Disegno di legge su sprechi alimentari.

Disegno di legge su sprechi alimentari. Proposte concrete e reti di solidarietà per affrontare il disagio economico. I Comuni prevedano riduzione della tassa rifiuti a favore di attività commerciali, industriali, professionali e produttive che cedono a titolo gratuito beni alimentari a favore di persone in situazioni di bisogno oppure per l’alimentazione animale.

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È molto convincente l’impianto generale della proposta di legge sul “Recupero e riutilizzo di eccedenze alimentari” (primo firmatario il collega Ruggiero Mennea), a cui ho dato subito piena adesione sottoscrivendola. Ieri è stata avviata proficuamente la sua discussione nella IV Commissione consiliare “Agricoltura”.
È inutile sottolineare la duplice valenza di questo disegno di legge: da un lato, risponde alla necessità di non sprecare risorse vitali e ambientali e, dall’altro, tenta di alleviare il disagio economico di fasce sempre più vaste della popolazione. A favore di queste ultime, la legge presentata promuove iniziative dirette a rendere disponibili generi alimentari commestibili ma non più idonei alla commercializzazione, anche a causa di alcune inaccettabili distorsioni della filiera della distribuzione. Si pensi, ad esempio, a quei prodotti ancora validi dal punto di vista alimentare, ma che presentano piccoli difetti di confezionamento. Oppure a quelli vicini alla data di scadenza oppure alle partite invendute e ai prodotti agricoli non raccolti per difficoltà di mercato e, quindi, destinati a marcire nei campi.
Come ho avuto modo di sottolineare durante la discussione in commissione, si tratta di una norma che risulterà efficace se si riuscirà coinvolgere, dal basso, organizzazioni di volontariato, parrocchie, associazionismo, mondo agricolo e produttivo in generale, anche attraverso una irrinunciabile opera di divulgazione, informazione e sensibilizzazione. In questo senso è fondamentale sarà il ruolo dei Comuni, in particolare gli Ambiti territoriali sociali. Questi ultimi, operando nel settore del disagio sociale, possono meglio coordinare e finalizzare gli interventi di solidarietà delle organizzazioni di base.
Un altro passaggio fondamentale è la promozione e il sostegno di progetti di educazione e sensibilizzazione finalizzata alla diffusione di una corretta cultura della nutrizione e della lotta allo spreco alimentare, che dovrà necessariamente coinvolgere le scuole.
Ad integrazione della proposta di legge ho suggerito di estendere le attività di recupero e riutilizzo delle eccedenze anche con riferimento agli alimenti non più commestibili dall’uomo, ma che possono comunque essere utilmente destinati all’alimentazione animale, ad esempio a beneficio degli animali ospitati in canili o curati da associazioni attive nel campo della protezione degli animali.
Tengo ad evidenziare, inoltre, che già ora, in applicazione della recente legge nazionale in materia (legge n. 166/2016), i Comuni possono adottare misure di sostegno a questo genere di iniziative, ad esempio, riducendo la tassa sui rifiuti a favore di attività commerciali, industriali, professionali e produttive in genere che cedono a titolo gratuito beni alimentari a favore di indigenti e di persone in situazioni di bisogno oppure per l’alimentazione animale.
L’impianto della proposta di legge prevede una significativa dotazione finanziaria pari a 600 mila euro che sarebbe opportuno destinare prioritariamente alla attivazione delle reti locali di solidarietà e alle attività di informazione e sensibilizzazione.