INUTILI CHIACCHIERE E DANNOSI SILENZI A PROPOSITO DEI FONDI REGIONALI PER IL CENTRO STORICO DI ALTAMURA.

Mi sembra di essere stato sufficiente chiaro (e puntuale) nella mia nota di aggiornamento e ricostruzione di ieri (da qui) della complessa vicenda dei fondi regionali destinati agli interventi di rigenerazione urbana che interessano il centro storico. Un programma di interventi che seguo da lunghissimo tempo (nei diversi doveri che mi sono stati assegnati, dentro e fuori le istituzioni), addirittura approvato nel luglio 2011.

Evidentemente non sono stato chiaro e puntuale per tutti, almeno a leggere o ascoltare qualche commento, fortunatamente non qui o nella mia bacheca facebook a commento del mio post di ieri sera.

Rapido riepilogo, dunque:

  • le risorse finanziarie messe a disposizione anni fa dalla Regione nell’ambito della programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali europei [da qui, un documento del marzo 2013 del Movimento Aria Fresca] andavano rendicontate infatti entro il 31 dicembre 2015, quindi sono andate perse da tempo;
  • grazie a una manovra contabile del Governo regionale, sono tornate disponibili all’interno del POC Puglia (Piano Operativo di Convergenza), lo strumento attuativo della Regione per la gestione dei fondi comunitari del Piano di Azione per la Coesione (PAC);
  • la Regione ha rimodulato il POC Puglia assicurando la copertura finanziaria a una serie di interventi, tra cui quelli di rigenerazione urbana (misura 5 POC) per i quali i comuni non avevano ancora assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti (aggiudicazioni delle gare di appalto) e per questi, in particolare, ha destinato 226 milioni di euro per il triennio 2016-2018;
  • la Regione, in sostanza, ha dato ai comuni in ritardo, come Altamura, una seconda importante occasione per rimediare;
  • a fronte di questa possibilità, di cui mi sono occupato nel corso del 2017, la precedente amministrazione comunale si era impegnata a completare le procedure di gara entro il 31 dicembre 2017;
  • questo, però, non è avvenuto;
  • ora, con il lavoro che ho seguito in questi mesi, in stretta e fattiva collaborazione con l’assessore comunale Teresa Pellegrino, siamo riusciti ad ottenere che la Regione concedesse una terza (e ultima) possibilità, a condizione di pubblicare i bandi di gara per gli interventi previsti nel piano di riqualificazione del centro storico entro il 31 dicembre 2018.

Insomma, com’eravamo e dov’eravamo nel 2017, lo siamo ora nel 2018. Il lavoro in Regione è stato seguito e fatto nel 2017 [ad esempio, ne scrissi qui], come quest’anno. Speriamo bene, questa volta.

Mi spiace… che lo si faccia in buona o cattiva fede, per le ragioni più disparate, fondate o infondate, che siano in pochi (a fronte di tanti con sguardo più limpido e genuino), ma non vedere e non riconoscere il lavoro, piccolo o grande che sia, non aiuta a crescere e a migliorarci.

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Rileggere Danilo Dolci mi aiuta a superare scoramenti, difficoltà e mi riporta ai fondamentali:

Non confondere le chiacchiere col lavoro,
non confondere maldicenza con dialettica,
non profanare incontri con parole
superflue.
Non confondere rapporto nonviolento con lasciar fare,
non confondere sicurezza in una istituzione
con sviluppo del fronte democratico,
non confondere amore con gelosia.
Rifiutati a sparare soluzioni:
senza dileguarti, apprendi
a riproporre agli altri le domande.
Rifiuta il disdegnoso volo:
cura fondare il fronte
più necessario
in cui ciascuno cresca.”

 

STRAORDINARIA NOTIZIA PER ALTAMURA: DALLA REGIONE CONFERMATI I 5 MILIONI DI EURO PER GLI INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO.

Grande notizia per Altamura. È ora concreta la possibilità di recuperare quasi 5 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Puglia per interventi di rigenerazione urbana che interessano il centro storico (della questione mi sono occupato in numerose occasioni, v. qui ad esempio).

È quanto emerge da una nota a firma dell’Assessore regionale all’Urbanistica e Assetto del Territorio, Alfonso Pisicchio, e della Dirigente della Sezione “Tutela e valorizzazione del paesaggio”, ing. Barbara Loconsole, inviata oggi all’amministrazione comunale.

Si tratta, ricordo, di risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione nell’ambito della programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali europei, per finanziare, assieme a circa 2 milioni di euro del Comune, alcuni interventi del nostro PISU (piano integrato di sviluppo urbano) e in particolare:

  • “recupero e valorizzazione di alcune vie, claustri e piazze del centro storico” (fondi regionali per € 4.953.900 totalmente a carico della Regione);
  • “recupero e valorizzazione piazza Matteotti” (risorse comunali per € 1.673.000);
  • “recupero e rifunzionalizzazione di alcuni ambienti del Monastero del Soccorso” (risorse comunali per € 450.100).

Le risorse regionali erano ormai perse (andavano rendicontate infatti entro il 31 dicembre 2015) ma, grazie a una manovra contabile del Governo regionale, sono tornate disponibili all’interno del POC Puglia (Piano Operativo di Convergenza), lo strumento attuativo della Regione per la gestione dei fondi comunitari del Piano di Azione per la Coesione (PAC).

Con due deliberazioni della Giunta regionale della fine del 2015 (la n. 2146 del 30 novembre e la n. 2422 del 30 dicembre), la Regione ha rimodulato il POC Puglia assicurando la copertura finanziaria a una serie di interventi, tra cui quelli di rigenerazione urbana (misura 5 POC) per i quali i comuni non avevano ancora assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti (aggiudicazioni delle gare di appalto). Per questi, in particolare, ha destinato 226 milioni di euro per il triennio 2016-2018, derivanti da economie per progetti non ancora realizzati di cui è stata fatta una ricognizione.

La Regione, in sostanza, ha dato ai comuni in ritardo, come Altamura, una seconda importante occasione per rimediare. A fronte di questa possibilità, la precedente amministrazione comunale si era impegnata a completare le procedure di gara entro il 31 dicembre 2017, cosa che, però, non si era riusciti a fare.

Il lavoro degli ultimi mesi è stato dunque finalizzato a definire modi e tempi utili per tentare di non vedere irrimediabilmente perse tali importanti risorse, dopo anni di impegni disattesi. Si sono individuati gli atti necessari, concreti e vincolanti, da adottare entro il 31 dicembre 2018, termine di scadenza del triennio di rimodulazione del POC Puglia.

Nelle scorse settimane, il Sindaco di Altamura Rosa Melodia, dando atto di aver definito la progettazione esecutiva degli interventi, ha chiesto, con una nota, alla Regione di rimodulare la tempistica dei propri adempimenti, formulando la proposta di un nuovo cronoprogramma, che prevede, entro la fine di quest’anno, la validazione del progetto esecutivo e la pubblicazione del bando di gara per l’affidamento dei lavori finanziati con i fondi regionali, la loro aggiudicazione entro la metà del 2019 e la loro realizzazione entro il 31 dicembre 2020.

A fronte di tali impegni, con la nota trasmessa oggi, la Regione ha dichiarato di essere disponibile a rimodulare i termini di avvio delle operazioni di gara e di completamento dell’intervento, a condizione che il cronoprogramma indicato sia rispettato e recepito nel disciplinare che regola i rapporti tra Regione e Comune.

Si tratta di una straordinaria – e irripetibile – occasione per la comunità altamurana, che assicura la concreta possibilità, che si riteneva ormai persa, di compiere importanti interventi previsti dal piano di riqualificazione del centro storico; opere fondamentali per rigenerare questa parte della Città e rilanciare le attività qui ubicate e che rappresenta anche una significativa opportunità di lavoro per tecnici e operatori economici del settore edile.

Un ruolo decisivo, per questo risultato, va riconosciuto al Presidente Emiliano e all’Assessore Pisicchio, con il quale ho interloquito più volte nei mesi scorsi, assieme alla nuova Amministrazione comunale, in particolare all’Assessore con delega alla programmazione economica e risorse comunitarie, Teresa Pellegrino, al fine di individuare la soluzione per rimediare ai pesanti ritardi accumulati negli anni e per salvare un cospicuo finanziamento destinato a importanti opere pubbliche.

Ringrazio perciò l’Assessore Pisicchio per la disponibilità e il grande impegno assicurato, che conferma, ancora una volta, l’attenzione dedicata dal Governo regionale al territorio della Murgia e alla Città di Altamura. Un lavoro supportato egregiamente dalle strutture tecniche regionali, che ringrazio: l’Autorità di Gestione del POR Puglia, guidata da Pasquale Orlando, e la Sezione “Tutela e valorizzazione del paesaggio”, diretta dall’ing. Barbara Loconsole. Ringrazio, inoltre, l’Amministrazione comunale di Altamura (in particolare, l’Assessore Teresa Pellegrino) e i tecnici comunali impegnati da tempo su questo programma. Spetta ora al Comune il delicato compito di procedere tempestivamente e puntualmente ai necessari adempimenti (confido, per questo, nell’impegno dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Pietro Falcicchio, e delle strutture comunali).

Forza, andiamo avanti, un passo per volta.

ENZO COLONNA

 

“I MUSEI RACCONTANO LA PUGLIA”, PRESENTATO IL PROGRAMMA REGIONALE PER LA FRUIZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DA PARTE DEI BAMBINI.

Questa mattina, presso la Presidenza della Giunta regionale, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del cartellone di attività previste nell’ambito del programma “I musei raccontano la Puglia”.

Si tratta di un’iniziativa con cui la Regione Puglia ha dato attuazione a una disposizione inserita, su mia proposta, nella legge di bilancio della Regione per il 2018 (art. 42 della l.r. 67/2017), con cui sono stati destinati 600 mila euro (per il triennio 2018/2020) per finanziare azioni finalizzate alla conoscenza e alla fruizione consapevole del vastissimo patrimonio di beni, istituti, luoghi culturali pugliesi da parte di bambini e ragazzi sino a 13 anni, anche attraverso un approccio ludico-creativo, esperienziale, interattivo e narrativo.

Un’iniziativa poi integrata nel più ampio programma “La Murgia e la Terra delle Gravine abbracciano Matera”, che vede come attori, oltre alla Regione, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, uniti in una azione strategica di valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale e culturale dei territori della Murgia barese e tarantina a ridosso del capoluogo lucano, anche in vista dell’imminente appuntamento di “Matera, Capitale Europea della Cultura 2019”.

Per questa specifica misura legata ai luoghi della cultura, avviata in via sperimentale, la Regione ha selezionato alcune istituzioni museali pugliesi, individuate come hub, sulla base di standard di qualità e dei servizi offerti da queste strutture [per una sintesi del progetto, v. qui].

Si tratta, in particolare, del Museo civico di Foggia, del Museo del Libro di Ruvo di Puglia, del Museo Archeologico e dell’Arte Contemporanea (MACC) di Ceglie Messapica, del Museo della Maiolica (MuMa) di Laterza, del Museo Archeologico di Ugento. Tali enti, a loro volta, hanno aggregato nelle azioni altri istituzioni museali, luoghi della cultura e istituti scolastici dei comuni limitrofi, nonché i Poli Biblio-Museali di Brindisi, Foggia e Lecce, al fine di proporre iniziative rivolte alle scuole e alle famiglie e realizzare “aree kids” permanenti, di cui ciascun soggetto capofila dovrà dotarsi.

In particolare:

  • il progetto denominato “Sulle rotte della bellezza” vedrà come capofila il Museo del Libro di Ruvo di Puglia e coinvolgerà il Museo Archeologico nazionale Jatta, istituzioni scolastiche del territorio, il Museo Diocesano Matronei (MUDIMA) di Altamura e il Museo Diocesano di Molfetta;
  • in Provincia di Taranto, il Museo della Maiolica (MuMa) di Laterza sarà capofila del progetto “Terra in mano: radici e spiritualità”, in rete con in rete con Ginosa, Martina Franca (con il Museo e Basilica di San Martino – MuBa), Palagianello e istituzioni scolastiche del territorio;
  • nel brindisino, il Museo Archeologico e dell’Arte Contemporanea (MACC) di Ceglie Messapica e il Polo Biblio-Museale di Brindisi guideranno il progetto “#MAChèMusei! La Comunità che costruisce la storia del futuro”, che coinvolgerà istituti scolastici di Ceglie Messapica;
  • il Comune di Ugento e il Polo Biblio-Museale di Lecce saranno impegnati nel progetto “Vivere il museo: attività didattiche e animazione culturale”, in rete con l’istituto comprensivo della cittadina del leccese;
  • il Museo Civico di Foggia guiderà una rete composta dal Polo Biblio-Museale del capoluogo dauno, l’istituto comprensivo Santa Chiara–Pascoli–Altamura e il Museo storico dei Pompieri e della Croce Rossa Italiana di Manfredonia nel progetto “Dauni Junior”.

Per l’attuazione di questa iniziativa nei rispettivi territori, i soggetti selezionati hanno sottoscritto, nel settembre scorso, un disciplinare con la Regione Puglia e l’Apulia Film Commission, incaricata di accompagnare l’elaborazione e attuazione dei programmi, con particolare attenzione alla promozione e diffusione delle attività.

A questo riguardo, la Giunta Regionale, con una deliberazione recentemente approvata, ha stanziato ulteriori 135 mila euro per questa misura, proprio al fine di sviluppare, proprio attraverso Apulia Film Commission, gli obiettivi del programma sulla base di tre direttrici principali:

  • la creazione di una video strategy innovativa con il coinvolgimento di creativi e videomaker under 35;
  • il supporto ai musei degli hub sul tema della sicurezza mediante idonei strumenti e servizi;
  • la sperimentazione di attività legate allo sport e alla cultura del benessere da svolgersi nei musei dei Poli-Biblio Museali di Foggia, Brindisi e Lecce, per promuovere una più completa fruizione dei luoghi della cultura e una visione delle istituzioni culturali del territorio più vicine al cittadino e coinvolgente per il pubblico.

Sono davvero orgoglioso e soddisfatto per il concreto avvio di questo innovativo programma, attraverso cui sarà possibile promuovere iniziative dirette alla conoscenza, tutela e promozione dei beni culturali e naturali e alla loro fruizione consapevole e responsabile da parte dei nostri ragazzi.

Ritengo, inoltre, che tali iniziative siano in grado di consolidare relazioni tra le Comunità del territorio, di attivare energie sociali, civiche, professionali e culturali, di restituire l’idea di una storia collettiva millenaria, da conoscere e difendere e da consegnare alle future generazioni, oltre che costituire anche un formidabile volano per il turismo e l’economia dell’intero territorio pugliese in vista dell’importante appuntamento di Matera 2019.

Ringrazio, per l’impulso fornito, il Presidente Michele Emiliano, l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone e l’Assessore al Bilancio e Sport, Raffaele Piemontese, nonché, per il grande lavoro svolto, lo Staff della Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”, diretta dalla dott.ssa Silvia Pellegrini, del Dipartimento “Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio”.

 

 

LISTE DI ATTESA IN SANITÀ. DIBATTITO IN CONSIGLIO REGIONALE SULLA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE.

Nella seduta di ieri, 13 novembre 2018, del Consiglio regionale, si è svolta la discussione generale sulla proposta di legge avanzata dal collega consigliere Fabiano Amati e da me sottoscritta in materia di “Misure per la riduzione delle liste d’attesa in sanità”.

In questo video, il mio intervento in aula:

 

Di seguito, alcuni articoli di quotidiani pubblicati oggi:

Una rassegna di miei precedenti interventi sul tema:

 

CONSORZI DI BONIFICA: AUTOGOVERNO NON PUÒ SIGNIFICARE CONTINUARE A FAR PAGARE I CITTADINI PUGLIESI.

Con questa nota stampa diffusa ieri [disponibile da qui], io e i colleghi Fabiano Amati e Mario Pendinelli prendiamo posizione sull’ipotesi di evitare il passaggio ad AQP delle funzioni irrigue dei Consorzi. Sulla legge di riforma della disciplina regionale dei consorzi di bonifica rinvio ad una delle mie precedenti note (da qui).

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“L’autogoverno dei Consorzi di bonifica, da parte dei proprietari di immobili compresi nel loro perimetro, non può significare che la Regione Puglia, con le tasse dei cittadini, continui a farsi carico dei costi di gestione di tali Enti, perché è proprio questo lo schema che ha condotto al disastro a cui, con la legge di riforma approvata un anno e mezzo fa, stiamo cercando di porre rimedio”.

Lo dichiarano i Consiglieri regionali Fabiano Amati, Enzo Colonna e Mario Pendinelli, con riferimento alle audizioni dei rappresentanti delle associazioni del settore agricolo svoltesi questa mattina in IV commissione su una proposta di legge finalizzata a evitare il passaggio ad AQP delle funzioni irrigue dei Consorzi.

In base alla legge vigente (l.r. 3 febbraio 2017, n. 1), infatti, le funzioni irrigue dovrebbero essere trasferite ad AQP qualora, al 1° dicembre 2018, la Giunta regionale dovesse verificare il mancato “rispetto dei criteri di economicità, di equilibrio finanziario, di efficienza nei servizi resi ai consorziati”, nel quadro degli obiettivi definiti dalla medesima legge.

“La Regione – proseguono i consiglieri – ha già assunto, con la legge, il pesante impegno di farsi carico di tutti i debiti pregressi dei Consorzi. Sembra perciò francamente irricevibile l’idea di cambiare una decisione – il passaggio ad AQP – che, assicurando efficienza ed efficacia alla gestione delle funzioni irrigue, determinerebbe significativi risparmi di spesa, sinora sostenuta da tutti i cittadini pugliesi.

Come si può scambiare una norma vigente diretta a non finanziare più i Consorzi con fondi regionali con una norma che, invece, legittimerebbe di fatto la prosecuzione di questo schema? Sarebbe più utile, invece, lavorare nella direzione di individuare soluzioni finalizzate a consentire alla Regione di recuperare i circa 120 milioni di euro di crediti vantati nei confronti dei Consorzi.

Anche a voler mettere da parte i problemi contabili e finanziari richiamati – concludono i consiglieri -, siamo comunque dell’opinione che, al cospetto di un bene come l’acqua, non abbia alcun senso continuare a immaginare gestioni diverse in base ai diversi usi. È proprio la scarsità del bene acqua, infatti, che dovrebbe consigliare a tutti (e il più rapidamente possibile) di favorire processi di unificazione della sua gestione. Peraltro, sarebbe incomprensibile non proseguire su questa strada, segnata dalla legge di riforma, vantando la Puglia la piena ed esclusiva titolarità di una straordinaria azienda, AQP, la più articolata e avanzata d’Europa in materia di gestione della risorsa idrica”.

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Nelle immagini, gli articoli pubblicati oggi (13 novembre 2018), secondo l’ordine, dai quotidiani La Gazzetta del Mezzogiorno, Repubblica Bari, Nuovo Quotidiano di Puglia, Quotidiano di Bari, Mattino di Puglia e Basilicata.

 

“I MUSEI RACCONTANO LA PUGLIA”, PRESENTATO IL PROGRAMMA DI LATERZA, GINOSA, MARTINA FRANCA E PALAGIANELLO.

È stato presentato questa mattina, presso il Palazzo di Città di Laterza, il progetto “Terra in mano: radici e spiritualità”, che vede capofila il Comune di Laterza e il locale Museo della Maiolica (MuMa), finalizzato a favorire lo studio della storia e dell’arte, nonchè la conoscenza del territorio da parte di ragazzi.

Si tratta del programma di iniziative con cui Laterza, in rete con Ginosa, Martina Franca e Palagianello, partecipa alla misura regionale “I Musei raccontano la Puglia”.

Nel corso della conferenza stampa, cui ho preso parte, rappresentanti delle quattro amministrazioni comunali (a partire dal Sindaco di Laterza, Gianfranco Lopane), responsabili delle istituzioni culturali coinvolte e dirigenti scolastici hanno reso noto il calendario di iniziative che, da novembre 2018 a marzo 2019, animeranno diversi luoghi della cultura del territorio.

In particolare sono previste visite guidate, attività ludiche e laboratori, rivolti a bambini e ragazzi, incentrati sulla conoscenza della preistoria e storia del territorio, dei materiali e delle tecniche artistiche diffuse a livello locale, come la lavorazione e decorazione della ceramica.

Il programma “I Musei raccontano la Puglia”, ricordo, dà attuazione a una disposizione inserita, su mia proposta, nella legge di bilancio della Regione per il 2018 (art. 42 della l.r. 67/2017), con cui sono stati destinati 600 mila euro (per il triennio 2018/2020) per finanziare azioni finalizzate alla conoscenza e alla fruizione consapevole del vastissimo patrimonio di beni, istituti, luoghi culturali pugliesi da parte di bambini e ragazzi sino a 13 anni, anche attraverso un approccio ludico-creativo, esperienziale, interattivo e narrativo.

Un’iniziativa poi integrata nel più ampio programma “La Murgia e la Terra delle Gravine abbracciano Matera”, che vede come attori, oltre alla Regione, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e il Parco Nazionale dell’Alta Murgia, uniti in una azione strategica di valorizzazione e fruizione del patrimonio naturale e culturale dei territori della Murgia barese e tarantina a ridosso del capoluogo lucano, anche in vista dell’imminente appuntamento di “Matera, Capitale Europea della Cultura 2019”.

Per questa specifica misura legata ai luoghi della cultura, avviata in via sperimentale, la Regione ha selezionato alcuni musei pugliesi, individuati come hub, sulla base di standard di qualità e dei servizi offerti da queste strutture. Si tratta, in particolare, del Museo civico di Foggia, del Museo del Libro di Ruvo, del Museo Archeologico e dell’Arte Contemporanea (MACC) di Ceglie Messapica, del Museo della Maiolica (MuMa) di Laterza, del Museo Archeologico di Ugento, nonché dei Poli Biblio-Museali di Brindisi, Foggia e Lecce.

Tali enti, a loro volta, hanno aggregato nelle azioni altri istituzioni museali, luoghi della cultura e istituti scolastici dei comuni limitrofi (il Museo Diocesano Matronei – MUDIMA di Altamura, ad esempio, è nella rete che fa capo al Museo del Libro di Ruvo di Puglia)..

Per l’attuazione di questa iniziativa nei rispettivi territori, i soggetti selezionati hanno sottoscritto, nel settembre scorso, un disciplinare con la Regione Puglia e l’Apulia Film Commission, incaricata di accompagnare l’elaborazione e attuazione dei programmi.

Sono molto soddisfatto per il concreto avvio di questo innovativo programma, attraverso cui sarà possibile promuovere iniziative dirette alla conoscenza, tutela e promozione dei beni culturali e naturali e alla loro fruizione consapevole e responsabile da parte dei nostri ragazzi.

Ritengo, inoltre, che tali iniziative siano in grado di consolidare relazioni tra le Comunità del territorio, di attivare energie sociali, civiche, professionali e culturali, di restituire l’idea di una storia collettiva millenaria, da conoscere e difendere e da consegnare alle future generazioni, oltre che costituire anche un formidabile volano per il turismo e l’economia dell’intero territorio pugliese in vista dell’importante appuntamento di Matera 2019.

Ringrazio, per l’impulso fornito, il Presidente Emiliano e l’Assessore all’Industria Turistica e Culturale, Loredana Capone, nonché, per il grande lavoro svolto, lo Staff della Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”, diretta dalla dott.ssa Silvia Pellegrini, del Dipartimento “Turismo, economia della cultura e valorizzazione del territorio”.

 

AL VIA “LUOGHI COMUNI”. 7 MILIONI DI EURO DALLA REGIONE PER LA RIATTIVAZIONE DI SPAZI PUBBLICI CON INIZIATIVE GIOVANILI.

Pubblicato, con determinazione dirigenziale n. 98 del 07/11/2018 a firma della dirigente della Sezione regionale “Politiche Giovanili e Innovazione Sociale”, l’Avviso pubblico “Luoghi Comuni” rivolto agli Enti pubblici (comuni, province, scuole, università, altre amministrazioni dello Stato, camere di Cmcommercio, ecc.) e finalizzato a rivitalizzare spazi e beni immobili sottoutilizzati, attraverso iniziative di innovazione sociale co-progettate tra le amministrazioni proprietarie e realtà giovanili del Terzo Settore.

Da tempo la Regione Puglia sta sperimentando un’avanzata strategia finalizzata a recuperare immobili pubblici dismessi o sottoutilizzati allo scopo di renderli luoghi dove poter favorire l’aggregazione giovanile, l’innovazione sociale, la promozione dei talenti e della creatività.

“Luoghi Comuni” rientra perfettamente in questa strategia dal momento che è una iniziativa finalizzata a favorire il riuso di quel grande patrimonio che è rappresentato da tanti beni pubblici sottoutilizzati presenti in tutta la Puglia allo scopo, da un lato, di creare una piattaforma online condivisa e accessibile contenente il catalogo degli spazi pubblici immediatamente fruibili e, dall’altro, di sostenere le pubbliche amministrazioni nello sforzo di riattivarli attraverso la realizzazione di progetti giovanili di innovazione sociale capaci di coinvolgere le comunità locali e di creare anche opportunità occupazionali e di apprendimento.

Per fare tutto questo “Luoghi Comuni” si articola in diverse fasi, delle quali l’Avviso pubblicato oggi rappresenta il primo passo. Il Bando, infatti, prevede che gli Enti pubblici interessati all’iniziativa candidino sulla piattaforma informatica appositamente predisposta (http://luoghicomuni.regione.puglia.it) uno o più spazi pubblici sottoutilizzati (fino a un massimo di tre per volta) di loro proprietà o di cui detengano il pieno possesso, affinché venga alimentato un catalogo aperto e sempre aggiornato di beni da riattivare mediante iniziative di innovazione sociale.

Per poter essere candidati gli immobili devono essere localizzati in Puglia, essere nella piena disponibilità dell’Ente, essere privi di un soggetto gestore ed essere in buono stato di conservazione, immediatamente fruibili e dotati di servizi igienici. L’Ente dovrà anche presentare una descrizione puntuale dello spazio, gli eventuali ambiti di intervento prioritari e gli obiettivi che intende raggiungere in coerenza con il contesto territoriale e con i suoi indirizzi strategici.

Le attività da realizzare possono spaziare tra i più svariati ambiti: dai servizi sociali alle attività educative e formative, passando per la valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale, la salvaguardia dell’ambiente, le attività turistiche e quelle culturali, la cooperazione allo sviluppo, l’editoria e il volontariato.

La Regione Puglia valuterà le candidature pervenute e, per ciascuno spazio selezionato, l’ARTI pubblicherà un avviso (la seconda fase della misura) per l’individuazione dell’organizzazione giovanile del Terzo Settore disponibile a co-progettare insieme all’Ente proprietario gli interventi di dettaglio che si svolgeranno nell’immobile e che poi saranno realizzate dal soggetto individuato a seguito di questa procedura ad evidenza pubblica.

I soggetti interessati (associazioni, cooperative sociali, onlus) potranno presentare la propria candidatura per lo svolgimento di attività della durata massima di 24 mesi.

Per ciascuno dei progetti selezionati la Regione metterà a disposizione 40.000 euro, mentre le risorse complessivamente stanziate per questa misura sono pari a 7 milioni di euro.

Gli enti pubblici proprietari dell’immobile potranno iniziare a inviare le loro candidature, con l’indicazione degli spazi da valorizzare, a partire dalle ore 12:00 dell’11/12/2018.

Si tratta di un’opportunità molto importante, una misura innovativa definita grazie ad un lungo lavoro di elaborazione coordinato dall’assessore regionale Raffaele Piemontese, che ho molto apprezzato, seguito e sostenuto.

Ora mi auguro che venga pienamente colta soprattutto dalle amministrazioni locali per valorizzare un consistente patrimonio pubblico inutilizzato che può rappresentare nei prossimi anni – liberando e motivando energie giovanili – una significativa leva per sperimentare iniziative dal forte impatto sociale sul territorio e un’occasione di rivitalizzazione per molti quartieri delle nostre città.

 

PALESTRA DELLA SCUOLA PADRE PIO. PARTE LA GARA DI APPALTO.

Palestra della Scuola Padre Pio. Parte la gara di appalto, a conclusione di un lavoro durato un paio di anni per un finanziamento riconosciuto dalla Regione di 700 mila euro.
Felice e orgoglioso.
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Una rassegna di note con cui ho documentato, parzialmente, il lavoro sviluppato in Regione negli ultimi due anni:
 
Ottobre 2016
Maggio 2017
Dicembre 2017

VARSAVIA / V FOOD SAFETY CONGRESS. CONVEGNO INTERNAZIONALE “INNOVATION CHALLENGE WORKSHOP ON POLICY AND REGULATIONS”: LA LEGGE REGIONE PUGLIA SUI PRODOTTI A “KM 0”.

Tra pochi minuti presentiamo la legge regionale pugliese sulla valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometro zero (l.r. 30 aprile 2018, n. 16), segnalata come “best practice”, buona pratica di carattere normativo-regolatorio.
 

 

DOMANI (6nov.) A VARSAVIA PRESENTATA LA LEGGE DELLA REGIONE PUGLIA SUI PRODOTTI A “KM 0” NELL’AMBITO DI UN CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA SICUREZZA ALIMENTARE E SUI SISTEMI DI FILIERA CORTA.

Domani, a Varsavia, nel corso del convegno internazionale “Innovation Challenge Workshop on Policy and Regulations” che si svolgerà nelle giornate del 6 e 7 novembre, sarà presentata la legge regionale pugliese sulla valorizzazione e la promozione dei prodotti agricoli e agroalimentari a chilometro zero (l.r. 30 aprile 2018, n. 16), individuata dagli organizzatori come una “best practices” a livello europeo in materia di filiera corta del settore agro-alimentare.

Ad illustrare i contenuti della normativa pugliese sarò io, in quanto promotore e primo firmatario della legge regionale, insieme all’assessore regionale all’Agricoltura, Leo Di Gioia.

Il workshop al quale parteciperemo, su invito dei responsabili del programma, in rappresentanza della Regione Puglia è una delle tappe del progetto di ricerca europeo “Short supply chain Knowledge and Innovation Network – SKIN”, che rientra nel programma Horizon2020 e si propone di sviluppare una rete tematica sulla filiera corta agroalimentare e colmare il gap tra mondo della ricerca, operatori economici e policy maker. Il programma della ricerca, di durata triennale, è coordinato dal Dipartimento di Economia dell’Università di Foggia, ha come responsabile scientifico il Prof. Francesco Contò e coinvolge 21 partner, tra enti, università, associazioni di categoria, aziende e organizzazioni di supporto all’innovazione provenienti da 14 paesi (Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Irlanda, Olanda, Polonia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Serbia, Slovacchia, Spagna e Ungheria). Sempre domani sarà il dott. Fedele Colantuono, project manager di SKIN (Università di Foggia), ad illustrare la ricerca in corso.

Sono particolarmente orgoglioso e grato agli organizzatori per aver individuato nella legge regionale pugliese sulla valorizzazione dei prodotti a chilometro zero una ‘buona pratica’, di carattere normativo-regolatorio, da diffondere e far conoscere in un così autorevole consesso sovranazionale.

Domani saranno illustrati contenuto e finalità della legge regionale da me proposta e approvata dal Consiglio regionale lo scorso aprile. Si tratta, ricordo, di un articolato e organico intervento legislativo, che si propone, per un verso, di sostenere le produzioni di qualità e a basso impatto ambientale e, per l’altro, di promuovere la loro diffusione e commercializzazione, favorendo altresì la vendita diretta da parte degli stessi produttori agricoli. La legge regionale punta infatti a valorizzare nel territorio regionale i prodotti agricoli e agroalimentari «a chilometro zero», ossia quelli che soddisfano congiuntamente requisiti di sostenibilità ambientale e di qualità alimentare (prodotti di qualità certificata, di aree protette, di risorse genetiche autoctone, a marchio collettivo, ecc.), promuovendone l’acquisto e il consumo da parte delle pubbliche amministrazioni e da operatori commerciali privati, garantendo ai consumatori una informazione trasparente, puntuale ed efficace in ordine alla tracciabilità dei prodotti.

Diversi gli interventi previsti:

  • disposizioni per favorire l’utilizzo di prodotti a ‘km 0’ nell’ambito dei servizi di ristorazione collettiva e nelle forniture di prodotti alimentari gestiti da enti pubblici, con la previsione di criteri preferenziali, nelle procedure di aggiudicazione dei relativi appalti, per le imprese che garantiscano l’utilizzo di questi prodotti per almeno il 35%;
  • disciplina della vendita diretta da parte dei produttori;
  • disposizioni in ordine alla diffusione e commercializzazione di tali prodotti, con la previsione di incentivi a favore degli operatori del settore della ristorazione, della ricettività e della distribuzione che assicurino soglie minime di prodotti a ‘km 0’;
  • previsioni indirizzate ai Comuni nella programmazione dei mercati finalizzate a favorire la vendita diretta e la vendita di prodotti a ‘km 0’;
  • creazione di un marchio «Puglia Km 0», un segno distintivo destinato a certificare la provenienza dei prodotti oltre che delle attività che ne fanno uso;
  • disposizioni dirette a garantire ai cittadini, anche attraverso una specifica sezione del portale web della regione, le informazioni sulle iniziative regionali di promozione dei prodotti a ‘km 0’ e l’elenco delle imprese che assicurano la vendita o l’utilizzo di tali prodotti.

Con tali misure si intende sostenere nel territorio regionale nuovi modelli di distribuzione e vendita basati sulla cosiddetta ‘filiera corta’, innescando nuove economie e valorizzando il lavoro delle piccole e medie imprese agricole pugliesi.

Un provvedimento dunque ‘di sistema’, atteso da tempo da produttori e consumatori, frutto anche di un proficuo confronto avviato con le organizzazioni del settore agricolo e del commercio e che, nel corso del suo iter di approvazione ha ottenuto pieno sostegno da parte dell’ANCI Puglia, del Governo regionale e delle strutture regionali di riferimento, di tutti i gruppi consiliari.

Oltre alla mia relazione, al convegno di domani è previsto l’intervento di Leonardo Di Gioia, assessore regionale all’agricoltura, che ha seguito e accompagnato con attenzione e collaborazione l’approvazione della legge.