SU IDROGENO, RINNOVABILI E DECARBONIZZAZIONE LA PUGLIA PUÒ ESSERE AVANGUARDIA IN EUROPA.

 

La Giunta regionale ha avviato il procedimento di revisione del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR). Poche settimane fa, ha adottato il documento di sintesi e programmazione preliminare, nonché il rapporto preliminare ambientale, e avviato la fase di consultazione per la Valutazione Ambientale Strategica.

Il documento riserva una particolare attenzione all’idrogeno come elemento per ridurre le emissioni di CO2 nei cicli produttivi e per stoccare e trasportare energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili (FER).

Con riferimento alle FER e in particolare alla fonte eolica, la bozza di piano si propone di incentivare l’ammodernamento degli impianti eolici nell’ottica di mitigare il cosiddetto “effetto selva” creato dalle torri eoliche mentre per il fotovoltaico prevede una riduzione dell’uso del suolo occupato in favore delle produzioni agricole.

La proposta di legge regionale di cui mi sono fatto promotore nei mesi scorsi (il cui iter riprenderà in commissione giovedì prossimo, 27 settembre, con l’audizione di una serie di soggetti del mondo economico, sociale e accademico) si rivela in linea con gli intendimenti del PEAR e rappresenta una normativa “di frontiera” in materia di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (per una rassegna sulla proposta, da qui).

Due sono, infatti, gli obiettivi:

  1. incoraggiare un’economia basata sulla chiusura dei cicli produttivi mediante la produzione di idrogeno da energia rinnovabile;
  2. favorire l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, prevedendo una disciplina dei procedimenti amministrativi che offra certezza regolamentare e semplificazione amministrativa, condizionata alla riduzione delle ripercussioni negative sull’ambiente.

A tale riguardo la proposta di legge: a) prevede la redazione del Piano Regionale dell’Idrogeno, la cui implementazione è auspicata dal PEAR; b) istituisce un osservatorio per monitorare l’efficacia delle politiche attivate; c) individua azioni mirate alla realizzazione di impianti cogenerativi alimentati ad idrogeno per la produzione di energia elettrica e calore al servizio di edifici pubblici e privati e di impianti di produzione e distribuzione di idrogeno; d) favorisce il rinnovo del parco rotabile, su gomma e su ferro, del servizio di trasporto pubblico con mezzi dotati di celle a combustibile alimentate ad idrogeno e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per gli autoveicoli alimentati ad idrogeno; e) sostiene la ricerca applicata sull’idrogeno come vettore energetico per la mobilità sostenibile e forma di accumulo di energia, favorendo partnership tra Università, centri di ricerca pubblici e privati; f) promuove la costituzione di comunità locali dell’energia per la produzione e generazione distribuita di energia elettrica sul territorio.

Superando le contraddizioni e criticità emerse negli anni dovute al susseguirsi confuso di disposizioni legislative e regolamentari, la seconda traccia della proposta legislativa punta a dotare la Puglia degli strumenti normativi necessari per affrontare il tema, ormai attuale e ineludibile, del “fine vita” degli impianti eolici e fotovoltaici, segnati dall’usura, dalla scadenza delle autorizzazioni e dalla conclusione del programma di incentivi.

In questo senso, la proposta di legge intende favorire:

  • l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti e la prosecuzione del loro esercizio, a condizione che gli interventi riducano il numero di aerogeneratori e la superficie occupata o, per gli impianti fotovoltaici, la superficie radiante, nonché prevedano misure di compensazione ambientale in favore dei comuni nei cui territori ricadono gli impianti;
  • le iniziative finalizzate alla delocalizzazione di impianti esistenti su terreni agricoli, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi, in aree industriali dismesse, cave esaurite, siti inquinati e siti di interesse nazionale (SIN).

La proposta di legge rappresenta, dunque, un’occasione concreta, che spero venga colta dal consiglio regionale, per attuare alcune delle proposte avanzate dal PEAR, favorendo un nuovo e aggiornato modello di sviluppo che collochi la Puglia all’avanguardia nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e nell’innovazione orientata alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

In tal modo, tra l’altro, la nostra regione si collocherebbe in perfetta sintonia, anzi anticipandoli, con gli indirizzi strategici in questa materia che, a livello europeo, sono finalizzati a consentire la decarbonizzazione dell’economia, puntando allo sviluppo dell’idrogeno come fonte di energia sostenibile. Pochi giorni fa – nell’ambito dell’incontro informale tra i Ministri dell’Energia dell’Unione Europea, svoltosi a Linz, in Austria, il 17 e il 18 settembre – è stato sottoscritto il documento “Hydrogen Initiative” contenente le politiche strategiche che l’UE intende adottare al fine di sostenere il progressivo abbandono delle fonti combustibili fossili e la loro sostituzione con l’idrogeno sostenibile.

In tal senso, la Puglia, anche con questa iniziativa legislativa, è in condizione di porsi all’avanguardia nell’ambito di questa strategia, sia a livello nazionale che europeo.

ENZO COLONNA

 

QUESTA È L’ACQUA, QUESTA È L’ACQUA! TROVARE LO STRAORDINARIO NELL’ORDINARIO.

Dal discorso di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon College, 21 maggio 2005 [da qui].

“La convinzione automatica e inconscia di essere il centro del mondo, e che i miei bisogni e i miei sentimenti prossimi sono ciò che determina le priorità del mondo intero.”

“Come evitare di passare la vostra confortevole, prosperosa, rispettabile vita adulta, come dei morti, incoscienti, schiavi delle vostre teste e della vostra solita configurazione di base per cui “in ogni momento” siete unicamente, completamente, imperiosamente soli.”

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Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”

《Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare … è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo. Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità. Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. …
Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure. Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti. Ma la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non è che siano cattive o peccaminose, è che sono inconsce. Sono la configurazione di base.
Sono forme di adorazione in cui scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivi su quello che volete vedere e su come lo valutate, senza essere mai pienamente consci di quello che state facendo.
E il cosiddetto “mondo reale” non vi scoraggerà dall’operare con la configurazione di base, poiché il cosiddetto “mondo reale” degli uomini e del denaro e del potere canticchia allegramente sul bordo di una pozza di paura e rabbia e frustrazione e desiderio e adorazione di sé. La cultura contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comodità e libertà personale. La libertà di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertà ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificani e poco attraenti.
Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito. …
La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua.”》

DUE AVVISI REGIONALI PER PICCOLI INTERVENTI SU OPERE PUBBLICHE O DI PUBBLICO INTERESSE.

Segnalo due avvisi della Regione Puglia per l’acquisizione di manifestazioni di interesse. Per entrambi è necessario inviare telematicamente l’istanza contenente la manifestazione di interesse entro la data di scadenza (19 ottobre 2018).

1) Contributi per la realizzazione e manutenzione di opere pubbliche o di pubblico interesse, destinato a Comuni e Province pugliesi.
Risorse complessive pari a 440mila; max 100 mila euro per ciascuna proposta.
Maggiori dettagli da qui.

2) Contributi per interventi di ripristino di opere pubbliche o di pubblico interesse danneggiate da calamità naturali.
È rivolto a comuni e province pugliesi, a soggetti privati istituiti per soddisfare specifiche finalità di interesse generale e a proprietari di immobili di valenza storica, culturale, religiosa e sociale ubicati nel territorio regionale.
Risorse complessive pari a 1milione e 700mila euro; max 200mila euro per ciascun intervento.
Maggiori dettagli da qui.

P.S.: limitandomi ad Altamura, la mia Città, con riferimento al primo dei due avvisi, che privilegia interventi urgenti di minori dimensioni caratterizzati dall’esigenza di scongiurare pericoli per l’incolumità in luoghi pubblici o aperti al pubblico, si potrebbe cogliere questa piccola opportunità, per il Comune di Altamura, per ottenere un finanziamento finalizzato al completamento dei lavori all’interno della palestra e degli spogliatoi della Scuola “Don Milani” (intonacatura, pitturazione, ecc., essendo intervenuto recentemente il Comune con lavori di sistemazione della copertura) o alla sistemazione degli spogliatoi e della sala stampa presso lo Stadio D’Angelo, magari recuperando la struttura, nella parte posteriore dell’impianto, ormai dismessa, un tempo destinata a spogliatoi.

BIBLIOTECA DI COMUNITÀ ALLA “TOMMASO FIORE” DI ALTAMURA: FIRMATO IL CONTRATTO CON IMPRESA AGGIUDICATARIA. TRA POCHI GIORNI IL VIA AI LAVORI. UN AMBIZIOSO PROGETTO PER LA CITTÀ, IN PARTICOLARE PER IL QUARTIERE CARPENTINO, FINANZIATO DALLA REGIONE.

Ancora un importante passo in avanti per la realizzazione di “Agorateca”, la Biblioteca di Comunità che sorgerà presto nel quartiere Carpentino di Altamura, presso l’Istituto Comprensivo “San Giovanni Bosco – Tommaso Fiore”, una bella e importante iniziativa che ho seguito sin dai suoi primi passi.

È stato sottoscritto ieri pomeriggio, infatti, il contratto di appalto con l’impresa che si è aggiudicata i lavori, a seguito di apposita procedura di gara svolta tramite il portale regionale EmPulia, gestito da InnovaPuglia in qualità di soggetto aggregatore e centrale unica di committenza.

[nelle foto, la firma del contratto, ieri pomeriggio, da parte della Dirigente scolastica Eufemia Patella e Domenico Tosto per la Tieffe Costruzioni, impresa aggiudicataria dei lavori]

Sono stati perfettamente rispettati, fino a questo momento, i tempi previsti nel cronoprogramma degli interventi e, ora, la ditta appaltatrice avrà 120 giorni di tempo per completare le opere. Nel frattempo, l’Istituto Comprensivo avvierà le procedure per l’acquisto di una cospicua dotazione di libri, dei supporti tecnologici e informatici e degli arredi necessari.

Sono molto contento per l’andamento di tutta questa complessa procedura che consentirà – grazie ad un finanziamento regionale di 1 milione di euro ottenuto nell’ambito del bando regionale “Community Library” in cui la proposta della scuola altamurana si è classificata al secondo posto tra le 170 candidature pervenute – di realizzare un progetto tanto ambizioso quanto concreto, elaborato direttamente dalla comunità scolastica in collaborazione con alcune associazioni del territorio.

Ricordo che “Community Library” è una delle quattro misure previste nell’ambito dell’innovativo programma SMART-IN (frutto del grande lavoro svolto dalla Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”), con il quale la Regione ha investito notevoli risorse per interventi di valorizzazione e di fruizione di beni e luoghi della cultura pugliesi, puntando soprattutto sul futuro e le energie dei nostri giovani.

Grazie a uno stanziamento complessivo di 120 milioni di euro saranno create o implementate, in tutta la Puglia, ben 111 biblioteche, luoghi di cultura, formazione, emancipazione, aggregazione, rigenerazione sociale e urbana, luoghi dove poter far crescere, a partire dai più giovani, quel senso di comunità indispensabile per la crescita di un territorio.

Il progetto “Agorateca”, ricordo, prevede la creazione di una biblioteca (cui si potrà accedere in modo indipendente dalla scuola) e di numerosi servizi rivolti non solo alla comunità scolastica ma anche a tutta la comunità cittadina, e, in particolare, ai residenti nel quartiere Carpentino.

Nello specifico è prevista la creazione di un’aula polifunzionale e di uno spazio dedicato ai bambini, con arredi e attrezzature ergonomiche adatte ai più piccoli. La sala lettura e consultazione, cuore delle attività di base della biblioteca, prevede 32 postazioni fisse, ognuna dotata di prese di corrente e tablet tecnologici per la ricerca testi. Inoltre ci saranno postazioni nel giardino d’inverno e nell’area all’aperto, una zona lettura all’esterno che, a seconda delle esigenze, potrà ospitare differenti attività, e l’orto urbano didattico a disposizione sia degli abitanti del quartiere che degli studenti dell’istituto stesso.

Per quanto riguarda le attività, oltre al servizio di consultazione e prestito libri, verranno organizzate presentazioni e incontri con autori, per favorire la promozione della lettura e tante altre iniziative e laboratori come: book crossing, corsi di grafica, corsi di storytelling digitale, laboratori per la produzione audio- video, laboratori linguistici, corsi di musica e di educazione all’ascolto, concerti, mostre, scambi giovanili e corsi di formazione europea, ortoterapia e attività di giardinaggio.

Ora, con l’affidamento dei lavori, l’obiettivo ambizioso della prima Biblioteca di Comunità ad Altamura è davvero a portata di mano e per questo è doveroso un plauso a tutta la comunità scolastica dell’Istituto “San Giovanni Bosco – Tommaso Fiore” (dirigente, docenti, genitori, alunni) e per tutti coloro che hanno profuso un significativo sforzo collettivo per raggiungere questo traguardo.

In particolare ringrazio nuovamente la dirigente (dott.ssa Eufemia Patella), i progettisti (gli architetti Giammarino Giacomobello, Silvia Losurdo e Rossana Tedesco), l’Associazione Link di Altamura, che ha elaborato la proposta gestionale dei servizi, in partnership con altre realtà territoriali come le associazioni “Le Tracce”, “Centro Studi Torre di Nebbia”, “Zabar”, “Granteatrino onlus”, “Circolo delle Formiche”, “Auxilium e Dintorni”, “Fasi di Luna” edizioni.

Ringrazio infine il Commissario prefettizio Vittorio Lapolla e il Servizio “Contratti a Appalti” del Comune di Altamura per il proficuo lavoro che hanno svolto nell’ambito della procedura di affidamento dei lavori che, a questo punto, partiranno a breve.

Manca davvero poco e, poi, dopo tanto lavoro, l’Agorateca” sarà realtà. Ne sono particolarmente felice.

[Per una ricostruzione di tutte le tappe dello sviluppo di questa idea progettuale, immagini, foto, documenti, clicca qui per l’ultima mia nota con alcuni link.]

 

PUBBLICATO L’AVVISO 2018 PER CONCORSI DI IDEE E DI PROGETTAZIONE. DALLA REGIONE CONTRIBUTI AGLI ENTI LOCALI CHE PUNTANO SU GIOVANI, QUALITÀ E BELLEZZA.

Nei giorni scorsi (bollettino ufficiale n. 118 del 13 settembre 2018), è stato pubblicato l’avviso regionale finalizzato all’erogazione di contributi a copertura parziale delle spese per l’espletamento di concorsi di idee e di progettazione banditi da enti locali pugliesi.

Anche quest’anno, la Regione continua così a dare attuazione a una disposizione inserita, su mia proposta, nella legge regionale di stabilità per il 2017 (art. 23, l. r. n. 40/2016), che ha impegnato a questo fine specifiche risorse del bilancio autonomo regionale per il triennio 2017/2019.

Tale norma, ricordo, intendeva a sua volta dare concreta attuazione all’articolo 9 della legge regionale n. 14 del 2008 (“Misure a sostegno della qualità delle opere di architettura e di trasformazione del territorio”). Una legge che considera di specifico e pubblico interesse il valore architettonico di opere e interventi di trasformazione del territorio, così da assicurare qualità dell’ambiente urbano e rurale, incentivando progettazioni di qualità, eco-sostenibili, partecipate.

Due, alla base, i motivi ispiratori del mio intervento nella legge di bilancio:

1) rilanciare il tema della bellezza, nelle sue diverse declinazioni culturali e sociali, un obiettivo imprescindibile e una chiave fondamentale per ritrovare idee e forza necessarie per guardare con ottimismo al futuro. Cultura e bellezza sono gli elementi necessari di ogni trasformazione del nostro territorio e sono le possibili leve su cui costruire il nostro sviluppo, perché in esse si racchiudono il meglio della nostra identità e della nostra storia, e al contempo una chiave per immaginare un altro futuro.

2) La necessità di muovere intelligenze, sensibilità e attenzioni, nonché di orientare gli investimenti, intorno a un’idea di paesaggio/comunità, sintesi di beni ambientali, storici, architettonici e artistici, di beni materiali e immateriali, di ricerca, innovazione e di sapere artigiano, di esperienza, cultura e nuove energie. In tal senso, la norma regionale di riferimento ed ora la sua attuazione punta a favorire il coinvolgimento e il contributo di idee innovative da parte dei giovani professionisti.

Alcune informazioni sull’avviso recentemente pubblicato.

Al fine di ottenere il finanziamento previsto, il concorso deve essere finalizzato alla realizzazione di un’opera pubblica significativa dal punto di vista della qualità architettonica, urbana e paesaggistica.

Le proposte di concorso potranno riguardare:

  • progetti di riqualificazione e architettura dei paesaggi urbani di transizione tra città e campagna attraverso la ridefinizione dei margini urbani e dei confini dell’urbanizzazione, la riprogettazione degli spazi pubblici e delle attrezzature collettive, la riqualificazione degli spazi aperti degradati, la creazione di green belt, parchi di cintura, forestazioni periurbane, realizzazione di corridoi ecologici, la rigenerazione dei tessuti urbani e la loro integrazione con il paesaggio agricolo, il recupero dell’edilizia rurale periurbana, progetti di riqualificazione dei viali storici di accesso ai centri urbani;
  • progetti che mirino a potenziare la Rete Ecologica Regionale intervenendo su corridoi fluviali a naturalità diffusa, residuale o ad elevata antropizzazione, corsi d’acqua episodici;
  • progetti che mirino a tutelare e salvaguardare le aree di pregio naturalistico e paesaggistico presenti lungo la costa o a riqualificare paesaggi costieri di recente formazione, anche occupati da insediamenti o piattaforme a prevalente specializzazione residenziale turistico-ricettiva;
  • progetti per la riqualificazione ecologica e paesaggistica di aree produttive, con particolare attenzione al risparmio energetico, agli equilibri idrogeologici, alla ripermeabilizzazione e rinverdimento delle superfici artificiali, alla minimizzazione dell’impatto acustico.

L’avviso regionale mette a disposizione complessivamente 150 mila euro. Ciascuna proposta potrà beneficiare di un contributo massimo pari a 50 mila euro e dovrà necessariamente prevedere una quota di cofinanziamento a carico dell’amministrazione proponente.

Le proposte saranno valutate sulla base dei seguenti criteri:

  • coerenza di strategia e obiettivi dell’intervento con le finalità della l.r. 14/2008;
  • recupero di opere di architettura o di spazi pubblici di particolare pregio architettonico;
  • rigenerazione di contesti urbani periferici e marginali inseriti in documenti programmatici per la rigenerazione urbana;
  • coinvolgimento dei cittadini nella scelta della proposta progettuale da presentare;
  • concorsi di progettazione in due fasi;
  • caratteristiche di innovazione e di riproducibilità tali da assumere la funzione di progetto pilota;
  • premialità per i comuni con popolazione inferiore a 15 mila abitanti.

Le candidature dovranno pervenire entro le ore 12,00 del novantesimo giorno dalla pubblicazione del avviso, dunque entro le ore 12 del 12 dicembre 2018.

Auspico che anche per questa edizione, come è avvenuto nella precedente, le amministrazioni locali pugliesi sappiano cogliere questa significativa opportunità, utile a promuovere uno strumento, come quello dei concorsi di idee e di progettazione, in grado di stimolare progettazioni partecipate e valorizzare le capacità di tanti professionisti, specie di giovani.

 

PUBBLICATI ALTRI BANDI DI CONCORSO DELLA ASL DI BARI PER DIRIGENTI MEDICI IN DIVERSE DISCIPLINE. SPERO PRESTO POTENZIATO IL PERSONALE DELL’OSPEDALE DELLA MURGIA.

Pochi giorni fa sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale i bandi di concorso della ASL di Bari per l’assunzione di undici dirigenti medici di varie specializzazioni.

In particolare i bandi riguardano: quattro posti per la disciplina di anestesia e rianimazione; due posti per medicina interna; un posto di medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza; quattro posti per ortopedia e traumatologia.

In tal modo prosegue il percorso messo in campo negli ultimi tempi dalla Regione per rendere sempre più efficace e tempestivo il sistema sanitario pugliese, dotandolo delle risorse umane e professionali necessarie a corrispondere ai bisogni di tutela della salute dei cittadini.

Con i bandi pubblicati nei giorni scorsi (per ogni ulteriore informazione si veda qui), cui bisogna aggiungere quelli già pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio scorso, per altri trentadue dirigenti medici e quelli in attesa di pubblicazione per ulteriori dieci posti (tre di otorinolaringoiatria, tre di urologia, uno di malattie dell’apparato respiratorio e tre di psichiatria), si potranno acquisire professionalità destinate a soddisfare le esigenze di personale per numerose strutture operative della ASL di Bari.

In tal modo, infatti, si avvia a compimento il consistente programma di assunzioni di medici specialisti deliberato a maggio dalla medesima ASL di Bari e finalizzato a fornire una risposta alle criticità in cui versano molteplici ospedali del territorio.

Ora, grazie agli sforzi compiuti negli ultimi anni dalla Regione nel riorganizzare complessivamente l’offerta sanitaria sul territorio, è possibile superare la paralisi nel reclutamento di nuovo personale, determinato da tagli e limiti imposti dal governo statale, che ha prodotto da oltre un decennio enormi disagi, consentendo con queste nuove assunzioni un miglioramento complessivo dei servizi offerti ai cittadini.

A questi bandi, infatti, occorre aggiungere altre iniziative in corso, come, ad esempio, il concorso unico regionale bandito dall’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti” di Foggia per l’assunzione di 2445 Operatori Socio-Sanitari, l’avviso riservato alle categorie protette e bandito sempre dagli “Ospedali Riuniti” di Foggia per 48 collaboratori sanitari, l’assunzione di 246 infermieri già deliberata dal Direttore Generale della ASL di Bari nei giorni scorsi e la progressiva stabilizzazione del personale precario della sanità che riguarda tutta la Puglia (di queste procedure avevo scritto alcuni giorni fa, da qui).

In tal modo è possibile avere un quadro evidente di quel “nuovo corso” per la sanità pugliese che questo governo regionale sta mettendo in campo, tra mille difficoltà e dopo i sacrifici anche dolorosi compiuti nei mesi scorsi. Presto, con queste nuove assunzioni e con i benefici che inevitabilmente riguarderanno tutto il sistema sanitario, anche i cittadini avranno la percezione concreta di un miglioramento complessivo dell’offerta sanitaria sui territori.

Per quanto riguarda il territorio murgiano, con le diverse procedure in corso sarà possibile far fronte, mi auguro nel modo più esauriente possibile, alle esigenze dell’Ospedale della Murgia “Fabio Perinei” che presenta ancora pesanti carenze nella pianta organica sia per quanto riguarda dirigenti medici di diverse specializzazioni (quali anestesia, oculistica, otorino-laringoiatria, chirurgia, pediatria), sia per quanto riguarda la necessità di potenziare il personale infermieristico e tecnico.

Auspico, inoltre, e torno a sollecitare come già fatto in passato, la rapida conclusione delle procedure finalizzate alla individuazione dei primari per diversi reparti (quali cardiologia, chirurgia, urologia, ginecologia-ostetricia) la cui guida è da tempo affidata a reggenti con inevitabili limiti in termini di stabilità, organizzazione e programmazione.

Mi auguro che anche su questo si possano presto avere le risposte attese da tempo.

 

AIUTI “DE MINIMIS”, BENE IL PARERE FAVOREVOLE DELLA IV COMMISSIONE SU ESTENSIONE DEI BENEFICI A LIBERI PROFESSIONISTI, AZIENDE IN CRISI ED EDITORIA.

È certamente una buona notizia il parere favorevole espresso ieri dalla IV Commissione consiliare alle modifiche apportate dalla Giunta regionale (deliberazione n. 1461 del 2 agosto 2018) – su proposta del Presidente Emiliano, di concerto con l’Assessore alla Formazione Sebastiano Leo e con l’Assessore allo Sviluppo Economico Antonio Nunziante – al Regolamento regionale n. 15 del 1° agosto 2014 in materia di concessione di aiuti di importanza minore alle piccole e medie imprese (cosiddetto regime “de minimis”).

In particolare, prendendo atto di disposizioni nazionali e comunitarie introdotte successivamente all’adozione del regolamento regionale del 2014, la Giunta ha provveduto ora ad adeguarlo al quadro normativo esistente, operando alcune importanti modifiche e integrazioni.

Segnalo le principali.

  1. Ai fini della concessione di aiuti regionali, alle microimprese, piccole e medie imprese sono stati equiparati i liberi professionisti, che potranno, così, accedere anche alle agevolazioni e agli aiuti concessi dalla Regione; si pensi, in particolare, agli interventi regionali in materia di formazione.
  2. Ammesse a beneficiare di agevolazioni e aiuti anche le imprese in crisi, purché dimostrino di aver avviato processi di riqualificazione e di rilancio industriale.
  3. Sono stati ammessi aiuti alla formazione fino al 100% della spesa sostenuta dal beneficiario, entro il massimale di 200 mila euro per triennio per impresa.
  4. Estesi gli aiuti a tutti i servizi riguardanti innovazione, internazionalizzazione, ambiente, responsabilità sociale ed etica, e non più solo ai servizi di consulenza.
  5. Prevista, altresì, la possibilità di utilizzare l’aiuto concesso non solo per investimenti in conto capitale finalizzati all’acquisto di impianti, ma anche in conto esercizio per la copertura dei costi di gestione.
  6. Infine, in una materia su cui ci si è a lungo confrontati in Consiglio regionale, sono stati espressamente contemplati, tra gli aiuti ammissibili al funzionamento e ai costi operativi, quelli destinati alle iniziative a favore di imprese iscritte nel Registro degli Operatori della Comunicazione (ROC) – Sezione Puglia. Una previsione, questa, che dà ora la possibilità di procedere alla piena attuazione della legge regionale n. 3 del 7 febbraio 2018 (“Disposizioni per la promozione e il sostegno pubblico al pluralismo e all’innovazione dell’informazione e della comunicazione regionale“), che, ricordo, prevede diversi interventi finalizzati a sostenere l’innovazione tecnologica delle imprese del comparto editoria, il miglioramento della diffusione della stampa periodica e locale in ambito regionale (con particolare riferimento alle zone a più difficile accessibilità), la produzione e la diffusione di notiziari radiotelevisivi su base locale, nonché la produzione di programmi dedicati ai minori e al pubblico giovanile e, inoltre, a favorire l’assunzione e la stabilizzazione di giornalisti, tecnici e operatori, oltre che iniziative volte a formare e qualificare professionalmente tutti i lavoratori del settore.

Si tratta, dunque, di interventi che consentono di ampliare la platea dei beneficiari di agevolazioni, includendo quanti, come appunto i liberi professionisti e le aziende in crisi, ne erano prima ingiustamente esclusi. In tal modo, anche questi soggetti potranno accedere, ad esempio, alle misure messe in campo dalla Regione Puglia in questi anni, soprattutto grazie al grande lavoro dell’Assessore alla Formazione Sebastiano Leo e della rispettiva struttura regionale, in materia di percorsi di formazione, tra cui ricordo “Pass Imprese” o “Piani Formativi Aziendali”.

ENZO COLONNA

“BANCA DELLA TERRA DI PUGLIA”: VIA LIBERA IN COMMISSIONE AL REGOLAMENTO ATTUATIVO DELLA LEGGE REGIONALE.

In IV Commissione Consiliare, presieduta dal collega Donato Pentassuglia, abbiamo espresso oggi parere favorevole, all’unanimità, sul regolamento adottato nelle scorse settimane dalla Giunta regionale finalizzato a dare compiuta attuazione alla legge regionale n. 15/2017 che, apportando radicali modifiche e integrazioni ad una precedente legge regionale (n. 26 del 2014), istituisce la “Banca della Terra di Puglia” [il testo del regolamento è disponibile da qui].

Ricordo che la legge regionale è stata il frutto di un lavoro congiunto svolto nei mesi scorsi da me assieme al collega Cristian Casili, entrambi sottoscrittori della iniziale proposta, ed è stata poi arricchita grazie al contributo dei colleghi consiglieri, dell’assessore regionale all’agricoltura, Leo Di Gioia, delle strutture regionali nonché delle associazioni di categoria del mondo agricolo [rinvio, da qui, alla mia nota diffusa dopo l’approvazione della legge da parte del consiglio regionale, all’unanimità].

Gli aspetti peculiari possono essere così sinteticamente ricordati:

  • vengono definite puntualmente le procedure per il censimento delle terre incolte e abbandonate, pubbliche e private, e dei fabbricati rurali insistenti da parte dei Comuni.
  • È stato disciplinato il meccanismo di censimento e inserimento nella “Banca della Terra di Puglia” anche dei beni di proprietà pubblica in modo da coordinare e uniformare i criteri e le procedure di assegnazione, assicurando, come per quelli di proprietà privata, il rispetto di procedure di evidenza pubblica e prevedendo l’aggiornamento annuale degli elenchi dei terreni concedibili.
  • Sono dettagliate le procedure di assegnazione con la definizione di ruoli e compiti di Comuni e Regione e conferendo maggiore efficacia agli strumenti operativi e una più ampia visibilità, attraverso la “Banca della Terra di Puglia”, all’elenco dei terreni incolti e abbandonati pugliesi.
  • Gli elenchi informatici dei beni iscritti nella “Banca della Terra di Puglia” saranno accessibili al pubblico e integrati con il Sistema Informativo Territoriale della Regione Puglia (SIT) e con il Sistema Informativo Agricolo della Regione Puglia (SIARP).
  • L’assegnazione dei terreni iscritti nella “Banca della Terra di Puglia” potrà avvenire su base volontaria, a seguito di espressa adesione al programma da parte del proprietario del terreno.
  • Per quanto riguarda le terre incolte o abbandonate di proprietà privata per le quali non si sia acquisita la disponibilità del proprietario è previsto che si favorisca l’incontro tra domanda e offerta (quindi, tra chi voglia coltivare i terreni e i relativi proprietari), demandando alla contrattazione tra le parti la stipulazione delle condizioni di utilizzo.
  • Sono disciplinati, infine, i criteri di valutazione da seguire in presenza di più domande di assegnazione del medesimo bene. In particolare, nella graduatoria saranno preferite le istanze di soggetti residenti nel comune ove è situato il bene, quelle proposte da disoccupati, quelle che presentino un piano di coltivazione di qualità (con il ricorso, ad esempio, a tecniche di agricoltura biologica o a varietà locali o tradizionali) e quelle presentate da giovani al primo insediamento.

Con il parere positivo espresso in Commissione, il regolamento attuativo passa ora nuovamente alla Giunta per la sua approvazione definitiva. In tal modo sarà possibile dare applicazione ad una disciplina finalizzata a consentire l’accesso all’agricoltura (in particolare, di giovani e disoccupati) e a contrastare l’abbandono e il consumo di suolo agricolo su tutto il territorio regionale.

Come è noto, negli ultimi anni si sta registrando un significativo interesse da parte soprattutto dei giovani per l’agricoltura che, da sempre e nonostante le tante difficoltà che attraversa, rappresenta certamente uno dei settori trainanti della nostra economia.

Il regolamento approvato in commissione si compone di 13 articoli e disciplina: le norme tecniche per l’effettuazione del censimento, da parte dei Comuni, dei terreni incolti o abbandonati; le procedure per l’inserimento nella “Banca della Terra di Puglia” e per la loro assegnazione a seguito di apposita procedura ad evidenza pubblica; i criteri per la redazione e l’approvazione del piano di coltivazione da parte degli interessati al’assegnazione delle terre, le modalità di determinazione del canone dovuto ai proprietari (pubblici o privati) dei terreni assegnati, quelle per il controllo e la disciplina della revoca dell’assegnazione.

In particolare, entro sei mesi dall’entrata in vigore del regolamento la Regione dovrà individuare i terreni agricoli di sua proprietà idonei ad essere assegnati (in concessione, locazione o comodato) a chiunque voglia svolgervi attività agricola. Allo stesso modo i Comuni dovranno censire i loro terreni incolti e abbandonati (appartenenti al proprio patrimonio o di proprietà privata) e trasmettere i relativi elenchi, entro il 30 settembre dell’anno successivo all’entrata in vigore del regolamento, al Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia per l’inserimento nella “Banca della Terra”.

Inoltre i Comuni, entro 180 giorni dall’entrata in vigore del Regolamento e, poi, con cadenza annuale, dovranno pubblicare sui rispettivi siti web e sull’albo pretorio un avviso pubblico rivolto ai proprietari privati che siano interessati ad iscrivere i loro terreni (anche se non abbandonati) nella “Banca della Terra” in modo che possano essere assegnati a chiunque voglia svolgervi attività agricola. Dopo i successivi 60 giorni, in cui i privati possono far pervenire istanza di inserimento o cancellazione dei propri terreni, i Comuni dovranno approvare gli elenchi e trasmetterli al Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia.

Entro 30 giorni dalla ricezione degli elenchi, poi, la Regione provvede a inserire i terreni nella Banca della Terra, dandone adeguata pubblicità.

I Comuni, d’altro canto, entro il 30 settembre di ogni anno, provvedono all’eventuale aggiornamento dei relativi elenchi, comunicandoli al medesimo dipartimento regionale.

Ringrazio, per il puntuale lavoro svolto nella redazione e approvazione del regolamento, il Presidente Emiliano, l’Assessore Leo Di Gioia, il Direttore del Dipartimento Agricoltura, prof. Gianluca Nardone, il Dirigente, dott. Luigi Trotta, e lo Staff della Sezione regionale “Competitività delle filiere agroalimentari”.

ENZO COLONNA

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA DI ALTAMURA, BARI E CAPURSO, DAL MIUR INDICAZIONI OPERATIVE PER LA LORO REALIZZAZIONE.

UN IMPORTANTE PASSO IN AVANTI PER IL POLO NEL QUARTIERE TRENTACAPILLI DI ALTAMURA. ORA TOCCA AL COMUNE. FORZA, DIAMOCI DA FARE.

Importante passo in avanti per la realizzazione dei Poli innovativi per l’infanzia a Bari, Altamura e Capurso, i tre comuni selezionati dalla Regione Puglia a seguito di un tempestivo e puntuale lavoro definito agli inizi di quest’anno e svolto dall’Assessorato all’Istruzione della Regione, guidato da Sebastiano Leo, e, in particolare, dalla Sezione “Istruzione e Università”, diretta dall’arch. Maria Raffaella Lamacchia.

Martedì scorso, presso il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca si è tenuto un incontro tra i responsabili ministeriali della misura e rappresentanti dei comuni selezionati dalle regioni italiane al fine di definire i prossimi necessari passaggi.

Per quanto riguarda Altamura ricordo che il progetto prevede la realizzazione del Polo per l’infanzia in un’area comunale di circa 5 mila metri quadrati nel quartiere Trentacapilli, per un importo stimato in 4 milioni e 150 mila euro.

L’intervento contempla la realizzazione di aule scolastiche per l’infanzia, nido e micronido, sezioni primavera, oltre a strutture destinate ad offrire servizi educativi e ricreativi non solo per i bambini residenti nel quartiere ma anche per quelli dell’intero territorio comunale (per ulteriori dettagli rimando ad uno dei miei numerosi interventi sul tema, da qui).

In particolare saranno realizzate:

  • sette sezioni/aule destinate alle attività scolastiche per circa 170 bambini;
  • strutture per attività extrascolastiche (quali palestra, laboratori tematici, parco giochi, piscina, auditorium, biblioteca, orto botanico, area verde, teatro all’aperto, laboratorio di manualità e creatività, servizio di ascolto e counseling per bambini e famiglie, ludoteca, ecc.) per un bacino di utenza stimato in circa 1000 bambini.

La selezione di Altamura, da parte della Regione, tra i tre Poli per l’infanzia assegnati alla Puglia, per cui il ministero aveva messo a disposizione 9 milioni e 680 mila euro è stato uno straordinario risultato, frutto di un intenso lavoro, di una efficace sinergia tra comune e regione, accompagnata da una grande mobilitazione dei residenti del quartiere a sostegno di questa candidatura che avevo proposto e sollecitato sin dalla pubblicazione del bando regionale. A questo scopo, tra l’altro, in più occasioni ci siamo riuniti con i residenti presso la Parrocchia Redentore guidata da don Nunzio Falcicchio al fine di definire meglio i contorni del progetto da presentare raccogliendo le istanze provenienti dagli abitanti del quartiere.

Nel corso della riunione svoltasi martedì è emersa dal ministero una importante novità. Oltre a dover deliberare la cessione delle aree all’INAIL (che finanzia tutto il programma e poi, a regime, percepirà i canoni di locazione dal ministero), saranno i comuni ad occuparsi della progettazione esecutiva degli interventi e non più, come inizialmente previsto, il ministero con un concorso nazionale di progettazione.

Questa novità se, per un verso, semplifica e può consentire di ridurre i tempi (visto che non si dovranno attendere i passi del ministero con un’unica procedura per tutti i Poli selezionati dalle regioni), per l’altro responsabilizza e impegna ancor più le amministrazioni locali a procedere bene e con rapidità. L’obiettivo del ministero è chiudere tutto il programma nell’arco di tre anni.

In sostanza, prima i comuni provvederanno a definire i progetti esecutivi, prima saranno realizzati i Poli per l’infanzia.

È dunque fondamentale ora che l’amministrazione comunale di Altamura metta in agenda rapidamente questi adempimenti, avviando al più presto la procedura per la cessione dell’area e, soprattutto, quella finalizzata alla redazione del progetto esecutivo dell’intervento (avvalendosi dei tecnici comunali o di progettisti esterni individuati attraverso una gara d’appalto o, magari, attraverso un concorso di progettazione bandito dal comune), in modo da giungere, nel tempo più breve possibile, alla effettiva realizzazione del nuovo Polo per l’infanzia nel quartiere Trentacapilli.

Forza, diamoci da fare!

enzo colonna

 

PRODOTTI A KM 0 E SISTEMI AGRO-ALIMENTARI DI FILIERA CORTA: DOMANI, GIOVEDÌ 13 SETTEMBRE, ALLA FIERA DEL LEVANTE, CONVEGNO UNIVERSITÀ DI FOGGIA E REGIONE.

Domani, giovedì 13 settembre, dalle ore 12.30, presso la Fiera del Levante (padiglione 18) si terrà un convegno dal titolo “Dal progetto SKIN alla legge regionale sulla filiera corta”, organizzato dalla Regione Puglia e dal Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia, per presentare gli importanti traguardi raggiunti per l’agricoltura pugliese sia sotto il profilo della ricerca che sul piano normativo.

Quanto al primo aspetto, saranno descritti i contenuti, le finalità e i risultati dell’ambizioso progetto di ricerca europeo Horizon 2020 “SKIN – Short supply chain Knowledge and Innovation Network” (www.shortfoodchain.eu), condotto dal suddetto Dipartimento in collaborazione con la Regione. Si parlerà, in particolare, del ruolo della impronta di carbonio (Carbon Foot Print) nella certificazione di sistemi di filiera corta e delle buone pratiche sperimentate in ambito europeo per la valorizzazione di tali sistemi, indispensabili per favorire la commercializzazione di prodotti agroalimentari delle micro e piccole imprese pugliesi.

Sul secondo versante, invece, quella di domani sarà una nuova importante occasione per illustrare contenuto e finalità dalla legge regionale “Norme per la valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometro zero e in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli” (n. 16/2018), da me proposta e approvata dal Consiglio regionale lo scorso aprile [leggi qui].

Si tratta, ricordo, di un articolato e organico intervento legislativo, che per la prima volta in Puglia, ma anche nel panorama normativo nazionale, si propone, per un verso, di sostenere le produzioni di qualità e a basso impatto ambientale e, per l’altro, di promuovere la loro diffusione e commercializzazione, favorendo altresì la vendita diretta da parte degli stessi produttori agricoli.

La legge regionale punta infatti a valorizzare nel territorio regionale i prodotti agricoli e agroalimentari «a chilometro zero», ossia quelli che soddisfano congiuntamente requisiti di sostenibilità ambientale e di qualità alimentare (prodotti di qualità certificata, di aree protette, di risorse genetiche autoctone, a marchio collettivo, ecc.), promuovendone l’acquisto e il consumo da parte delle pubbliche amministrazioni e da operatori commerciali privati, garantendo ai consumatori una informazione trasparente, puntuale ed efficace in ordine alla tracciabilità dei prodotti.

Quanto al primo requisito è necessario che, per il trasporto dal luogo di produzione a quello presumibile di consumo, siano prodotti meno di 25 kg di anidride carbonica equivalente per tonnellata.

Diversi gli interventi previsti:

  • disposizioni per favorire l’utilizzo di prodotti a “km 0” nell’ambito dei servizi di ristorazione collettiva e nelle forniture di prodotti alimentari gestiti da enti pubblici, con la previsione di criteri preferenziali, nelle procedure di aggiudicazione dei relativi appalti, per le imprese che garantiscano l’utilizzo di questi prodotti per almeno il 35%;
  • disciplina della vendita diretta da parte dei produttori;
  • disposizioni in ordine alla diffusione e commercializzazione di tali prodotti, con la previsione di incentivi a favore degli operatori del settore della ristorazione, della ricettività e della distribuzione che assicurino soglie minime di prodotti a “km 0”;
  • previsioni indirizzate ai Comuni nella programmazione dei mercati finalizzate a favorire la vendita diretta e la vendita di prodotti a “Km 0”;
  • creazione di un marchio «Puglia Km 0», un segno distintivo destinato a certificare la provenienza dei prodotti oltre che delle attività che ne fanno uso;
  • disposizioni dirette a garantire ai cittadini, anche attraverso una specifica sezione del portale web della regione, le informazioni sulle iniziative regionali di promozione dei prodotti a “km 0” e l’elenco delle imprese che assicurano la vendita o l’utilizzo di tali prodotti.

Con tali misure, che saranno avviate grazie a una iniziale dotazione finanziaria di 500 mila euro, si intende sostenere nel territorio regionale nuovi modelli di distribuzione e vendita basati sulla cosiddetta “filiera corta”, innescando nuove economie e valorizzando il lavoro delle piccole e medie imprese agricole pugliesi.

Un provvedimento dunque “di sistema”, atteso da anni da produttori e consumatori, frutto anche di un proficuo confronto avviato con le organizzazioni del settore del commercio e che, nel corso del suo iter di approvazione ha ottenuto pieno sostegno da parte delle organizzazioni del mondo agricolo, dell’ANCI Puglia, del Governo regionale e delle strutture regionali di riferimento.

Oltre al mio intervento, in quanto promotore della legge regionale, al convegno di domani sono previste le relazioni di Leonardo Di Gioia (assessore regionale all’agricoltura), Gianluca Nardone (direttore del dipartimento regionale “Agricoltura, sviluppo rurale e tutela dell’ambiente”), Luigi Trotta (dirigente della sezione regionale “Competitività delle filiere agroalimentari”), Roberto Rana (ricercatore dell’Università di Foggia), Danilo Lo Latte (coordinatore Agrinsieme), Fedele Colantuono (project manager del progetto SKIN) e Mariagrazia Perri (responsabile Tinada SRL, spin off dell’Università di Foggia). I lavori del convegno saranno coordinati e conclusi dal Prof. Francesco Contò (Università di Foggia), responsabile scientifico progetto SKIN.

ENZO COLONNA