ANNULLATE GLI ATTI DELLA COMMISSIONE EDILIZIA DEL 17 FEBBRAIO





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Protocollo nr. 6620 del 20 febbraio 2003
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All’attenzione del
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Sindaco, avv. Rachele Popolizio
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Assessore all’Urbanistica, avv. Giuseppe Pignatelli
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Segretario Generale, dott. Raffaele Palermo
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Dirigente III Settore, ing. Emilio Petraroli
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– Altamura, Palazzo di Città  –
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Oggetto: A) Decadenza della Commissione Edilizia Comunale ”“ Conseguenze ”“ Nullità  degli atti – Atto di impulso amministrativo.
B) Progetto di Struttura Polifunzionale in zona F1 (via IV Novembre) – Interrogazione
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I sottoscritti, dr. Vincenzo Colonna, prof. Giacinto Forte, avv. Vito Menzulli, nella loro qualità  di consiglieri comunali chiedono alle SS.VV. l’avvio immediato di un procedimento, in autotutela amministrativa, diretto a verificare, accertare e dichiarare la nullità  di tutti atti prodotti dalla Commissione Edilizia Comunale a far data dal 15 febbraio 2003. In particolare chiedono che venga accertata e dichiarata la nullità  della convocazione, dei lavori e dei pareri espressi dalla menzionata Commissione relativi alla seduta del 17 febbraio.
È noto infatti che la Commissione Edilizia dura in carica per un triennio e, nel caso specifico, il termine è decorso, senza che si sia provveduto alla ricostituzione dell’organo, il 31 dicembre 2002. Infatti, la deliberazione del Consiglio Comunale n. 154 del 29 novembre 1999 con la quale si è proceduto alla nomina dei componenti della Commissione è stata pubblicata mediante affissione all’Albo Pretorio il 20 dicembre 1999 e, decorsi 10 giorni, è divenuta esecutiva in data 31 dicembre 1999 (in virtù del combinato disposto di cui agli artt. 47, comma 1, della legge n. 142/90 e 17, comma 33, della legge n. 127/97).
A partire dal 1° gennaio 2003, la Commissione ha dunque potuto operare in regime di proroga che, per legge, non può superare i 45 giorni decorrenti dalla scadenza del termine predetto (art. 3, comma 1, decreto legge 16 maggio 1994, n. 293, convertito in legge 15 luglio 1994, n. 444).
Ciò significa che il termine massimo di proroga, di cui si è potuto avvalere l’organo, è irrimediabilmente scaduto il 14 febbraio 2003. A partire, dunque, da tale data la Commissione Edilizia è decaduta dalla sue funzioni (art. 6, comma 1, d.l. n. 293/94).
Se, nel periodo di proroga, l’organo può adottare esclusivamente, pena la loro nullità , «gli atti di ordinaria amministrazione, nonché gli atti urgenti ed indifferibili con indicazione specifica dei motivi di urgenza ed indifferibilità » (art. 3, comma 2, d.l. n. 293/94), «tutti gli atti adottati dagli organi decaduti sono nulli» (art. 6, comma 2, d.l. n. 293/94).
I sottoscritti chiedono dunque che venga dichiarata la nullità  di tali atti non solo al fine di tutelare l’interesse dell’ente comunale alla legittimità  dei suoi atti e delle sue procedure, ma anche al fine di salvaguardare l’interesse di quei cittadini che, avendo chiesto il rilascio di concessioni e/o autorizzazioni edilizie, possono vedere compromesso l’esito dei relativi procedimenti amministrativi di rilascio in presenza di atti o fasi endoprocedimentali (come appunto il parere della Commissione Edilizia) illegittimi o nulli.
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I sottoscritti consiglieri non possono, però, esimersi dal rilevare una circostanza che ha dello sbalorditivo. Visionando i verbali dei lavori della Commissione Edilizia del 17 febbraio (nulli, per le considerazioni svolte!), hanno appreso del parere favorevole espresso dalla Commissione in merito ad un “progetto di struttura polifunzionale”? in zona F1 del PRG vigente (in via IV Novembre, via La Carrera, via Baracca) presentato dai proprietari, con relativa richiesta di concessione edilizia, in pari data, 17 febbraio 2003, prot. nr. 6108.
A questo riguardo e fatti salvi i rilievi precedentemente mossi in ordine alla nullità  dei pareri rilasciati dalla Commissione nella seduta del 17 febbraio, gli scriventi chiedono di sapere, sotto il profilo del merito politico ed amministrativo:
1)- –  Come sia stato possibile, nell’arco della medesima giornata (17 febbraio) e nel giro di poche ore, protocollare la richiesta, trasmetterla agli uffici competenti, visionare-esaminare-istruire la relativa pratica ed infine sottoporre il progetto all’esame, conclusosi con esito favorevole, della Commissione Edilizia (che ha iniziato i suoi lavori alle ore 17.15)?
2)- –  Come mai un analogo ed esemplare modulo procedimentale ispirato ai canoni dell’efficienza, rapidità  e tempestività  dell’azione amministrativa non sia stato utilizzato in altre circostanze, per dare riscontro alle centinaia di richieste di concessioni e autorizzazioni edilizie, relative ad interventi edilizi di portata e complessità  certamente inferiori, presentate da cittadini altamurani?
3)- –  Come ed in che termini siano state superate le perplessità  che indussero il Presidente della Commissione a ritirare un progetto di intervento sulla medesima area (presentato dagli stessi proprietari, ma elaborato da altro professionista progettista) dall’esame della medesima Commissione in data 21 agosto 2002, poiché si riteneva di «dover acquisire in merito il preventivo parere dell’Amministrazione Comunale, trattandosi di area di uso pubblico»?
4)- –  Perché si è ritenuto di non tener conto, in questo caso specifico ed in un precedente, dell’orientamento che sembrava essere stato assunto dall’Amministrazione comunale e delle indicazioni provenienti da singoli consiglieri comunali (come i sottoscritti) e da rappresentanti di forze politiche di maggioranza per i quali era necessario subordinare l’esame e l’eventuale autorizzazione alla realizzazione di interventi urbanistici ed edilizi proposti da privati nelle zone destinate «ad attrezzature ed impianti di interesse generale» (le zone F di cui al d.m. n. 1444/68) alla preliminare redazione di un piano generale dei servizi destinati alla collettività  ed all’uso pubblico (scuole, verde di quartiere, parchi, impianti ed attrezzature sportive, asili, ecc.)?
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Per le rilevanti implicazioni politiche ed amministrative delle considerazioni qui svolte, le Autorità  in indirizzo sono pregate di fornire un tempestivo riscontro agli scriventi.
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Altamura, 20 febbraio 2003
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Distinti saluti
Dr. Vincenzo Colonna
Prof. Giacinto Forte
Avv. Vito Menzulli

Zone verdi e giardini nelle scuole, un’altra città  é possibile

Il progetto , voluto dall’Assessorato ai Lavori Pubblici, scollegato dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, si pone come obiettivo quello di aprire al pubblico un verde recintato , come se l’appartenenza ad un a scuola non ne garantisse il carattere pubblico.
Forse perché i bambini in quanto minori hanno minori diritti di cittadinanza?
In fase di progettazione, non sono stati consultati le parti interessate , non sono stati neanche informati gli organi collegiali della scuola.
Noi pensiamo che molte sono le motivazioni per non approvare questa iniziativa , alcune delle quali coincidono con quelle espresse dal comitato dei genitori che si è costituito in questi giorni e che ha anche messo in evidenza le vere esigenze della scuola.
Le normative sull’edilizia scolastica di nuova costruzione e delle aree a servizi in generale , anche secondo le direttive del nostro PR.G. , impongono un rapporto minimo di copertura del 30% . Questo vuol dire che il rimanente 70% dell’area a disposizione rimane di pertinenza della scuola per vari usi: didattici, ludici, di sicurezza ecc”¦
Non si capisce perché , a scuole di antica costruzione lo spazio all’aperto esistente, a volte anche inferiore a quello necessario , debba essere invece sottratto.
L’edificio 4 Novembre , concepito con il suo spazio verde, appartiene alla storia di questa città , e questa connotazione storica ne impone la tutela e valorizzazione nella sua interezza.

UN’ALTRA CITTA’ E’ POSSIBILE

E’ evidente a tutti che risistemare la “facciata” di una scuola non significa dare verde pubblico alla città .
Altamura è una delle poche città  in Italia in cui il numero degli abitanti è in continua crescita, insieme è cresciuta anche l’edilizia residenziale, non altrettanto può dirsi delle aree verdi, anche se dal 1968, il D.M. 1444, ha previsto che ad ogni cittadino devono essere assicurati almeno 9 mq. di spazio verde , e neanche degli spazi ad uso collettivo.
Nonostante le grandi idee della campagna elettorale, l’attuale amministrazione non ha ancora elaborato alcun intervento per rendere fruibili le aree destinate a verde pubblico, seppur presenti nel P.R.G. (Piano Regolatore Generale), né le amministrazioni che si sono avvicendate hanno preso nella dovuta considerazione le accresciute esigenze dei cittadini .
L’immobilismo dell’ente comunale non fa altro che spingere i proprietari delle aree ricadenti in zone destinate a verde, o comunque ad utilizzo pubblico, a non credere nell’effettività  della destinazione impressa dal P.R.G., inducendoli ad interventi abusivi, anche nella prospettiva di futuri condoni edilizi.
E’, quindi, necessario elaborare un progetto, condiviso da tutti i cittadini, per la realizzazione di un vero parco urbano rispondendo ai bisogni dei cittadini e adempiendo agli obblighi imposti dalla legge e dal P.R.G. , non servono più operazioni di facciata.
Nel contempo è urgente un piano dei servizi al fine di scongiurare usi privatistici di aree a vocazione pubblica.
UN’ALTRA CITTA’ E’ POSSIBILE UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE
Coordinamento per lo sviluppo e la qualità  della vita

Scambio Giovanile Europeo in Romania questa estate.

L’associazione Eutropia di Altamura si occupa della promozione della cittadinanza attiva dei giovani europei. In particolare realizza progetti nell’ambito del Programma Europeo Gioventù.
In questa pagina proponiamo alcuni scambi di cui l’associazione Eutropia è partner e per cui stiamo selezionando i giovani partecipanti. Se sei interessato a partecipare ad uno degli scambi proposti occorre innanzitutto che tu sappia cos’è il Programma Gioventù e per questo è possibile trovare tutte le informazioni sul sito dell’Agenzia Nazionale www.gioventu.it
Il secondo passo consiste nel contattare l’associazione inviando il tuo curriculum e facendo attenzione a scrivere una buona lettera di motivazione, spiegando cioè perché sei interessato a partecipare a questo scambio. Una volta fatto ciò, se sarai selezionato per partecipare allo scambio, ti contatteremo per avviare il percorso di formazione che precede la partenza
 
CV da inviare a eutropia@arabia.com
 




Nome

 


Cognome

 


Data nascita

 


Indirizzo

 


Telefono

 


e-mail

 


contatto  in caso di emergenza

 


sono interessato al progetto (inserire il codice)

 


Perché (motivare l’interesse a partecipare allo scambio)

 
 
 
 
 


Lingue parlate e livello (ottimo, medio, base)

 


Esperienze precedenti

 


Esigenze particolari (allergie, diete..)

 
 
 
Scambio Giovanile Europeo




Codice

LIT-0103


Paese

Lituania


Città 

Vilnius


Periodo attività 

22 giugno ”“ 2 luglio 2003


Fascia d’età 

18-25


Titolo

Photo-eye


Tema

Ambiente e fotografia


Paesi Partecipanti

Non disponibile


Lingue richieste

inglese


Curriculum da inviare entro il

25 aprile


Comunicheremo l’esito entro il

10 maggio


Altre informazioni

Le date dello scambio sono suscettibili di cambiamento, il progetto è in attesa di approvazione
 
Scambio Giovanile Europeo




Codice

POL-0103


Paese

Polonia


Città 

Strzegom


Periodo attività 

estate 2003


Fascia d’età 

17-25


Titolo

 


Tema

Danze e canti tradizionali


Paesi Partecipanti

Non disponibile


Lingue richieste

inglese


Curriculum da inviare entro il

25 aprile


Comunicheremo l’esito entro il

10 maggio


Altre informazioni

Le date dello scambio sono suscettibili di cambiamento, il progetto è in attesa di approvazione
 
Scambio Giovanile Europeo




Codice

FRA-0103


Paese

Francia


Città 

Tregunc


Periodo attività 

24 agosto ”“ 2 settembre 2003


Fascia d’età 

18-25


Titolo

Lien sans frontières : musiques actuelles, graf et arts de la rue 


Tema

Musica, arti di strada


Descrizione

–         Les pratiques de jeunes artistes amateurs peuvent-elles conduire à  une meilleure compréhension des différences culturelles ?
–         Quelle place occupent-elles dans la construction européenne ?
–         Sont-elles des moyens favorisant l’apprentissage de la citoyenneté ?
–         Quelle force représentent-elles ?
L’idée de réunir un groupe de jeunes aux identités culturelles différentes autour d’un mode de communication « reconnu », Musiques Actuelles, graff et arts de la rue est apparue au groupe comme un axe de réflexion autour de ces interrogations. Les pratiques peuvent se rejoindrent pour créer le lien gommant les frontières, d’où le nom du projet « lien sans frontières »


Paesi Partecipanti

Italia, Francia, Ungheria


Lingue richieste

Inglese, francese


Curriculum da inviare entro il

10 luglio


Comunicheremo l’esito entro il

25 luglio


Altre informazioni

Le date dello scambio sono suscettibili di cambiamento, il progetto è in attesa di approvazione
 
Scambio Giovanile Europeo




Codice

TUR-0103


Paese

Turchia


Città 

Istanbul


Periodo attività 

16-23 giugno 2003


Fascia d’età 

17-25


Titolo

EUROPEAN YOUTH&EDUCATION FORUM2003 


Tema

Europe’s Education Systems


Descrizione

The purpose is to give young Europeans a chance to be heard in the debate when Europe’s Education Systems meet in Istanbul, June 16th through 23rd. The European Youth & Education Forum will bring both undergraduate and graduate university students from all over Europe together for 7 days in Istanbul, Turkey.
The idea is to discuss and share our view points on how education takes place in European Integration process. 
At the end of the conference the results will be presented with a view to synthesizing the different view points on higher education systems in Europe.
 
Aim:
To raise awareness about educational developments in line with the principles of Bologna Declaration in the EU and elsewhere in Europe.
 
Objectives:
– To compare the Turkish education system with European education systems.
– To discover the developments taking place in EU countries and elsewhere Europe in higher education.
–  promote and encourage international follow-up activities such as conferences, seminars, workshops, and outdoor activities such as games, concerts, etc.
–  increase the young people’s active participation within democratic environments.
– to expand on successful classroom activities by applying presentation skills in a European-Youth arena
–  to learn how to define personal goals, improve the quality of life and practice personal power.
– to enable students understand the importance of education in all areas of activities.
 


Paesi Partecipanti

Non disponibile


Lingue richieste

inglese


Curriculum da inviare entro il

25 aprile


Comunicheremo l’esito entro il

10 maggio


Altre informazioni

Le date dello scambio sono suscettibili di cambiamento, il progetto è in attesa di approvazione
 
Scambio Giovanile Europeo




Codice

ROM-0103


Paese

Romania


Città 

Sibiu


Periodo attività 

24 agosto ”“ 2 settembre 2003


Fascia d’età 

18-25


Titolo

Historical Animation ”“ Medieval Times


Tema

Animazione e storia


Descrizione

The project aims to promote the concept of animation in a historic perspective, referring mainly to the medieval times of Europe. This project is addressed to youth workers from the partner countries, who want to exchange practical and cultural experience in terms of animation and history. The activities of the project will contain preparation sessions of the participants before the exchange, the exchange itself and an evaluation of the project. Preparation will be done through meetings and workshops where the methods used will be prepared in detail and young people will also be involved in the preparation.
The project is an opportunity for young people from different socio-cultural and economical backgrounds to come together and share both work and culture. Discussions, games and even looking at each other will tackle the feeling of being European.
There will be the following activities during the exchange:
-§      Intercultural learning through interactive games and simulations
-§      Animation workshops ”“ creating animation activities by cumulating the experience of the participants
-§      Animation sessions for children and youngsters in the city of Sibiu.
-§      Participating to the Medieval Festival Transilvanian Citadels with the outcomes of the workshops, ensuring the spreading of the animation concept
-§      Cultural visit in the medieval citadels around Sibiu ”“ Sighisoara, Biertan, Viscri
-§      Meetings with the public authorities: mayor, city councillors, youth department director
-§      Meetings with other youth NGOs from Sibiu
-§      Press conference
A lot of fun


Paesi Partecipanti

Italia, Francia, Bulgaria, Belgio, Romania


Lingue richieste

Inglese, francese


Curriculum da inviare entro il

10 luglio


Comunicheremo l’esito entro il

25 luglio


Altre informazioni

Le date dello scambio sono suscettibili di cambiamento, il progetto è in attesa di approvazione
 

Il Leviatano americano non ascolta ragioni

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“La Stampa” del 9 febbraio 2003

Francia e Germania, piano per il disarmo.
Analisi
di Barbara Spinelli

Non è cosa facile, per lo storico del presente, capire i motivi che spingono l’attuale amministrazione americana a spostare su territorio iracheno la guerra antiterrorista iniziata subito dopo l’11 settembre 2001.

Per alcuni è l’attentato stesso contro le Due Torri, a spiegare l’accanimento degli Stati Uniti: profondamente turbata, la psiche nazionale non tollererebbe l’inedita vulnerabilità  dell’America. Per altri la molla è da ricercare nel petrolio, e la guerra contro l’Iraq non sarebbe che l’anello di una lunga collana di eventi, iniziati nel 1973 con l’aumento dei prezzi decretato dai paesi arabi del Golfo: è da allora, infatti, che il controllo politico di questa zona del mondo occupa le menti degli strateghi occidentali e provoca conflitti di vario genere, militari e non. Per altri ancora, infine, la guerra contro l’Iraq è parte di una più vasta offensiva americana, che non ha soltanto il petrolio al suo centro e che punta a rivoluzionare l’idea stessa su cui si è fondata la diplomazia occidentale nella seconda metà  del Novecento.

L’obiettivo della potenza americana non sarebbe più la stabilità  che caratterizzò gli anni della guerra fredda, ma la destabilizzazione creativa dei regimi come delle dittature. Non sarebbe lo status quo e la distensione, bensì il confronto bellico e il sovvertimento di quella che viene percepita come quiete, ed è invece sterile immobilità .

Obiettivo finale sarebbe la democratizzazione degli Stati arabi, e dell’influenza che essi esercitano sull’Islam mondiale. Altre guerre in un passato recente vennero condotte per proteggere popoli perseguitati e in fuga, per evitare occupazioni illegali di nazioni vicine, per disarmare campi di addestramento terrorista: tale fu il caso del Kosovo, dell’invasione irachena del Kuwait, dell’offensiva contro i talebani in Afghanistan. Questa, se si combatterà , sarà  una guerra per creare qualcosa di assolutamente nuovo nella storia araba contemporanea: una democrazia.

E’ probabile che una parte di questo ragionamento sia sensata, ed è un peccato che le nazioni europee perdano tanto tempo a dividersi attorno ad antiamericanismo e filoamericanismo, invece di formulare proprie idee e suggerimenti sulle malattie che Washington pretende di curare. Il mondo arabo-musulmano ha in effetti proprio bisogno di questo, se vuole decollare economicamente e divenire responsabile del proprio destino. Ha bisogno di una vera e propria sovversione dello status quo, intesa come sconvolgimento di abitudini, di inattività  mentali, di false certezze storiche, di ingannevoli narrazioni mitologiche nazionali o pseudo-religiose.

La stabilità  delle monarchie arabe è un macroscopico inganno, che ha finito col produrre disuguaglianze, persecuzioni, infine terrorismo. Lo status quo non ha generato né pace né ricostruzioni ma sclerosi, regressioni, e quello che Bernard Lewis chiama il suicidio dell’Islam. E’ quello che sostengono molti arabi illuminati, soprattutto dopo l’attentato dell’11 settembre, e in primo luogo gli intellettuali e studiosi che hanno redatto il rapporto dell’Onu sullo «Sviluppo umano degli arabi», il 2 luglio dell’anno scorso.

Nel rapporto si dice a chiare lettere quello che molti paesi occidentali pensano, senza osare dirlo. La democrazia è quel che manca agli arabi, perché lo sviluppo economico e umano possa aver luogo. Le libertà  civili, i diritti politici, l’educazione e l’emancipazione della donna, la pluralità  dei mezzi di informazione: sono queste le armi che restituiranno loro una autentica dignità , e non l’arma del petrolio brandita come offesa antioccidentale e espressione di risentimento. Perfino sulla questione mediorientale il rapporto redatto dagli arabi è severo, e coraggiosamente autocritico: l’illecita occupazione israeliana dei territori palestinesi e l’interminabile conflitto in Medio Oriente costituiscono impedimenti gravi, ma non possono continuare a essere «usati come scusa dalle classi dirigenti locali». Non possono divenire pretesto per l’inerzia arabo-musulmana, è scritto nel testo dell’Onu.

Sull’ultimo numero di Foreign Affairs, l’arabista Fouad Ajami si sofferma su questa inerzia, per ricordare come la sofferenza subita dalla Palestina sia stata adoperata per occultare altre sofferenze, inflitte dagli stessi Stati arabi che difendono la causa palestinese: la sofferenza degli sciiti nell’Iraq meridionale, quella dei cristiani nella guerra del Sudan, quella dei curdi infine, i cui villaggi sono stati gasati da Saddam alla fine degli Anni Ottanta (5000 morti nella sola città  di Halabjia, in gran parte civili).

Ma la democrazia come vero obiettivo bellico ha i suoi costi, che la superpotenza americana non potrà  a lungo ignorare. Una guerra condotta in nome del diritto di ingerenza non può fare a meno di un forte senso della legge, ed è precisamente questo senso che sembra oggi mancare ai governanti statunitensi. L’intera dottrina sulla guerra preventiva è fondata in realtà  su un vuoto di leggi, di diritto: come nel Leviatano di Thomas Hobbes, non sono la verità  o la giustizia a generare la legge ma l’autorità  solitaria del sovrano. Auctoritas, non veritas facit legem: messo alle strette, il sovrano si arroga diritti eccezionali per far fronte a circostanze eccezionali, e di conseguenza non riconosce autorità  superiori alla propria, né di natura nazionale né multilaterale. In fondo non riconosce neppure l’autorità  di principi autoimposti, e questo conflitto tra democrazia e politica estera costituisce, negli Stati Uniti, una novità  oscura.

E’ questo che rende inquietante il fatto che l’amministrazione Bush si sottoponga con difficoltà  al parere dell’Onu, e non nutra che disprezzo per le opinioni – giudicate troppo legaliste – di molti paesi europei: l’impressione è che l’America faccia resistenza non solo alle Nazioni Unite, ma ai principi fondanti della sua stessa storia. Il legalismo degli europei è trattato con disistima, con impazienza difficilmente condivisibili. Le obiezioni della Germania democratica sono state addirittura messe sullo stesso piano delle obiezioni mosse da Libia e Cuba, nella testimonianza resa al Congresso dal segretario alla Difesa Rumsfeld. Il Leviatano americano non ascolta ragioni, non si piega al diritto, non riconosce leggi superiori alla propria autorità . Nel momento in cui pretende di favorire la nascita di una democrazia si prende con la forza il diritto che ritiene necessario, e non si preoccupa neppure di fare le debite distinzioni tra paesi fidati e non, tra Stati di diritto e dittature.

Una guerra per la democrazia araba condotta in questa maniera può anche miracolosamente riuscire, ma grandissimo è il rischio che produca disastri ancora più pericolosi, antiamericanismi ancora più esasperati, antisemitismi ancor più diffusi. Può darsi che i curdi e gli sciiti iracheni recuperino col tempo la loro dignità , che in Iraq si insedi un regime più favorevole all’Occidente, che nel Golfo si spunti l’abitudine a considerare il petrolio come arma strategica, ma la democrazia riscoperta in terra araba sarà  gravemente mutilata. Le sue radici non saranno nell’accettazione della legge e del diritto internazionale, ma nella sovranità  assoluta degli Stati più forti e nel loro rifiuto di assoggettarsi a superiori regole di condotta. E paradossalmente, l’esempio dello Stato senza-legge sarà  dato dall’America stessa, che tanto sta adoperandosi per debellare la superbia degli Stati fuori-legge, detti anche canaglia.

L’11 settembre non è stato solo un atto di guerra contro gli Stati Uniti. E’ stato anche la tappa di un’estesa guerra civile, che sta avvenendo dentro il mondo arabo-musulmano. In questa guerra civile il governo americano ha deciso di intromettersi, non senza ragioni. Ma c’è il pericolo che perdano la vittoria che vogliono e che potrebbero ottenere. Anche Bin Laden scommette tutto sulla destabilizzazione delle monarchie del Golfo, a cominciare dall’Arabia Saudita.

Anche Bin Laden vuole sovvertire lo status quo, le leggi dell’Onu, il concetto stesso di stabilità  internazionale. Quel che occorrerà  evitare, è che le democrazie liberali somiglino al loro principale avversario, in questa lotta dentro l’Islam arabo e per l’anima dell’Islam arabo. Ci distingue da essi una cosa essenziale – la coscienza della legge, il senso del diritto, la limitazione regolata delle sovranità  assolute – e solo salvaguardando questa preziosa differenza eviteremo la loro rovina e anche la nostra.

Chiedo al papa di scomunicare Bush

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Chiedo al papa di scomunicare Bush

di Giorgio Falck

Fra poco più di un mese una pioggia di tremila bombe cadrà  sull’Iraq, il bombardamento durerà  una settimana e porterà  il paese al collasso. Così prevede la pianificazione militare americana. Considero il bombardamento su obiettivi civili come la forma più bassa e più ignobile della guerra: dall’alto si sgancia in tutta sicurezza, in basso si soffre e si muore nella totale impotenza; tanto più ignobile se chi bombarda è la più grande potenza militare mondiale e sotto vi è una nazione inerme, miserabile, e stremata da dieci anni di sanzioni e da una dittatura nefasta.

Per una mia particolare curiosità  ho molto letto sui bombardamenti: Dresda, il bombardamento incendiario su Tokyo, Hiroshima; eventi orrendi, ognuno di loro ha causato circa centomila morti civili, morti terribili, gente bruciata viva con sofferenze inenarrabili. Per me sono dei veri e propri crimini umanitari, di un’efferatezza appena inferiore alla Shoah e ai Gulag sovietici; ma per lo meno avevano la parziale giustificazione di avvenire verso la fine di una guerra micidiale, quando gli animi esacerbati dai propri morti avevano perso ogni razionalità  e ogni regola morale.

Lo stesso si può dire dei terribili bombardamenti su Hanoi, ma anche in questo caso avvenivano cinque anni dopo l’inizio della guerra in Vietnam, e gli americani erano frustrati da una guerra che stavano per perdere, e contavano già  più di trentamila morti. Ciò nondimeno, Hanoi resta un’onta dell’amministrazione Nixon e dell’America intera.

Nel caso Iraq, invece, la cosa avviene a freddo, chirurgicamente, preventivamente: certo i numeri previsti sono ben minori che nei casi precedentemente citati. Facciamo un po’ di conti: ipotizzando (ottimisticamente) che in media ogni bomba faccia due morti, vi saranno «solo» seimila morti. Contando che in quel paese la popolazione sotto i quindici anni rappresenta il venticinque per cento, saranno fatti a pezzi millecinquecento bambini. E tutto questo per il petrolio!

Va anche aggiunto che questa è la prima volta che l’America scatena una guerra, precedentemente le aveva tutte subìte: nel caso della Seconda Guerra Mondiale era stata trascinata per i capelli dal proditorio attacco su Pearl Harbor; nel caso della Corea e del Vietnam è venuta in soccorso di nazioni non comuniste attaccate da regimi comunisti; nella precedente guerra del Golfo è intervenuta a liberare il Kuwait; nel Kosovo a fermare un macellaio.

Oggi ha inventato la perversa formula della guerra preventiva, applicando una logica molto semplice: sono più forte, dunque attacco. La stessa logica che aveva Hitler nel ‘38.

Si sta cioè perpetrando un altro grave crimine umanitario, senza che nessuno di fatto ne parli, i media preferendo gingillarsi con le parole di improbabili e forse inesistenti «armi di distruzione di massa»!

Quando ci si avvicina ad un grave crimine umanitario, è dovere di tutti noi fare il massimo per impedirlo, ed in primo luogo spetta a coloro che ne hanno il potere e la statura morale.

In particolare penso al Papa, la massima autorità  etica del mondo. Gli consiglierei di non accontentarsi di «auspicare» la pace, ma di fare un gesto clamoroso per impedire la guerra, recandosi personalmente a Baghdad a fare da scudo umano. La sua figura, già  così straordinaria, assurgerebbe all’eroismo.

Un’altra possibilità  è che egli usi un’arma medioevale, oggi desueta, ma di cui ha ancora possesso: la scomunica di Bush in caso di guerra; ciò avrebbe un grosso peso, in quanto gli farebbe perdere parte dell’elettorato cattolico americano, condannandolo, per lo meno, alla sconfitta elettorale.

L’ultimo appello lo faccio a Chirac, lo statista che con Schroeder ha dimostrato statura e indipendenza intellettuale. Chirac ha il diritto di porre il veto nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu? Ebbene, usi questo diritto. Oggi dopo l’11 di settembre e il disastro dello Shuttle l’America si interroga se Dio è arrabbiato con loro. Penso che di fatto sia un po’ arrabbiato, ma non è certo così «interventista» da dare dei segnali così cruenti.

Quello che invece è certo è che metà  dell’umanità  è arrabbiata con gli Stati Uniti, e ne brucia le bandiere in piazza. Sarebbero certamente più popolari se dopo aver bombardato il mondo dalle loro fortezze volanti per cinquant’anni, non avessero l’intenzione dichiarata di continuare su questa strada, e soprattutto se capissero una volta per tutte che i bambini sono più importanti del petrolio.

YES-Youth Energy Synergy

Dear Friends,


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We are sending you below the information about our coming international youth meeting, YES-Youth Energy Synergy, which will take place in Izmir-Turkey on 13-18 March 2003. We will be very happy if you can distribute this information among your member organizations and encourage them to apply latest until the 17th February 2003.


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More information and application forms are available at: www.britishcouncil.org.tr/yes


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Thank you very much in advance for your cooperation.


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Warmest Greetings,


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Eylem Certel Ergoz.


Project Coordinator.


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YES-YOUTH ENERGY SYNERGY


13-18 MARCH 2003, IZMIR/TURKEY


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YES-Youth Energy Synergy will be organized by the British Council, Ankara in cooperation with GSM-Youth Services Centre on 13-18 March 2003 in Izmir, Turkey. YES will gather 75 young people, between 18-25 years old, from Turkey, UK and other EU member and accession countries.


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Aim of the event:


* To enable young people to have a better understanding of different cultures and each other’s realities.


* Learn about different perceptions on certain realities that are relevant to all young people around the world.


* Act as multipliers and share their experience with their peers in their own localities.


* Create networks and possible partnerships for future activities and initiatives explore ways of active participation.


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Methodology:


In order to reach the aims of the project, there will be different workshops organized on:


a) street animation


b) improvisation theatre


c) sights and sound of our body-let’s improvise


d) follow your dreams


e) storytelling through shadow theatre


f) forum theater


g) music making and DJ’ing


h) photojournalism


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Who can apply?


1-– – – – –  young people between the age of 18-25


2-– – – – –  young people who can speak ENGLISH (the language of YES will be English)


3-– – – – –  young people who is motivated and preferably experienced in youth work


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Financial Conditions:


– –  All the expenses, like international flight, food and accommodation will be fully covered during the event.


– –  No expenses will be covered before the 13th and/or after the 15th March 2003.


– –  There is NO Participation Fee.


– –  Participants will be responsible for their personal expenses and extras during their stay.


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How to Apply:


Please visit: www.britishcouncil.org.tr/yes


You can apply by filling out the application form on the web page.


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Deadline for the applications: 17th February 2003


Please note that there will be a selection made after the deadline and you will be informed about the result.


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For more information and applications


– www.britishcouncil.org.tr/yes

Iraq, il rapporto Blair copiato da una tesi di laurea

AGI/REUTERS/EFE) – Londra, 7 feb. – L’agente segreto britannico autore del rapporto sull’arsenale di stermino ircheno, non e’ poi tanto segreto e nemmeno tanto agente; non e’ neppure britannico. Si chiama Ibrahim al-Marashi ed e’ autore di una tesi di laurea pubblicata su una rivista specializzata che e’ stata copiata parola per parola dal governo di Londra per dimostrare ai cittadini britannici e al mondo che Saddam Hussein mente agli ispettori Onu. L’operazione e’ stata pero’ scoperta e sbugiardata da Glen Rangwala, esperto di questioni irachene all’universita’ di Cambridge, che ha riconosciuto come un plagio il testo divulgato da Downing Street su un sito web del governo. Imbarazzati funzionari britannici hanno dovuto riconoscere che il lavoro di copiatura e’ stato talmente grossolano che nel rapporto sono stati riprodotti persino gli errori di stampa e i refusi dell’originale. Come se non bastasse, il lavoro fatto da al-Marashi, ventinovenne californiano figlio di iracheni, non fa riferimento alla crisi attuale, ma al riarmo del regime prima della Guerra del Golfo del 1991. Allo studio, pubblicato nel settembre scorso dalla ‘Middle east review of international affair’, il governo britannico aveva dato un nuovo titolo: ‘Iraq: le sue infrastrutture di copertura, menzogna e intimidazione’. “Se l’attivita’ dell’intelligence si limita alla ricerca su Internet – ha detto Rangwala – allora c’e’ da dubitare di tutte le dichiarazioni fatte precedentemente dal governo”. “Questo genere di cose e’ tipica di Saddam Hussein” ha ironizzato il deputato liberaldemocratico Jenny Tonge, all’opposizione. Uno degli ex sottosegretari alla Difesa del governo Blair, Peter Kilfoyle, ha detto di essere sconvolto dall’idea che Downing Steeet abbia tentato di convincere i britannici con “prove cosi’ inconsistenti”. Diversi ministri hanno ammesso in privato che la raccolta di informazioni sull’Iraq e’ estremamente difficile e che gli agenti segreti in Iraq sono pochi, mentre un portavoce del governo ha cercato di difendere allo stremo il plagio, sottolineando che il documento si fonda su informazioni accurate e che comunque nessuno puo’ dubitare del fatto che Saddam si sta prendendo gioco degli ispettori. “A posteriori – ha aggiunto – per essere chiari avremmo dovuto riconoscere che una parte (delle informazioni) provenivano da fonti pubbliche”. Delle 19 pagine del rapporto, ben 11 risultano copiate integralmente dalla tesi di al-Marashi.

L’appello lanciato da Marco Pannella.






APPELLO AL CONSIGLIO DI SICUREZZA.
SADDAM SE NE DEVE ANDARE.
UN “GOVERNO DEMOCRATICO” DELL’ONU
DEVE ESSERE CREATO.



Tra i sostenitori della pace ad ogni costo, eredi di chi affermava di “Morire per Danzica mai!” o “Meglio rossi che morti” e degli appelli “pacifisti” e comunisti alla diserzione di fronte all’esercito hitleriano o davanti ai terroristi del regime talibano da un lato, e delle azioni pericolose e forse non necessarie dei fautori della soluzione militare, della guerra, che metta un punto finale alla minaccia rappresentata dal regime di Bagdad da un altro lato, emerge un’evidenza accecante: in Iraq e per l’Iraq, cosi come per l’insieme del Medio Oriente ed del mondo intero, la vera e duratura alternativa, oggi, non è “la guerra o la pace”, ma “la guerra o la libertà , il diritto, la democrazia e la pace”.

Ci rivolgiamo quindi alla Comunità  internazionale, alle Nazioni Unite in primo luogo, perché facciano proprie, immediatamente, le affermazioni secondo cui l’esilio del dittatore Saddam Hussein cancellerebbe, per gli Stati Uniti stessi, la necessità  della guerra, costituendo il punto di partenza per una soluzione politica della questione irachena.

Chiediamo al Consiglio di Sicurezza che decida da subito – partendo dal presupposto dell’uscita di scena di Saddam e sulla base dei poteri conferitigli dalla Carta dell’ONU – di porre l’Iraq sotto un regime di Amministrazione fiduciaria internazionale (un governo democratico), affidando ad un uomo di stato di altissimo livello il compito di predisporre, entro un termine di due anni, le condizioni di un pieno esercizio dei diritti e delle libertà  per l’insieme degli iracheni, donne ed uomini, come esige la Carta dei Diritti fondamentali delle Nazioni Unite.

Lanciamo un appello alle donne e agli uomini di buona volontà  perché si organizzino e si mobilitino d’urgenza, in tutto il mondo, perché questa semplice verità , vecchia come la democrazia e la libertà , trionfi! Perché la libertà , il diritto, la democrazia e la pace vincano sulla dittatura e sulla guerra!
 
E’ possibile sottoscrivere l’appello online a questo sito:
www.radicalparty.org

Vogliamo un mondo senza guerra.


VOGLIAMO UN MONDO SENZA GUERRA


VOGLIAMO UN MONDO DI PACE, DI LIBERTA’ E DI AMICIZIA FRA I POPOLI
 
VOGLIAMO CHE L’ITALIA NON PARTECIPI A QUESTA “GUERRA PREVENTIVA”?
CONTRO L’IRAQ CHE  MINACCIA DI PORRE L’INTERO SISTEMA INTERNAZIONALE E LE NAZIONI UNITE IN TOTALE DISORDINE
 
CHIEDIAMO IL RISPETTO DELLA NOSTRA COSTITUZIONE
CHE NELL’ART. 11 RIPUDIA LA GUERRA
 
CHIE DIAMO IL RISPETTO DELLA NOSTRA MEMORIA STORICA DI PAESE CHE HA VISSUTO GLI ORRORI E LE ATROCITA’ DELLA GUERRA
 
IL MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA CRESCE IN TUTTO IL MONDO
NO ALLA GUERRA!


NON RESTIAMO INDIFFERENTI, MOBILITIAMOCI, MANIFESTIAMO CONTRO LA GUERRA PACE ORA!
                
 
SABATO 08 FEBBRAIO 2003 ore 20.00 c/o Centro Sociale “Questa Città ” Via Casale, 99 – Gravina (BA)
Iniziativa di informazione e di riflessione sul tema della guerra e della pace con :
Pina Leone (Comitato contro la guerra di Gravina) e  Ada  Donno (AWMR-Sezione italiana dell’Associazione delle Donne della Regione Mediterranea)
Seguirà  la visione del video “CHI VIVRA’ ”¦. IRAQ”, il terzo lavoro sull’IRAQ, dopo “IRAQ, genocidio nell’Eden”? e  “Popoli di troppo: embargo!”? del giornalista Fulvio Grimaldi
 
DOMENICA 09 FEBBRAIO2003 Piazza Della Repubblica dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00
CAMPAGNA “ UNO STRACCIO PER LA PACE”?, E
FESTA POPOLARE DI MUSICA, POESIA, ARTE CONTRO LA GUERRA
 
IL Comitato Contro la Guerra aderisce alla manifestazione Europea contro la guerra indetta dal Forum Sociale Europeo SABATO 15 FEBBRAIO 2003 a Roma – Per le  adesioni rivolgersi a: Mino Maiorani cell. 338/5260068 – Michele Conca cell. 348/4202831 e c/o la C.G.I.L. Piazza della Repubblica GRAVINA (BA) Tel. 080/3267516
 
Comitato Contro la Guerra
Piazza della Repubblica c/o C.G.I.L. GRAVINA
Tel. 080/3267516