.r. 67/2018), a cui è seguita la proposta e approvazione, nel 2020, di una legge regionale sulla promozione sulla Street Art, la prima in Italia.
Sono 27 le amministrazioni pugliesi interessate da questa terza tornata e per cui si è chiusa la fase istruttoria regionale. Per tutte è in corso la firma del disciplinare con la Regione, che fissa tempi di esecuzione. Tra queste, oltre al Comune di Altamura (progetto denominato “Percorsi urbani della Memoria”), cito le realtà più vicine: i Comuni di Gravina in Puglia (progetto dal titolo “Le Città invisibili: un’archeologia delle tracce”), Grumo Appula, Ginosa, Bitritto, Alberobello, Adelfia, Polignano a Mare.
Fanno seguito ai 5 interventi definiti nella prima finestra temporale, dal 10 luglio al 10 settembre 2020, tra cui quelli dei Comuni di Spinazzola e Sannicandro di Bari. E ai 14 definiti nella seconda finestra temporale, dal 1° al 31 ottobre 2020, tra cui quelli dei Comuni di Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge, Minervino Murge e Noicattaro. In questi giorni, gli uffici regionali stanno esaminando gli interventi proposti da un’altra decina di amministrazioni nel corso della quarta finestra temporale (dal 1° al 31 marzo 2021).
Per le restanti amministrazioni pubbliche delle 92 che aderirono alla Call regionale pubblicata nell’estate 2019, resta, ora, un’ultima finestra temporale, dal 15 maggio al 15 giugno 2021. Tra queste, un intervento proposto dall’Istituto Comprensivo “Bosco-Fiore” che, pur in un periodo complicato per le scuole, mi auguro riesca a dettagliare il progetto e a presentare la documentazione (sarebbe il secondo intervento di Street Art finanziato dalla Regione per questo Istituto, dopo quello già realizzato a fine 2019: v. quinta immagine e più avanti).
Tutti i progetti prevedono, secondo il disciplinare regionale, interventi integrati: realizzazione di murali e azioni di valorizzazione e fruizione di beni culturali o di istituti/luoghi di cultura. In altri termini, la misura regionale, con il finanziamento di 40.000 euro, promuove la realizzazione di opere di Street Art come strumento comunicativo ed espressivo finalizzato alla conoscenza e valorizzazione di beni o luoghi culturali.
Per quanto riguarda Altamura, oggetto della valorizzazione è il “Campo 65” situato tra Altamura e Gravina (che durante la 2^ guerra mondiale fu campo di prigionia di militari alleati, poi campo di addestramento per i partigiani slavi e, infine, nel dopoguerra, centro per i profughi provenienti dalla Venezia Giulia, dalla Dalmazia, dall’Africa) e già interessato da interventi finanziati dalla Regione con un’altra mia legge (sui “Luoghi e Archivi della Memoria”).
Si prevede la realizzazione di murali sul muro perimetrale esterno dell’ex Tribunale di Altamura in via Gravina (attualmente l’edificio ospita il Centro per l’Impiego e gli Uffici del Giudice di Pace, speriamo presto anche gli uffici dell’Agenzia delle Entrate), nonché, d’intesa con le rispettive dirigenti scolastiche, su una parete della scuola “Madre Teresa di Calcutta” in via Minniti e su due pareti della scuola “Gianni Rodari” in via Lago Passarello. Questi murali riporteranno in basso anche un QR Code che consentirà, attraverso gli smartphone, di visionare video e documentazione di archivio sulla storia del “Campo 65”. Questi interventi saranno accompagnati da momenti di fruizione del Campo (visite guidate, performance teatrale e musicali, realizzazione di un video) che vedranno coinvolti gli studenti del Liceo Classico “Cagnazzi” e del Liceo Scientifico “Federico II di Svevia” e artisti del territorio.
Come scrivevo, ora si passa alla fase di attuazione di questo programma di interventi, definito dall’assessorato comunale alle culture con lo straordinario apporto di associazioni e artisti del territorio (nei cui confronti sono molto grato). Gli interventi saranno realizzati nei prossimi mesi grazie al finanziamento di 40.000 euro messo a disposizione dalla Regione un anno fa e al cofinanziamento assicurato dal Comune di Altamura di 8.000 euro (3500 per l’evento di inaugurazione e presentazione delle opere; 4.500 per i lavori di ripristino fisico, gli intonaci, delle pareti su cui saranno realizzati i murali, lavori che il finanziamento regionale non copriva).
📌 In sintesi, sono felice. Sono in una fase in cui posso e mi limito, non avendo da tempo alcun ruolo attivo nelle istituzioni, ad aggiornare, seguire, sostenere e accompagnare quelle che considero “mie creature”. Un po’. Giorno dopo giorno. Andiamo avanti!
✅ COME SI ARRIVATI. L’AZIONE REGIONALE SULLA STREET ART.
Con lo straordinario staff della Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”, dalla seconda metà del 2018 abbiamo messo in campo una serie di iniziative, legislative e amministrative, in materia di Street Art che non hanno precedenti in Italia:
➡️ Prima una norma che avevo inserito nella legge collegata al bilancio regionale del 2019 (art. 50 della l.r. 67/2018, con uno stanziamento iniziale di 450mila euro in tre anni) e che prevedeva, per la prima volta in Puglia, una misura sperimentale sulla Street Art. Leggi qui: https://www.enzocolonna.com/…/la-street-art-nel…/
➡️ In attuazione di questa disposizione legislativa, nell’estate 2019, la Sezione regionale invitò, con un avviso, le amministrazioni pubbliche del territorio pugliese a presentare manifestazioni di interesse proponendo spazi dove poter realizzare interventi di arte urbana.
➡️ Alla Call risposero 92 amministrazioni (comuni, province, scuole, università). Furono individuati i primi 11 interventi, quelli “immediatamente cantierabili”, poi realizzati con le risorse del bilancio regionale a disposizione nel 2019 (150mila euro). È il caso dell’opera realizzata presso la Scuola Tommaso Fiore. Con le risorse 2020, sono stati cofinanziati, di recente, due grandi interventi che saranno realizzati a Bari (quartiere San Paolo) e a Taranto.
➡️ Il videoracconto “Street Art: la Cultura si fa Strada”, in sei puntate, sui primi esiti dell’iniziativa regionale avviata sperimentalmente nel 2019 è disponibile, dopo essere andato in onda nelle scorse settimane, nel canale YouTube di TRM H24. La prima puntata, dedicata alle esperienze di Altamura e Andria, dal seguente link: https://youtu.be/rvhV6wZC1gU
➡️ In questa puntata si dà conto del lavoro svolto nella Scuola Tommaso Fiore di Altamura. L’opera, finanziata dalla Regione, è stata proposta dall’Istituto Scolastico Bosco-Fiore (dirigente dott.ssa Eufemia Patella; supporto tecnico arch. Silvia Losurdo) e realizzata da Donato Lorusso, Sario De Nola, Marco Forte, Mattia Pellegrino presso l’Agorateca, Biblioteca di Comunità (anche questa realizzata due anni fa con un finanziamento della Regione su progetto dell’Istituto Bosco-Fiore e gestita dall’Associazione Link). Rinvio a questa nota di un anno fa per ulteriori informazioni: https://www.enzocolonna.com/…/martedi-4-febbraio-17-30…/
➡️ Considerato il grande interesse generato, a questa iniziativa sono state destinate ulteriori risorse della programmazione regionale [oltre 3,6 milioni di euro, in merito v. qui: https://www.enzocolonna.com/…/streetart-dalla…].
➡️ Nel luglio 2020, la Regione ha invitato tutte le 92 amministrazioni (tra cui l’Istituto Comprensivo “Bosco-Fiore” di Altamura, i Comuni di Acquaviva delle Fonti, Altamura, Alberobello, Cassano delle Murge, Conversano, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Putignano, Santeramo in Colle e Toritto) a formulare una proposta progettuale integrata (realizzazione di un’opera di Street Art e attività di laboratorio/fruizione di un bene o luogo di cultura). A ciascuna amministrazione è stato assegnato un finanziamento regionale massimo di 40 mila euro e garantito il supporto di una qualificata assistenza tecnica (Sezione regionale, Teatro Pubblico Pugliese, Inward – Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana). Tutti i dettagli, da qui: http://cartapulia.it/call-aperte
➡️ Quindi, ad Altamura, è previsto ancora un terzo intervento di Street Art finanziato dalla Regione, il secondo proposto dall’Istituto Bosco-Fiore che spero, come scrivevo, possa essere realizzato.
👉 Si tratta, dunque, di una strategia che – per impostazione, partecipazione, entità delle risorse – ha posto la Puglia all’avanguardia nel panorama nazionale sul tema dell’Arte Urbana. A nessun livello si rinvengono, infatti, precedenti analoghi ad una iniziativa così organica e diffusa, come quella pugliese, finalizzata alla promozione e al sostegno di forme artistiche ed espressive che si sono rivelate capaci di determinare significativi impatti – sociali, culturali, artistici, urbani – nei territori e anche di contribuire a rigenerare spazi e beni pubblici.
👉 Una strategia che nel frattempo avevo tradotto in una proposta di #legge in materia di “valorizzazione, promozione e diffusione della Street Art”, presentata assieme al collega Sabino Zinni e approvata dal Consiglio regionale nel giugno 2020 [l.r. 23/2020, v. qui: https://www.enzocolonna.com/…/street-art-il-governo…/].
È la prima legge in Italia in materia. Una base normativa, agile ed essenziale, che ha soprattutto l’obiettivo di rendere strutturale la strategia regionale in corso da due anni e mezzo.
📌 Come ripeto sempre, la Street Art non è un modo per “decorare” quartieri, palazzi e muri, ambiti urbani. Non è semplice rigenerazione fisica. È un inciampo visivo nei nostri contesti urbani, che ci costringe ad alzare lo sguardo e ci aiuta a vedere quello che non vediamo più. A osservare e leggere i nostri luoghi, i nostri quartieri, i nostri spazi pubblici, così sottratti alla distrazione, all’anonimia, all’indifferenza. A riflettere su di noi, su storie, momenti, eventi e persone che segnano la nostra comunità. Ci motiva, dunque, a ricreare un rapporto con il nostro spazio vitale, a sentirlo, nuovamente e consapevolmente, “nostro”. Ci aiuta a sentirci comunità.

ECCO LA GRADUATORIA FINALE DEL CONCORSO DI PROGETTAZIONE PER IL POLO INNOVATIVO PER L’INFANZIA DEL QUARTIERE TRENTACAPILLI. UN IMMENSO GRAZIE E I MIEI COMPLIMENTI AI QUASI CENTO PROFESSIONISTI CHE HANNO DEDICATO INTELLIGENZA ED ENERGIE.

Il mio ultimo aggiornamento risaliva all’8 gennaio scorso, quando furono resi noti gli esiti provvisori della valutazione dei 26 progetti candidati e ammessi al Concorso di progettazione per il #PoloInnovativo per l’#Infanzia, che si realizzerà nel quartiere #Trentacapilli ad #Altamura.
La segreteria tecnico-amministrativa del Concorso ha preso atto l’altro ieri, dopo aver compiuto una serie di verifiche e acquisito integrazioni e chiarimenti di natura amministrativa dai partecipanti, della graduatoria finale dei progetti. Il verbale di tale ultima seduta è reperibile dal seguente link:
A questo punto, la graduatoria potrà essere approvata dal dirigente competente. Intanto, ora, anche noi possiamo conoscere i vincitori dei premi previsti dal disciplinare regionale: i primi tre classificati, poi il progetto classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa e i progetti meritevoli di “menzione” (dal 4° all’8° posto). Nella seconda immagine, riporto la graduatoria finale ripresa dall’ultimo verbale; nella terza, il dettaglio con le prime otto posizioni.
Come ho già scritto in passato, sono molto grato ai quasi cento professionisti, moltissimi giovani, molti di Altamura, che hanno elaborato i 26 progetti valutati. GRAZIE!
Hanno fatto un lavoro straordinario.
Le idee progettuali candidate, inevitabilmente messe in un ordine di graduatoria, sono separati da punteggi minimi. Questa circostanza rivela che la Commissione ha avuto quella “sana e salutare” difficoltà che si incontra quando bisogna valutare progetti di alto livello.
Questi professionisti hanno onorato il Concorso, il primo in assoluto dalle nostre parti, hanno onorato la loro professione, hanno onorato Altamura e la Puglia. Sicuramente mi hanno fatto felice.
Sarà mia cura seguire, nelle limitate forme che mi sono possibili, le tappe successive, non solo quelle per arrivare all’opera realizzata, ma anche, con riferimento al concorso, quelle previste dal disciplinare sottoscritto da Comuni e Regione, cioè, a chiusura dei tre concorsi di progettazione, l’organizzazione di una mostra e, soprattutto, l’edizione di una pubblicazione finale.
Ho creduto molto con Sebastiano Leo (assessore regionale al diritto allo studio) e con Marella Lamacchia (dirigente della sezione regionale “istruzione e università”) nella strada dei concorsi per progettare i primi Poli per l’Infanzia selezionati oltre tre anni fa dalla Regione, beneficiari del finanziamento, concepiti secondo il nuovo modello e percorso educativo definito dalla cosiddetta legge sulla “Buona Scuola” (per la fascia 0-6 anni). L’ho spiegato più volte e lo spiego, di nuovo, più avanti. Ci abbiamo creduto prevedendo, oltre al finanziamento per la realizzazione dell’opera, risorse regionali destinate per questo, per l’organizzazione dei concorsi (70mila euro a ciascuno dei tre Comuni coinvolti).
Ho creduto molto, da sempre, in questo strumento che, spiegata banalmente, consente di scegliere prima l’idea progettuale di un’opera, mettendo in gioco le intelligenze e le competenze dei professionisti e soprattutto dando così una chance in più ai più giovani, per poi svilupparla con i successivi livelli di progettazione (definitiva ed esecutiva). Anziché affidare il tutto alla consueta gara di appalto (o ai frequenti affidamenti diretti) per i servizi di progettazione che portano, invece, ad individuare prima chi fa il progetto e non cosa si deve fare.
Quando ne ho avuto la possibilità, nei miei quattro anni in Regione, ho cercato in ogni modo di valorizzare il concorso di progettazione. Con le misure che sono riuscito ad attivare ne sono stati finanziati una ventina dalla Regione, tra cui, un anno e mezzo fa, un altro per il Comune di Altamura che ha ottenuto 50mila euro per un concorso sull’elaborazione di un programma di interventi di riqualificazione della zona di via Manzoni. Come pure ho valorizzato lo strumento concorsuale nella mia legge regionale in materia di perequazione e compensazione urbanistica (l.r. n. 18/2019).
Sono convinto che uno dei compiti della politica sia quello di muovere intelligenze, sensibilità e attenzioni, nonché di orientare investimenti (materiali e immateriali) intorno a un’idea di paesaggio/comunità, facendo così sintesi di beni materiali (ambientali, storici, architettonici, artistici) e di beni immateriali (istruzione, cultura, ricerca, formazione, mestiere, esperienza, sapere artigiano).
Ecco, i concorsi di progettazione, a mio parere, hanno la capacità di mettere in campo tutto questo. E, così, oltre al progetto e all’opera, il risultato pratico finale, è il concorso in sé un valore: le intelligenze singole che si mettono in gioco, che vengono conosciute e che si fanno poi patrimonio collettivo (idee, progetti, suggerimenti, suggestioni, ritrovate motivazioni per i più giovani), un patrimonio a disposizione della politica e dei decisori pubblici.
Infine, tengo a ringraziare nuovamente, per il lavoro svolto, i componenti della Segreteria tecnica del concorso e i componenti della Commissione di valutazione.
📌 È un percorso avviato tre anni e mezzo fa, seguito e sostenuto passo dopo passo, dedicando non poco impegno ed energie. Un grande obiettivo per Altamura. Per me, l’ho già scritto, una sorta di “creatura” a cui tengo molto e a cui sono particolarmente legato.
“La durata è la forma delle cose”.
IL POLO PER L’INFANZIA. COSA È E COSA SI È FATTO SINORA.
Il Polo Innovativo per l’Infanzia, ricordo, sorgerà in una porzione (circa 5mila metri quadrati) di una vasta area di proprietà pubblica situata nel cuore del quartiere (estesa complessivamente 24mila mq), destinata dal piano regolatore a servizi. Sarà una struttura moderna e concepita secondo gli standard educativi e formativi più evoluti, e offrirà servizi educativi e ricreativi di cui potranno beneficiare tutti i cittadini. Il progetto prevede aule destinate alle attività scolastiche (nido e scuola dell’infanzia), strutture e aree attrezzate, interne ed esterne, per attività extrascolastiche (palestra, laboratori tematici, ludoteca, ecc.).
Il costo stimato per la realizzazione dell’opera è pari a 3.194.000 euro, interamente coperto – assieme al costo dell’area e ad altre spese accessorie – dal finanziamento riconosciuto dalla Regione ad Altamura che ammonta a circa 4,3 milioni di euro. Quello previsto nel Comune murgiano, infatti, è uno dei tre progetti selezionati, nel gennaio del 2018, dalla Regione in tutta la Puglia (assieme a quelli di Bari e Capurso) e finanziati con risorse statali pari complessivamente a circa 9,6 milioni di euro.
Un risultato estremamente importante, il cui percorso prende avvio nel settembre 2017, quando lanciai la proposta a cui seguirono incontri nel quartiere, il lavoro degli uffici e tecnici comunali (avallato dall’allora Commissario prefettizio dott.ssa Rachele Grandolfo, a cui continuo essere molto grato per aver dato impulso amministrativo alla mia proposta) sino alla candidatura nel novembre 2017 deliberata dalla giunta comunale dell’epoca.
Dopo la fase di selezione dei tre comuni beneficiari, per la progettazione degli interventi – assieme all’Assessore all’Istruzione Sebastiano Leo e alla Sezione “Istruzione” della Regione diretta dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia – ci siamo fatti promotori di un’iniziativa del tutto innovativa che ha portato la Regione ad avviare tre concorsi di progettazione, uno per ciascun Polo, così da garantire elevati standard di qualità, dal punto di vista architettonico e della sostenibilità ambientale, di queste strutture e la più ampia partecipazione da parte dei professionisti, i più giovani in particolare. Dalla Regione abbiamo fatto seguire, nel 2018, un protocollo di intesa con i tre comuni selezionati, che ha integrato la misura riconoscendo ai tre enti locali un ulteriore contributo regionale pari a 70mila euro ciascuno (del bilancio regionale), destinato proprio alla attivazione, predisposizione e gestione dei tre concorsi di progettazione (anziché far ricorso alle ordinarie gare di appalto) e supportando le strutture comunali anche con una task force regionale di esperti (dell’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia).
Al Polo Innovativo per l’Infanzia si aggiunge, nella medesima area pubblica, la previsione di un istituto comprensivo (al terzo posto nel piano regionale per l’edilizia scolastica 2018-2020) di cui è in corso la progettazione.
✅ PER ULTERIORI INFORMAZIONI, SEGNALO DI SEGUITO, CON MIEI DOCUMENTI, LE TAPPE PRINCIPALI:
➡️ 25 ottobre 2017 / Una delle mie prime note e iniziative con cui lancio la proposta del Polo Innovativo per l’Infanzia ad Altamura, cogliendo l’opportunità offerta dalla Regione
➡️ 9 novembre 2017 / Assemblea cittadina presso la Parrocchia Redentore https://www.enzocolonna.com/…/un-polo-per-linfanzia…/
qui con un articolo della Gazzetta
e da qui, dopo l’assemblea, alcune foto
➡️ 15 novembre 2017 / Una mia sollecitazione a chiudere la candidatura del Comune di Altamura da presentare in Regione
➡️ 17 novembre 2017 / Scade il temine dell’Avviso regionale per la presentazione di candidature da parte dei comuni. C’è quella di Altamura!
➡️ 22 gennaio 2018 / La Regione seleziona ufficialmente i tre Comuni beneficiari delle risorse per la realizzazione dei Poli
➡️ 29 giugno 2018 / Assemblea presso la Parrocchia Redentore https://www.enzocolonna.com/…/edilizia-scolastica-il…/
➡️ 11 settembre 2018 / Indicazioni operative da parte del MIUR sui Poli
➡️ Novembre 2018 / In Regione elaboriamo e sviluppiamo l’idea dei concorsi di progettazione con risorse del bilancio regionale
➡️ 10 dicembre 2018 / Firma dei disciplinari tra i Comuni di Bari, Altamura e Capurso e la Regione sui concorsi di progettazione finanziati dalla Regione
➡️ 11 febbraio 2019 / Convegno a Bari sui Poli pugliesi e sui concorsi di progettazione promossi dalla Regione
➡️ 15 luglio 2019 / Pubblicato il bando del concorso di progettazione per il Polo di Capurso
➡️ 30 luglio 2019 / Pubblicato il bando del concorso di progettazione per il Polo di Bari
➡️ 2 agosto 2019 / Pubblicato il bando del concorso di progettazione per il Polo di Altamura
➡️ 9 settembre 2019 / Conferenza Stampa di presentazione dei tre concorsi di progettazione. https://www.enzocolonna.com/…/poli-innovativi-per…/
➡️ 30 settembre 2019 / Scade il termine di presentazione delle candidature del concorso di progettazione per il Polo di Capurso
➡️ 14 ottobre 2019 / Scade il termine di presentazione delle candidature del concorso di progettazione per il Polo di Altamura
➡️ 28 ottobre 2019 / Scade il termine di presentazione delle candidature anche del Concorso di progettazione per il Polo di Bari
➡️ 20 gennaio 2020 / Sorteggio dei componenti (tra le terne di designati degli Ordini degli architetti e degli ingegneri) per la Commissione di valutazione per il Polo di Altamura
➡️ Marzo 2020 / Nominata la Commissione di valutazione per il Polo di Altamura
➡️ 27 maggio 2020 / Sollecitazione a riprendere la procedura del concorso di progettazione per il Polo di Altamura
➡️ 14 luglio 2020 / Si insedia la Commissione di valutazione del Concorso di progettazione per il Polo di Altamura
➡️ 25 luglio 2020 / Pubblicati gli esiti del Concorso di progettazione per il Polo di Bari https://www.enzocolonna.com/…/concluso-il-concorso-di…/
➡️ 23 novembre 2020 / La Commissione di valutazione termina i lavori (qui, anche i miei ringraziamenti ad una serie di figure)
➡️ 7 gennaio 2021 / La Segreteria del Concorso apre i plichi delle candidature e abbina i nomi dei progettisti ai progetti valutati

Arrival

Che bel film, ieri su Rai Movie. #Arrival del regista #DenisVilleneuve. Avevo preso qualche appunto ieri notte, ma solo ora sono riuscito a mettere in ordine. Arrischiando una personale classifica, solo un gradino sotto a Interstellar, per restare nel genere fantascienza. Una linguista e un fisico sono chiamati a capire se gli extraterrestri, arrivati sulla terra con dodici grandi astronavi di forma ovoidale (una sorta di monolito scuro), hanno intenzioni pacifiche o se rappresentano invece una minaccia per l’umanità. La prima, in particolare, si spende a costruire una comunicazione con le creature aliene. A superare e rompere le barriere che impediscono la comunicazione, quindi la reciproca comprensione.
I muri, anche invisibili ad occhio (come nel film), sempre muri restano. Anzi, più subdoli.
Paure, insicurezze, debolezze sono macigni, (come il compatto monolito che dava forma alle astronavi). Ostacolano la conoscenza, la percezione, l’incontro, gli abbracci fecondi. Opprimono la nostra esistenza e soffocano le nostre energie.
Muri e macigni, difese istintive, primordiali, quindi comprensibilissime, con cui dobbiamo fare i conti. Prenderne consapevolezza è il primo passo per liberarsene. I muri cedono e i macigni si sgretolano appena comprendiamo la lingua degli altri, i loro segni, i loro segnali, se comprendiamo i loro bisogni, se adottiamo la loro prospettiva. La rimozione dei muri e dei macigni consente a noi di essere liberati, più che agli altri di avere ingresso.
Il linguaggio è di ascolta e non di chi parla, ricordava sempre il mio Maestro. Entrare in contatto significa imparare la lingua, i segni dell’altro. Con la lingua, si inizia a pensare e sentire come l’altro, quindi a com-prenderlo.
E gli “alieni”, gli altri del film, conoscono la fine di una frase mentre stanno scrivendo. I loro segni esprimono il tutto, l’inizio e la fine, un unicum pensato e scritto simultaneamente. Inizio e fine si tengono. Non meno dell’inizio, la fine segna il tratto che unisce inizio e fine.
Anabasi e catabasi, dicevano i greci antichi. Inizio e fine si modellano a vicenda in una sequenza circolare, un perpetuum mobile. Dall’inizio alla fine. Dalla fine all’inizio. Come il nome palindromo della figlioletta Hannah, che dal futuro, con il dramma della sua malattia e morte, segna il presente della linguista. E quest’ultima accetta si faccia futuro e diventi la sua vita, nonostante il carico di dolore che comporta.
È così, la fine è nota! E non vale solo per gli “alieni”! È una consapevolezza che acquisiamo con il tempo, con il farsi della vita, e che ci sforziamo di negare a noi stessi il più a lungo possibile. Ma la fine ci è nota.
Questa presa di coscienza, la presa in carico della nostra finitezza e del relativo dolore, il rapporto con la morte, sono destinati a cambiare la nostra relazione con la vita stessa, con chi amiamo, con gli altri, non nel senso (banale e impossibile) di riuscire a cambiare il corso del cose, il finale, ma nel senso di consentirci di apprezzare il nostro divenire, il farsi, la vita, il tratto che unisce inizio e fine.
Questa consapevolezza ci induce a uno sguardo indulgente con i nostri e altrui limiti, a diventare umili. Questo atteggiamento ci apre alla vita, non alla morte. Ci apre agli altri, che condividono con noi la medesima sorte, ci fa esprimere più forte e più spesso quello che sentiamo e dare il meglio in quello che facciamo. Sappiamo che finirà e come finirà, ma accettando umilmente questa limitatezza, nostra e degli altri, recuperiamo il senso della vita, la capacità di dare valore a ogni momento, tanti punti, gli infiniti punti di una linea finita. Tutti unici, quindi preziosi. E con questa capacità, la virtù di fare di ogni momento, uno sempre nuovo, di scoperta, di incontri e abbracci rinnovati.
Ho ritrovato in questo film quel senso del “tempo breve” su cui sono tornato più volte negli ultimi anni e anche in un libriccino (sulla mia ultima esperienza) che spero presto, quando potremo incontrarci, metterò a disposizione di chi lo desideri. È il senso pieno e recuperato del presente, l’unico tempo che ci è dato e che spesso sprechiamo voltando la testa al passato o tendendola verso un futuro che non ci appartiene, se non come programma. Un presente che è il farsi quotidiano, concreto e faticoso, che conquista e si fa futuro.
Se ci pensiamo, questo senso del tempo, la consapevolezza della sua finitezza, che
è l’elemento caratterizzante della condizione umana, motiva, impegna, rende migliori
noi e intensi i nostri tentativi. È una sorta di lasciapassare per la serenità. Rende il nostro tempo sempre nuovo, di origini e di esordi, di curiosità e aperture, e più lieve la fine
stessa, la perdita, perché perdita non è e non è stata.
____
《Nonostante io conosca il viaggio e dove porterà, lo accetto. …
Se potessi vedere la tua vita dall’inizio alla fine, cambieresti qualcosa? Esprimerei più spesso quello che sento.
Ho passato la vita a testa in su a guardare le stelle, però la più grande sorpresa non è stata incontrare loro, è stata incontrare te.
Mi ero dimenticata di come è bello quando mi abbracci.》
Scena finale di “Arrival” da qui: