UN POLO PER L’INFANZIA. DIAMOCI DA FARE.

Realizzare nuovi e innovativi poli per l’infanzia nel territorio regionale.
Questo l’obiettivo di una recente deliberazione approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’Assessore alla Formazione, Sebastiano Leo.
Il provvedimento dà seguito alle previsioni del decreto legislativo n. 65 del 13 aprile 2017 e del relativo decreto di attuazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 637/2017, con i quali sono state definite le linee guida per la realizzazione di poli per l’infanzia innovativi, cioè di istituti che concentrino, in un unico plesso o in edifici vicini, più strutture di educazione e di istruzione per bambini e bambine fino a sei anni di età e che si caratterizzano quali laboratori permanenti di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio condividendo servizi generali, spazi collettivi e risorse professionali, anche al fine di favorire flessibilità e diversificazione per il miglior utilizzo delle risorse.
Le Regioni dovranno selezionare alcuni interventi da realizzare sul proprio territorio. Il MIUR bandirà successivamente un concorso di idee per l’individuazione di soluzioni progettuali relative agli interventi selezionati dalle Regioni, che saranno valutate da una commissione nazionale di esperti.
Alla Regione Puglia sono state assegnate risorse per oltre 9 milioni e mezzo di euro da destinare a questi interventi. La delibera di Giunta recentemente approvata adotta indirizzi e criteri per acquisire e selezionare le manifestazioni di interesse dei Comuni pugliesi.
La costruzione degli edifici da destinare a poli per l’infanzia a gestione pubblica, sarà curata dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e resteranno di proprietà dello stesso Istituto, che destinerà alla misura 150 milioni di euro per il triennio 2018-2020 (comprensivi delle risorse per l’acquisizione delle aree); lo Stato si farà carico di corrispondere i relativi canoni di locazione nella misura di 4 milioni e mezzo di euro a partire dal 2019.
I Comuni proprietari delle aree oggetto di intervento potranno affidare i successivi livelli di progettazione ai soggetti individuati a seguito del concorso di idee bandito dal ministero, un’efficace strumento di partecipazione, specie per giovani professionisti, previsto dal Codice degli appalti (decreto legislativo n. 50/2016).
Le manifestazioni di interesse devono riguardare esclusivamente la costruzione di un nuovo immobile da destinare a scuola-polo per l’infanzia, eventualmente anche dopo la demolizione di un edificio già esistente, di cui si farà carico lo stesso Comune. Saranno inoltre a carico dei Comuni le spese per indagini preliminari, progettazione; arredi, allestimenti e attrezzature per la didattica, eventuale demolizione dei fabbricati, bonifica dell’area e le spese per l’eventuale collocazione temporanea degli alunni in altre strutture durante i lavori.
Le manifestazioni di interesse avanzate dai Comuni dovranno essere accompagnate da una idea progettuale e presentate secondo le modalità ed entro i termini che saranno stabiliti nell’avviso pubblico di prossima pubblicazione. Saranno valutate secondo una serie di criteri tra cui: il numero di bambini interessati, la previsione di accorpamento o aggregazione di più sedi scolastiche autonome, la realizzazione di strutture fruibili dalla popolazione extrascolastica e aperte a tutto il territorio di riferimento (ad esempio ludoteche, palestre, auditorium, piscine, parco giochi, laboratori di creatività), la polifunzionalità degli spazi, la realizzazione secondo i principi dell’edilizia sostenibile.

Limitandomi ad Altamura – i cui bisogni, per ovvie ragioni, conosco meglio – si potrebbe lavorare per un’idea progettuale che interessi, ad esempio:
– o il quartiere Trentacapilli/Lama di Cervo, in cui è presente un’area di circa 25.000 metri quadrati già di proprietà del Comune e destinata proprio a servizi di quartiere (ovviamente, utilizzando per ora una parte della superficie e riservando il resto ad un ulteriore futuro sviluppo, con la realizzazione di scuola elementare e media, di un unico polo dell’istruzione, della cultura e dello sport per i bambini da 0 a 13 anni);
– o per affrontare le difficoltà della scuola per l’infanzia “Piazza De Napoli” dell’Istituto comprensivo San Giovanni Bosco/Tommaso Fiore, che è ospitata in un corpo di fabbrica separato dalla scuola elemantare e per il quale si potrebbe proporre la sua integrale demolizione e successiva nuova costruzione con tutti i servzi annessi.
Di questa opportunità, ho avuto modo di parlare con il Commissario Prefettizio e il Dirigente comunale competente. Sono disponibile ad affrontare la questione con i gruppi consiliari.
Insomma, diamoci da fare.

Enzo Colonna