BIBLIOTECA DI COMUNITÀ PRESSO L’ISTITUTO “SAN GIOVANNI BOSCO – TOMMASO FIORE”, PRESENTATE LE OFFERTE PER LA REALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO.

 

Si è conclusa lunedì scorso la fase di presentazione delle offerte, da parte di operatori economici, per la realizzazione di “Agorateca”, la nuova Biblioteca di Comunità che sorgerà presso l’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco – Tommaso Fiore”, nel quartiere Carpentino di Altamura.

Si tratta di un articolato intervento il cui progetto, elaborato dalla comunità scolastica in collaborazione con alcune associazioni del territorio, si è classificato al 2° posto, su circa 170 candidature, nella graduatoria del bando regionale sulle “Community Library”, ottenendo un finanziamento di quasi 1 milione di euro.

“Community Library”, ricordo, è la prima delle quattro misure previste dall’innovativo programma SMART IN PUGLIA, con il quale la Regione Puglia ha investito notevoli risorse per interventi di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale pugliese, materiale e immateriale, puntando sul futuro dei nostri giovani. Grazie ai 120 milioni di euro investiti in questa prima misura, saranno create o implementate, in tutto il territorio regionale, ben 111 biblioteche, luoghi di cultura, formazione, emancipazione, rigenerazione sociale e urbana, luoghi di ritrovate comunità.

Per la realizzazione dell’intervento altamurano sono pervenute cinque offerte da altrettante imprese che hanno partecipato alla procedura negoziata svolta tramite il portale regionale EmPulia, gestito da InnovaPuglia in qualità di soggetto aggregatore e centrale unica di committenza. Il ruolo di stazione appaltante è svolto dal Comune di Altamura, con il quale l’Istituto scolastico, che non poteva svolgere tale funzione in base al Codice degli appalti, ha sottoscritto a tal fine una specifica convenzione.

Il progetto ‘Agorateca’, ricordo, prevede la creazione di una biblioteca (cui si potrà accedere in modo indipendente dalla scuola) e di numerosi servizi non solo per la comunità scolastica ma anche per la comunità cittadina, in particolare per il quartiere Carpentino.

Nello specifico è prevista la creazione di un’aula polifunzionale e di uno spazio dedicato ai bambini, con arredi e attrezzature ergonomiche adatte ai più piccoli. La sala di lettura e consultazione, cuore delle attività di base della biblioteca, prevede 32 postazioni fisse, ognuna dotata di prese di corrente e tablet tecnologici per la ricerca testi. Inoltre ci saranno postazioni nel giardino d’inverno e nell’area all’aperto, una zona lettura all’esterno che, a seconda delle esigenze, potrà ospitare differenti attività, e l’orto urbano didattico a disposizione sia degli abitanti del quartiere che degli studenti dell’istituto stesso.

Per quanto riguarda le attività, oltre al servizio di consultazione e prestito libri, verranno organizzate presentazioni e incontri con autori, per favorire la promozione della lettura e tante altre iniziative e laboratori come: book crossing, corsi di grafica, corsi di storytelling digitale, laboratori per la produzione audio- video, laboratori linguistici, corsi di musica e di educazione all’ascolto, concerti, mostre, scambi giovanili e corsi di formazione europea, ortoterapia e attività di giardinaggio.

È un modello, questo, in cui credo fortemente e che ritengo debba essere replicato in altre aree della Città: occorre infatti migliorare e rendere fruibili gli spazi scolastici in orari extrascolastici a beneficio dei quartieri di riferimento, in particolare nei contesti periferici, spesso privi di luoghi di aggregazione e di servizi socio-culturali destinati ai ragazzi (è un tema su cui si è molto insistito, nelle ultime settimane, con i ragazzi di GIF – Giovani Idee in Fermento).

Per farlo è opportuno mettere in campo idee e progetti in grado di cogliere ogni opportunità di finanziamento, come fatto in modo esemplare, con grande sforzo collettivo da tutta la comunità scolastica dell’Istituto “San Giovanni Bosco – Tommaso Fiore” (dirigente, docenti, genitori, alunni) e dei partners del progetto.

In particolare, ringrazio nuovamente la dirigente (dott.ssa Eufemia Patella), i progettisti (gli architetti Giammarino Giacomobello, Silvia Losurdo e Rossana Tedesco), l’Associazione Link Altamura, che ha elaborato la proposta gestionale dei servizi (e che ha predisposto una partnership con altre realtà territoriali, come le associazioni “Le Tracce”, “Centro Studi Torre di Nebbia”, “Zabar”, “Granteatrino onlus”, “Circolo delle Formiche”, “Auxilium e Dintorni”, “Fasi di Luna” edizioni).

Ringrazio, inoltre, il Commissario prefettizio, dott. Vittorio Lapolla, per l’attenzione e il supporto fornito all’attuazione del progetto, e il Servizio “Contratti a Appalti” del Comune di Altamura per il proficuo lavoro che sta svolgendo con la procedura di gara e che condurrà, mi auguro in tempi brevi, all’avvio dei lavori.

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Per saperne di più sul progetto, sulla sua candidatura, sul bando regionale, sul lavoro svolto per mesi per questo obiettivo, rinvio a queste mie note, nel mio blog:

COMMUNITY LIBRARY, FIRMATI I PRIMI SEI DISCIPLINARI, TRA CUI IL PROGETTO DELLA SCUOLA TOMMASO FIORE DI ALTAMURA. SI PASSA ORA ALLA REALIZZAZIONE.

LAVORO, EMOZIONI E ORGOGLIO MURGIANI. UNA BIBLIOTECA DI COMUNITÀ AD ALTAMURA. DOMANI LA FIRMA DEL DISCIPLINARE.

COMMUNITY LIBRARY, L’ELENCO COMPLETO DEI 111 PROGETTI AMMESSI. SCUOLA TOMMASO FIORE DI ALTAMURA AL 2° POSTO, CON UN FINANZIAMENTO DI 997.000 EURO.

GRANDE RISCONTRO AL BANDO “COMMUNITY LIBRARY”. LA PUGLIA INVESTE NELLE BIBLIOTECHE: LUOGHI DI CULTURA, FORMAZIONE, EMANCIPAZIONE SOCIALE, RIGENERAZIONE URBANA. LUOGHI DI RITROVATE COMUNITÀ.

 

SITI UNESCO – MURGIA – CULTURA E TURISMO. OCCUPIAMOCI DEL FUTURO.

Si riparte ora dopo una utile missione romana, questa mattina, presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Con i vertici del Dipartimento Turismo e dell’Ufficio Unesco, abbiamo approfondito alcune questioni preliminari relative a:

  • – Rete dei Siti Patrimonio Mondiale Unesco pugliesi;
  • – Piano di gestione integrato di tali Siti.

Domani, intanto, viene ufficializzata, in una conferenza stampa del Presidente Emiliano è dell’Assessore Capone, l’Intesa tra Regione, Polo Museale della Puglia, Parchi nazionali della Murgia e del Gargano, Enti proprietari e gestori dei siti [leggi qui].

Tutto nasce dallo sviluppo delle misure che ho inserito nelle leggi finanziarie regionali 2017 e 2018 e tradotte nel programma “La Murgia e le Gravine abbracciano Matera”.

La Murgia è, infatti, al centro di tre Siti Unesco.

L’ambizioso obiettivo è quello di estendere il riconoscimento delle Nazioni Unite all’intero territorio della Murgia e delle Gravine che unisce geograficamente due siti pugliesi già individuati (Castel del Monte e Trulli di Alberobello) e il terzo ubicato in Basilicata, i Sassi di Matera.

Da queste premesse e azioni già messe in campo, con un lungo lavoro, in Regione (e non solo), nascono precise proposte contenute nel programma di governo proposto agli elettori dalla coalizione di Rosa Melodia, candidata Sindaco di Altamura (v. terza immagine).

Rinvio alla mia nota di alcune settimane fa per la descrizione puntuale dell’articolato programma con i relativi stanziamenti in bilancio. Leggi qui:

LA MURGIA E LA TERRA DELLE GRAVINE ABBRACCIANO MATERA. DALLA REGIONE UN AMBIZIOSO PIANO DI INTERVENTI PER LA VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE E CULTURALE IN VISTA DI MATERA 2019.

 

LE ROTATORIE SULLA CIRCONVALLAZIONE E LA CAMPAGNA ELETTORALE. ANCORA PAROLE A VANVERA.

In ordine alle tre rotatorie sulla circonvallazione di Altamura, strada statale 96, in corrispondenza di tre incroci ora semaforizzati (via Selva, Graviscella, Zona Industriale via Ferri Rocco), leggo e ascolto nuovamente ricostruzioni fantasiose da parte di qualche candidato (ex ed aspirante amministratore).

Sono costretto nuovamente ad intervenire per chiarire alcune cose, anche perché sto seguendo questa progettualità da tempo ed ho aggiornato periodicamente i nostri concittadini.

Faccio un rapido riassunto (pur essendo complesso tutto l’iter sinora seguito):

– l’Anas si è fatta carico della progettazione e della realizzazione (circa un milione e mezzo di euro) a condizione però che sia il Comune di Altamura ad acquisire le aree necessarie;

– il progetto definitivo dell’Anas è pronto da alcuni mesi ed è stato approvato in via definitiva dal Commissario prefettizio del nostro Comune ai fini urbanistici e per l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio delle aree;

– ora, prima della progettazione esecutiva e della gara di appalto, è necessario acquisire pareri per gli aspetti ambientali, paesaggistici, ecc..

Dunque, alla prossima Amministrazione tocca seguire questo iter, in modo che sia il più rapido possibile, e mettere a disposizione rapidamente le aree su cui verranno realizzate le rotatorie.

Al prossima Amministrazione tocca altresì individuare – come giustamente richiedono da tempo i residenti del quartiere Trentacapilli/Lama di Cervo (riuniti più volte in assemblee presso la Chiesa Santissimo Redentore) – una soluzione progettuale per rendere sicuro l’attraversamento della circonvallazione da parte di pedoni e ciclisti (sottopasso o sovrappasso).

Di questo dovrebbero essere consapevoli “ex ed aspiranti” amministratori comunali.

I problemi vanno affrontati con competenza e risolti con responsabilità. Il 24 giugno speriamo si chiuda definitivamente una lunga stagione politica e amministrativa di parole a vanvera.

[Da qui, uno dei miei aggiornamenti sui lavori S.S. 96 o anche da qui]

APPROVATA LEGGE IN MATERIA DI DANNI PROVOCATI DALLA FAUNA SELVATICA: UNA RISPOSTA CONCRETA ED EFFICACE PER FAR FRONTE A UN PROBLEMA LARGAMENTE AVVERTITO DA CITTADINI E ATTIVITÀ AGRICOLE.

L’approvazione, oggi, in Consiglio regionale della legge in materia di danni provocati dalla fauna selvatica segna certamente un significativo passo in avanti al fine di fronteggiare la vera e propria emergenza costituita dal proliferare incontrollato, in alcune aree del territorio pugliese, di animali allo stato brado che distruggono le coltivazioni e rappresentano un pericolo costante per operatori agricoli, escursionisti e cittadini, oltre a determinare squilibri ecologici e concreti rischi per la conservazione della biodiversità.

La legge regionale approvata oggi, proposta dal collega consigliere Pentassuglia e lungamente discussa in Commissione, prevede tre ordini di strumenti per affrontare questo delicato tema: 1) interventi di prevenzione del fenomeno; 2) misure di controllo per limitare la presenza della fauna selvatica; 3) indennizzi specifici a favore soprattutto degli operatori economici che patiscono maggiormente per i danni causati dalla presenza di questi animali.

In particolare tra gli interventi di prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica è prevista, all’art. 3, la realizzazione di recinzioni e dissuasori, la messa in opera di trappole, la predisposizione di apposite protezioni per alberi e arbusti o l’utilizzo, previo addestramento, di animali da guardia. La legge regionale prevede altresì l’erogazione di contributi finanziari, prioritariamente rivolti a coltivatori diretti e imprenditori agricoli, per l’acquisto dei materiali e la realizzazione di queste misure di prevenzione.

Tra le misure di controllo della proliferazione della fauna selvatica (art. 4 e art. 5), invece, è previsto che la Regione proceda con il contenimento, la cattura, l’allontanamento o l’abbattimento controllato delle specie di fauna selvatica che determinino una continuità di danni alle attività agricole, rappresentando altresì un pericolo per la pubblica incolumità e la sicurezza dei cittadini.

In questo modo si fornisce una risposta largamente attesa anche da moltissimi cittadini del territorio murgiano dove la presenza incontrollata dei cinghiali costituisce un costante pericolo per le persone e per le attività agricole, come dimostrato dagli innumerevoli episodi che con cadenza quasi quotidiana mi vengono segnalati.

A questo proposito l’art. 7 della legge approvata prevede espressamente delle iniziative specifiche per la prevenzione dei danni causati proprio dagli ungulati.

Con riferimento, poi, agli indennizzi da riconoscere ad imprenditori agricoli e coltivatori diretti, la legge prevede, all’art. 8, che essi vengano calcolati, sulla base di precisi parametri, per i danni documentati e causati dalla fauna selvatica alle colture e agli impianti, ai prati e ai pascoli, agli animali da reddito e alle strutture in dotazione alle aziende agricole.

Si tratta, in definitiva, di un intervento legislativo ampio e composito che contiene molteplici misure utili per trovare una soluzione a questa annosa problematica.

Ora occorrerà passare celermente alla fase di applicazione della legge regionale approvata, in una logica di fattiva collaborazione tra i diversi attori istituzionali coinvolti (Regione, Enti di gestione dei parchi nazionali, Province e Città Metropolitana di Bari, ASL), in modo da rendere concreti gli interventi ivi previsti e fornire una risposta lungamente attesa da cittadini e operatori economici del nostro territorio.

[Nota disponibile anche da qui: http://www.consiglio.puglia.it/dettaglio/contenuto/59261/Legge-in-materia-di-danni-da-fauna-selvatica–Colonna—Una-risposta-concreta-ed-efficace-ad-un-problema-avvertito-da-cittadini-e-attivita-agricole-]

 

AIUTI AGLI ALLEVATORI PER LO SMALTIMENTO DELLE CARCASSE ANIMALI, APPROVATA IN COMMISSIONE PROPOSTA DI LEGGE A SOSTEGNO DI UN COMPARTO STRATEGICO PER LA NOSTRA ECONOMIA E PER IL NOSTRO TERRITORIO

È stata approvata questa mattina, dalla IV Commissione Consiliare, la proposta di legge in materia di smaltimento delle carcasse di animali provenienti da allevamenti zootecnici. Si tratta di una iniziativa legislativa promossa dal collega consigliere Domenico Damascelli che ho sottoscritto e sostenuto, condividendone le finalità e gli obiettivi dal momento che affronta un tema largamente sentito dagli imprenditori agricoli pugliesi e, in particolar modo, da quelli di tutta l’area murgiana che svolgono attività di allevamento dei cosiddetti “animali da reddito” (appartenenti, cioè, alle specie bovina, bufalina, equina, ovina, caprina e suina).

La proposta di legge (che ora passa in Consiglio per la sua trattazione e definitiva approvazione) prevede che, per tutelare la salute pubblica e garantire la sicurezza alimentare e la salvaguardia ambientale, la Regione Puglia sostenga finanziariamente gli allevatori nell’attività di smaltimento degli animali morti in azienda, anche al fine di monitorare le cause di mortalità e svolgere, in tal modo, un’attività di controllo epidemiologico e di prevenzione delle malattie.

Per consentire, pertanto, uno smaltimento conforme alla complessa normativa comunitaria e statale in materia, la Regione Puglia interverrà finanziariamente per sostenere i costi degli imprenditori agricoli nella raccolta, trasporto e distruzione, presso impianti di pretrattamento e di incenerimento autorizzati, delle carcasse degli animali.

L’aiuto riconosciuto dalla Regione Puglia, dispone la proposta di legge, arriverà a coprire fino al 100% dei costi sostenuti per la rimozione dei capi morti e fino al 75% per la distruzione degli stessi. La dotazione finanziaria attualmente prevista è di 200.000 euro e spetterà alla Giunta regionale, entro 60 giorni dall’approvazione della legge, indicare le forme e le modalità per la concreta attuazione di questa misura.

Si tratta di un intervento legislativo certamente molto utile e atteso che avevo già auspicato in commissione, nelle scorse settimane, nell’ambito della discussione sulla proposta di legge in materia di danni derivanti dalla fauna selvatica.

Con quanto previsto dalla proposta di legge approvata oggi in Commissione, infatti, si fornisce un aiuto concreto ed efficace alle aziende agricole pugliesi che svolgono un’attività importantissima per la nostra economia raggiungendo elevatissimi standard di qualità (penso, in particolare, alle eccellenze della nostra Murgia conosciute in tutta Italia e non solo), rappresentando, d’altro canto, un fondamentale presidio del territorio che, in tal modo, resiste a ogni forma di desertificazione.

Per questo è necessario fornire a queste realtà, che troppo spesso devono farsi carico da sole di sostenere il peso di adempimenti molto onerosi, tutto l’aiuto che meritano affinché possano condurre con profitto le loro attività nell’ambito di un comparto strategico per il nostro territorio e per la nostra economia.

In questo senso va certamente la proposta di legge approvata oggi in Commissione in materia di smaltimento delle carcasse di animali, che auspico possa ora approdare quanto prima in Consiglio per la sua definitiva approvazione.

 

[Nota disponibile anche da qui: http://www.consiglio.puglia.it/dettaglio/contenuto/59245/Smaltimento-carcasse-animali–Colonna–approvata-in-commissione-pdl-a-sostegno-comparto-strategico]

 

BANCA DEL SANGUE ALL’OSPEDALE DELLA MURGIA “F. PERINEI”, ISTITUITA UNITÀ DI MEDICINA TRASFUSIONALE E AVVIATA PROCEDURA DI SELEZIONE DEL DIRIGENTE RESPONSABILE.

Istituita ufficialmente l’Unità Operativa Semplice di Valenza Dipartimentale (U.O.S.V.D.) di Medicina Trasfusionale presso l’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei”.

È il contenuto della deliberazione n. 1056 del 5 giugno 2018 adottata dal Commissario straordinario della ASL Bari, Vito Montanaro (già Direttore generale dell’Azienda).

Si tratta di un provvedimento fondamentale, con il quale è data attuazione alle previsioni del Modello organizzativo della rete trasfusionale pugliese, adottato circa un anno fa dalla Giunta Regionale (deliberazione n. 900/2017), che ha sancito l’istituzione del Servizio presso l’Ospedale della Murgia e, con esso, di quella che usualmente viene indicata con l’espressione “Banca del Sangue”.

Si tratta di una struttura organizzativa in cui saranno impiegati medici trasfusionisti, tecnici di laboratorio e infermieri e che consentirà, ricordo, di trattare, conservare e disporre in sede del sangue necessario per trasfusioni, nonché di strutturare in via definitiva un polo di reclutamento con funzioni di ricerca dei donatori di midollo osseo, valutazione dell’idoneità, identificazione del donatore, prelievo ematico.

Inoltre, ieri, 14 giugno, è stato adottato e pubblicato un avviso interno, rivolto ai dirigenti medici in servizio presso il dipartimento immunotrasfusionale della ASL barese, per la individuazione del Responsabile della nuova Unità di Medicina Trasfusionale del “Perinei”.

Sono notizie estremamente positive che seguono, di qualche settimana, una lieve battuta d’arresto (di cui ho già dato conto) nella tabella di marcia per l’istituzione della Banca del Sangue al Perinei, in seguito alla richiesta di trasferimento di due medici trasfusionisti già assunti per tale incarico e all’impossibilità di assumerne altri attingendo ad una precedente graduatoria. A tale problema, ricordo, la ASL ha posto prontamente rimedio avviando una procedura di mobilità volontaria, tuttora in itinere.

Dunque, ancora un po’ di pazienza; qualche mese per la definizione di questa procedura e per l’attivazione del nuovo Servizio, un obiettivo lungamente perseguito, a cui ho dedicato particolare attenzione nell’ultimo anno e mezzo [da qui il mio ultimo aggiornamento], contando sul pieno supporto del Presidente Michele Emiliano. Un grande obiettivo, con servizi fondamentali a beneficio di tutto il territorio murgiano.

Ringrazio per il lavoro che stanno svolgendo, il Direttore generale della ASL di Bari, Vito Montanaro, il Direttore sanitario, Silvana Fornelli, e il Direttore del Dipartimento di “Medicina Trasfusionale”, Michele Scelsi.

 

 

 

ASSEGNI DI CURA A TUTTI I PAZIENTI IN CONDIZIONE DI GRAVISSIMA NON AUTOSUFFICIENZA DELLA ASL BARI: UN IMPEGNO MANTENUTO E UN GRANDE SFORZO DA PARTE DELLA REGIONE.

Con la pubblicazione avvenuta ieri della Deliberazione n. 1053 del 4 giugno 2018 a firma del Commissario Straordinario della ASL Bari, Vito Montanaro, sarà finalmente possibile procedere in tempi brevi alla liquidazione dell’assegno di cura in favore di tutti i 1.477 pazienti residenti nel barese che, all’esito delle valutazioni compiute, sono risultati ammessi al beneficio. Si potrà in questo modo garantire un sostegno economico indispensabile a disabili in condizione di gravissima non autosufficienza e alle loro famiglie.

Tutto questo è stato possibile grazie al significativo sforzo compiuto dalla Regione Puglia che, per il bando 2017, ai 18 milioni di euro stanziati dallo Stato per questa misura ha aggiunto prima 12 milioni e, successivamente, con la variazione di bilancio che votammo in Consiglio regionale il 22 maggio scorso, ulteriori 20 milioni. A questi 50 milioni di euro complessivi si sono aggiunte altre ingenti economie di spesa che, per la ASL BA, hanno consentito di garantire la copertura finanziaria degli assegni di cura a favore di tutti i pazienti che, a seguito delle valutazioni di carattere medico e socio-economico compiute, sono risultati ammessi al beneficio economico.

Si è mantenuta così fede ad un impegno pubblicamente assunto, alcune settimane fa, con i pazienti, i loro familiari e le associazioni, dal Presidente Michele Emiliano, che ringrazio.

Lo sforzo della Regione è stato enorme a fronte anche delle esigue risorse statali messe a disposizione, e così si è riusciti a scrivere questa ulteriore pagina di buona politica.

Ora auspico che, espletati in tempi celeri tutti gli adempimenti tecnici e amministrativi necessari, si possa passare quanto prima alla materiale erogazione del contributo ai beneficiari che attendono da tempo questo sostegno economico indispensabile e non più procrastinabile per far fronte a situazioni di gravissima disabilità e non autosufficienza.

Nel provvedimento è disponibile l’elenco dei beneficiari. Ciascun interessato può verificare la propria posizione. Da qui, il provvedimento in formato pdf.

 

GESTIONE DELLE ACQUE PIOVANE, IL COMUNE DI ALTAMURA SI CANDIDA AL BANDO REGIONALE.

Sono molto soddisfatto per la candidatura presentata alcuni giorni fa dal Comune di Altamura all’avviso regionale che ha destinato complessivamente 30 milioni di euro per finanziare la realizzazione di sistemi per la gestione delle acque pluviali nei comuni pugliesi.

Un’iniziativa davvero importante, che va nella direzione di adeguare la rete di trattamento delle acque esistente al quadro normativo vigente (testo unico “ambiente”, piano di assetto idrogeologico, piano di tutela delle acque, regolamento regionale n. 26/13) e di affrontare una questione molto sentita dai cittadini, ossia la necessità di captare, convogliare e raccogliere le acque piovane.

Un obiettivo fondamentale che risponde a una triplice esigenza:

  1. mettere in sicurezza il territorio, in particolare alcune zone della Città (come, ad esempio, Port’Alba, via Mura Megalitiche, via Cassano e Parco San Giuliano), evitando che le precipitazioni possano accentuarne la fragilità dovute alla conformazione geo-morfologica;
  2. evitare che, in occasione di piogge copiose (sempre più frequenti), le strade cittadine diventino “fiumi in piena”, in grado di mandare in tilt il traffico e di provocare allagamenti di scantinati, attività commerciali, box privati, con conseguenti danni e disagi per i cittadini;
  3. non disperdere un bene prezioso come l’acqua piovana, che può essere invece accumulata e destinata a fini irrigui, evitando così l’uso di acqua potabile, e consentendo notevoli risparmi per la collettività.

La proposta altamurana riguarda, in particolare, l’area a nord-est dell’abitato (tra via Bari, via Mura Megalitiche e via Cassano), una zona interessata dalla presenza di numerose cavità e ha lo scopo di alleggerire l’attuale collettore principale, presente su via Bari, e adeguare il recapito finale tramite la realizzazione, tra gli altri, dei seguenti interventi:

  • realizzazione di nuovo tronco di fogna bianca a servizio della zona est dell’abitato (lungo via Port’Alba) e adeguamento del recapito esistente;
  • regimentazione del recapito superficiale in via Le Fornaci con un tronco di fogna bianca in prosecuzione al tronco di Port’Alba;
  • realizzazione di un impianto di trattamento (in via Bari) e un nuovo recapito finale di fogna bianca esistente;
  • realizzazione di una nuova vasca di accumulo (in via Parigi, quartiere Parco San Giuliano), di volume pari a 350 metri cubi.

Per realizzare gli interventi previsti, il Comune ha richiesto alla Regione un finanziamento di 1.383.169 euro (quasi il massimo concedibile per singola proposta pari a 1,5 milioni). In caso di finanziamento, secondo il cronoprogramma indicato nella proposta, i lavori dovrebbero concludersi nel 2020.

Dunque, finalmente un’ottima iniziativa intrapresa, su questo tema, dal Comune di Altamura, ottimamente guidato dal Commissario prefettizio, dott. Vittorio Lapolla.

Dopo anni di insistenti ma vani appelli lanciati dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale assieme a Rosa Melodia alle varie amministrazioni succedutesi negli ultimi tredici anni, in occasione di diversi bandi regionali pubblicati per questo tipo di interventi, tocca constatare come ci voleva un Commissario prefettizio a fornire il giusto impulso e coordinare gli uffici competenti per tentare di cogliere questa importante opportunità per tutta la Città.

È la conferma del buon operato e della capacità di progettazione dimostrata dall’amministrazione durante la gestione commissariale, come anche dimostrato dalla tempestiva e efficace candidatura del Comune al bando per interventi di rimozione dell’amianto dagli edifici di proprietà privata, che consentirà di ottenere, a questo scopo, un contributo regionale pari a 70 mila euro (a cui si aggiungeranno circa 20 mila euro stanzianti dal Comune).

Ringrazio perciò il Commissario, con cui ho una proficua interlocuzione diretta a risolvere alcuni problemi irrisolti, e, per l’intenso e utile lavoro svolto, il personale del Settore “Lavori Pubblici” del Comune.

Mi auguro che la proposta presentata sia valutata positivamente ed ottenga un utile posizionamento in graduatoria, così da consentire la realizzazione di questi fondamentali interventi, i primi, per una porzione del territorio comunale, su un tema particolarmente importante e avvertito, quello della regimentazione e raccolta delle acque piovane, nella direzione di migliorare la qualità della vita dei cittadini altamurani.

Salta il Governo M5S-Lega… ma la Politica, come la vita, è responsabilità.

Che tenerezza per gli studenti universitari, quando vedo le tante condivisioni (soprattutto di esponenti politici e delle istituzioni) di poche righe di autorevoli manuali universitari di diritto costituzionale! Poche righe a fronte delle restanti 900 pagine che si ignorano o si fa finta di ignorare. Mi fanno venire alla mente la risposta fulminante del mio Maestro ad uno studente che chiedeva la possibilità di ridurre drasticamente lo studio delle centinaia di pagine del manuale di diritto privato: “è una sua scelta – disse – se ritiene giusto, può studiare una pagina sì e due no, faccia lei”. L’idea dell’Insieme, di un Ordinamento, di un Sistema, va a farsi benedire.

Alla radice, poi, la questione è che un Popolo, una Nazione, le Istituzioni, una Costituzione, non si difendono a chiacchiere, quando ci conviene o quando c’è da colpire un avversario politico.

Anche questa volta, si preferisce la guerriglia verbale e politica all’assunzione della responsabilità del Governo del Paese e dei problemi, che è faticosa, dura, con conseguenze in termini di ingratitudini, incomprensioni, perdite di consenso.

Anche questa volta si è cercato il pretesto.

O c’è qualcuno che davvero pensa che la “Resistenza del Piave” passi dalla nomina di un elegante professore ottantaduenne, dalla lunghissima carriera di incarichi e ruoli?

Se si vuol mettere in discussione – legittimamente, può essere condivisibile o meno, anche da parte di chi, in realtà, al di là della retorica di questi giorni, ha votato per l’introduzione nella nostra Costituzione, meno di sei anni fa, del principio di pareggio di bilancio (fiscal compact) – la nostra appartenenza all’Unione Europea o al sistema fiscale e monetario unico, perché non lo si è detto apertamente e onestamente in campagna elettorale? Perché non se ne è fatta oggetto di una proposta politica e di governo su cui chiamare gli elettori al voto? Perché nascondersi, camuffarsi, perché farsi il giro preelettorale rassicurante di agenzie e circoli internazionali, scuole economiche e cancellerie internazionali? Ecco, perché non dirlo prima?

La Politica, come la vita, è responsabilità. E invece qui si continua con il solito gioco al massacro: la perenne assoluzione di noi stessi, con l’attribuzione di responsabilità e colpe ad altri (al Presidente della Repubblica, all’Europa, a Berlino, ecc.).

In giro, solo spargimento di odio e paure. Argomenti, azioni e toni che sono in antitesi con l’idea di uno Stato democratico, di Istituzioni che sono di tutti, con l’idea di Comunità.

Stiamo scivolando nella guerra civile. E non ce ne accorgiamo. I danni li pagheremo tutti.