“LA CULTURA SI FA STRADA”, PRESENTATO OGGI IL NUOVO PROGRAMMA REGIONALE IN MATERIA DI BENI CULTURALI.

 

Questa mattina, in una conferenza stampa svoltasi presso la Presidenza della Regione, con l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, e la Dirigente della Sezione “Valorizzazione Territoriale” della Regione Puglia, Silvia Pellegrini, abbiamo presentato un nuovo programma regionale in materia di attrattori culturali, dal titolo “La cultura si fa strada”. Presenti, tra gli altri, anche sindaci e amministratori comunali (di Altamura e Ginosa), rappresentanti di importanti istituzioni culturali pugliesi (Fondazione Di Vagno, Fondazione Gramsci, IPSAIC – Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea), che ringrazio.

Si tratta di una iniziativa che segue, in una logica di continuità, le precedenti misure promosse dal medesimo assessorato, “La Murgia abbraccia Matera”, “I Musei raccontano la Puglia” e “Corri al Museo”, e che, al pari di queste ultime, ha come obiettivo quello di potenziare la diffusione della conoscenza e la fruibilità dei luoghi della cultura presenti in Puglia, facendone non immobili simulacri del tempo che fu ma attrattori dinamici attorno ai quali costruire comunità di cittadini consapevoli, liberi e dotati di spirito critico in una logica che tenga insieme l’informazione tradizionale con la rivoluzione digitale, la consapevolezza delle proprie radici e della propria appartenenza a questa terra e a questo tempo con la capacità di immaginare e costruire il futuro di tutti e di ciascuno secondo una logica di partecipazione, condivisione e coinvolgimento territoriale.

“La cultura si fa strada” si muove su cinque direttrici che attuano e sviluppano (e di questo sono felice e grato) norme introdotte, con miei emendamenti, nelle leggi di bilancio della Regione degli ultimi due anni.

#laCulturasifaStrada #RegionePuglia

1) “Promozione e sostegno della Street Art”.
Con questa misura (prevista all’art. 50 della legge di bilancio 2019) si punta ad assegnare ai Comuni specifici contributi finalizzati a promuovere e sostenere la Street Art quale forma espressiva di grande impatto visivo, in grado di consentire alle amministrazioni pubbliche, soprattutto locali, di contribuire a rigenerare, riqualificare e valorizzare in chiave artistica luoghi e beni della città, con particolare riferimento alle aree degradate o periferiche. L’arte “di strada”, appunto, quale strumento di rigenerazione degli spazi urbani, in grado di avere un significativo impatto sul territorio, esattamente come accade già oggi in molte città d’Italia e d’Europa dove questa particolare forma di creatività contemporanea rappresenta l’innesco di energie vitali e positive, soprattutto per i più giovani, determinando anche rilevanti flussi turistici vista la curiosità e l’interesse che generano queste opere per un pubblico sempre più vasto (si pensi alle opere di Bansky a Londra e New York, o ai murales di Jorit Agoch a Napoli, solo per citare due esempi di “street artist” di fama ormai mondiale).
Per questa misura, nel 2019, sono disponibili 150mila euro che saranno assegnati, a seguito della pubblicazione di apposito Avviso, alle amministrazioni locali che presenteranno progetti in grado di favorire percorsi partecipati di costruzione pubblica e collettiva degli spazi urbani, intesi nella dimensione di patrimonio sociale, civico e culturale.

2) “I Musei raccontano la Puglia – Corri al Museo!”
Con questa iniziativa, in linea con quanto già realizzato lo scorso anno, si punta a sostenere l’attivazione di servizi e attività ludico-didattiche offerte da musei e luoghi della cultura presenti nella nostra regione, in modo da renderli più accessibili e più facilmente fruibili per i bambini e per i ragazzi. In particolare, con questa misura si punterà sulle attività motorie da realizzarsi all’interno dei musei e dei luoghi di cultura, sperimentando misure innovative finalizzate a facilitare la fruizione e la conoscenza dei beni culturali attraverso, soprattutto, un approccio ludico, esperienziale, interattivo e narrativo, in modo da coinvolgere maggiormente i bambini e i ragazzi nella fascia d’età fino a 13 anni.
Per questa misura, nel 2019, sono stati stanziati 150mila euro destinati, in particolare, ai musei del Polo Biblio-Museale di Foggia e a luoghi della cultura da individuare nella provincia di Barletta-Andria-Trani.

3) “I Musei che portano a Matera”.
Con questa terza misura, che sviluppa quella già sperimentata “La Murgia abbraccia Matera“, si punta a costruire un percorso pubblico di fruizione dei musei e luoghi della cultura già attivi e aperti al pubblico, nei territori attraversati dalla tratta ferroviaria dismessa Rocchetta Sant’Antonio – Gioia del Colle, rivolto a tutti coloro che attraverseranno il territorio regionale per raggiungere Matera “Capitale Europea della Cultura” per il 2019. L’obiettivo è quello di sostenere e realizzare progetti e iniziative finalizzati alla promozione territoriale delle aree interne della regione favorendone la riscoperta, alla valorizzazione e fruizione dei musei e degli istituti di cultura identitari del territorio, all’implementazione e diversificazione dell’offerta culturale e dei servizi prestati dalle istituzioni culturali già attive.
La dotazione finanziaria prevista per questa misura è di 100.000 euro, e vede, come soggetti beneficiari, i Comuni attraversati dalla tratta ferroviaria Rocchetta Sant’Antonio – Gioia del Colle e quelli limitrofi a Matera.

4) “Attraversando il Salento”.
Questa iniziativa (per cui è previsto uno stanziamento di 100.000 euro) è finalizzata a favorire la riscoperta e la valorizzazione dei territori, la fruizione integrata di beni di valenza storica e culturale, nonché la promozione e la salvaguarda dell’identità dei luoghi, con particolare riferimento alla rete dei musei del Salento. Coinvolgerà, in particolare, territori attraversati da tratte a binario unico della Ferrovia Sud Est (Novoli – Gagliano del Capo, Gallipoli – Casarano, Lecce – Otranto, Zollino – Gallipoli, Maglie – Gagliano del Capo).

5) “I Luoghi della Memoria” e Archivi Storici.
Questa misura, resa possibile grazie allo stanziamento di risorse finanziarie introdotto con un mio emendamento nel corso della discussione in Consiglio regionale sulla legge di bilancio per il 2019, è finalizzata a tutelare, valorizzare e rendere fruibile il patrimonio storico, culturale e politico rappresentato, per un verso, da luoghi o beni del territorio pugliese che sono stati testimoni o teatri di eventi che hanno segnato, nel corso del Novecento, la storia della Puglia o che hanno avuto rilevanza nazionale o internazionale, e, per l’altro, dagli archivi storici che ne conservano documentazione.
È una misura alla quale credo molto e che ho avuto modo di sviluppare articolando una proposta di legge che ho presentato nei giorni scorsi, dal momento che considero questi luoghi (penso alla “Casa Rossa” di Alberobello, o al “Campo P.G. 051” di Altamura, al “Campo P.G. 075” di Torre Tresca a Bari o al “Campo P.G. 065” tra Altamura e Gravina, all’ex macello comunale di Manfredonia o al campo di concentramento e confino alle Isole Tremiti o ancora al “Museo della memoria” di Nardò, solo per citarne alcuni), assieme agli archivi storici pubblici o privati (si pensi a quelli della Fondazione Divagno, della Fondazione Gramsci, dell’IPSAIC) elementi di rilevante valore sociale, educativo e formativo per tutta la comunità regionale e ritengo debbano essere, per questo, tutelati e valorizzati, in modo da renderli quanto più fruibili sia possibile.
A questo scopo è previsto uno stanziamento di 350.000 euro per contributi destinati a enti pubblici o soggetti di diritto privato non a scopo di lucro che siano proprietari, titolari o che gestiscano a qualunque titolo questi “luoghi della memoria” o archivi storici, in modo da realizzare progetti di conservazione, recupero, valorizzazione e fruizione.

Sono molto soddisfatto per la definizione di questa strategia regionale, frutto di un eccellente lavoro sviluppato dalla Sezione “Valorizzazione Territoriale”, diretta dalla dott.ssa Silvia Pellegrini, di concerto con l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale della Puglia, Loredana Capone, che ringrazio.

Ritengo che possa fornire un significativo e duraturo impulso nella valorizzazione dei beni culturali della Puglia.

ENZO COLONNA

APPROVATA LA LEGGE SULL’EQUO COMPENSO. UNA PAGINA DI BUONA POLITICA PER TUTTO IL MONDO DELLE PROFESSIONI.

Sono molto soddisfatto per l’approvazione, oggi (18 giugno 2019) in Consiglio Regionale, del disegno di legge in materia di “equo compenso” per le prestazioni professionali rese in esecuzione di incarichi conferiti dall’Amministrazione regionale [da qui il testo e la relativa scheda]..

Si tratta di un intervento legislativo particolarmente importante e atteso che consente di recepire, anche in Puglia, la normativa nazionale che ha esteso alle pubbliche amministrazioni l’obbligo di retribuire i professionisti in maniera congrua e nel rispetto dei parametri fissati dagli appositi decreti ministeriali, obbligo inizialmente contemplato solo nei rapporti tra professionisti e committenti “forti” (banche, assicurazioni e, per quel che ci riguarda, grandi imprese).

La legge impegna a riconoscere pienamente il valore sociale ed economico, nonché la dignità, delle libere professioni, con la liquidazione, in favore dei professionisti che operino nell’interesse dell’Amministrazione regionale, di compensi correttamente determinati in ragione della qualità e della quantità delle prestazioni rese.

Come è noto, infatti, il mondo delle libere professioni sta attraversando un periodo di grave difficoltà, con la progressiva perdita di prestigio sociale e di quella sicurezza economica che, storicamente, tali attività hanno sempre garantito, provocando, soprattutto tra i professionisti più giovani, un clima di diffusa incertezza e sfiducia sul futuro.

Ebbene, con questa legge la Regione (in tutte le sue articolazioni, comprese società e aziende dalla stessa partecipate, vigilate o controllate) si impegna a riconoscere equi compensi ai professionisti che prestano la loro attività in suo favore, conformemente a quanto stabilito negli appositi decreti ministeriali che fissano i parametri di riferimento per la loro determinazione, in modo che siano proporzionati al lavoro svolto, oltre che rispettoso della dignità della professione esercitata.

C’è, inoltre, un altro importante punto nella legge approvata oggi. Si prevede, infatti, che, nel caso di prestazioni rese in esecuzione di incarichi professionali finalizzati alla presentazione di istanze, segnalazioni, dichiarazioni e comunicazioni di qualunque tipo ad una pubblica amministrazione del territorio regionale, l’effettivo rispetto della normativa in materia di “equo compenso” rappresenta una condizione indispensabile per la conclusione del procedimento amministrativo e deve essere attestato con apposita dichiarazione rilasciata dal committente.

Credo che questa legge (nata anche dal proficuo confronto con tutti gli Ordini e Collegi professionali della Puglia) rappresenti un significativo passo in avanti per il pieno riconoscimento della dignità del lavoro dei professionisti e ringrazio per il suo impegno su questa materia l’Assessore proponente, Giovanni Giannini, con il quale nei mesi scorsi si è sviluppata una proficua interlocuzione che ha portato a recepire suggerimenti e sollecitazioni che avevo proposto al fine di rendere il testo quanto più efficace e rispondente alle esigenze dei professionisti pugliesi.

ENZO COLONNA

 

SCUOLA “DON MILANI” DI ALTAMURA, PUBBLICATO PROVVEDIMENTO CON CUI LA REGIONE LIQUIDA A FAVORE DEL COMUNE 40.000 EURO PER IL COMPLETAMENTO DEI LAVORI DELLA PALESTRA.

Altro passo in avanti verso il completamento dei lavori di ripristino e messa in sicurezza della palestra e dei locali annessi della scuola primaria Don Milani di Altamura.

Con la determinazione n. 84 dello scorso 14 giugno, pubblicata oggi, a firma del Dirigente della Sezione “Istruzione e Università”, arch. Maria Raffaella Lamacchia, la Regione Puglia ha infatti liquidato in favore del Comune di Altamura un contributo di 40mila euro, destinati a cofinanziare i lavori (avviati la scorsa estate e poi sospesi) necessari a rendere nuovamente agibili gli ambienti scolastici interessati negli anni da pesanti infiltrazioni di acqua che avevano determinato la formazione di umidità, muffa e distacchi di intonaco.

Don Milani, erogazione contributo

Si tratta, ricordo, di risorse derivanti da un fondo costituito su iniziativa dell’Assessore regionale al “Diritto allo Studio e Scuola”, Sebastiano Leo, finalizzato proprio a sostenere interventi in Puglia di ripristino di ambienti scolastici danneggiati, ad esempio, da eventi di tipo calamitoso.

A questo punto ci sono tutte le condizioni per avviare le procedure finalizzate all’affidamento dei lavori, il cui progetto è già stato approvato poco più di due settimane fa dalla Giunta comunale, che ha stanziato a questo scopo risorse per ulteriori 58mila euro (una delle condizioni per l’erogazione del contributo regionale).

Sul punto avevo aggiornato da qui.

Mi auguro che questo avvenga a breve, in modo da riuscire a garantire, dopo lunghissimo tempo e finalmente, la piena fruibilità di tali spazi all’avvio del prossimo anno scolastico.

I fondi complessivamente a disposizione, infatti, consentiranno finalmente di realizzare un intervento completo capace di ripristinare tutti gli ambienti interni della palestra e degli spazi annessi (rifacimento degli intonaci, pitturazione, ecc.), inclusa la sistemazione dei bagni, e anche di realizzare un bagno accessibile ai disabili.

È una questione che seguivo da tempo e che finalmente si avvia a soluzione. Ringrazio quanti hanno contribuito nell’ultimo anno e mezzo e stanno contribuendo, con il proprio impegno e lavoro, alla definitiva soluzione del problema. In particolare, ringrazio (limitandomi al versante regionale e rinviando alla precedente nota in cui ho dato conto del lavoro svolto da diverse persone in Comune e Regione) per la tempestività e puntualità del lavoro svolto la Task Force Edilizia Scolastica della Regione Puglia e la Sezione regionale “Istruzione e Università” diretta dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia.

 

“ESTRAZIONE DEI TALENTI: AL VIA LA SECONDA FASE DELLA MISURA REGIONALE PER ACCOMPAGNARE E SVILUPPARE IDEE IMPRENDITORIALI INNOVATIVE.

Al via la seconda fase della misura “Estrazione dei talenti”, con cui la Regione Puglia, Assessorato alla Formazione e Lavoro guidato da Sebastiano Leo, attraverso l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (ARTI), ha investito complessivamente 10 milioni di euro (a valere sugli Assi VIII e X del POR Puglia 2014/2020, Azioni 8.2 e 10.6) per sostenere e valorizzare il capitale umano dei cittadini pugliesi e attivare percorsi strutturati di accompagnamento all’imprenditorialità innovativa nel territorio regionale.

È stato infatti pubblicato nel Bollettino ufficiale regionale n. 61 del 6 giugno 2019 l’Avviso pubblico “Selezione Team – Intervento estrazione dei talenti”, grazie al quale saranno selezionati gruppi informali di aspiranti imprenditori (riuniti in un Team) a favore dei quali verranno erogati percorsi di sostegno all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego e servizi di accompagnamento alla creazione e all’accelerazione d’impresa innovativa.

Ad assicurare tali percorsi e servizi saranno le 25 “Factory” pugliesi, ossia raggruppamenti composti da soggetti pubblici e privati, già selezionate poche settimane fa a valle di uno specifico avviso pubblico [avevo dato conto degli esiti della selezione da qui]. Nel territorio della Murgia, ricordo, è stata selezionata quella che fa riferimento alla “Stazione dell’Innovazione”, un centro privato di ricerca accreditato MIUR che ha sede nella ex stazione delle Ferrovie dello Stato, ad Altamura, frutto dell’iniziativa della società Item Oxygen.

Possono partecipare a questo nuovo avviso persone fisiche maggiorenni (disoccupate o occupate), residenti in uno dei paesi dell’Unione Europea, purché raggruppate in Team composti da un minimo di tre persone che abbiano aspirazioni, attitudini o esperienze imprenditoriali precedenti o in corso e che siano in possesso di alcuni specifici requisiti previsti dal bando.

Questi soggetti dovranno presentare un progetto imprenditoriale nell’ambito di una fra le tre aree prioritarie di innovazione della strategia regionale “SMART Puglia 2020” e cioè “Manifattura sostenibile”, “Salute dell’uomo e dell’ambiente” e “Comunità digitali, creative e inclusive”.

La durata dei percorsi di accompagnamento alla creazione di impresa innovativa e al relativo business development è di massimo 300 ore, da realizzarsi nel limite massimo temporale di sei mesi dalla data di sottoscrizione dell’atto unilaterale d’obbligo. Le ore devono essere ripartite fra sessioni comuni (di massimo 40 ore per inquadramento dei temi fondamentali, casi di studio e pitch session) e sessioni dedicate ai singoli team (della durata complessiva di massimo 260 ore per tutoring, mentoring, networking, business case).

Ciascun Team, selezionato dal Nucleo di Valutazione nominato da ARTI, sceglierà la Factory ritenuta maggiormente rispondente alle proprie esigenze e coerente con l’area di innovazione individuata per il proprio ambito di intervento.

Effettuata la scelta, i Team dovranno condividere con la Factory un piano di attività personalizzato sulla base dei propri fabbisogni di accompagnamento e del proprio stadio di maturità imprenditoriale. In particolare, l’attività delle Factory sarà preceduta da una fase di screening, che dovrà essere realizzata attraverso colloqui dedicati ai singoli Team. Solo a conclusione di questa fase sarà possibile elaborare il piano delle attività che declinerà i percorsi di accompagnamento.

Le persone fisiche che compongono il Team devono presentare la candidatura in forma associata; un Capo Team dovrà attivare la procedura, invitando gli altri componenti ad associarsi.

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione da parte di ciascuna persona fisica, in qualità di componente di un team.

Nella domanda di candidatura, i candidati devono elaborare e definire un progetto imprenditoriale secondo le modalità riportate nella piattaforma online di candidatura messa a disposizione e reperibile al seguente link https://estrazionedeitalenti.arti.puglia.it.

L’avviso è “a sportello”, vale a dire senza una data di scadenza per l’invio delle candidature ma sempre aperto sino ad esaurimento delle risorse disponibili previste per ciascuna categoria di destinatari (occupati e disoccupati).

Ricordo che, per la realizzazione di ciascun percorso di accompagnamento concordato con i team, ciascuna Factory riceverà un contributo sino a un massimo di 23.960 euro.

Si tratta, ritengo, di una interessante iniziativa messa in campo dalla Regione Puglia, tra le più innovative nel panorama nazionale, per valorizzare adeguatamente quello straordinario patrimonio costituito dalle intelligenze e competenze, specie dei nostri giovani, fornendo loro concreti strumenti per sviluppare le proprie idee imprenditoriali e poter così conseguire importanti opportunità di impiego.

Invito perciò tutti i soggetti interessati e in possesso dei requisiti a partecipare a questa misura della Regione Puglia, associandosi in Team e inviando l’istanza di candidatura.

ENZO COLONNA

 

ROTATORIE SULLA CIRCONVALLAZIONE (STATALE 96). VIA LIBERA DA PARTE DEL MINISTERO DELL’AMBIENTE.

 

La messa in sicurezza dell’incrocio della Statale 96 (circonvallazione) con via Selva, delle intersezioni con via Graviscella e con via Ferri Rocco in zona industriale (tre incroci attualmente semaforizzati), è un tema estremamente importante, un obiettivo lungamente coltivato. Me ne sto occupando da lungo tempo, da oltre due anni, con numerosissime interlocuzioni con Anas e Comune di Altamura.

Per questi incroci, come avevo scritto e aggiornato più volte [ad esempio, il 2 aprile scorso, in occasione dell’apertura del nuovo tratto della statale Toritto-Modugno, da qui], c’è da tempo il progetto definitivo Anas che prevede la realizzazione di tre rotatorie.

Sempre di Anas sono le risorse necessarie per la loro realizzazione (circa un milione e mezzo di euro). Il progetto definitivo dell’Anas è stato altresì approvato in via definitiva dall’allora Commissario prefettizio, il Prefetto Vittorio Lapolla, ai fini urbanistici e per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree.

Sempre ad aprile, riferivo del via libera da parte della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente, ad esito della procedura ministeriale di verifica di assoggettabilità a VIA – Valutazione di Impatto Ambientale [leggi qui]. Mancava, scrivevo, il provvedimento formale della Direzione Ministeriale per le Valutazioni e le Autorizzazioni Ambientali che esclude il progetto dalla valutazione di impatto ambientale.

Il provvedimento è stato poi adottato il 17 maggio scorso (determinazione del direttore generale n. 178 del 17/05/2019) ed è quello che riporto nelle immagini.

Questo significa che la procedura ministeriale si chiude qui, cioè non si rende necessario avviare la valutazione di impatto ambientale vera e propria.

A questo punto, l’Anas (Coordinamento Territoriale Adriatica) può procedere con la redazione del progetto esecutivo e quindi con la gara di appalto per i lavori di realizzazione delle tre rotatorie.

Per l’incrocio di via Selva, in ogni caso, i tecnici Anas hanno sempre assicurato di aver previsto tutte le misure e gli accorgimenti per rendere il più sicuro possibile l’attraversamento pedonale (strisce, dissuasori/rallentatori).

Ribadisco, inoltre, che Comune di Altamura e Anas debbano ragionare su altro (e anche su questo ho sempre trovato sensibilità e disponibilità in ambiente Anas): realizzare un sottopasso o un sovrappasso per il transito dei pedoni.

Vi tengo aggiornati.

MERCOLEDÌ 12 GIUGNO, INAUGURAZIONE DI AGORATECA, LA BIBLIOTECA DI COMUNITÀ DELLA SCUOLA TOMMASO FIORE DI ALTAMURA.

Mercoledì 12 giugno, ore 10, alla presenza, tra gli altri, del Presidente della Regione Michele Emiliano e dell’Assessore Loredana Capone, è prevista l’inaugurazione di Agorateca, la Biblioteca di Comunità presso la Scuola Tommaso Fiore (Istituto Comprensivo “Bosco-Fiore”) di Altamura realizzata grazie al finanziamento della Regione Puglia di un milione di euro nell’ambito della misura “Community Library” (fondi europei del POR FESR-FSE 2014/2020 della Regione Puglia – Asse VI Azione 6.7 “Interventi per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale”, bellissima e innovativa misura elaborata e gestita dalla Sezione “Valorizzazione territoriale” del Dipartimento regionale “Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio”, Assessorato “Gestione e valorizzazione dei beni culturali”).

Alla pubblicazione del bando, ne detti conto qui. Il 27 luglio 2017, lo presentammo ad Altamura, presso l’AMBC. In occasione della discussione del Bilancio regionale 2018, incrementammo le risorse da destinare a questa misura.

L’inaugurazione rappresenterà certamente un momento di grande importanza per tutta la comunità cittadina che si ritroverà a celebrare l’avvio delle attività di una vera e propria infrastruttura culturale e sociale che si candida a diventare punto di riferimento non solo per i residenti del quartiere “Carpentino”, ma per tutta la Città.

È il giusto riconoscimento per una proposta progettuale elaborata dalla comunità scolastica che si è posizionata al secondo posto tra le 170 candidature pervenute, a dimostrazione della sua validità, molto apprezzata dalla commissione di valutazione.

Il progetto “Agorateca”, ricordo, prevede la creazione di una biblioteca (cui si potrà accedere in modo indipendente dalla scuola) e di numerosi servizi, con la creazione di un’aula polifunzionale e di uno spazio dedicato ai bambini, con arredi e attrezzature ergonomiche adatte ai più piccoli. La sala lettura e consultazione, cuore delle attività di base della biblioteca, prevede 32 postazioni fisse, ognuna dotata di prese di corrente e tablet tecnologici per la ricerca testi. Inoltre ci saranno postazioni nel giardino d’inverno e nell’area all’aperto, una zona lettura all’esterno che, a seconda delle esigenze, potrà ospitare differenti attività, e l’orto urbano didattico a disposizione sia degli abitanti del quartiere che degli studenti dell’istituto stesso.

Per quanto riguarda le attività, oltre al servizio di consultazione e prestito libri (il progetto ha contemplato l’acquisto di periodici, libri scolastici, didattici, di narrativa, fumetti e libri per bambini, per un importo di circa 30mila euro), verranno organizzate presentazioni e incontri con autori, per favorire la promozione della lettura, e tante altre iniziative e laboratori come: book crossing, corsi di grafica, corsi di storytelling digitale, laboratori per la produzione audio- video, laboratori linguistici, corsi di musica e di educazione all’ascolto, concerti, mostre, scambi giovanili e corsi di formazione europea, ortoterapia e attività di giardinaggio.

Le attività saranno gestite dall’Associazione “Link” di Altamura, che ha elaborato la proposta gestionale dei servizi, in partnership con altre realtà territoriali come le associazioni “Le Tracce”, “Zabar”, “Granteatrino onlus”, “Circolo delle Formiche”, “Auxilium e Dintorni”, “Fasi di Luna Edizioni”, “Centro Studi Torre di Nebbia”.

Colgo l’occasione per ringraziare la dirigente scolastica (nonché rup della procedura, dott.ssa Eufemia Patella), dirigente e personale degli uffici amministrativi dell’istituto, i docenti; i progettisti (gli architetti Giammarino Giacomobello, Silvia Losurdo e Rossana Tedesco), il supporto al rup (ing. Nicola Marvulli), il direttore dei lavori (arch. Vito Losurdo); le associazioni che hanno elaborato il piano di gestione; il Comune di Altamura, nello specifico gli uffici comunali dei servizi “patrimonio” e “contratti e appalti” per aver messo a disposizione rapidamente la documentazione necessaria e l’attività di centrale unica di committenza per l’espletamento della gara per l’affidamento dei lavori (in particolare, ringrazio gli ex Commissari prefettizi, Rachele Grandolfo e Vittorio Lapolla, il dirigente Gianluca Nicoletti, i funzionari Giuseppe Livrieri e Davide Galante); tutti i lavoratori, operai e professionisti, delle imprese che hanno curato la realizzazione delle opere e degli impianti, nonché le forniture.

È stato un grande lavoro, che ho seguito, passo dopo passo, con particolare intensità ed entusiasmo.

Un lavoro che ha consentito di realizzare, dal nulla e in un quartiere periferico della città privo di altri servizi per la comunità (a parte la scuola stessa), questo vero e proprio gioiello che certamente diventerà un punto di riferimento per lo sviluppo di attività culturali e sociali rivolte non solo ai più piccoli, così come previste dal piano di gestione.

L’Agorateca, tra l’altro, si inserirà nell’ambito di una rete di “Biblioteche di Comunità” finanziate con risorse regionali (complessivamente, 120 milioni di euro), composta da 113 interventi tra i quali, ricordo, anche quelli di Gravina (con il progetto “La Casa del Fuorilegge”, classificatosi al 14° posto), di Modugno, Corato, Bitonto, Grumo, Gioia del Colle, Palo del Colle, Laterza, Ginosa [leggi qui].

Questo progetto rappresenta un vero e proprio successo non solo per la sua qualità, ma anche per il rigoroso rispetto della tempistica prevista che ha portato a completare tutto il complesso iter dalla progettazione sino al completamento delle opere in poco più di un anno e mezzo [il 20 ottobre 2017 si tenne una assemblea presso la scuola sul progetto in elaborazione; da qui, aggiornai sulla firma del disciplinare il 1° febbraio 2018 tra Istituto e Regione; nel giugno 2018 si è svolta la gara di appalto per la realizzazione dei lavori; il 21 settembre 2018 la firma del contratto tra Istituto e Impresa aggiudicataria dei lavori; il 1° ottobre 2018 c’è stata la consegna del cantiere].

Ora l’Agorateca diventa un patrimonio della collettività altamurana, un luogo all’interno del qualecome ho rimarcato nei giorni scorsi (leggi qui)poter ricostruire il senso più profondo di appartenenza ad una comunità capace di guardare insieme al futuro, sviluppando e riconnettendo rapporti sociali e interpersonali in un costante dialogo tra diverse generazioni.

Sono davvero molto soddisfatto e felice per il compimento di questa complessa operazione e attendo con trepidante emozione l’inaugurazione di mercoledì prossimo.

Da quel momento, poi, spetterà a tutti noi e a ciascuno prendersi cura, con dedizione, dell’Agorateca, un luogo della cultura da immaginare soprattutto come “officina” dove far crescere e maturare una comunità che condivide lo stesso destino. Un presìdio sul territorio dove in tantissimi (bambini, giovani, adulti, anziani, di qualunque nazionalità ed estrazione sociale siano) si esercitano quotidianamente, pazientemente, fianco a fianco, a immaginare e costruire insieme, qui, ora, il futuro di ciascuno e di tutti.

ENZO COLONNA

PONTE DI MODUGNO, HA PRESO AVVIO OGGI IL MONTAGGIO DELLA NUOVA TRAVE.

Come avevo anticipato la settimana scorsa [leggi qui], superato l’ultimo passaggio amministrativo con l’autorizzazione fornita dalla Città Metropolitana di Bari all’esecuzione dell’intervento (per cui ringrazio ancora il personale del Servizio “Edilizia Pubblica e Territorio Patrimonio e locazioni” e, in particolare, il dirigente arch. Nicolò Visaggio), hanno preso avvio oggi le operazioni di montaggio della nuova doppia trave reticolare in acciaio che assorbirà il carico di quella danneggiata (dunque, sostituita dalla nuova nella sua funzione, ma non rimossa), consentendo di ripristinare completamente la viabilità lungo la Statale 96, in entrambi i sensi di marcia.

L’intervento avviato oggi durerà una decina di giorni in tutto e renderà necessario, per alcuni giorni, probabilmente a partire da mercoledì 12 giugno, procedere con deviazioni del traffico sottostante.

Dunque, finalmente, tra qualche giorno termineranno i pesanti disagi di tanti cittadini che quotidianamente percorrono questa importante arteria stradale.

Ringrazio, per il lavoro svolto e in corso, in particolare l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Modugno, William Formicola, con cuo sono costantemente in contatto.

 

PONTE DI MODUGNO, LA PROSSIMA SETTIMANA AL VIA LE OPERAZIONI DI MONTAGGIO DELLA NUOVA TRAVE. POCHI GIORNI PER IL RITORNO ALLA NORMALITÀ

TRA POCHI GIORNI QUESTA SITUAZIONE SARÀ SUPERATA

Ancora pochi giorni per il completamento dei lavori, avviati alcune settimane fa, di ripristino del ponte di Modugno, sovrastante la Statale 96 [da qui il mio ultimo aggiornamento].

Nei giorni scorsi, infatti, è stato superato un ultimo passaggio formale (resosi necessario per recenti modifiche normative riguardanti il progetto strutturale) con l’autorizzazione fornita dalla Città Metropolitana di Bari all’esecuzione dell’intervento.

La prossima settimana, forse già lunedì, prenderanno quindi avvio le operazioni di montaggio della nuova doppia trave reticolare in acciaio che sarà posizionata sul ponte e assorbirà il carico di quella danneggiata (dunque, sostituita dalla nuova nella sua funzione, ma non rimossa), consentendo di ripristinare completamente la viabilità lungo la Statale 96, in entrambi i sensi di marcia.

Il Comune di Modugno e l’Anas hanno già definito il programma dell’intervento che renderà necessario, per un paio di giorni, procedere con deviazioni del traffico sottostante.

Dunque, la definitiva soluzione dei problemi di viabilità in quel tratto della Statale 96 è a portata di mano e finalmente, tra qualche giorno, termineranno i pesanti disagi di tanti cittadini che quotidianamente percorrono questa importante arteria stradale.

Ringrazio, per il lavoro svolto e in corso, in particolare l’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Modugno, William Formicola, con il quale sono in contatto costantemente da mesi e, per la tempestività dimostrata, il personale del Servizio “Edilizia Pubblica e Territorio Patrimonio e locazioni” della Città Metropolitana di Bari, diretto dall’Arch. Nicolò Visaggio.

ENZO COLONNA

 

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE SU SICUREZZA NEI LAVORI IN QUOTA (LINEE VITA).

Garantire maggiore protezione e più elevati standard di sicurezza per i lavoratori, soprattutto del settore edile, impegnati in attività in quota, al fine di ridurre il rischio di infortuni dovuti a cadute dall’alto.

È questo, in sintesi, l’obiettivo principale della proposta di legge depositata nei giorni scorsi, a firma dei consiglieri Enzo Colonna, Sebastiano Leo e Mimmo Santorsola (da qui, il testo della proposta di legge).

Si tratta – spiegano i promotori – di una iniziativa che punta ad introdurre, anche nel nostro ordinamento regionale, alcune misure finalizzate a favorire, nell’attività di progettazione, realizzazione e manutenzione di opere edili, l’adozione di specifiche misure e appositi dispositivi in grado di assicurare l’esecuzione in sicurezza dei lavori in quota, in modo da abbattere considerevolmente il rischio di caduta dall’alto che, come noto, costituisce uno dei maggiori fattori di rischio dell’attività lavorativa in ambito edilizio”.

Secondo i dati diffusi nel 2017 dall’INAIL, infatti, le cadute dall’alto rappresentano circa un terzo degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.

Nel quinquennio 2008-2012, il settore di attività maggiormente colpito è stato quello delle costruzioni, con oltre il 56% degli incidenti accaduti. Nel 30,8% dei casi la caduta è avvenuta da tetti o coperture, nel 23% da attrezzature per lavori in quota (ad esempio, scale portatili, trabattelli, ponteggi) e nel 15,9% da parti in quota di edificio (come terrazzi, parapetti, aperture).

Anche in Puglia – proseguono i consiglieri Colonna, Leo e Santorsolaogni anno si verifica, purtroppo, un numero considerevole di infortuni sul lavoro, soprattutto in ambito edilizio, per cadute dall’alto le cui conseguenze sono spesso mortali o causano gravissime inabilità permanenti. Per far fronte a questa drammatica piaga che colpisce i lavoratori e le loro famiglie è necessario un approccio orientato soprattutto alla prevenzione attraverso la predisposizione di idonee misure di protezione finalizzate a fronteggiare i rischi di caduta, adottando, ad esempio, sistemi di accesso o di ancoraggio (cosiddette “Linee Vita”) o altri dispositivi di protezione collettiva e individuale contro le cadute dall’alto e per lavorare in condizioni di sicurezza. Altrettanto importanti sono un’adeguata organizzazione del lavoro e una puntuale formazione degli operatori, che passa necessariamente da una maggiore consapevolezza da parte di committenti, datori di lavoro e progettisti”.

La proposta di legge, in particolare:

  • interessa gli edifici (nuovi o esistenti) con altezza superiore a due metri, sprovvisti di dispositivi di protezione anticaduta, e si applica agli interventi di nuova costruzione, manutenzione, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, nonché a quelli di installazione o manutenzione di impianti tecnici, telematici e di produzione di energia e/o calore da fonti rinnovabili, eseguiti su coperture e facciate;
  • stabilisce che i progetti relativi ai predetti interventi prevedano, per un verso, l’applicazione di misure di prevenzione e protezione volte a evitare i rischi di caduta dall’alto (quali, in particolare, sistemi di ancoraggio permanenti che consentono lo svolgimento di attività in quota sulle coperture oppure il transito e l’accesso in condizioni di sicurezza) e, per l’altro, siano integrati da un elaborato tecnico (necessario per il rilascio del titolo autorizzativo o per l’inizio dei lavori) che contenga indicazioni progettuali, prescrizioni tecniche, certificazioni di conformità e ogni altra informazione necessaria ai fini della prevenzione e protezione dei rischi di caduta;
  • impegna, inoltre, la Regione a promuovere attività formative sulla sicurezza rivolte ai lavoratori, nonché ai soggetti incaricati di assicurare, in sede progettuale ed esecutiva, l’adozione delle più idonee misure finalizzate a salvaguardare l’incolumità degli operatori.

Si tratta – conclude Enzo Colonna, presidente del gruppo consiliare promotore dell’iniziativa legislativa – di una legge che reputo necessaria dal momento che va a colmare un vuoto normativo della nostra regione, puntando a collocare la Puglia tra le realtà più avanzate del Paese sul piano della sicurezza e della tutela della salute e della incolumità dei lavoratori. Mi auguro, pertanto, che in tempi brevi possa essere avviato, nella commissione consiliare competente, l’esame di questa proposta di legge durante il quale saranno ascoltate associazioni di categoria, ordini professionali e operatori del settore affinché possano fornire il loro contributo in modo da migliorare, se necessario, il testo da noi presentato. Auspico, infine, che vista l’importanza e la delicatezza del tema, questa iniziativa legislativa sia condivisa nel modo più ampio possibile dai colleghi consiglieri di ogni parte politica, in modo da migliorare il sistema di prevenzione e difesa dinanzi al grave problema degli infortuni sul lavoro“.

COMMUNITY LIBRARY, PRENDE FORMA LA RETE REGIONALE DELLE BIBLIOTECHE, LUOGHI DI COMUNITÀ CHE SI RITROVANO.

Le polemiche sollevate da alcuni specifici ambienti su “Community Library”, l’innovativa iniziativa regionale nata al fine di consentire la creazione di una vera e propria rete di “biblioteche di comunità” sul territorio pugliese (elaborata e gestita dalla Sezione “Valorizzazione territoriale” del Dipartimento regionale “Turismo, Economia della cultura e Valorizzazione del territorio”, Assessorato “Gestione e valorizzazione dei beni culturali”), mi hanno riportato ad un recentissimo episodio. Due docenti, Vito (Losurdo) e Giammarino (Giacomobello), della scuola media “Tommaso Fiore” di Altamura, la mia Città, mi avevano dato appuntamento, alle 21.30, due sere fa, presso la scuola per definire alcuni dettagli dell’organizzazione dell’inaugurazione di “Agorateca”, la biblioteca di comunità nata grazie a questo bando regionale presso la scuola altamurana, fissata per mercoledì prossimo, 12 giugno. I due erano lì per controllare lo stato dei luoghi, della moderna biblioteca appena creata dal nulla e nel nulla, in un quartiere cosiddetto periferico, privo di alcun servizio o alcuna struttura sociale, se non la scuola stessa. Giorni prima, si era consumato un atto vandalico che aveva parzialmente danneggiato un macchinario del moderno sistema che assicurerà autonomia energetica alla struttura. Erano preoccupati e, quasi ogni sera, un “salto” alla “loro” biblioteca lo fanno… come si dice, a “buttare un occhio”. Poi li ho visti srotolare un lungo tubo, acquistato con i propri soldi, e per circa mezz’ora li ho visti intenti (non mi sono sottratto) ad innaffiare e a prendersi cura, con amorevolezza infinita, di alcuni alberelli, cespugli e delle piantine di insalata piantate nel piccolo orto appena realizzato, nell’ambito del progetto, e annesso alla biblioteca. Ci siamo immaginati – tra alcune settimane, alcuni mesi, quando la gestione andrà a pieno regime – gli anziani o i volontari europei di due delle associazioni coinvolte, assieme ad altre, nella gestione della biblioteca impegnati, con i bambini della scuola o gli adolescenti del quartiere, nella medesima attività di cura del giardino e dell’orto della scuola.

Ebbene, l’immagine di quei due professori, nella sua dirompente semplicità e nella sua dimensione, direi, intima, mi ha restituito con forza il senso più profondo di questa misura regionale e, aggiungerei, del lavoro che si tenta di sviluppare nell’esercizio delle proprie funzioni. È proprio vero, la semplicità è la via per raggiungere la radice delle cose, consente di vedere e cogliere l’essenza, che magari sino a quel momento sentivi, immaginavi, tentavi di razionalizzare. La semplicità, ovviamente, richiede dedizione, pazienza, lavoro, ben superiori rispetto alla banalizzazione o alla sofisticazione dei problemi e della realtà.

In quell’immagine c’era la sintesi/ragione della misura regionale. Non serviva, non doveva servire solo a finanziare, in Puglia, la più significativa e imponente operazione di infrastrutturazione culturale del nostro territorio, con una iniziativa che certamente non ha eguali nel panorama nazionale e che teme ben pochi confronti su scala europea. Aveva, alla radice, un obiettivo più ambizioso e difficile: contribuire a costruire e rafforzare attorno alle biblioteche – ad un luogo di cultura, cioè ai luoghi per definizione deputati alla condivisione dei saperi – legami, rapporti e relazioni tra persone e tra persone di diverse generazioni, in modo da serrare, unire, rinsaldare il tessuto sociale di una comunità che sia in grado di ritrovarsi e di guardare, insieme, al futuro.

Biblioteche, quindi, intese non più come luoghi freddi o respingenti, per tecnici ed eruditi, ma spazi all’interno dei quali poter ricostruire le comunità, soprattutto nei contesti urbani più degradati o marginali, sviluppando e riconnettendo rapporti sociali e interpersonali, in un costante dialogo tra diverse generazioni, recuperando, per un verso, quel senso di appartenenza alla propria terra, alle proprie origini e ai propri luoghi che rappresenta un patrimonio materiale e immateriale imprescindibile e, per l’altro, stimolando il disvelamento della condizione umana. Il ritrovato orgoglio per l’appartenenza a una comunità, a una terra, e la costruzione della propria identità personale e sociale sono in grado di farci scoprire cittadini del mondo, persone unite in un destino comune che va oltre barriere, confini, recinti.

È, questa, un’imponente operazione culturale.

Per realizzarla, lo sforzo della Regione è stato enorme, avendo destinato a questo bando ben 120 milioni di euro che hanno consentito di finanziare 113 progetti su tutto il territorio regionale, riconducibili a tre grandi macroaree classificabili in: lavori di riqualificazione, servizi culturali e fornitura di attrezzature per l’allestimento degli spazi. Alcuni di questi interventi sono già stati completati. Molti progetti sono in corso di realizzazione e altri attendono di essere avviati. Si tratta di una operazione dalla straordinaria complessità che, tra l’altro, ha dovuto tener conto delle regole dettate dalla programmazione dei fondi comunitari.

L’Avviso regionale “Community Library”, ricordo a chi erroneamente lamenta che non ci sia stata attenzione alla gestione di tale biblioteche, è stato finanziato con i fondi FESR del POR Puglia 2014/2020. In particolare, i fondi FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) mirano a consolidare la coesione economica e sociale dell’Unione Europea correggendo gli squilibri fra le regioni e, come previsto dal Regolamento UE 1301/2013, sostiene esclusivamente spese di investimento (costi ad utilizzazione pluriennali) per lavori, forniture e servizi di start up necessari ad assicurare il funzionamento di una infrastruttura. I soggetti beneficiari dei fondi hanno l’obbligo di assicurare la “stabilità dell’operazione finanziata” (art. 71 del Reg. Ue 1303/2013), ovvero una gestione sostenibile per un periodo almeno decennale assicurandone la replicabilità dei servizi.

Quel che emerge con chiarezza è che la Regione si sta dotando di una straordinaria rete, su tutto il territorio pugliese, di luoghi deputati alla erogazione di servizi culturali tra i più diversi, a seconda del target cui il singolo progetto principalmente si è rivolto. Per questo, per esempio, ci sono progetti destinati in particolare ai più piccoli, con servizi orientati all’apprendimento attraverso il gioco, oppure progetti che puntano principalmente all’inclusione sociale di particolari categorie di persone che rischiano di vivere condizioni di isolamento o marginalità (immigrati, diversamente abili, rifugiati, anziani) oppure progetti che puntano in particolare ad attività laboratoriali o all’organizzazione di manifestazioni ed eventi, qualificandosi come veri e propri contenitori culturali.

Una varietà e vastità di iniziative e di proposte che, in tutta la Puglia, rende bene l’idea della complessità dell’operazione ma anche della sua strategicità nell’ambito delle politiche adottate dal governo regionale nel campo della valorizzazione dei luoghi della cultura, immaginati soprattutto come “officine” dove far crescere e maturare una comunità che condivide lo stesso destino.

Ecco, se penso alle “Biblioteche di Comunità” penso esattamente a questo: a tanti presìdi piccoli o grandi, sul territorio (tanti realizzati in centri di piccolissime dimensioni che mai avrebbero potuto ambire, con proprie risorse, alla realizzazione di una Biblioteca), dove in tantissimi (bambini, giovani, adulti, anziani, di qualunque nazionalità ed estrazione sociale siano) si esercitano quotidianamente, pazientemente, fianco a fianco, a immaginare e costruire insieme, qui, ora, il futuro di ciascuno e di tutti.

Sì, questa è un’imponente operazione culturale.

Francamente la trovo una cosa fantastica che nessuna polemica o rivendicazione di categoria potrà compromettere. Va valorizzata, magari migliorata e integrata con altre misure rivolte a sostenere la gestione. Abbiamo il dovere di accompagnarla, alimentarla. Con la gratitudine per quanti l’hanno costruita e messa in cantiere e con la stessa dedizione riservata da quei due professori di Altamura verso le piantine dell’orto scolastico.

Se noi adulti non riusciamo a cogliere nei volti dei nostri figli, dei figli di questa terra, le coordinate del nostro orizzonte, se quindi non riusciamo a sentire questo richiamo, il dovere di proseguire il percorso che ci è stato indicato dai nostri padri e di indicarlo, a nostra volta, da padri, a loro, ai nostri figli… beh, significa che siamo già morti.

Il nostro impegno quotidiano, pur soggettivamente limitato, può determinare un piccolo varco nella grigia cortina che opprime l’orizzonte delle possibilità.

ENZO COLONNA