AL TORINO FILM FESTIVAL, IL DOCUMENTARIO “I GIORNI E LE OPERE” DEL REGISTA PUGLIESE FABRIZIO DONGIOVANNI, REALIZZATO NELL’AMBITO DELLA MISURA REGIONALE “LA PUGLIA PER MATERA 2019”.

Sono davvero felice (e soddisfatto) che il docufilm “I giorni e le opere” del regista gioiese Francesco Dongiovanni, sia stato selezionato per la 37^ edizione del Torino Film Festival, che si avvia domani, 22 novembre, per concludersi il 30.

Il lungometraggio è prodotto dalla cooperativa Murex di Gioia del Colle e rientra nel progetto “Monumenti Umani” [www.monumentiumani.it], che ha visto, oltre alla produzione del film-documentario di Dongiovanni, anche la realizzazione di percorsi tracciati da Filippo Tito di Ciclomurgia/4 cycling and trek, di un percorso fotografico a cura di Michela Frontino, di due narrazioni poetiche a cura di Marco Cardetta.

Il progetto “Monumenti Umani” è stato finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito della misura “La Puglia per Matera 2019”, elaborata dalla Sezione regionale “Economia della cultura”, diretta da Mauro Bruno, in attuazione di una disposizione inserita, su mia proposta, nella legge di bilancio regionale per il 2017 (art. 20, l.r. 30 dicembre 2016, n. 40, leggi qui).

L’iniziativa legislativa e l’avviso pubblico che ne è scaturito, ricordo, erano finalizzati a finanziare azioni innovative da parte operatori nei settori della cultura, del turismo, e dello spettacolo, orientate a definire in vista dell’appuntamento di Matera 2019 – Capitale europea della cultura, il posizionamento strategico in termini identitari, di immagine e di attrattività dei territori pugliesi limitrofi a quello della città lucana.

L’intento era quindi quello di animare, promuovere e valorizzare l’area della Murgia barese e tarantina situata al confine con la Basilicata e a ridosso di Matera, che comprende i territori dei comuni di Gravina, Altamura, Santeramo, Gioia del Colle, Castellaneta, Laterza e Ginosa.

Il film scritto e diretto da Francesco Dongiovanni sarà uno dei 149 lungometraggi (selezionati tra circa 4000 opere cinematografiche visionate) che saranno presentati al Torino Film Festival, e concorrerà nella sezione “Documentari Italiani”.

Racconta la vita quotidiana e il lavoro di un pastore e contadino, Peppino Maiullari, che vive e opera nei pressi della Masseria Jesce nel territorio di Altamura (situata lungo la strada per Laterza, antica stazione di posta romana lungo la via Appia, poi gràngia benedettina con annessa chiesa rupestre dedicata a San Michele Arcangelo, infine masseria fortificata) e conduce un’esistenza scandita dalle mansioni legate al lavoro nei campi con “il passo del cielo e del vento”, come recitano le note di accompagnamento del regista.

L’opera – forte solo della sequenza delle immagini (completamente spogliate di parole, dialoghi, commenti) e dei suoni ripresi dall’ambiente (restituiti senza effetti o ridondanze musicali) – è capace, a mio parere, di dare valore, restituendoli allo spettatore in forma essenziale e prima, ai tratti salienti della storia e del paesaggio della Murgia. Un territorio aspro, difficile, luogo per millenni di duro lavoro, di un’opera quotidiana dell’uomo, che ha inciso e lavorato la pietra, che ha trasformato i luoghi popolandoli di riferimenti fisici/identitari (muretti a secco, tratturi, sentieri, masserie e jazzi, tutti in pietra o incisi nella pietra), finendo così per definire e costruire un’architettura del paesaggio che rende unico questo territorio.

Da assistente alla regia, ha sostenuto e accompagnato la realizzazione dell’opera Donato Laborante, artista e cantastorie altamurano che negli ultimi anni, con l’Associazione Ferula Ferita, ha animato con numerose iniziative culturali e sociali la Masseria Jesce, un luogo denso di storia e arte, presso cui sono state girate alcune scene di questo documentario (come di altre produzioni cinematografiche, ad esempio, “Pinocchio” di Matteo Garrone).

La prima proiezione del film “I giorni e le opere” al TFF, alla presenza dell’Autore, è fissata per sabato 23 novembre, alle ore 17, presso il Cinema Massimo di Torino.

Auguro perciò a quest’opera, al regista, a quanti ci hanno lavorato, alla cooperativa produttrice, all’agenzia di distribuzione (“The Open Reel”), di conseguire i meritati riscontri in termini di apprezzamento da parte della giuria del festival e del pubblico che lo vedrà a Torino e, spero presto, anche in Puglia.

ENZO COLONNA
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Il trailer

“Days and Works” – Francesco Dongiovanni TRAILER from theopenreel on Vimeo.

DECRETO “SALVA PRECARI BIS”, GRANDE VITTORIA PER I DOCENTI PUGLIESI DEL PROGETTO “DIRITTI A SCUOLA” CHE POTRANNO PARTECIPARE AL CONCORSO STRAORDINARIO PER L’IMMISSIONE IN RUOLO.

[Nell’immagine, dal resoconto stenografico della Camera dei Deputati, l’emendamento approvato in Commissione]
Rappresenta un grande successo per la Puglia l’approvazione, ieri, alla Camera dei Deputati, da parte delle Commissioni riunite VII (“Cultura, scienza e istruzione”) e XI (“Lavoro pubblico e privato”), dell’emendamento al Decreto legge n. 126/2019 che consente anche ai tantissimi insegnanti precari pugliesi che hanno partecipato al progetto regionale “Diritti a Scuola” la partecipazione al concorso straordinario per l’immissione in ruolo di 24mila docenti precari di scuole secondarie di primo e secondo grado che abbiano svolto almeno tre anni di servizio [da qui, uno dei miei ultimi interventi sul tema]

Si tratta di un risultato molto significativo che è stato possibile conseguire anche grazie al grande lavoro svolto a livello istituzionale e alla mobilitazione degli insegnanti coinvolti che, in Puglia, ha portato lo scorso 5 novembre il Consiglio regionale ad approvare all’unanimità una mozione (di cui sono stato il primo firmatario) con la quale ci si impegnava ad un’azione corale – tra Presidente della Regione, Giunta, Parlamentari eletti in Puglia e forze politiche – al fine di evitare che si determinassero ingiustificate disparità di trattamento ai danni di tanti docenti pugliesi [da qui, il testo].

Il Decreto, infatti, nella sua formulazione originaria, penalizzava gravemente gli insegnanti pugliesi che hanno partecipato al progetto “Diritti a Scuola” (ribattezzato dall’anno scolastico 2018/2019 “Tutto a Scuola”) promosso dalla Regione e che prevede, da dieci anni, lo svolgimento di attività di contrasto alla dispersione scolastica, di recupero e potenziamento formativo degli studenti.

Questi insegnanti, stando a quanto previsto dal Decreto approvato inizialmente dal Governo, non avrebbero potuto partecipare al concorso straordinario dal momento che la tipologia di contratto dagli stessi sottoscritto (un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, invece del canonico contratto di lavoro a tempo determinato) impediva di vedersi riconosciute le attività prestate ai fini del raggiungimento del requisito indispensabile dei tre anni di servizio.

L’emendamento ora approvato, presentato in sede di conversione del Decreto da diversi parlamentari eletti in Puglia e appartenenti a tutte le forze politiche, consente di evitare questa ingiusta e iniqua disparità di trattamento.

Ringrazio i deputati che hanno consentito il raggiungimento di questo importante risultato, recependo le sollecitazioni contenute nella mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale e contribuendo, così, a scrivere una bella pagina di buona politica e di leale collaborazione tra diversi livelli istituzionali. Auspico, ora, l’approvazione definitiva di questa norma anche in Aula in modo da consentire a centinaia di insegnanti precari che hanno partecipato al progetto “Diritti a Scuola / Tutto a Scuola” e che ambiscono alla stabilizzazione, di partecipare al concorso straordinario.

Resta aperta una seconda questione che era stata sollevata con la mozione approvata in Consiglio e cioè quella riguardante i docenti che da anni svolgono la loro attività nelle scuole paritarie che, stando a quanto previsto nel Decreto approvato dal Governo nazionale, possono partecipare al concorso solo ai fini del conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento e non, come invece previsto per chi abbia svolto almeno tre anni di insegnamento nelle scuole statali, ai fini dell’immissione in ruolo, in violazione della equiparazione delle scuole paritarie a quelle statali sancita dalla Legge 10 marzo 2000, n. 62. Mi auguro che anche su questo si possa intervenire nel corso della discussione in Parlamento, in modo da superare questa seconda ingiusta disparità di trattamento.

ENZO COLONNA

ENERGIE RINNOVABILI, GRANDE ATTENZIONE NEL CORSO DI UN INCONTRO SVOLTOSI ALL’ENEA PER IL PACCHETTO DI NORME APPROVATE DALLA REGIONE PUGLIA.

Lo scorso 18 novembre si è svolto, presso l’Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), il primo incontro nazionale del progetto GECO (Green Energy COmmunity).

Il progetto GECO – finanziato dalla Climate-KIC e promosso dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile di Modena (AESS), dall’ENEA e dall’Università degli studi di Bologna, con la partecipazione di CAAB/FICO (Centro Agro Alimentare Bologna/Fabbrica Italiana Contadina) e dell’Agenzia locale di sviluppo Pilastro/Distretto Nord Est – ha preso avvio nel luglio 2019 con l’obiettivo di promuovere la generazione e l’autoconsumo delle energie rinnovabili nei quartieri di Pilastro e Roveri di Bologna attraverso la creazione di una comunità energetica locale con il coinvolgimento di abitanti, attività commerciali e imprese del territorio.

La riunione ha avuto lo scopo di far incontrare i principali attori del sistema distributivo energetico in modo da comprendere, dal punto di vista tecnologico, infrastrutturale, giuridico e socioeconomico, quali siano le condizioni e i termini per la migliore possibilità di sviluppo del quadro normativo nazionale e regionale alla luce delle recenti novità introdotte dal c.d. pacchetto “Energia Pulita per tutti gli Europei”.

All’incontro ho partecipato per la Regione Puglia, invitato ad illustrare i recenti interventi normativi regionali, una sorta di pacchetto “Energia Pulita per i Pugliesi”, costituito dalle leggi n. 34 del 23 luglio 2019 (“Norme in materia di promozione dell’utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare”, da qui una mia nota), n. 42 del 9 agosto 2019 (“Istituzione del Reddito energetico regionale”), n. 45 del 9 agosto 2019 (“Promozione dell’istituzione delle comunità energetiche”).

Il confronto – che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti di GSE (Gestore Servizi Elettrici), RSE (Ricerca sul Sistema Energetico S.p.A.), Regione Emilia Romagna, Regione Piemonte, oltre che, appunto, Regione Puglia e dei soggetti promotori del progetto GECO – è stato molto proficuo e ha segnato un punto di partenza, in particolare, per l’articolazione di un intervento pilota di modellazione e costruzione di una comunità energetica e per successivi approfondimenti sia su questioni tecniche e giuridiche connesse ai temi dell’autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche (su cui anche il legislatore nazionale è chiamato a pronunciarsi in sede di recepimento della Direttiva UE 2018/2001 del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’11 dicembre 2018 sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili), sia su profili di natura economica, sociale e sociologica, in ordine ai quali utili spunti possono trarsi dalle politiche e azioni che la Regione Puglia ha negli ultimi anni sviluppato in tema di processi di costruzione di comunità (su tutte, l’esperienza delle cooperative di comunità disciplinate dalla legge regionale 20 maggio 2014 n. 23).

La discussione ha fatto emergere un notevole interesse da parte degli intervenuti sul nuovo quadro normativo pugliese in materia di energia, segno che la Regione Puglia e il suo Consiglio hanno saputo bene e tempestivamente interpretare, negli ultimi anni, il nuovo corso che l’Unione Europea ha inteso intraprendere con le nuove direttive che incentivano l’energia prodotta da fonte rinnovabile e, in particolare, la generazione diffusa e l’autoconsumo collettivo, anche attraverso la creazione di comunità energetiche. Il “Pacchetto Energia Pulita” messo in campo dalla Puglia ha l’ambizione di dare risposta alle politiche promosse a livello internazionale e nazionale che mirano al contenimento delle emissioni di gas a effetto serra, anche alla luce degli ambiziosi obiettivi di crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili fissati dalle istituzioni comunitarie.

Ripensare il modello di sviluppo, orientandolo nel segno della ricerca applicata, dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità ambientale, della chiusura dei cicli produttivi, della condivisione di risorse e processi produttivi, rappresenta un’urgenza che deve essere avvertita a tutti i livelli di governo. In tal senso, l’incontro promosso da ENEA ha confermato che la Puglia è nelle condizioni di porsi all’avanguardia nell’ambito di questa strategia, sia a livello nazionale che europeo. L’auspicio è che anche nella nostra regione possano nascere comunità energetiche di cittadini per attuare le politiche di decarbonizzazione e contribuire alla riduzione dei gas climalteranti.

ENZO COLONNA

CONTRIBUTO REGIONALE ACQUISTO PARRUCCHE PER PAZIENTI ONCOLOGICI, DATI SIGNIFICATIVI NEI PRIMI DUE ANNI.

Sono estremamente significativi i dati relativi all’attuazione della misura della Regione Puglia finalizzata a concedere contributi sino a 300 euro per l’acquisto di parrucche a favore di pazienti oncologici che abbiano subito la perdita di capelli (alopecia) in conseguenza di trattamenti chemioterapici.

Si tratta, ricordo, di una misura prevista dalla legge regionale n. 8 del 2 maggio 2017, approvata all’unanimità dal Consiglio, al cui testo finale ho contribuito con alcuni miei emendamenti (leggi qui), e attuata grazie al deciso impulso dell’allora assessore, il compianto Totò Negro (v. qui).

Ebbene, in quasi due anni di operatività della misura (avviata nell’estate 2017) sono stati oltre 2100 i contributi sinora riconosciuti, di cui 1161 nel 2018 e circa 600 solo nel primo semestre del 2019.

Un dato che testimonia l’efficacia di questa iniziativa regionale che fornisce un concreto supporto ai pazienti soprattutto sotto il profilo psicologico e per il recupero della qualità della vita con specifico riguardo agli aspetti relazionali ed interpersonali.

Numeri che hanno richiesto un lavoro rilevante per cui ringrazio le Aziende sanitarie pugliesi e la Sezione “Inclusione sociale attiva e Innovazione delle reti sociali” della Regione.

Ringrazio altresì, per l’impegno sulla tematica, le associazioni di volontariato attive a livello territoriale; tra le esperienze più significative e limitandomi all’area murgiana, ricordo le associazioni “Una stanza per un sorriso” di Altamura, “Banca dei Capelli e oltre” di Acquaviva delle Fonti, “Un Angelo per Capello” di Santeramo in Colle.

Torno perciò a segnalare che la misura è sempre attiva ed è possibile presentare domanda, alla Azienda sanitaria di riferimento, per la concessione di un contributo sino a un massimo di 300 euro per l’acquisto di una parrucca.

Per l’anno in corso, le risorse disponibili ammontano a 300 mila euro.

Può beneficiare del contributo chi sia residente in Puglia, sia affetto da alopecia a seguito di terapia chemioterapica per patologie tumorali e abbia sostenuto la spesa per l’acquisto di parrucca, regolarmente quietanzata.

La procedura di presentazione delle domande per la selezione dei beneficiari è aperta (o a sportello) e dunque non presuppone la costituzione di una graduatoria, ma solo l’ammissione al beneficio che viene comunicata entro trenta giorni dalla presentazione della domanda ove sussistano i requisiti.

Le istanze dovranno essere presentate sulla base di un format di domanda unico regionale che è disponibile attraverso il Portale PugliaSalute (clicca qui) e i siti web delle ASL nonché delle Aziende Ospedaliere e degli IRCCS pubblici e privati del Servizio Sanitario Regionale. Alla domanda dovrà essere allegato il giustificativo di spesa regolarmente quietanzata.

Per quanto riguarda la ASL di Bari, il modello di domanda è scaricabile da qui.

Invito, infine, le Direzioni delle Aziende sanitarie pugliesi a rilanciare in termini informativi questa opportunità offerta dalla Regione e a darne massima diffusione, attraverso la pubblicazione di link o banner dedicati nelle home page dei rispettivi portali web, in modo da informare in modo più efficace i cittadini interessati.

ENZO COLONNA

VECCHIA DISCARICA IN CONTRADA “LE LAMIE”, AD ALTAMURA: LA SITUAZIONE E UN PO’ DI CHIAREZZA.

Le dichiarazioni misurate recentemente rese dal Direttore Generale di ARPA Puglia (Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale), Vito Bruno, nel corso di un servizio giornalistico del TG3 Puglia (disponibile qui) sulla discarica in contrada “Le Lamie” di Altamura, mi danno ora la possibilità di fare il punto rispetto ad una situazione che, nelle ultime settimane, è tornata prepotentemente alla ribalta mediatica, anche a causa delle inesattezze, delle imprecisioni, erronee ricostruzioni fatte circolare da più parti, anche da rappresentanti istituzionali che, al contrario, dovrebbero dimostrare maggiore senso di responsabilità e conoscenza di problematiche così complesse prima di assumere qualsiasi iniziativa o rilasciare improvvide dichiarazioni.

Dinanzi a questa fiera in cui in tanti si sono cimentati nel pericoloso gioco del “chi la spara più grossa”, comprendo benissimo e condivido le preoccupazioni dei cittadini che, alla fine, sono interessati al nocciolo della questione e vogliono sapere se quella discarica rappresenti, oggi, un pericolo in termini ambientali, se siano stati fatti controlli e verifiche e quali siano gli esiti, e chi sta facendo cosa, tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti, per venire a capo di questo problema.

Di queste preoccupazioni mi sono fatto interprete da tempo, ben prima che il caso emergesse con clamore.

Ecco, a questi interrogativi, procedendo per punti, proverò a fornire alcune risposte (inevitabilmente parziali, vista la complessità della vicenda e il lavoro ancora in corso):

  • Il sito su cui insisteva la discarica di Altamura (il cui esercizio si è chiuso nel 2008 e, pertanto, attualmente in fase “post-operativa”) è al centro da qualche mese, ben prima che scoppiasse il caso mediatico, di una significativa attività di analisi e di verifiche condotta dall’ARPA Puglia (da me sollecitata), anche in collaborazione con altri livelli istituzionali, come ha riferito ieri il Direttore Generale, Vito Bruno.
  • Il rispetto di basilari principi di riservatezza imponevano e impongono ancora, ha pure sottolineato il Direttore dell’ARPA, di non giungere a conclusioni prima che questa attività sia completata e ne siano comunicati ufficialmente gli esiti dagli organi competenti.
  • Ai sensi della legge regionale 3 ottobre 1986, n. 30 (poi confermata dalla legge regionale 14 maggio 2007, n. 17), la competenza in materia di discariche e, quindi, anche delle complesse procedure di chiusura delle stesse (previste dall’art. 12 del Decreto Legislativo 13 gennaio 2003, n. 36) è delle province e, pertanto, per quanto riguarda la discarica in località “Le Lamie”, della Città Metropolitana di Bari.
  • Stando a quanto prevede la legge, la manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica, nella fase post-operativa, devono essere assicurati dal soggetto gestore, fino a che l’ente territorialmente competente (la Città Metropolitana, come detto) non accerti che la discarica non comporta alcun rischio per la salute e per l’ambiente.
  • Una volta esaurita e cessata la fase di esercizio operativo durato, come è noto, oltre venti anni, la discarica è entrata nella cosiddetta fase di gestione post-operativa che contempla una serie di interventi e operazioni, ad esempio: rete di raccolta e smaltimento acque meteoriche; sistema di drenaggio del percolato; rete di captazione, adduzione, riutilizzo e combustione del biogas; capping (copertura) e sistema di impermeabilizzazione sulla superficie; pozzi e relativa attrezzatura di campionamento delle acque sotterranee; asportazione del percolato, garantendo il mantenimento dello stesso al minimo livello minimo; sistema di recinzione e cancelli di tutta l’area, ecc. … ovviamente il tutto accompagnato da controlli e manutenzione costanti per mantenere in buona efficienza tutto questo sistema.
  • Taluni di questi interventi (almeno quelli visibili ad occhio nudo) sembrano essere stati realizzati negli anni scorsi, ma il gravissimo problema che si è venuto a determinare per la discarica di Altamura è che il soggetto gestore, la Tradeco Srl, prima è entrata in crisi e poi è stata dichiarata fallita nel 2018.
  • Con il fallimento la gestione post-operativa della discarica, come di tutti gli altri beni della società, è passata in capo alla curatela fallimentare.
  • Tra crisi della società, fallimento e conseguente passaggio alla curatela, presumo che la gestione post-operativa della discarica probabilmente (ripeto, probabilmente, perché i controlli e le verifiche, li ho potuti sollecitare, ma non li faccio e non li ho fatti io e soprattutto non ne conosco gli esiti) abbia subito una battuta d’arresto, ad esempio con riferimento ad operazioni fondamentali che vanno effettuate periodicamente come la manutenzione generale del sistema di controllo e tenuta dell’impianto, l’asportazione e lo smaltimento del percolato, ecc..
  • A distanza di circa un anno dalla dichiarazione di fallimento, a metà settembre scorso, sulla base della relazione di un proprio consulente, da cui emergono i rilevanti costi necessari per realizzare alcuni interventi giudicati urgenti, la curatela fallimentare, che salvaguarda i creditori insoddisfatti, ha escluso la discarica dall’attivo della procedura concorsuale, restituendola alla società fallita senza che questa, sostanzialmente, possa porre in essere alcuna effettiva attività.
  • Il problema attuale, quindi, è che di fatto manca il soggetto giuridicamente deputato alla custodia e alla gestione del sito. Da due mesi, dunque, la situazione si è ulteriormente aggravata.

Alla luce di quanto ho provato qui a riassumere schematicamente, è urgente e non più differibile che la Città metropolitana (che, ripeto, è competente a chiudere definitivamente la discarica dopo la fase post-operativa) ponga in essere tutto quanto è nelle sue competenze e responsabilità per effettuare tutti i necessari interventi e le necessarie operazioni diretti a scongiurare rischi per la collettività e per l’ambiente e per assicurare la regolare prosecuzione della gestione post-operativa sino alla definitiva chiusura della discarica, verificando nell’immediato le garanzie cui era tenuto il soggetto gestore e la capienza degli accantonamenti per la fase di gestione post-operativa che lo stesso soggetto gestore deve aver appostato nel corso degli anni di esercizio della discarica.

La Regione Puglia, attraverso l’ARPA, sta facendo il suo, intanto, come già riferito, ponendo in essere da mesi, anche sulla base delle mie costanti sollecitazioni, una significativa attività di controllo e di verifica che è ancora in corso e che è stata intensificata alla luce dei recenti sviluppi, e le cui conclusioni bisogna necessariamente attendere.

Ora, pertanto, è tempo che ciascuno si assuma rapidamente le sue responsabilità e in questo senso auspico e sollecito un intervento deciso da parte della Città Metropolitana di Bari, supportata da tutte le altre istituzioni (Comune, Regione, Ministero) affinché porti a compimento le procedure amministrative di sua competenza.

Da parte mia, continuerò a fare la mia parte, con decisione e senza clamori, nonostante lo spettacolo disarmante messo in scena da quanti (figure istituzionali in primo luogo) insistono nel diffondere incautamente notizie a dir poco approssimative, fantasiose e ignoranti ricostruzioni della situazione, del problema e del quadro delle regole, delle funzioni e delle responsabilità, contribuendo così a creare un clima di sfiducia generalizzata, di sospetti, di deresponsabilizzazione, di rimpalli di responsabilità, che non è la migliore strada per la risoluzione di questo problema.

Altamura, 16 novembre 2019

ENZO COLONNA

#STUDIOINPUGLIAPERCHÉ: AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO DELLA REGIONE PUGLIA PER I GIOVANI STUDENTI PIÙ MERITEVOLI. SCADENZA, 6 DICEMBRE.

Al via la terza edizione del premio #studioinpugliaperché, l’iniziativa dell’Assessorato all’Istruzione della Regione Puglia, guidato dall’assessore Sebastiano Leo, finalizzata a incentivare il proseguimento della carriera di studi dei migliori giovani diplomati, laureati triennali e diplomati di I livello in istituzioni di alta formazione del territorio regionale.

Nel dettaglio l’iniziativa consiste in una selezione di elaborati prodotti da studenti che abbiano conseguito il massimo dei voti negli esami per il conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore, della laurea triennale o del diploma di accademia di primo livello (100/100 e lode per i diplomati; 110/110 e lode per i laureati triennali e i diplomati accademici di I livello) che per l’anno 2019/2020 risultano iscritti presso una istituzione di alta formazione con sede in Puglia, indipendentemente dall’anno di corso.

Sarà possibile inviare i propri elaborati inediti in tre distinte categorie: video, social, produzione letteraria.

A seguito di una votazione online e di una apposita valutazione svolta da una commissione di esperti nominata da ARTI, saranno assegnati 260 premi in denaro da 500 a 2000 euro, oltre a 2 premi speciali da 2000 euro ciascuno destinati rispettivamente a un ragazzo che dimostrerà di essere il miglior testimonial del sistema d’istruzione avendo particolari meriti di studio e a una ragazza che saprà spiegare perché una donna sceglie di studiare una materia scientifica in Puglia.

Ogni studente potrà inviare una sola proposta e le domande dovranno essere presentate tassativamente entro le ore 12.00 del 6 dicembre 2019.

Si tratta di una piccola ma significativa misura a sostegno dei giovani pugliesi più meritevoli affinché proseguano nel loro percorso di crescita e di formazione in Puglia, mettendo a disposizione del loro territorio le conoscenze e le competenze acquisite.

Per ogni ulteriore informazione e per scaricare il bando di partecipazione, la pagina web di riferimento è www.studioinpugliaperche.it 

Passate parola!

“I RAGAZZI DI PUGLIA IN VISITA AL CONSIGLIO REGIONALE”, APERTI I TERMINI PER LE RICHIESTE DI PARTECIPAZIONE. SCADENZA: 25 NOVEMBRE.

È stato pubblicato il bando “I ragazzi di Puglia in visita al Consiglio Regionale” per l’anno 2020.

Il progetto, promosso dal Consiglio regionale della Puglia e realizzato dalla Sezione Biblioteca e Comunicazione Istituzionale, è rivolto agli alunni degli Istituti scolastici pugliesi e ha il fine di promuovere la conoscenza dell’Istituzione e avvicinare i giovani alla politica.

Gli Istituti scolastici interessati devono inoltrare istanza non oltre il 25 novembre 2019 all’indirizzo mail: comunicazione@consiglio.puglia.it.

Possono essere candidate le classi IV e V della scuola primaria, le classi di scuola secondaria di I e di II grado.

È previsto, su esplicita richiesta, la possibilità di proseguire la visita, sempre gratuitamente e con costo a carico del Consiglio, presso la “Cittadella Mediterranea della Scienza” di Bari o il “Planetario” di Bari o presso la Teca del Mediterraneo, biblioteca del Consiglio regionale.

Il bando e il modello di domanda sono disponibili nel portale del Consiglio regionale, da qui.

Invito le Scuole del territorio a farsi avanti.

P.S.:
Nelle ultime due settimane ho accolto, in Consiglio, scolaresche, con le relative insegnanti, delle Scuole primarie Don Milani (in foto) e IV Novembre (ultima foto) di Altamura, che ne avevano fatto richiesta un anno fa. Non ho mai mancato questi appuntamenti (forse, uno solo) nei miei tre anni di esperienza in Consiglio regionale. Mi hanno sempre dato gioia e fiducia, quindi emozionato. I nostri bambini/ragazzi sono speranza!]

 

DOMANI, 15 NOVEMBRE ore 10.30, AD ALTAMURA (“STAZIONE DELL’INNOVAZIONE”) INCONTRO SULLE MISURE REGIONALI DI SOSTEGNO ALLE IMPRESE.

Gli strumenti di sostegno alla creazione e allo sviluppo d’impresa offerti dalla Regione Puglia saranno il tema centrale dell’evento “Live in Innovation” che si terrà domani, venerdì 15 novembre, a partire dalle ore 10.30 presso la “Stazione dell’Innovazione” di Altamura (ex stazione delle Ferrovie dello Stato) e che avrò il compito di coordinare.

Sarà un’importante occasione per passare in rassegna alcune specifiche misure dell’articolato ed efficace sistema di sostegno e di incentivazione messo in campo in questi anni dalla Regione Puglia per favorire la creazione e lo sviluppo di iniziative imprenditoriali, che si è tradotto in specifiche misure contemplate, a livello normativo, dal Regolamento regionale n. 17/2014.

Tra queste, in particolare, ricordo i PIA (programmi integrati di agevolazione), dedicati alle piccole e medie imprese, anche del settore turistico, e finalizzati ad agevolare la realizzazione di nuove unità produttive, l’ampliamento di quelle esistenti, e la diversificazione della produzione; oppure le agevolazioni previste dal “Titolo II” del predetto regolamento (per micro, piccole o medie imprese, anche nel settore turistico-alberghiero) o dal “Titolo VI” (fondo efficientamento energetico per imprese micro, piccole e medie); o ancora i Contratti di Programma, finalizzati a favorire lo sviluppo, il rafforzamento, la competitività e l’attrattività dei territori, promuovendo l’innovazione e l’occupazione.

Oltre a queste, vi sono le iniziative adottate per facilitare l’accesso al credito, come ad esempio le misure Microprestito (per microimprese, liberi professionisti ed associazioni tra professionisti) e il Fondo Minibond 2014-2020, che consente alle piccole e medie imprese pugliesi di finanziare i propri piani di investimento aziendale attraverso l’emissione di “minibond”, cioè di strumenti obbligazionari.

Tali misure, ciascuna oggetto di uno specifico avviso regionale, sono gestiti da Puglia Sviluppo, società in house della Regione, la cui mission è appunto quella di promuovere sviluppo economico e sociale realizzando attività di interesse pubblico.

L’incontro di domani è promosso e organizzato da ItemHub Factory, uno tra i 25 incubatori di imprese innovative (l’unico del territorio della Murgia) selezionati, ad esito di uno specifico avviso, per l’attuazione dell’intervento della Regione Puglia “Estrazione dei Talenti”.

All’evento parteciperanno Grazia D’Alonzo e Antonio De Vito (rispettivamente presidente del consiglio di amministrazione e direttore generale di Puglia Sviluppo spa), Gianna Elisa Berlingerio (dirigente della sezione regionale “Competitività e ricerca dei sistemi produttivi”) e Giuseppe Fiorino (presidente dell’Istituto di ricerca privato “Item Oxygen”, cui fa capo la Factory promotrice dell’iniziativa).

Invito, perciò, chiunque voglia avviare un percorso imprenditoriale o di sviluppo di impresa o sia comunque interessato a saperne di più su queste misure a partecipare all’incontro, registrandosi preliminarmente da qui.

ENZO COLONNA

 

“LUOGHI IDENTITARI DELLA PUGLIA”, SOTTOSCRITTI I DISCIPLINARI DEI PROGETTI PROPOSTI DALLE SCUOLE (TRA CUI IL CAGNAZZI).

Sono stati sottoscritti in mattinata i disciplinari tra la Regione Puglia e i Comuni del barese, del tarantino e della provincia BAT, ammessi al finanziamento nell’ambito della misura “Luoghi Identitari di Puglia”, l’iniziativa regionale indirizzata agli istituti scolastici pugliesi e finalizzata a incentivare la tutela attiva e la fruizione consapevole del patrimonio storico-artistico da parte dei più giovani.

Complessivamente, ricordo, sono stati finanziati 37 progetti, tutti quelli giudicati ammissibili a seguito della valutazione di merito [ne avevo scritto un paio di settimane fa qui].

In questi giorni si sta procedendo alla sottoscrizione, su base provinciale, dei disciplinari che regolano i rapporti tra gli enti, con particolare riferimento ai tempi di attuazione dei progetti.

In particolare, oggi, oltre ai Comuni della provincia di Taranto (2) e della BAT (2), è toccato ai 7 interventi selezionati nell’Area metropolitana di Bari che, ricordo, sono i seguenti:

  • Adelfia, proposto dall’I.C. “A. Moro – G. Falcone” e relativo alla Torre Normanna di Canneto;
  • Mola di Bari, proposto dall’I.I.S.S. “Da Vinci – Maiorana” e relativo all’Ipogeo delle Quattro Fontane;
  • Toritto, proposto dall’I.C. “S. Giovanni Bosco – A. Manzoni” e relativo al Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale in Piazza Moro;
  • Acquaviva delle Fonti (proposto da I.I.S.S. “Colamonico – Chiarulli” e relativo al Palazzo De Mari;
  • Altamura, proposto dal Liceo Statale “Cagnazzi” e relativo ad alcuni ambienti della struttura dell’ex Convitto Cagnazzi;
  • Noicattaro, proposto dall’I.C. “A. Gramsci – N. Pende” e relativo al Palazzo della Cultura – Galleria civica d’arte moderna e contemporanea;
  • Grumo Appula, proposto dall’IC “Devitofrancesco – Giovanni XXIII Binetto” e relativo all’Arco monumentale del campo sportivo del littorio.

Sono davvero contento per l’avvio di questi progetti, esiti di una bella misura regionale che ho seguito sin dall’inizio. Consentiranno di realizzare interventi significativi di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale pugliese, materiale e immateriale.

Per questo stamattina ho voluto partecipare al momento di sottoscrizione dei disciplinari per salutare gli amministratori locali presenti in rappresentanza degli enti locali coinvolti (v., alcuni, in foto).

In particolare, ho seguito le fasi di sottoscrizione (v. terza immagine) che hanno interessato il Comune di Altamura, rappresentato dal Sindaco Rosa Melodia (accompagnata dai tecnici del settore “opere pubbliche” Vincenzo Martimucci e Rosa Cirrottola che hanno curato gli adempimenti amministrativi della candidatura), beneficiario del finanziamento di 30.000 euro (il massimo previsto dalla misura regionale) per la realizzazione del bel progetto elaborato e proposto dal Liceo “Cagnazzi”, che prevede interventi finalizzati a valorizzare e a rendere fruibile una sezione dell’ex Convitto Cagnazzi con la realizzazione di un Museo/Laboratorio dedicato alla ricca e preziosa collezione dello storico laboratorio scientifico della scuola, circa 400 antichi strumenti scientifici, conservati nell’Istituto Cagnazzi fin dalla sua fondazione (fine del XVIII secolo).

Ringrazio quanti hanno reso possibile questo importante risultato, in particolare, il preside Biagio Clemente, il prof. Piero Castoro, gli uffici amministrativi del Liceo; i tecnici incaricati dalla scuola (gli architetti Michele Forte, Pasquale Gentile, Vincenzo Laterza e l’ing. Domenico Garripoli); l’Amministrazione comunale e i tecnici del Settore “opere pubbliche”. Ringrazio, infine, l’Assessore regionale Loredana Capone e tutto lo Staff della Sezione “Valorizzazione Territoriale” della Regione Puglia, diretta dalla dott.ssa Silvia Pellegrini, per il grande lavoro svolto su questa innovativa e interessante misura.

ENZO COLONNA

BENI CULTURALI E BENI COMUNI (COMUNITÀ, RELAZIONI, GESTIONE): DOMANI, 14/11, INCONTRO AD ALTAMURA

Beni culturali e Beni comuni saranno l’oggetto del dialogo tra figure istituzionali ed esperti di settore che coordinerò domani, 14 novembre, a partire dalle ore 18.30, presso l’Agorateca, la Biblioteca di Comunità della Scuola “Tommaso Fiore” di Altamura (via Stefano Lorusso, 1).

A confrontarsi sulla natura di questi beni, sulla loro regolamentazione e valorizzazione, su funzioni e forme di gestione, saranno Roberto Covolo (assessore alle politiche giovanili del Comune di Brindisi), Michele Cornacchia (assessore alle politiche giovanili del Comune di Altamura), Antonio Lombardo (funzionario della Sezione “Valorizzazione Territoriale” della Regione Puglia e responsabile delle sub azioni 6.7 del POR Puglia 2014/2020, “Interventi per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale”) e Marco Ranieri (consulente dell’Agenzia Regione per la Tecnologia e l’Innovazione ed esperto in materia di politiche giovanili).

Considero questo un tema di cruciale importanza per immaginare e praticare attorno ai beni culturali e a quelli pubblici nuovi modelli di progresso culturale ed economico, di welfare urbano e per attivare processi di costruzione di comunità.

Si tratta di una sfida difficile, ma entusiasmante, che coinvolge, in particolare, gli enti locali e, più in generale, le amministrazioni pubbliche chiamate a confrontarsi, da un lato, con la complessità e varietà delle procedure per l’affidamento e la gestione di questi beni (concessione, appalto di servizi, affidamento diretto, partenariato pubblico-privato, sponsorizzazioni, co-progettazione) che vanno individuate, di volta in volta, tenendo conto della specificità dei beni, della loro vocazione e della funzione sociale e collettiva che devono svolgere, e, dall’altro, con la necessità di offrire servizi alla comunità sviluppando progetti in grado anche di valorizzare il patrimonio pubblico immobiliare abbandonato o sottoutilizzato.

Dall’analisi e dalla conoscenza dell’aggiornato quadro normativo (in materia di beni culturali, terzo settore, appalti e servizi pubblici) e di alcune delle più significative esperienze già maturate sul tema, infatti, emerge con chiarezza come dalla gestione dei beni pubblici (culturali e no) si possano attivare, sui territori, percorsi innovativi e concreti in grado di generare positive ricadute in termini di crescita, materiale e immateriale, per le comunità di riferimento.

Da questo punto di vista, la Puglia ha sperimentato, nel corso degli ultimi anni, politiche e azioni del tutto originali e innovative, capaci di generare (partendo dalla riqualificazione, valorizzazione e gestione di beni culturali e spazi pubblici) processi di responsabilizzazione sociale, condivisione, partecipazione e cittadinanza attiva, legami e fiducia reciproca nella comunità e tra comunità e istituzioni, valore (sociale e culturale, prim’ancora che economico), senza trascurare le esigenze di salvaguardia della sostenibilità economica della gestione.

Su questo ci confronteremo nel corso dell’iniziativa di domani, in un dibattito a più voci che metterà a confronto amministratori locali (Roberto Covolo, Michele Cornacchia) con personalità che, nell’ambito della loro esperienza professionale o di impegno civico, si sono occupati o si occupano, con successo, di beni culturali e di beni comuni, in particolare di riuso collettivo di spazi pubblici abbandonati (lo stesso Covolo), di misure estremamente interessanti su questo stesso tema messe in campo a livello regionale come “Luoghi Comuni” (Marco Ranieri) oppure “Biblioteche di Comunità”, “Luoghi Identitari” e “Luoghi della Memoria” (Antonio Lombardo).

Sono certo che facendo incrociare sguardi che provengono da esperienze diverse, emergeranno spunti di riflessione interessanti che potranno rappresentare tracce lungo le quali muoversi, a partire dal nostro territorio (murgiano, altamurano) così ricco di beni di grande valore culturale, sociale, storico, archeologico, ambientale.

enzo colonna