DA VICINO NON “VEDIAMO “LE “COSE” (ANCHE LE PERSONE). NON LE APPREZZIAMO O LE TRASCURIAMO, LE DIAMO PER SCONTATE. MA CIÒ CHE MANCA NON SI PUÒ CONTARE.

Alcune foto del nuovo tracciato della Statale 96 e innesto con la 99, da ieri aperto al traffico. Non so da chi siano state realizzate, me le hanno girate stamattina.

Come non rimanere emozionati dinanzi all’opera dell’uomo, a quello che l’uomo è capace di creare? Come non rimanere affascinati dalla maestria degli operai, la efficienza di imprese, l’ingegno di professionisti, la professionalità di funzionari e tanti pezzi dell’istituzioni pubbliche? Come non essere grati dinanzi alla fatica, al lavoro?

Il lavoro è stato tanto e di tanti, visibile, tangibile. Dinanzi al lavoro sono doverosi i ringraziamenti e il rispetto. Scrivevo ieri, onore al lavoro!

Se non riconosciamo il lavoro, se non lo valorizziamo, se non lo isoliamo e preserviamo dall’inettitudine, dall’apatia, dall’inefficienza, se non ne facciamo motivo di orgoglio collettivo, non c’è speranza per alcuno. Ci salviamo solo con il lavoro.

Poco più di 3 anni e mezzo solari, tanto sono durati i lavori per questo tratto [devono essere completate alcune opere complementari: rimozione della rotatoria con strozzatura sulla 99 (entro due mesi), segnaletica, sottopasso di via Manzoni ad Altamura, pannelli fonoassorbenti, accesso al quartiere Trentacapilli].

Non semplicemente una lingua di asfalto. Basta passare in rassegna le foto che pubblico qui.

Il tutto preceduto ed accompagnato da innumerevoli tavoli tecnici, conferenze di servizi, riunioni e scambi di note, adeguamenti progettuali, per risolvere le interferenze con cavidotti, acquedotti, gasdotti, strade provinciali e comunali, per acquisire (decine di) pareri, per adeguarsi alle relative prescrizioni, per assecondare le volontà e le richieste di amministrazioni comunali, a volte capricciose.

E poi tanta fatica e tanti imprevisti, che ogni obiettivo, nel lavoro e nella vita, comporta.

Per questo, come per gli altri tratti della Stataie 96, da quando ho il dovere di rappresentare in Regione, da consigliere, la Murgia, da tre anni a questa parte, mi sono permesso, assumendone gli oneri e i rischi, di accompagnare, incoraggiare e sostenere questo lavoro, per un verso, confrontandomi e dialogando con i responsabili Anas, con la direzione lavori, e, per l’altro, spiegando il lavoro, i rallentamenti, le difficoltà, ad utenti e cittadini.

Credo sia il dovere della Politica, che è il necessario elemento di connessione tra chi esegue (strutture amministrative, apparati burocratici, imprese affidatarie di lavori e servizi pubblici) e chi attende risposte, la soluzione di piccoli e grandi problemi.

Credo sia questo il dovere della Politica: dare corpo, quasi, direi, fisicamente, alle domande dei secondi, alle risposte doverose dei primi.

Sono convinto che il completamento di un’opera, il raggiungimento di un obiettivo (piccolo o grande che sia), rianima il corpo sociale, ci dà fiducia, dà fiducia nel sistema che ci siamo dati per la convivenza, aiuta a migliorare e progredire dal punto di vista materiale e spirituale, rinsalda legami e conferma l’unità e l’unicità del comune destino.

Sul piano personale, poi, a me dà gioia vera, emozione intima, speranza, fiducia, quindi rinnovata motivazione a non fermarsi, nonostante tutto (fatica, amarezze, ingratitudini), a proseguire, ciascuno per le proprie possibilità e per la propria parte.

Sono convinto che le persone perbene, chi conosce la fatica del lavoro, e sono la maggioranza, questo lavoro sanno vederlo, riconoscerlo, e continuano – forse in maniera non pubblica, silenziosa, quasi, direi, con pudore – ad apprezzarlo.

Da qui siamo partiti e da qui partiamo ogni giorno, dal valore dell’opera quotidiana, del lavoro, la dimensione umana, quella che fa di uomini e donne gli unici esseri viventi capaci di migliorare la realtà che vivono e se stessi.

Basta, per andare avanti!

ENZO COLONNA

 

P.S.: c’è molto da fare ancora e non mi riferisco tanto al completamento dei lavori di ammodernamento della Statale 96. Certo, vanno completate alcune opere complementari e manca solo l’apertura alla circolazione del tratto all’altezza di Mellitto. Ancora pochi mesi, ma va seguito questo lavoro, come ho fatto per il resto. Mi riferisco, invece, alla necessità di migliorare la viabilità per Gravina, impostando, programmando, sollecitando, finanziando, progettando interventi sulla strada provinciale 27, la Tarantina, così da dirottare il traffico su questa anziché sul vecchio tracciato della 96, circonvallazione di Altamura, dove, comunque, ai tre incroci con semaforo, sono già previste, progettate e finanziate tre rotatorie. Per la Tarantina, il lavoro va fatto con la Città Metropolitana di Bari.

Inoltre, credo sia il momento di riprendere altri e ben più ambiziosi progetti, di lungo periodo, che consentano di garantire collegamenti sicuri, efficienti e più rapidi da Gravina verso Bari e di superare la barriera, data dall’attuale circonvallazione, dal nuovo tracciato della 96 sino all’incrocio con via Selva, che separa il quartiere Trentacapilli dal centro di Altamura. C’è lavoro da fare!