RIQUALIFICAZIONE DEL CENTRO STORICO DI ALTAMURA, SI È INSEDIATA FINALMENTE LA COMMISSIONE DELLA GARA DI APPALTO.

È una buona notizia l’avvio dei lavori della commissione di gara chiamata a valutare le offerte pervenute (quattordici), un anno fa ormai, per l’affidamento dei lavori di recupero e riqualificazione di alcune vie e piazze del centro storico di Altamura (progetto ‘Rigenera’). Certo, rispetto al cronoprogramma fissato nel disciplinare sottoscritto in Regione nel maggio 2019, i tempi si sono oltremodo dilatati. Ora, però, è importante che l’iter sia ripreso.

✅ Ne hanno dato notizia questa mattina l’assessore comunale ai lavori pubblici Michele Cornacchia e GIF – Giovani Idee in Fermento attraverso le rispettive bacheche Facebook. Il post dell’assessore è disponibile dal seguente link (da cui ho ripreso le immagini): https://m.facebook.com/story.php?tory_fbid=10219710776972903&id=1022155275

Per il suo puntuale aggiornamento e per il lavoro svolto negli ultimi mesi, lo ringrazio, come ringrazio la struttura tecnica comunale.
✅ È un altro passo in avanti su una questione che ha una lunga storia. Prende avvio addirittura con un bando regionale del 2011. È un obiettivo importante a cui sono molto legato e che ho perseguito, con il lavoro di tanti (che ho citato, di volta in volta, in tutti i miei aggiornamenti, alcuni dei quali trovate nei link che segnalo più avanti), passo dopo passo, nei ruoli e con le funzioni di volta in volta assegnate negli anni scorsi, superando difficoltà innumerevoli e soprattutto il rischio di non poter più contare sul finanziamento regionale. Infatti, il lavoro/passaggio più importante e delicato è stato quello di recuperare in Regione, nell’estate/autunno 2018 e di concerto con l’amministrazione comunale, in particolare con gli allora assessori Teresa Pellegrino e Pietro Falcicchio, questo importante finanziamento (sul punto rinvio ad una nota citata più avanti). Un risultato per nulla scontato, né facile, di cui, se posso, vado orgoglioso.
✅ Questo piano di interventi si aggiunge ad altri, che interessano altre parti della Città (Parco San Giuliano, ex Monastero del Soccorso Porta Matera e asse di via Selva). Mettendo da parte tutta una serie di singole e importanti opere finanziate (Biblioteca di Comunità Agorateca, Polo per l’ Infanzia a Trentacapilli, Centro Anziani in via Manzoni,, diversi interventi su scuole, ecc.), complessivamente stiamo parlando di 12.600.000 euro concessi ad Altamura dalla Regione Puglia in questi ultimi quattro anni per interventi, opere e servizi, destinati rigenerare e riqualificare ampie zone della Città. Per una parziale rassegna:
✅ Di seguito, riporto una schematica ricostruzione dei passaggi consumati in merito al piano di interventi di riqualificazione del centro storico, interamente coperti dal finanziamento regionale di 5 milioni di euro. Le opere previste (che interesseranno gli assi viari principali del centro e consisteranno in particolare nella basolatura, realizzazione di sottoservizi, miglioramento del sistema di captazione delle acque piovane), per un verso, consentiranno alla comunità altamurana di vedere compiuti importanti interventi di riqualificazione, fondamentali per rigenerare questa parte della Città, migliorare la qualità della vita dei residenti e rilanciare le attività qui ubicate; per l’altro, rappresentano una significativa opportunità di lavoro per maestranze, tecnici e operatori economici del settore edile.
* LE TAPPE *
☑️ Bando regionale (governo Vendola, assessore Barbanente) e candidatura del Comune (supportata da tutto il consiglio comunale, amministrazione Stacca) risalgono al 2011. La candidatura non si colloca in graduatoria in posizione utile per il finanziamento. Nel 2013 la Regione destina ulteriori risorse alla misura (fondi comunitari della programmazione 2007-2013) e, con lo scorrimento della graduatoria, il piano viene finanziato.
👉 Rinvio a questa mia vecchia nota del marzo 2013, da qui: https://www.enzocolonna.com/…/finalmente-una-buona…/
☑️ Gli interventi andavano appaltati entro il 2014 e le spese erogate andavano rendicontate inderogabilmente entro il 31 dicembre 2016 (termine della programmazione 2007-2013). Persi, dunque, i fondi della programmazione 2007-2013. Nel dicembre 2015 la Regione riconosce una nuova possibilità ai progetti comunali non appaltati in tempo e che quindi avevano perso le risorse della programmazione 2007-2013: dirotta tali progettualità sotto la copertura finanziaria del PAC (piano di azione per la coesione).
👉 Spiegai in questa nota del luglio 2015:
👉 e qui nel febbraio 2016:
☑️ Giugno 2016 il Comune (amministrazione Forte) approva i progetti definitivi e si impegna con la Regione ad appaltare le opere entro il 2016.
👉 V. qui:
☑️ Il termine di fatto slitta, acquisita disponibilità della Regione, al dicembre 2017.
☑️ Novembre 2018 (amministrazione Melodia), dopo un paio di mesi di interlocuzioni e lavoro, la Regione (governo Emiliano, assessore Pisicchio) ammette il Comune a rimodulare nuovamente il cronoprogramma (progetti esecutivi e avvio gare di appalto entro il 31 dicembre 2018).
👉 Rinvio a due interventi dell’epoca, da qui:
👉 e qui:
☑️ 29 marzo 2019, acquisiti i progetti esecutivi dal Comune nel febbraio 2019, la Giunta regionale delibera l’erogazione del finanziamento di 5 milioni di euro (fondi PAC) a condizione che i progetti siano immediatamente cantierabili.
👉 V. qui:
☑️ 27 maggio 2019, Regione e Comune sottoscrivono il nuovo disciplinare (in sostituzione di quello siglato nel 2014, ormai superato) che definisce gli obblighi degli Enti e soprattutto il puntuale cronoprogramma aggiornato per l’esecuzione degli interventi.
👉 V. qui:
☑️ 11 ottobre 2019, viene pubblicato il bando di gara per l’affidamento dei lavori di recupero e riqualificazione di alcune vie e piazze del centro storico di Altamura.
👉 Ne scrissi qui:
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📍 Una storia lunga, lunghissima, insomma, che conferma, ancor più a beneficio di chi è chiamato, per un tempo dato, ad agire nelle Istituzioni pubbliche, il richiamo del poeta: siamo il “fiume che passa e resta”, “uno e diverso sempre”.

Conclusa la fase di valutazione delle proposte di gestione di una porzione del complesso dell’ex Orfanotrofio “Simone Viti Maino” pervenute in Regione.

Si è conclusa la fase di valutazione delle proposte di gestione di una porzione del complesso dell’ex Orfanotrofio “Simone Viti Maino” pervenute in Regione. Questo “luogo” del nostro Comune, nel maggio scorso, era stato ammesso nel catalogo dei beni pubblici da riutilizzare e rivitalizzare della misura regionale “Luoghi Comuni”.
👉 Da qui il mio aggiornamento di maggio:
#LuoghiComuni è un’innovativa iniziativa attivata due anni fa dalla Regione Puglia con il supporto dell’ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione), finalizzata a individuare e finanziare progetti di innovazione sociale promossi da organizzazioni giovanili da realizzare in spazi pubblici inutilizzati o sottoutilizzati. Una misura che ho molto apprezzato, seguito e sostenuto dall’inizio, su cui più volte sono intervenuto segnalandola e sollecitando le amministrazioni del territorio a presentare candidature.
Come riferivo, dopo l’inserimento del bene nel catalogo regionale, nei giorni scorsi si è conclusa anche la seconda fase, quella dedicata all’individuazione dell’organizzazione giovanile del Terzo Settore a cui la Regione erogherà un contributo di 40.000 euro a copertura degli oneri dei primi due anni di gestione. Sono stati pubblicati, infatti, gli esiti delle valutazioni dei progetti di gestione candidati entro il termine del 30 settembre 2020.
La commissione regionale ha valutato positivamente la proposta presentata dall’Associazione Culturale Liber Festival, un’organizzazione del territorio che coinvolge tanti giovani e che da anni propone diverse iniziative culturali, in particolare un festival dedicato ai lettori e alla lettura con una formula originale e con grande riscontro in termini di partecipazione.
Alcuni locali del complesso “Viti Maino”, di circa 125 metri quadrati, ad angolo tra Viale Martiri 1799 e Via Ottavio Serena, saranno destinati a nuovi spazi per lo studio, ad incontri, azioni di animazione sociale e culturale.
Ora prenderà avvio la terza fase prevista, quella della coprogettazione, durante la quale Regione (staff “Luoghi Comuni” della Sezione regionale “Politiche giovanili e Innovazione sociale” e dell’ARTI, staff che ringrazio per la passione e il lavoro dedicati a questa misura), Comune di Altamura e Associazione LiberFestival, insieme, definiranno e poi sanciranno in una convenzione i dettagli e i reciproci impegni relativi alla gestione, per la quale, come scrivevo, la Regione metterà a disposizione dell’organizzazione giovanile un finanziamento di 40.000 euro.
Come ho più volte precisato, non avendo più alcun ruolo istituzionale, mi limito a seguire il lavoro (progettualità e iniziative) avviato e sviluppato nei miei quattro anni in Regione, affinché vada tutto a buon fine e perché sia adeguatamente valorizzato e messo a fattor comune, come patrimonio collettivo da utilizzare, difendere, promuovere, come occasione di crescita collettiva sociale, economica e culturale.
Questa procedura segue quella, sempre con la misura “Luoghi Comuni”, già andata a buon fine nei mesi scorsi, relativa all’individuazione del soggetto gestore del complesso “ex Conservatorio Santa Croce” di Altamura (sebbene non mi pare sia ancora partita la gestione, ma non ne conosco i motivi).
Sono particolarmente felice per l’esito di quest’ultima progettualità e candidatura, perché è stata ispirata e si è sviluppata, prima sulle gambe e con l’energia, poi in nome e in memoria di Gianpiero Zaccaria. Giovanissimo architetto altamurano, morto il 18 maggio scorso. È stato un prezioso, sensibile, appassionato, generoso compagno in tanti impegni sul versante culturale, ambientale, civico, politico in generale, in particolare, negli ultimi anni, con i giovani di GIF – Giovani Idee in Fermento , di AlteraCultura , di LiberFestival, nonché con i colleghi del laboratorio di progettazione Iperurbano.
La decisione, da parte dei giovani, suoi amici, dell’Associazione LiberFestival, di dedicare a lui il progettato nuovo centro (“LiberHub Gianpiero Zaccaria”) è un modo, come avevo sperato a maggio, per ricordarlo e ringraziarlo per il grande contributo, nonostante la sua giovane età, che è riuscito a garantire alla vita di quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo e frequentarlo, io tra questi, e di tutti i cittadini altamurani. I compagni non si lasciano, quando cadono e anche quando scompaiono dalla portata dei nostri sensi. Per quello che ci hanno dato e per quello in cui hanno creduto e in cui insieme abbiamo creduto, sono convinto che debbano continuare ad animare le nostre azioni, le nostre scelte. Non sono e non servono esercizi di memoria. A noi toccano esercizi di presente, tocca agire nel presente, un presente che noi vivifichiamo con l’energia, l’entusiasmo, lo spirito di chi è caduto, ci ha lasciato, è scomparso. Altrimenti, passato e futuro sono comodi rifugi, alibi, per non far nulla qui e ora.
Ecco, dobbiamo portare a termine il lavoro.

Due articoli sull’Emodinamica della Murgia

Due articoli sull’Emodinamica della Murgia. Il primo della Gazzetta del Mezzogiorno, pubblicato il 28 novembre, a firma di

Onofrio Bruno

. Il secondo del Quotidiano del Sud, pubblicato oggi, 30 novembre.

Tutto questo è merito del personale dell’Unità di Cardiologia del nostro Ospedale diretta dal dott. Francesco Massari: medici, infermieri, tecnici di radiologia, oss, addetti ai servizi ausiliari. Con l’affiancamento, previsto per l’avvio del servizio, dell’équipe di emodinamica dell’Ospedale San Paolo (responsabile, il dott. Nicola Locuratolo). A tutti, grazie! In particolare, per l’attività svolta nella sala di emodinamica, la gratitudine va a professionisti come, per la cardiologia interventistica, i dottori Marco Basile (emodinamista di lungo corso, seppur anagraficamente giovane, a cui dobbiamo moltissimo per l’attività preparatoria del nuovo servizio e le prestazioni in corso) e Francesco Giardinelli; per le procedure di elettrofisiologia, i dottori Pietro Scicchitano, Mariangela Pinto e Paolo Sasanelli; gli infermieri Vito Pinto e Antonio Mariano; i tecnici di radiologia Donato Goffredo, Giuseppe Battipaglia e Mara Brienza.

EMERGENZA COVID: PROPOSTE, EVIDENZE, PUNTI FERMI.

Da alcuni commenti al mio ultimo post sull’argomento, ieri, desumo che la brutalità e la semplificazione di questo mezzo di comunicazione non abbia consentito di cogliere un paio di evidenze e, in alcuni casi, ha generato divagazioni di taglio politicista completamente fuoriluogo e irrilevanti. Di seguito, le evidenze, anche ora semplificando molto.
✅ Non ho alcun ruolo politico, decisionale e istituzionale e, da tempo, non sono coinvolto in alcun consesso politico o istituzionale di confronto, se non quello che si può sviluppare qui, il che limita capacità di azione e incisività ad un’opera di sensibilizzazione, una voce o uno spunto di riflessione messo qui, in rete, per quel poco, pochissimo o nulla che vale.
✅ Nel tempo si scrivono e sottolineano cose, si apprezzano iniziative o proposte avanzate da altri, tutte cose che non è possibile ogni volta riprendere (sono già prolisso di mio) e questo non ha consentito di riprendere nuovamente alcune tracce o ipotesi di lavoro su cui tutti potremmo impegnarci per affrontare, insieme, l’emergenza in corso. Mi permetto, con lo stesso spirito (e la stessa irrilevanza/rilevanza), di richiamarne alcune proposte nelle settimane scorse:
☑️ #Blocco generalizzato, per due settimane, di attività e uscite a partire da una certa ora del tardo pomeriggio/sera (19.30-20?), accompagnato magari da un’anticipazione degli orari di apertura pomeridiana degli esercizi commerciali (il blocco potrebbe essere esteso a tutto il pomeriggio la domenica);
☑️ Sospensione, per due settimane, di tutte le attività didattiche in presenza o, a mio parere preferibile (sempre se, da una rapidissima consultazione di dirigenti e personale delle #scuole, dovesse essere fattibile), limitando le attività didattiche in presenza ai primi due anni delle scuole elementari, al primo anno della scuola media, al primo anno degli istituti superiori;
☑️ Sospensione o ridimensionamento, per due settimane, dei riti religiosi di ogni culto, da concordare con i rappresentanti delle rispettive #chiese;
☑️ Importante… Attivazione di una #Unità comunale, multidisciplinare (con medici, psicologi, terapisti, infermieri, oss), che, attraverso un numero verde, in stretto collegamento con i medici di base e di concerto con il Dipartimento di Prevenzione e il Distretto socio-sanitario della Asl, dia manforte alla USCA (unità speciale di continuità assistenziale) che la Asl di Bari ha attivato sin dall’estate scorsa e assolutamente insufficiente con i numeri dei contagi e con la mole del fabbisogno di assistenza domiciliare che si registra da un mese e mezzo a questa parte. L’Unità dovrebbe essere dedicata non al servizio di sorveglianza epidemiologica (tracciamento, mappatura dei contatti stretti, tamponi, ecc.), ma solo all’assistenza domiciliare soprattutto di soggetti fragili risultati positivi (anziani, disabili), a volte anche per bisogni in sé banali (somministrazione di un farmaco, una flebo, ecc.).
✅ Quando ho scritto di assunzione collettiva della responsabilità e del peso della prevenzione, soprattutto, quando ho scritto più volte della necessità di “rinunciare a poco tutti quanti, per non rimpiangere tanto dopo” a cosa mi riferivo? Lo spiego nuovamente riportando l’esperienza, a mio parere virtuosa, di Toritto, un comune a noi vicino, dalle dimensioni molto più contenute rispetto alle nostre, ma che, a fine ottobre, si è ritrovato con un alto numero di contagiati, un caso ogni 90 abitanti circa. Ciò indusse a decidere un significativo blocco delle attività e di tutte le scuole per quindici giorni. Tale blocco è stato sì sancito da provvedimenti comunali, ma è stato accompagnato da una straordinaria comprensione e adesione della popolazione a quei sacrifici. Il resto li hanno fatto i controlli. Nei giorni successivi, a Toritto, si è ovviamente continuato a registrare un aumento dei casi positivi sino a raggiungere il picco di circa 230 verso il 10 novembre. Da allora, però, l’adozione di quelle misure ha determinato un appiattimento della curva di crescita dei contagi, segnalando progressivamente sia la riduzione dei contagi giornalieri accertati sia l’aumento dei guariti. E questo ha consentito la riapertura delle scuole dopo due settimane di sospensione. L’ultimo aggiornamento risale a due giorni fa con un numero di positivi sceso drasticamente a cento.
✅ Un ultimo punto. Ogni critica, riserva, contestazione, opinione è non solo legittima, ma, ritengo, sacrosanta, direi doverosa. Governare non significa gestire o alimentare una corte; essere leali e fedeli alle Istituzioni non significa essere accondiscendenti o cortigiani. Nel mio caso, poi, riservo franchezza a tutti, parole chiare nella critica, nella proposta e nell’apprezzamento, perché la ritengo il miglior modo per essere leali, soprattutto per crescere e migliorarsi tutti. Altro conto è come i miei interlocutori hanno vissuto e vivono il mio essere franco (il più delle volte, ho pagato con incomprensioni, isolamento, ingratitudini, ma questa è un’altra storia, collettivamente irrilevante). Questo però, comunque e sempre, implica avere massimo rispetto per le Istituzioni e le Persone che le istituzioni rappresentano, soprattutto in una fase complicata. Un Sindaco. Un Parlamentare. Un Presidente di Regione. Un Presidente del Consiglio. Come pure, dalle stesse persone che rappresentano le Istituzioni, si richiede misura, responsabilità, rispetto per il lavoro delle altre istituzioni, sottraendosi alla tentazione dello scaricabarile.
Ogni cedimento verbale verso volgarità e inciviltà segna degrado, una sconfitta a priori, personale prim’ancora che collettiva.

EMERGENZA COVID / 500 CASI ACCERTATI NEGLI ULTIMI CINQUE GIORNI. SIAMO A QUASI 1800 ATTUALMENTE POSITIVI AD ALTAMURA. AUMENTANO OGNI GIORNO I DECESSI. FINO A QUANDO PORTEREMO AVANTI QUESTA CONTA DOLOROSA? BASTA INDUGI. URGONO DECISIONI E INIZIATIVE.

Piangiamo la perdita, anzitempo, di anziani e di adulti. Ogni giorno. Nelle ultime ventiquattr’ore, una donna di 44 anni e un docente di una scuola altamurana. Siamo in ansia per i ricoverati (all’Ospedale della Murgia, al Miulli, al Policlinico, ad Ostuni), anche giovani e adulti. Il sistema sanitario non riesce più – dalla fine di ottobre, quando i casi hanno raggiunto la soglia dei 6-700 casi – a seguire, tracciare, assistere soggetti fragili. Con tali numeri imponenti è risultato rapidamente insufficiente quanto pure si era attivato in tempo, in estate, molto prima che in altri comuni (postazione tamponi in modalità drive-trough, usca – unità speciale di continuità assistenziale). Sono necessarie, lo si chiede da alcune settimane, altre unità che assicurino assistenza domiciliare sul territorio. Il nostro Presidio ospedaliero, il “Perinei”, è preso d’assalto, senza sosta, da un mese a questa parte e, pur non tralasciando altre esigenze di cura (ad esempio, dialisi; terapie oncologiche; giusto ieri, ho dato conto delle oltre 100 coronarografie e 30 angioplastiche effettuate negli ultimi due mesi), sta mettendo in campo uno sforzo enorme per assicurare assistenza e cura al centinaio di pazienti covid lì ricoverati.
Diciamocelo con franchezza e con onestà, soprattutto tra gli addetti della politica e delle istituzioni. Si poteva fare di più, sicuramente, in questi ultimi due mesi e si deve e si può chiedere, ma cosa si può realisticamente pretendere dalle strutture sanitarie con numeri come i nostri. Pensate, oggi, 28 novembre, siamo a quasi 1800 persone residenti ad Altamura attualmente positivi, ovviamente quelli ufficialmente accertati (2200-2300 in totale, da fine agosto)? Ci vorrebbe un esercito, non un’altra usca o altre due, per tracciare i contatti stretti (10-15, mediamente, per ogni caso positivo), fare tamponi, monitorare, seguire, assistere.
Con questi numeri, diciamocelo con franchezza e onestà, era necessaria una prova di responsabilità, che significa farsi carico di questa realtà, non lasciandola alla cura, alla responsabilità, quindi ai doveri e ai limiti inevitabili di altri, di altre istituzioni, da cui non si può pretendere l’irreale. È come se in una famiglia c’è uno solo che lavora e tutti gli altri scialano e pretendono sempre di più da quel poverino che lavora. C’è un limite, oltre il quale i diritti diventano egoismo puro, la realtà paranoia.
Questo per dire, nuovamente due giorni all’indirizzo del Consiglio comunale di Altamura, che c’è stato il tempo per fare scelte, individuare iniziative diverse e più incisive di contenimento, destinate se non ad arrestare, almeno a contenere la diffusione dei contagi. Ovviamente, con sacrifici dolorosi e difficili da adottare e imporre. C’erano opzioni da valutare, tutti assieme, da tutta la classe politica locale, perché non ci sono schieramenti che tengano su problemi come quelli che stiamo affrontando, così da individuare priorità e salvaguardare l’una o l’altra esigenza (ad esempio, blocco serale generalizzato o chiusura generale di tutte le scuole, diversa sistemazione e organizzazione dei mercati prim’ancora di arrivare alla sospensione, massiccio ricorso al lavoro a distanza negli uffici, ecc.). Da settembre era evidente come si fosse innescata una progressione impressionante e rapida dei contagi, il cui numero, da allora, è raddoppiato di quindici giorni in quindici giorni. Lo ricordavo nuovamente due giorni fa:
In meno di una settimana, esattamente dal 22 novembre – riflettiamo per favore – il numero dei contagiati è salito da 1284 agli odierni 1776: circa 100 casi al giorno accertati negli ultimi cinque giorni.
Per settimane c’erano opzioni, scelte da vagliare e adottare, così da rinunciare a poco tutti, per non rimpiangere tanto più avanti, ho ripetuto più volte. Senza nessuno sforzo in più, invece, ci siamo adagiati su quanto prevedevano decreti nazionali e ordinanze regionali (magari pure prendendoci il lusso di attaccarli). Avevamo invece il dovere di far qualcosa in più prendendo atto di quanto stava avvenendo, della anomalia del nostro territorio, che qui il contagio si è da subito presentato con numeri senza eguali in tutta la Puglia, con un’incidenza più che doppia rispetto alla media pugliese. Avevamo il dovere, con iniziative e provvedimenti specifici, di alleggerire il carico e la pressione sulle strutture sanitarie, senza limitarsi a scaricare tutto ora su asl, ora su dipartimento di prevenzione, ora su ospedale.
Ora, credo, non ci sia più questo margine di scelta. Basta indugi. Decisioni e sacrifici sono ineludibili. Altrimenti si fermerà tutto, non a seguito di provvedimenti, ma perché mezza Altamura, di questo passo, sarà posta in isolamento fiduciario o quarantena. E continueremo a piangere.

IN DUE MESI E MEZZO SUPERATA QUOTA 100 CORONAROGRAFIE. GRANDI NUMERI E PROFESSIONALITÀ PRESSO L’EMODINAMICA DELLA MURGIA. UN GRANDE LAVORO, UN GRANDE VALORE!

Sono 102 le coronarografie effettuate dal Servizio di #Emodinamica dell’Ospedale della #Murgia “Fabio Perinei”. È improprio scrivere e parlare in questi termini quando si tratta di sanità; dietro ogni numero o prestazione ci sono la vita e la salute di persone, ci sono affetti e sofferenze. Ma il numero è importante e va segnalato perché documenta ed è capace di rendere meglio di qualunque parola o ragionamento il grande, delicato, sensibile, prezioso lavoro svolto.
✅ Con le quattro di oggi, si è superato il numero di 100 coronarografie effettuate nella nuova e moderna Sala di Emodinamica inaugurata il 7 settembre scorso
👉 v. qui:
e presso cui si era tenuta la prima seduta il 10 settembre
👉 v. qui:
❤ In poco poco più di due mesi, a regime parziale, cioè con due sedute programmate settimanali, in un periodo complicatissimo dettato dall’emergenza Covid-19, che ha rallentato tutta l’attività “ordinaria”, l’Unità ha effettuato:
☑️ 102 #coronarografie, di cui una quindicina su pazienti con infarti in corso;
☑️ circa un terzo delle coronarografie hanno avuto come esito l’effettuazione, durante la seduta, di interventi di #angioplastica (per 4-5 l’angioplastica non non era possibile e si sono resi necessari interventi cardiochirurgici, quindi il trasferimento presso strutture ospedaliere di Bari);
☑️ nella medesima nuova sala di emodinamica si sono tenute, nello stesso periodo, quasi 40 procedure di #elettrofisiologia (ad esempio, impianti di pacemaker).
📌 Mettendo da parte traguardi e numeri, pensiamoci… 102 pazienti, 102 famiglie, centinaia di parenti e persone care, che hanno trovato qui, nella nostra Murgia, nella cardiologia interventistica dell’Ospedale “Perinei” la risposta ad una loro domanda vitale, ad un loro bisogno, a volte impellente, urgente, di cura e prevenzione. E hanno trovato questa risposta professionale, efficace, puntuale, umanamente ispirata, come molti di loro hanno attestato (anche a me).
✅ Tutto questo è merito del personale dell’Unità di Cardiologia del nostro Ospedale diretta dal dott. Francesco Massari: medici, infermieri, tecnici di radiologia, oss, addetti ai servizi ausiliari. Con l’affiancamento, previsto per l’avvio del servizio, dell’équipe di emodinamica dell’Ospedale San Paolo (responsabile, il dott. Nicola Locuratolo). A tutti, grazie! In particolare, per l’attività svolta nella sala di emodinamica, la gratitudine va a professionisti come, per la cardiologia interventistica, i dottori Marco Basile (emodinamista di lungo corso, seppur anagraficamente giovane, a cui dobbiamo moltissimo per l’attività preparatoria del nuovo servizio e le prestazioni in corso) e Francesco Giardinelli; per le procedure di elettrofisiologia, i dottori Pietro Scicchitano, Mariangela Pinto e Paolo Sasanelli; gli infermieri Vito Pinto e Antonio Mariano; i tecnici di radiologia Donato Goffredo, Giuseppe Battipaglia e Mara Brienza.
📌 È su persone così che possiamo contare, per costruire progresso, crescere e tenere in piedi l’architettura del nostro vivere insieme. Persone normali, che ogni giorno affrontano, con il proprio lavoro e impegno, difficoltà, fatiche, durezze dell’esistenza, provando, riuscendo e fallendo. Non strappano applausi o like, ma, silenziosamente, segnano e migliorano la realtà e rendono meno dure le esistenze di tanti, rinsaldando comunità e realizzando la propria personalità. Operano nei luoghi di lavoro, nelle botteghe e nei propri esercizi commerciali, nelle istituzioni, negli uffici e servizi pubblici, nelle proprie aziende e attività professionali, nella ricerca di un’opportunità e nello studio, nel volontariato, nelle proprie famiglie.
📌 Come avrete capito – spero di essere stato sufficientemente chiaro con le condotte ed esternazioni pubbliche degli ultimi tempi (queste limitate quasi esclusivamente ai miei aggiornamenti social) – da quando è cessato il mio mandato (di fatto, da agosto, con la mia non candidatura) tengo d’occhio quelle che sento mie “creature”, opere già realizzate o da realizzare ancora, servizi già avviati o da avviare e potenziare, leggi e misure regionali approvate e da attuare. Opere, servizi, leggi, misure, sui cui ho lavorato nei miei quattro anni in Consiglio regionale. E continuerò farlo perché l’opera sia portata a termine, per esercizio di memoria, per dare valore al lavoro compiuto, per creare una condivisa e diffusa consapevolezza di quello che ci siamo conquistati e che dobbiamo difendere e seguire. Continuo e continuerò, inoltre, a mettere a disposizione di chiunque lo ritenga utile, il bagaglio di esperienza, conoscenza, contatti, un po’ di credibilità che mi sono formato in questi anni in Regione.
📌 Una delle più belle “creature” è stata proprio l’Emodinamica della Murgia. Una conquista storica, frutto di anni di lavoro. Complesso, intenso, di tanti. Basta? No, certamente. Come ho sottolineato più volte, quel servizio è pienamente operativo, ma a regime ridotto, con due sedute settimanali. Superata la fase di avvio (che si fa sempre e ovunque per servizi del genere), va dunque potenziato, con ulteriore personale rispetto a quello già assunto e dedicato, per arrivare ad essere operativo sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro.
📌 Per raggiungere questo ulteriore avanzamento è dunque importante vedere, riconoscere, apprezzare quanto si è fatto e si sta facendo. Il lavoro è stato tanto e di tanti, visibile, tangibile. Sia in questi ottanta giorni di operatività dell’Emodinamica murgiana, sia negli anni precedenti per arrivare alla sua attivazione. Se non vediamo e non riconosciamo questo lavoro, se non gli diamo il giusto valore, se non lo isoliamo, preservandolo, dall’inettitudine, dall’apatia, dall’inefficienza, da tutto ciò che non va e non funziona, dal mare di chiacchiere e polemiche, se non ne facciamo motivo di orgoglio collettivo, non c’è speranza per alcuno. Vedere, riconoscere, apprezzare, ringraziare il buono che c’è in mezzo a noi, fa bene a tutti, perché, rendendo esplicito e chiaro a tutti ciò che è stato “bene”, ciò che si è fatto “bene”, lo rende patrimonio comune e condiviso. Indica il percorso giusto; motiva e impegna tutti a proseguire.
📌 Chiudo questo post, come faccio sempre, rinnovando il mio “GRAZIE” a quanti (li conosco tutti, li ho incontrati decine e decine di volte – in Ospedale, in Asl, in Regione, a partire da Michele Emiliano -, i loro volti mi sono ben presenti, alcuni li ho citati prima e nelle mie note precedenti di cui ho segnalato i link sopra) hanno speso, in varia misura, lavoro e impegno per l’attivazione dell’Emodinamica e da due mesi e mezzo spendono la loro opera quotidiana per assicurarne l’attività, curando le persone.
ENZO COLONNA

COVID, LA NOSTRA REALTÀ. NUMERI, DUREZZE, DOLORI. I DOVERI DELLE ISTITUZIONI.

Esperti individuano la soglia oltre la quale un’epidemia è da ritenere fuori controllo nell’1%, cioè quando il numero dei contagiati supera l’1% della popolazione.
Altamura: circa 50 casi positivi, pari al 3,1% del totale in Puglia (1.599)
Incidenza: Altamura, 7 casi ogni 10.000 residenti / Puglia, 4 casi ogni 10.000.
Avevo fatto cenno qui:
Altamura: circa 100 casi positivi, pari al 3,8% del totale in Puglia (2.607)
Incidenza: Altamura, 14 casi ogni 10.000 residenti / Puglia, 7 ogni 10.000 residenti.
Ne avevo scritto qui:
Altamura; circa 450 casi positivi, pari al 4,4% del totale in Puglia (10.002)
Incidenza: Altamura, 64 casi ogni 10.000 residenti / Puglia, 25 casi ogni 10.000 residenti.
Ne avevo scritto qui:
Qui:
E qui:
Altamura: circa 800 casi positivi, pari al 4,8% del totale in Puglia (16.573)
Incidenza: Altamura, 113 casi ogni 10.000 residenti / Puglia, 41 casi ogni 10.000 residenti.
Ne avevo scritto qui:
Altamura: oltre 1400 casi positivi, pari, al 4,3% del totale in Puglia (32.959)
Incidenza: Altamura, 199 casi ogni 10.000 residenti / Puglia, 82 casi ogni 10.000 residenti.
Cioè, sulla base dei dati acquisiti due giorni fa, ad Altamura il numero dei #contagiati (solo a voler considerare quelli attuali, non il numero dei casi totali che è ben superiore) ha superato il 2% della popolazione residente, in Puglia è pari allo 0,8%. In altri termini, ad Altamura 1 caso ogni 50 abitanti, in Puglia la media è 1 caso ogni 122 abitanti.
La crescita dei #contagi si è manifestata con evidenza e virulenza da tempo, da due mesi e mezzo almeno. Sono praticamente raddoppiati ogni quindici giorni.
Un altro dato doloroso mi ha impressionato e deve essere preso in considerazione (ovviamente con tutta la cautela di numeri che vanno esaminati e raffrontati più compiutamente): al 24 novembre di quest’anno, ad Altamura, il numero dei #decessi di persone over 65 anni (460) ha già superato sia il numero complessivo dei decessi avvenuti nel corso del 2019 (458) che di quelli dell’intero 2018 (425) ed è poco inferiore al numero dei decessi complessivamente registrati nel 2017 (481).
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Questa è la brutalità dei numeri. Ognuno faccia le proprie valutazioni, tragga le proprie conclusioni. Questa è la #realtà, ora, la nostra, con cui dobbiamo fare i conti e che non possiamo ignorare, deformare, plasmare secondo le nostre convinzioni, convenienze, idee. Ed è complessa, contraddittoria, imperfetta, difficile. Nei confronti in rete, a distanza, invece, si preferisce la guerriglia verbale e politica all’assunzione della responsabilità dei problemi, che è faticosa, dura, paziente. Si cerca spesso il pretesto per il solito spargimento di diffidenza, pessimismo, odio, sospetti e rancore, misconoscimento del lavoro degli altri (spesso duro, ingrato).
Massimo Recalcati, ascoltato qualche giorno fa attraverso un video circolato in rete, mi ha colpito in un suo passaggio (e confortato, aggiungo, in un mio antico convincimento che va oltre la formazione e il processo educativo di cui lui parla). Lo riporto, a memoria:《Ogni processo di crescita, ogni processo educativo non si fa con gli ideali astratti. Si fa con quello che c’è. Ha a che fare non con l’ideale, ma con il reale. … Le Istituzioni siano capaci di farsi sentire vicine alle persone più vulnerabili e fragili che patiscono particolarmente crisi. E che questo accada adesso.》
Ebbene, in questo reale, ad Altamura, ci sono i numerosi anziani che tante famiglie hanno perso in queste settimane, ci sono persone adulte e forti in terapia intensiva, ci sono gli oltre 1800 casi totali Covid della seconda ondata (gli ultimi tre mesi), le oltre 1400 persone attualmente positive (ometto i dati sulle scuole cittadine, come quello delle 26 classi poste in isolamento fiduciario negli ultimi venti giorni, per non rinfocolare una polemica che non mi può vedere contrapposto a alcuno), ci sono le circa cento persone ricoverate, causa covid, nel solo “Perinei”, molti in condizioni serie, ci sono le strutture sanitarie ospedaliere e territoriali in grande affanno, impegnate in uno sforzo senza precedenti da mesi per far fronte a bisogni vitali e problemi reali, ma anche a protocolli, procedure e affaticamenti burocratici di ogni genere.
Ho letto di una seduta, questa sera, del Consiglio comunale di Altamura. Credo che sia la sede giusta, ideale, doverosa, per affrontare questi temi.
Mi auguro che se ne stia parlando, per capire cosa non ha funzionato, non è stato fatto, cosa va corretto, nella nostra città, cosa è possibile fare, quali rimedi e iniziative mettere in campo. Mi auguro che ci si stia ponendo il tema del “che fare?!”, come rimediare e farsi carico di questa realtà, che investe tutti noi, le nostre famiglie, i nostri anziani e i nostri bambini, i nostri disoccupati, le nostre attività commerciali e professionali, le nostre imprese, non limitandosi, se va bene, a registrare i problemi lasciandoli però, come si è indotti a fare, alla cura, alla responsabilità, quindi ai doveri e agli inevitabili limiti di altri, di altre istituzioni, da cui si ha il diritto di pretendere tanto, ma non si può pretendere l’irreale.
Mi auguro che ci sia una presa di consapevolezza collettiva e condivisa, senza barriere e schermaglie di partito o di schieramento, con umiltà, e non la solita, autoassolvente, rivendicazione dei diritti che (con questa realtà, la nostra realtà, che non ha, con i numeri che riportavo, eguali in tutta la Puglia, credo pochi in Italia) mi pare un bel vestito cucito addosso agli egoismi. I diritti si declinano nel rapporto con gli altri, come i doveri degli altri si delineano meglio se i nostri ci sono chiari e li assolviamo.
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《Salviamo il mondo da quello che poteva succedere. Il mondo non lo saprà mai e anche se lo sapesse, non gli importerebbe. A nessuno importa della bomba che non è esplosa, ma solo di quella che è esplosa. È la bomba non esplosa il pericolo che nessuno sapeva fosse reale. Quella è la bomba che può cambiare il mondo.》

Sono partite oggi le attività per raccolta del plasma iperimmune all’Ospedale della Murgia.

Sono partite oggi le attività per raccolta del plasma iperimmune all’Ospedale della Murgia. Tantissime le telefonate arrivate all’Unità di Medicina Trasfusionale, al cui responsabile (dott. Leonardo Sardella) e staff rinnovo la mia gratitudine. Sono stati selezionati i primi sette potenziali donatori. Nei prossimi giorni si verificherà se possono effettivamente procedere con le donazioni, cioè se ci sia la carica minima di anticorpi richiesta, come riferivo nel post di ieri [disponibile da qui] e come si spiega bene nell’articolo pubblicato oggi dalla Gazzetta del Mezzogiorno a firma di

Onofrio Bruno (che ringrazio).
Sono gesti che rinnovano il legame di ognuno col resto della specie umana e confermano quanto forte sia quel legame, che ci fa sentire parte di un tutto.

AL VIA LA RACCOLTA DI PLASMA IPERIMMUNE ALL’OSPEDALE DELLA MURGIA “FABIO PERINEI”.

Da domani sarà possibile effettuare le donazioni di plasma iperimmune. Possono donare solo soggetti che sono stati contagiati da COVID-19 e sono guarite, con tampone negativo da almeno quattordici giorni.
In molti avevano sollecitato e chiesto. Ne avevo parlato nelle settimane scorse con il dott. Leonardo Sardella, responsabile dell’Unità di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale della Murgia “Perinei”, una bellissima unità che ci siamo conquistati negli ultimi anni e che è operativa da oltre un anno e mezzo.
La procedura di donazione è strutturata in due fasi. Prima si procede all’esame di un campione, con una serie di test di laboratorio, in particolare finalizzati a verificare la presenza di anticorpi con una carica immunitaria minima, sufficiente a neutralizzare SARS-CoV-2. Se tale livello di anticorpi “neutralizzanti” viene accertata, il soggetto viene successivamente chiamato a effettuare la vera e propria donazione. Il plasma raccolto viene poi trasferito al laboratorio dell’Ospedale San Paolo per una serie di trattamenti e solo successivamente è pronto per la trasfusione a favore del paziente. Ovviamente la donazione può essere effettuata tra soggetti con gruppi sanguigni compatibili.
Per comunicare la propria disponibilità alla donazione di plasma (ripeto, solo soggetti guariti da covid, con tampone negativo) e fissare l’appuntamento per il prelievo del campione, bisogna contattare l’Unità di Medicina Trasfusionale dell’Ospedale della Murgia, ai seguenti numeri: 0803108597 / 0803108594.
Se potete, passate parola tra parenti e amici.
Mi ha aggiornato, nelle ultime ore, di questo significativo sviluppo il dott. Sardella. Con lui e, ieri, con il dott. Domenico Milella (direttore dell’Unità di Anestesia e Rianimazione del “Perinei” che, con la sua equipe, sta svolgendo un lavoro enorme, preziosissimo, con un tratto straordinario anche di umanità e sensibilità nei confronti dei numerosi pazienti ricoverati) ho avuto modo acquisire elementi informativi sulla effettiva portata della terapia con plasma iperimmune su pazienti affetti da COVID-19. Dalle loro parole e da quelle di altri esperti della materia, ne ho tratto la conclusione che, nonostante quanto si riferisca e si divulghi spesso da persone e fonti non mediche e non scientifiche, tale terapia è uno strumento in più, ma non certo risolutivo, e la sua efficacia non è certo assodata. In ogni caso, mi hanno spiegato i dottori, a tale terapia non si può fare ricorso in via generalizzata, ma solo in circostanze specifiche. Quindi la sua portata va ridimensionata rispetto alle altissime aspettative che ha generato.
Per gli sforzi compiuti e per questo ulteriore servizio assicurato alla collettività murgiana (che ha comportato la definizione di una serie di passaggi, verifiche e protocolli), sono molto grato e auguro buon lavoro al Responsabile, il dott. Leonardo Sardella, e a tutto il personale dell’Unità di Medicina Trasfusionale e al Direttore del Dipartimento Immuno-Trasfusionale dell’ASL di Bari, dott. Michele Scelsi.
Al “Perinei”, per quanto siano in tanti ad impegnarsi a parlarne in termini negativi o a diffondere notizie parzialmente vere/false (quindi, comunque, distorte), senza prendersi la briga di guardare dentro, beh, lì, al “Perinei”, io vedo solo tantissimi operatori sanitari (medici, infermieri, oss, ausiliari, tecnici, amministrativi, direzione medica e amministrativa) impegnati in uno sforzo senza precedenti, straordinario, che, a mio parere, dall’esterno spesso non vediamo o non vogliamo vedere e che, sicuramente, non aiutiamo con iniziative dirette a limitare, ridurre l’incredibile pressione determinata dall’altissimo numero dei contagi nel nostro territorio (un numero che non ha eguali in tutta la Puglia) e dei collegati e conseguenti accessi e ricoveri.
ENZO COLONNA