LA PRIMA #ANGIOPLASTICA NELLA STORIA DELLA SANITÀ MURGIANA. SODDISFAZIONE, ORGOGLIO, GIOIA.

Importante giornata, quella di #martedì15settembre2020, all’#Ospedale della #Murgia “Perinei”. È una data da segnare.
Giovedì scorso, una settimana fa, si tenne la prima seduta di attività della Sala di #Emodinamica, durante la quale furono effettuate 4 coronografie diagnostiche ma nessuna angioplastica.
Due giorni fa, martedì 15, al termine di una delle 5 coronografie effettuate nel corso della giornata, è stata eseguita la prima #angioplastica nella storia della sanità murgiana, un intervento di chirurgia a cui si ricorre per dilatare un restringimento coronarico che riduce il flusso del sangue al cuore.
Ad operare il dott. Marco Basile, cardiologo ed esperto emodinamista, con l’équipe (infermieri, tecnico di radiologia) dell’Unità di Cardiologia del “Perinei”, diretta dal dott. Francesco Massari, coadiuvati dall’équipe del San Paolo diretta dal dott. Nicola Locuratolo (a sinistra, nella prima foto, con il dott. Basile).
Le sedute dedicate alle coronografie e angioplastiche, in questa fase iniziale, sono due a settimana, come ho già spiegato. Si passerà, tra non molto, ad una piena operatività h24.
Intanto, la Sala di Emodinamica è anche impegnata per le sedute di elettrostimolazione, ad esempio per l’impianto di pacemaker (di cui si occupano i dottori Pietro Scicchitano e Paolo Sasanelli, in servizio all’Ospedale della Murgia, v. terza foto).
Ringrazio tutti gli operatori impegnati. I miei complimenti e auguri per il lavoro futuro.
👉 Rinvio al mio precedente post per ulteriori informazioni:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10222920842920424&id=1558501860

📌 I #risultati ottenuti in questi quattro anni sono tanti e tanti straordinari. Ma questa chiusura del mio #mandato di #consigliereregionale, iniziato nel settembre 2016, mi ha riservato, con la conquista definitiva dell’Emodinamica della Murgia, una gioia e una soddisfazione immense, che compensa e gratifica tutto il complesso lavoro svolto per quattro anni con il Presidente Michele Emiliano, con lo staff di Cardiologia-Utic, la direzione sanitaria e amministrativa del “Perinei”, con la ASL di Bari (direzione generale e strategica, dipartimento di Cardiologia, area risorse umane, area tecnica, direzione professioni sanitarie), con il dipartimento regionale “Salute” (in particolare, la sezione “Strategia e Governo dell’Offerta”).

 Questi risultati, queste gioie resteranno.
Approfitto per ringraziarvi per l’affetto sorprendente, grande, che mi state, in tanti, riversando in queste ultime settimane e per le tante parole buone. Scrivevo bene quando, più volte, ho scritto e detto che siete per me speranza, che diversamente non avrei. Ci vediamo, chissà… un comizio, un incontro pubblico.

ENZO COLONNA

“Smart Graduation Day” e i giovani altamurani

Ieri si è consumato il primo dei tre appuntamenti (seguiranno quelli di oggi e domani) rientranti nell’ambito dell’iniziativa “Smart Graduation Day”, dedicata ai giovani altamurani che hanno conseguito la laurea durante i mesi di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19 (quindi, in modalità telematica e senza proclamazione in seduta pubblica).
#SmartGraduationDay è un’iniziativa promossa dalla #RegionePuglia e dall’#ANCI Puglia, cha si è tradotta in una cerimonia collettiva simbolica svolta nei 140 Comuni pugliesi aderenti (tra cui, Altamura) e che ha coinvolto oltre tremila studenti.
Il premio simbolico, riconosciuto ad ogni laureato e offerto dalla Regione Puglia, è una pergamena nominativa e un albero con targhetta personalizzata con il nome del laureato o laureata da piantumare successivamente a cura del Comune.
L’iniziativa, ispirata dal vicesindaco di Campi Salentina, Laura Palmariggi, è stata sviluppata dall’Assessore all’Istruzione Sebastiano Leo (con cui ho condiviso molte iniziative, come questa, avendo fatto parte, in questi anni, delle stesso gruppo consiliare regionale) con il supporto della Sezione regionale “Istruzione e Università” (che ringrazio), in collaborazione con ARTI (Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Regione Puglia) e Anci Puglia.
Lo spirito che ci ha mossi in Regione è stato quello di restituire una valenza collettiva, pur simbolica, ad un momento importante nella vita di chi si è dedicati agli studi.
Ad #Altamura sono coinvolti ben #151laureati e ieri si è svolta la cerimonia per i primi. È inutile nasconderlo, ieri ho dovuto superare l’ennesima amarezza in quanto nessuno dal Comune ha avvertito il garbo, umano e istituzionale, di coinvolgermi o invitarmi, nonostante in Regione avessi sostenuto e accompagnato l’iniziativa del mio amico e assessore regionale Sebastiano Leo. Da posizione defilata, però, non mi sono perso i volti di questi giovani altamurani che facevano ingresso nell’atrio dell’ex Monastero del Soccorso.
Sono felice per loro, per le loro famiglie, per noi tutti, per la nostra comunità. I nostri ragazzi sono speranza. Il premio simbolico, l’albero donato dalla Regione al Comune, per ciascun laureato, sta appunto ad esprimere l’auspicio che questi giovani possano piantare radici e continuare a crescere in Puglia contribuendo, con il loro lavoro, a far crescere e progredire i nostri territori.

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Questi i laureati altamurani che hanno aderito all’iniziativa:
Silvia Albergo, Luigi Angelastri, Giustina Angellotti, Nicola Ardino, Annarita Ardino, Riccarda Baldassarra, Carmela Melania Basile, Antonella Benedetto, Claudia Bruno, Marianna Bruno, Maria Lucrezia Caggiano, Sara Calia, Sante Cammisa, Francesco Domenico Cannito, Giacomo Cappiello, Chiara Capurso, Michele Carlucci, Teresa Carlucci, Daniela Centoducati, Vincenzo Chironna, Giulia Ciccimarra, Lea Ciccimarra, Teresa Cicirelli, Annamaria Cicorella, Michele Cifarelli, Nicola Marcello Cirrottola, Grazia Clemente, Gianluca Colonna, Vincenzo Colonna, Annarita Continidio, Michele Continisio, Marina Cornacchia, Maria Vincenza Cornacchia, Grazia Cornacchia, Maria Creanza, Sandro Crisanti, Carla Cristallo, Domenico Cristallo, Michele Cristallo, Maria Cristallo, Cecilia Antonia Dambrosio, Tommaso Dambrosio, Nicola Debernardis, Alessandro Maria Denora, Giuseppe Desantis, Lucia Dibari, Annalisa Digennaro, Francesco Digesù, Domenico Di Leo, Antonella Dileo, Mariarita Dilerma, Rossella Dinardo, Maria Dipalo, Michele Dipierro, Ines Direnzo, Alessandra Francesca Disabato, Maria Lucia Disabato, Angelica Disabato, Giuseppe Divietro, Cecilia Falcicchio, Antonella Falcicchio, Diego Farella, Domenico Farella, Caterina Fiorino, Mariagiovanna Florio, Pietro Forte, Francesco Galetta, Maddalena Garzone, Rosa Genco, Graziana Giorgio, Maddalena Giorgio, Marika Guglielmi, Marina La Porta, Mariateresa Laborante, Angela Lafortezza, Antonino Leto, Giovanni Loiudice, Giuseppe Loiudice, Onofrio Loiudice, Angela Loiudice, Paola Lomaistro, Maddalena Lomurno, Pietro Loporcaro, Mariagiovanna Lorusso, Mirko Lorusso, Antonella Lorusso, Raffaella Lorusso, Vitiana Lovicario, Chiara Loviglio, Mariagrazia Maiullari, Giovanni Mangiatordi, Salvatore Mangiatordi, Teresa Manicone, Cecilia Marroccoli, Luciana Marvulli, Angelo Giuseppe Marvulli, Tommaso Marvulli, Michele Massaro, Carla Mastrorilli, Francesco Moramarco, Grazia Moramarco, Mariangela Muolo, Antonella Nicoletti, Antonia Ninivaggi, Agata Notario, Elena Nuzzolese, Francesca Olivieri, Francesca Ostuni, Sabina Maria Paladino, Miriam Pallotta, Roberto Panaro, Mariagrazia Panettieri, Sante Alessandro Pepe, Giuseppe Maria Perrucci, Lorena Perrucci, Giovanni Pestrichella, Marianna Pestrichella, Giuseppe Petruzzi, Angela Picerno, Maria Piscopo, Luciana Plantamura, Michele Popolizio, Miriam Popolizio, Luca Priore, Cecilia Quartarella, Vincenzo Quartarella, Daniele Ragone, Paola Ragone, Sara Rotunno, Annarosa Rubino, Francesca Santoro, Mariagiovanna Sardone, Rosada Savino, Antonio Scalera, Fidelia Scalzo, Irene Segreto, Serena Sette, Maria Simone, Cecilia Stacca, Tanja Tancredi, Teresa Tancredi, Vito Tancredi, Mariateresa Tesoro, Elvirita Tortorelli, Nora Touaiti, Mario Traetta, Francesco Tragni, Valeria Tragni, Laura Vicenti, Giorgia Viti, Michele Vulpio

Buon anno scolastico ai nostri figli.

Buon anno scolastico ai nostri figli. Soprattutto, buon anno e buon lavoro ai docenti, al personale tecnico e amministrativo, ai dirigenti, a quanti danno corpo alla scuola, che resta l’imprescindibile luogo in cui si custodisce, si tiene viva, si trasmette e forma l’anima della memoria e della cultura. Senza quest’anima, le persone diventano “corpi”, la terra, le città, i monumenti, i libri, le opere d’arte, i boschi diventano “cose”, gli ideali diventano “finzioni o superstizioni”.

#ENERGIA PULITA, DALLA PUGLIA UN MODELLO DI RIFERIMENTO PER SUPERARE LA DIPENDENZA DALLE FONTI FOSSILI E INVESTIRE NELL’#IDROGENO.

Nel dibattito in corso sull’utilizzo dell’ingenti risorse (209 miliardi di euro) riservate all’Italia dal cosiddetto #RecoveryFund (in realtà, il pacchetto di aiuti per la ripresa post Covid è denominato #NextGenerationEU“), sta assumendo centralità il tema della transizione energetica, del superamento delle fonti fossili.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, nell’ambito dei grandi progetti europei di interesse comune, ha proposto che venga destinato un miliardo di euro per una strategia specifica per l’idrogeno.
Anche l’Unione Europea – con il piano #JustTransitionFund” (“Fondo per una transizione equa”) che stanzia ulteriori 100 miliardi di euro per la realizzazione di investimenti verdi nei prossimi dieci anni – indica chiaramente la strada da percorrere per ripensare complessivamente il nostro sistema economico e produttivo, orientandolo verso la riduzione del consumo delle fonti fossili, la promozione dell’efficienza energetica e il passaggio a tecnologie meno impattanti sull’ambiente.
Sulla stessa linea, il Comitato europeo delle Regioni, che ha adottato il parere “Verso una tabella di marcia per l’idrogeno pulito”, e Paesi come Francia, Germania e Portogallo, che stanno puntando con decisione sull’idrogeno come fonte energetica a basso impatto ambientale.
Grandi aspettative sono, infatti, riposte nella strategia sull’#idrogenoverde, cioè prodotto da fonti rinnovabili, che potrà consentire lo sviluppo di una piena e compiuta filiera verde e sostenibile.
Nel frattempo, Enel ha annunciato la chiusura dei quattro impianti a carbone in Italia entro il 2025 e, per garantire la sostenibilità del sistema elettrico, la sostituzione del carbone con un mix di energie rinnovabili e gas nonché la fornitura di energia da idrogeno prodotto da eolico e fotovoltaico all’Ilva di Taranto.

Si tratta di temi su cui la #Puglia è da tempo impegnata.

Già nel luglio 2019, infatti, con l’approvazione in Consiglio regionale della legge n. 34/2019, da me proposta, sulla promozione e diffusione dell’utilizzo di #idrogeno prodotto da fonti rinnovabili (la prima in Italia su questo tema) e sulla #rigenerazione degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, cui sono seguite la legge regionale n. 42/2019 che istituisce il #redditoenergetico regionale e la legge n. 45/2019 sulla promozione delle #comunitàenergetiche, la nostra regione si è dotata di un innovativo pacchetto di norme che la pone all’avanguardia sul fronte del progressivo superamento della dipendenza dai combustibili fossili, segnando un’ambiziosa traccia di lavoro per affrontare la transizione energetica.
Il pacchetto normativo sulla “energia pulita” predisposto dalla #RegionePuglia, infatti, ha l’ambizione di dare risposta alle politiche promosse a livello internazionale, europeo e nazionale per il contenimento delle emissioni di gas inquinanti e propone soluzioni concrete.

In particolare, la #leggeregionale su idrogeno e #revamping di impianti eolici e fotovoltaici esistenti definisce un quadro normativo che offre procedimenti semplificati e certezza regolamentare per spingere gli operatori a valorizzare gli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, ormai vetusti, attraverso la loro rigenerazione, la sostituzione tecnologica e la conseguente maggiore capacità produttiva a fronte della chiusura del ciclo (nella logica dell’#economiacircolare) attraverso la produzione di idrogeno con l’energia eccedente la capacità della rete e che ora va dispersa, nonché della riduzione, prescritta per legge, delle ripercussioni negative sull’ambiente attraverso un significativo taglio del numero di pale esistenti (per l’eolico) o delle aree occupate (per il fotovoltaico), quindi con un migliore inserimento degli impianti esistenti nel contesto paesaggistico e con l’effetto di evitare ulteriore consumo di suolo per l’insediamento di nuovi impianti.
Le soluzioni individuate sono certamente innovative, di frontiera e, per diversi aspetti, anticipano gli interventi normativi e le scelte su cui il legislatore nazionale è al lavoro e che è chiamato a compiere per allinearsi alla prospettiva definita a livello europeo (nella legge di delegazione europea, ad esempio).
Il taglio fortemente innovativo e originale, anticipatore, ha probabilmente indotto il governo centrale ad impugnare alcuni articoli della legge regionale dinanzi alla Corte costituzionale. Continuo a ritenere che l’intervento normativo regionale si sia mosso all’interno dei limiti e degli spazi di competenza consentiti dalla legislazione nazionale vigente. Mi auguro e sono fiducioso che il giudizio della Consulta, di cui si attendono gli esiti nei prossimi mesi, possa confermare queste considerazioni di fondo.
👉 Da qui, il testo della legge e una mia nota:
https://www.enzocolonna.com/…/approvata-dal-consiglio-regi…/
👉 Da qui, una nota sull’avviso regionale pubblicato un mese fa e finalizzato a selezionare e sostenere ricerca e interventi pilota su idrogeno:
https://www.enzocolonna.com/…/pubblicato-avviso-per-il-sos…/

La Regione, in questi anni, si è mossa anche su altri versanti: si pensi, ad esempio, ai circa #300milioni di euro destinati a finanziare quasi 190 interventi di #efficientamentoenergetico di immobili pubblici (di enti locali, aziende sanitarie, arca); tra questi, quello per l’#Ospedale della #Murgia “F. Perinei” (valore: 5,5 milioni di euro) e il Municipio del Comune di #Gravina (2,5 milioni).
👉 Sul punto, rinvio ad una mia nota del febbraio scorso:
https://www.enzocolonna.com/…/dalla-regione-altri-30-milio…/

Dunque, la Puglia si è posta da tempo in una posizione attiva nella definizione di un nuovo modello economico pulito, intelligente e sostenibile, orientato al progressivo superamento delle fonti fossili e basato sulla chiusura dei cicli produttivi (economia circolare), in cui l’idrogeno rappresenta una importante alternativa a carbone, gas e petrolio.
Sono tutte tessere di un unico mosaico che, su un tema oggi ritenuto strategico a tutti i livelli, pone la nostra regione all’avanguardia grazie al lavoro svolto in Consiglio regionale e alla grande attenzione e lungimiranza riservate, in tempi non sospetti, dal Presidente Michele Emiliano a questo argomento.
L’auspicio è che il #modello proposto dalla Puglia possa essere confermato e perseguito nei prossimi anni, sia dalla nostra Regione, con l’imminente programmazione dei fondi europei del ciclo 2021-2027, sia dallo Stato, nell’ambito dell’attività normativa in corso e delle scelte destinate a concretizzare in tutto il Paese, anche grazie alle risorse del Recovery Fund, la spinta verso uno sviluppo moderno e sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

ENZO COLONNA

BENI #CULTURALI ECCLESIASTICI, APPROVATA #GRADUATORIA DEFINITIVA DEI PROGETTI FINANZIATI. ORGOGLIOSO E FELICE PER IL GRANDE RISULTATO DELLA #MURGIA.

Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione la graduatoria definitiva dei progetti finanziati di recupero e fruizione di beni culturali, di istituti e luoghi di cultura nella disponibilità di enti appartenenti a una delle confessioni religiose che abbiano sottoscritto intese con lo Stato italiano.

📌 È l’esito di un Avviso regionale dell’aprile 2019, con una dotazione economica finale di 40 milioni di euro. Ho dato ampia diffusione sul territorio a questa opportunità, sollecitando gli enti potenzialmente interessati a partecipare all’Avviso e fornendo tutto il supporto che mi era possibile, nei limiti delle mie funzioni.
👉 Da qui, il video che realizzai appena furono pubblicati i verbali della commissione:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10222391449125910&id=1558501860

📌 La graduatoria definitiva conferma il finanziamento regionale per ben 48 interventi: 38 interessano beni immobili (di cui 15 nell’area barese) e 10 beni mobili. Nei prossimi giorni saranno sottoscritti i disciplinari tra Regione ed Enti beneficiari dei finanziamenti, con i quali saranno disciplinati i reciproci impegni e soprattutto i tempi per la realizzazione degli interventi.

 Sono orgoglioso del lavoro svolto (con Michele Emiliano), felice e molto soddisfatto, in particolare, per il risultato ottenuto da quattro proposte progettuali che interessano il territorio murgiano: 3 interventi proposti da parrocchie della Diocesi di Altamura, Gravina, Acquaviva delle Fonti e uno dalla Chiesa Evangelica Battista di Altamura.

Si tratta, nel dettaglio, dei seguenti interventi:

 Restauro dell’organo “Vegezzi Bossi” della Cattedrale di Santa Maria Assunta di #Altamura. Si tratta di un organo a canne monumentale, di grande interesse storico artistico realizzato da maestri organari di Torino nel 1880. È uno tra i più completi organi presenti in Puglia, con ben 29 canne e una ampia gamma e ricchezza di registri. Il progetto prevede non solo qualificati interventi di restauro dei materiali lignei e metallici nonché delle canne e dei meccanismi che compongono l’organo, ma anche la progettazione e sviluppo di una piattaforma multimediale e interattiva nella quale saranno raccolte le immagini e la documentazione delle varie fasi di lavorazione, e l’organizzazione di una serie di servizi culturali quali visite interattive e laboratori didattici. Questo progetto è stato ammesso a un finanziamento di 889.394 euro.

 Restauro della Chiesa di Maria SS. Addolorata (ex Santa Maria dei Sette Dolori), sita nel Comune di #Poggiorsini, al fine di realizzare un contenitore culturale multifunzionale. Il progetto prevede che diventi un polo cittadino per la cultura, la promozione e la valorizzazione del territorio, per la didattica e le arti. Si prevede in particolare la realizzazione nella chiesa di un laboratorio multimediale scientifico e tecnologico, oltre a attività laboratoriali, didattiche ed esperienziali finalizzate a valorizzare il bene culturale nel suo contesto ambientale, caratterizzato dalla presenza di luoghi suggestivi come il lago artificiale di Serra Corvo (presso il torrente Basentello). Questo progetto è stato ammesso a un finanziamento di 999.727 euro.

 Valorizzazione e fruizione dei terrazzamenti annessi alla Chiesa di Santa Lucia (Parrocchia San Giovanni Evangelista), nel Rione Piaggio di #Gravina in Puglia, a ridosso della gravina. Saranno realizzati spazi interattivi, punti di accoglienza e sosta, aree di lavoro, spazi flessibili attrezzati per l’organizzazione di seminari, convegni, laboratori e attività con bambini; inoltre sono previsti l’allestimento di percorsi rupestri legati al culto di Santa Lucia, lungo il cammino dell’acqua e della pietra, laboratori sull’orto e sulle erbe officinali, videomapping serali su absidi, sculture in ferro e installazioni di arte contemporanea, laboratori partecipati di restauro. Tale progetto è stato ammesso a un finanziamento di 575.435 euro.

 Il progetto presentato dalla Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia che interessa l’immobile destinato al culto ubicato ad #Altamura, nel quartiere Carpentino, tra via Parma e via Aosta. Prevede la realizzazione di un Archivio/Museo della Memoria con la catalogazione del materiale librario, documentale e fotografico presente, oltre alla realizzazione di spazi polifunzionali, all’esterno, aperti all’utilizzo della comunità del quartiere e cittadina. In particolare saranno riorganizzati gli spazi interni di una porzione dell’immobile e quelli esterni del giardino, con la realizzazione di aree per corsi, laboratori, conferenze, piccoli spettacoli. Il progetto è stato ammesso a un finanziamento di 970.656 euro.

📌 Come emerge da questa sintetica e parziale descrizione e come ho più volte ribadito, non si tratta di progetti incentrati esclusivamente sul recupero fisico di specifici beni. Puntano, invece, a realizzare veri e propri laboratori di comunità, con servizi e attività rivolti ai quartieri e alle città di riferimento, possibili attraverso una ritrovata consapevolezza di beni simbolo del nostro patrimonio storico, artistico e culturale. Un’operazione assolutamente in linea con altre misure messe in campo in questi anni in Regione che ho sostenuto e accompagnato con particolare attenzione (ad esempio, Biblioteche di Comunità, Luoghi Identitari, Street Art, Luoghi della Memoria, Luoghi Comuni), orientate a perseguire l’ambizioso obiettivo di contribuire a costruire e rafforzare, attorno a questi beni, legami, rapporti e relazioni tra persone e tra generazioni, in modo da serrare, unire, rinsaldare il tessuto sociale di una comunità che sia in grado di ritrovarsi e di guardare, insieme, al futuro.

🤝 Torno a ringraziare per il grande, professionale e innovativo lavoro svolto, tutto lo staff della Sezione “Valorizzazione Territoriale”, diretta dalla dott.ssa Silvia Pellegrini, del Dipartimento regionale “Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio”. Per quanto riguarda le iniziative mosse dalla Murgia, ringrazio l’Arcivescovo della Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti Mons. Giovanni Ricchiuti e Don Nunzio Falcicchio, Direttore dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali, per il grande e tempestivo lavoro svolto per cogliere questa importante opportunità, supportando i parroci degli enti ecclesiastici del territorio murgiano interessati dagli interventi (in particolare, ringraziandoli, Don Vito Colonna, presidente del Capitolo della Cattedrale di Altamura, Don Angelo Cianciotta, parroco della Cattedrale, don Stefano Nacucchi, parroco della Chiesa Maria SS. Addolorata di Poggiorsini, Don Michele Capodiferro, parroco della Chiesa di Santa Lucia di Gravina). Ringrazio, altresì, la comunità evangelica di Altamura, in particolare alla sua rappresentante Rosalba Forte, e a Giovanni Arcidiacono, Presidente dell’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.

ENZO COLONNA

NOI, SALVINI E GLI ALTRI.

Le osservazioni di taglio differente di alcuni docenti, a commento del mio precedente post, pongono la questione del rapporto tra giovani e politica e anche, ho aggiunto, del ruolo e della necessità dei Maestri.
Il punto è cruciale, a me molto caro (anche per una sorta di deformazione professionale). Ragione che mi ha indotto, negli ultimi due anni e mezzo, a incoraggiare, sostenere e difendere quello che considero il laboratorio politico e culturale giovanile più interessante e sinora riuscito ad Altamura degli ultimi due tre decenni: GIF, Giovani Idee in Fermento.

Mi sono tornate nuovamente alla mente le parole attribuite a Eleonora Pimentel Fonseca prima di essere condotta al patibolo nel 1799: “proprio della democrazia e perciò della vera libertà è rendere i popoli dolci, indulgenti, generosi, magnanimi. All’indulgenza con cui mi avete ascoltata, al generoso favore che colla voce e colle mani mi dimostrate, conosco che Napoli è libera”.

Credo che il compito della didattica e dei maestri sia proprio quello di formare a questo genere di libertà, che impegna ad affrontare l'”inferno dei viventi” nel modo più arduo, spesso doloroso, tra i due segnati da Calvino, vale a dire cercando e sapendo riconoscere “chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. O, per dirla con Danilo Dolci, imparando a “distinguere il buono già vivente, sapendolo godere, sani, senza rimorsi, amore, riconoscersi con gioia”.
È la libertà che deriva dalla conquistata capacità di cogliere e salvare il (poco o tanto di) buono che è in mezzo a noi, di alimentare generosità, di rispettare il lavoro, l’impegno e i limiti altrui.
È questa la libertà, che ci fa essere indulgenti e generosi.

Sarà l’età o, meglio, l’esperienza, non altro che un susseguirsi di pregiudizi superati, di errori e successi, di delusioni e conferme, quindi di orizzonti sempre più larghi, che mi ha fatto acquisire questo dovere, direi urgenza, dell’essere indulgenti, che non significa non vedere i problemi, che non significa essere stupidi, che non significa accettare placidamente che le cose vadano per il verso loro. Nulla di tutto questo.
Significa, come ho già scritto in passato, mettere in conto che il mondo e la realtà sono imperfetti, perché noi siamo imperfetti e nei difetti degli altri scopriamo i nostri difetti.
A questa maturità/libertà si arriva con un lungo percorso, con una scuola e maestri che aprono menti e cuore, come ho avuto la fortuna di incontrarne io, con la cultura e l’esperienza, con curiosità e umiltà, educandosi, giorno dopo giorno, a parole e gesti di simpatia e premura che rinnovano il patto di ognuno col resto della specie umana.

Ecco, detta in altri termini, sono per una “politica dei sentimenti”, che fondano e tengono salde le relazioni, e contro quella che gli esperti di comunicazione chiamano “politica delle emozioni”.
Purtroppo oggi “il suscitare emozioni si va trasformando, da mezzo indispensabile qual era, a obiettivo ultimo (e contenuto unico) della comunicazione persuasiva. In altre parole: ti emoziono (cioè ti impaurisco, ti faccio arrabbiare, ti intenerisco, ti scandalizzo) per convincerti a fare qualcosa, senza neanche prendermi la briga di provare a spiegarti bene che cosa, e perché”. Con certe emozioni, costruite con messaggi e slogan mirati, individuo una platea. “C’è un pubblico della paura e della rabbia. E poi c’è un pubblico del rancore e della rivalsa. C’è un pubblico della diffidenza e della paranoia. E ce n’è uno della tristezza e della disillusione.” Ne deriva che “se il gioco è a chi emoziona di più, qualsiasi appello che conserva una componente razionale non può che risultare perdente rispetto a uno che è solo emozionale”.

Il che significa, tornando al dibattito che si è sviluppato nelle ultime ore, che se affrontiamo i Salvini di turno su questo terreno, sul suo terreno, beh, l’esito è scontato, siamo perdenti! E il problema, lo sottolineo a beneficio di qualche adulto che fa finta di non capire, non è dialogare con i Salvini, ma con quelli (un pezzo importante di popolo?!) in cui i Salvini di turno riescono a suscitare emozioni, sicuramente anche istinti, e da cui una volta la Sinistra riusciva a farsi capire.

Come se ne esce? Provo a sintetizzare un paio di mie riflessioni:
1) La politica deve recuperare l’umiltà a cui facevo riferimento prima, che significa presentarsi non come quelli che sanno tutto e hanno solo risposte e certezze, ma con domande e disponibilità a comprendere le risposte e i bisogni degli altri. Se prendi un pezzo significativo di popolo per decerebrati, ignoranti, coglioni, beh, è normale che non ti ascoltino più, li hai persi definitivamente. Non ha senso poi lamentarsi se poi seguono chi li “accarezza”. Come a scuola: se un ragazzino lo tratti da deficiente, lui non ti ascolterà più e da lui non otterrai più nulla, la partita è chiusa. Non ci sono risposte giuste o sbagliate, ma solo domande giuste e sincere, che sono quelle che portano progresso, conoscenza, comprensione, solidarietà.

2) Il pubblico, una piazza, l’elettorato è ormai una somma di solitudini. Non ci sono blocchi, classi o masse omogenee. Sono pezzi disarticolati, diversi, fragili, incerti. Si trovano in piazza o nella piazza virtuale, ma sono scollegati. Appunto, solitudini. E la solitudine genera e amplifica insicurezze e paure. È necessario dunque ricostruire luoghi e momenti di incontro, superare la “somma di solitudini” a favore della costruzione di comunità, anche piccole. Comunità costruite attorno ad un campetto sportivo, ad una chiesa, ad un bene o attività culturale, attorno ad un progetto di quartiere, attorno ad una biblioteca o museo, ad una scuola, ad una iniziativa sociale, ecc. Questa è stata la traccia di lavoro più importante della mia attività in Regione: costruire luoghi di incontro, di comunità. E l’ho tradotta in diverse norme e misure regionali e in progetti concreti sul territorio: biblioteche di comunità, luoghi identitari, poli per l’infanzia, recupero beni culturali, impianti sportivi, luoghi comuni, luoghi della memoria, progetti scolastici, street art, factory, laboratori urbani, comunità energetiche, ecc.. Perché insieme ci si scopre con analoghe ansie, incertezze ed esigenze, ci sono vicinanza e condivisione e, con queste, un po’ di calore umano, un po’ di sollievo rispetto al carico di difficoltà, solitudini e paure, che sono quelle poi che generano disorientamento, disperazione, dispersione, perdita di riferimenti della propria esistenza e del proprio essere al mondo, fratture in cui i messaggi alla Salvini hanno potuto proliferare.

3) Per Bruno Munari “la rivoluzione va fatta senza che qualcuno se ne accorga”. Aveva ragione. Interpreto il pensiero così. Non urla, saette, proclami, assalti, la rivoluzione è ora riportare tutti alla realtà, sottraendoli al mondo lacerato, incerto, disperato, instabile che ci viene restituito dalla mistura informativa e informatica che ci avvolge.
I primi a compiere questo passo “rivoluzionario” verso la realtà dovrebbero essere i politici che, in buona parte, anziché essere concentrati sui progetti e ben centrati sulla realtà, sono più presi dallo sguardo falsato e frammentato della cittadinanza virtuale, quindi da un’ansia di prestazione consegnata ad un selfie, ad una diretta, ad una battuta ad effetto resa in un’intervista. Così distratti, disperdono energie e capacità decisionale, restano paralizzati dalla ridotta capacità di conoscenza dei problemi e della loro complessità (che invece richiede studio, metodo, concentrazione, umiltà) e dalla mancanza di coraggio, incisività. Così distratti, non comprendono le ragioni delle paure, dell’indifferenza e dell’odio e non sanno modificare le condizioni che generano quelle reazioni. Un circolo vizioso e diabolico. È possibile vincere paure, indifferenza e odio solo riportando tutti alla realtà, alla sua complessità, e recuperando contenuti, progetti, passioni.
E anche inventando una diversa capacità espressiva. Tornando all’ultimo episodio di ieri sera su cui ho scritto e che ha generato riflessioni diffuse, tutto ciò significa abbandonare lo schema azione/reazione, occhio per occhio, slogan contro slogan, abbandonare sospetti, diffidenze, calcoli, rancori… significa fare discorsi alternativi, usare linguaggi alternativi, gentili, argomentati, aperti.

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“Non confondere le chiacchiere col lavoro,
non confondere maldicenza con dialettica,
non profanare incontri con parole superflue.
Non confondere rapporto nonviolento con lasciar fare,
non confondere sicurezza in una istituzione
con sviluppo del fronte democratico,
non confondere amore con gelosia.
Rifiutati a sparare soluzioni:
senza dileguarti, apprendi
a riproporre agli altri le domande.
Rifiuta il disdegnoso volo:
cura fondare il fronte
più necessario
in cui ciascuno cresca.”
(Danilo Dolci)

Vedere la politica ridotta a cori da stadio, scambio di offese e reciproche delegittimazioni, piazze della politica a scontri tra tifoserie, mi mette tristezza.

Triste. Ho imparato da Maestri e per anni ho cercato di praticare una politica come luogo di crescita personale e collettiva, di progetti e cose concrete che aiutano le persone e rendono migliore la realtà che ci è data, luogo di contrapposizioni anche forti, ma capaci di indurre ad un ragionamento, ad una riflessione così da rendere diverse e migliori le posizioni di partenza e soprattutto da aiutare gli elettori, i cittadini, ad acquisire consapevolezza dei problemi e delle soluzioni proposte e formarsi, autonomamente, liberamente, opinioni e scelte mature. Condizioni, queste, e compiti della politica per sortire progresso, avanzamenti possibili collettivi.
Pensieri lunghi, non annacquati. Parole semplici, non banali. Azioni concrete, non slogan. Essere popolari, con il popolo e dalla parte del popolo, senza essere populisti.
Vedere la politica ridotta a cori da stadio, scambio di offese e reciproche delegittimazioni, piazze della politica a scontri tra tifoserie, mi mette tristezza.
📍 Intanto, in piazza Matteotti, stasera, il #Coronavirus probabilmente ha potuto festeggiare alla grande, nel mentre ad Altamura i casi #Covid accertati sinora, in queste ultime settimane, sono saliti a 50.

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Giacomo Matteotti, 30 maggio 1924, dal suo ultimo discorso alla Camera dei Deputati
《Presupposto essenziale di ogni elezione è che i candidati, cioè coloro che domandano al suffragio elettorale il voto, possano esporre, in contraddittorio con il programma del Governo, in pubblici comizi o anche in privati locali, le loro opinioni.》

[nella foto, il nostro Rex]

I princìpi sono alibi se cessano di animare la vita quotidiana

Sarò un democratico all’antica, forse banale, ma per me valgono un paio di regole:
1) se non condivido un’idea, non la sostengo, non la faccio mia, nemmeno come ossessione, né ovviamente voto chi se ne fa interprete;
2) se non condivido un’idea, la avverso con altre idee e altre prassi.
I princìpi sono alibi se cessano di animare la vita quotidiana, mi insegnava qualcuno.

10.09.2020 – GIORNATA STORICA: LE PRIME CORONOGRAFIE NELLA SALA DI EMODINAMICA DELL’OSPEDALE DELLA MURGIA “PERINEI”. IL VALORE DEL LAVORO: CON QUESTO MIGLIORIAMO LA REALTÀ CHE VIVIAMO E NOI STESSI!

 Una giornata che porterò nella mia memoria. Straordinaria, lungamente attesa, dai sentimenti intensi, che segnano e restano.

Nel corso della mattinata, nella sala di #Emodinamica dell’Unità di #Cardiologia dell’#Ospedale della #Murgia “Fabio Perinei”, sono state effettuate le prime (in assoluto) #coronografie, un esame diagnostico che, in presenza di ostruzioni o restringimenti, si trasforma in un intervento (angioplastica) finalizzato alla riapertura e alla dilatazione dei vasi sanguigni anche con il posizionamento di stent a maglia metallica per tenere aperto il punto critico. Sono state effettuate quattro coronografie diagnostiche (cioè non si è reso necessario o non è stato possibile l’intervento di angioplastica). Coronografie programmate in tre casi. Una coronografia si è resa necessaria per un infartuato giunto nella notte in ospedale. Ho altresì verificato che anche l’#UTIC (Unità di Terapia Intensiva Coronarica) è pienamente operativa, con tutti i quattro posti occupati da pazienti.

Tenevo molto ad essere con tutta la straordinaria squadra di Cardiologia-Utic diretta dal dott. Francesco Massari. Li ho raggiunti nel primo pomeriggio, al termine della seduta in cui hanno operato assieme una équipe del Perinei (il dott. Marco Basile, un cardiologo emodinamista, giovane ma di lunga e qualificatissima esperienza; Vito Pinto e Antonio Mariano, infermieri di Cardiologia; un tecnico dell’Unità di Radiologia) e un’équipe dell’Emodinamica dell’Ospedale San Paolo di Bari (il dott. Nicola Locuratolo, cardiologo emodinamista; un tecnico di radiologia e un infermiere).

Sono rientrato da poco. Tenevamo tutti a stare qualche minuto assieme. Nulla di programmato, tutto spontaneo, senza darsi appuntamento. Tenevamo a condividere la gioia per una storica conquista su cui in tanti abbiamo lavorato a lungo, affrontando problemi, superando amarezze, unendo e coordinando gli sforzi. Con la squadra di Cardiologia-Utic (responsabile, staff medico, infermieri, oss), con la direzione sanitaria e amministrativa del Perinei, con l’équipe del San Paolo. Un pasticcino, un brindisi, una foto di gruppo, sorrisi (sopra e sotto le mascherine) strette di mano a rinsaldare legami, a rinnovare solidarietà e impegni. Con il pensiero grato ai tanti altri che hanno contribuito a raggiungere questo risultato: la ASL di Bari (la direzione generale, la direzione strategica, l’area risorse umane, la direzione professioni sanitarie ospedaliere, l’area tecnica che ringrazio anche per la sistemazione delle aree esterne dell’ospedale), il Dipartimento regionale “Salute” (in particolare, la Sezione “Strategia e Governo dell’Offerta”), il Dipartimento della Asl di Bari di Cardiologia.

Un grande sforzo collettivo, un servizio salvavita che resterà. Un traguardo storico per il territorio e per tutte le comunità della Murgia barese, reso possibile, per superare una serie di difficoltà e limitazioni poste dai parametri ministeriali, grazie al sostegno e alla determinazione del Presidente Michele Emiliano, a cui sarò sempre grato.

Come ho già spiegato nella fase iniziale sono previste due sedute settimanali (oggi, appunto, la prima; la prossima, martedì e così via). Una fase necessaria anche al rodaggio di tutta l’organizzazione e alla formazione del personale sull’uso delle apparecchiature e sulle procedure. Progressivamente ci sarà l’ampliamento dell’attività sino alla completa operatività nell’arco delle 24 ore. È quello che avviene per tutti i servizi complessi e delicati: una progressiva e graduale attivazione.

Con la fatica, il lavoro, la determinazione, l’entusiasmo, possiamo superare ogni crisi e affrontare ogni sfida. Anche le più difficili. Sconfiggendo i veri nemici di ogni possibile progresso o avanzamento: rassegnazione, apatia, incompetenza, indolenza, quel mortale fatalismo che porta spesso a dire “non è possibile”, “non cambia nulla”, “non si fa nulla”.
E così, nell’opera quotidiana, nel lavoro, confermiamo la nostra dimensione, quella che fa di uomini e donne gli unici esseri viventi capaci di migliorare la realtà che vivono e se stessi.
È stata la mia direzione di marcia in questi quattro anni di impegno in Regione. È la mia direzione di marcia da sempre. Il mio programma politico, istituzionale, civile.
Non c’è dubbio. Questa del 10 settembre 2020 è per me (e non solo, credo) una giornata che segna e resta, più e meglio di qualsiasi rielezione.

SE NON DIFENDIAMO NOI IL NOSTRO OSPEDALE, SE NON VALORIZZIAMO IL BUONO CHE SI È FATTO IN QUESTI ANNI, COME POSSIAMO PENSARE CHE LO FACCIANO ALTRI, CON ALTRI INTERESSI E TERRITORI DA DIFENDERE? COME POSSIAMO PENSARE CHE CRESCA E MIGLIORI SEMPRE PIÙ?

Negli ultimi giorni sto assistendo, con sgomento, ad una indegna campagna contro il “Perinei” e, soprattutto, contro una conquista enorme costata anni di lavoro e di difficoltà da superare, come l’attivazione dell’Utic con quattro posti letto e del servizio di Emodinamica. Nonostante il professionale staff già esistente da tempo, nonostante le ulteriori assunzioni già operate e le conseguenti prese di servizio (già avvenute e in corso) di cardiologi/emodinamisti (+4 per ora), infermieri (+12), oss (+7), tecnici di radiologia (+3), nonostante attrezzature complete e all’avanguardia, si sparla di una “scatola vuota”. È difficile capire che servizi e attività così delicate si avviano gradualmente, in questo caso, nella fase iniziale, con due sedute settimanali (con il supporto dell’equipe del San Paolo) per arrivare, progressivamente, ad una operatività h24?
👉 Ho scritto qui, un paio di giorni fa, con una serie di richiami:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10222900835100241&id=1558501860

Ovviamente si tratta di servizi che andranno difesi e accompagnati in futuro dalla politica.

Ascoltai e lessi (e mi ferirono) le stesse indegne argomentazioni un anno e mezzo fa quando avviammo, dopo oltre due anni di lavoro, l’Unità di Medicina Trasfusionale (Banca del Sangue) al Perinei, inizialmente per mezza giornata (8-20, dall’8 aprile 2019)
👉 ne scrissi qui: https://www.enzocolonna.com/…/la-murgia-ha-la-banca-del-sa…/
e poi andata a pieno regime, h24, dopo pochi mesi (dal 1° settembre 2019)
👉 ne scrissi qui:
https://www.enzocolonna.com/…/operativa-h24-la-banca-del-s…/

Sono argomenti, insinuazioni, denigrazioni che non offendono il politico di turno, sarebbe poca cosa.
Offendono e denigrano il nostro Ospedale, su cui bisogna ancora tanto lavorare, ma su cui tanto si è lavorato, con risultati oggettivi, in questi ultimi anni: accreditamenti reparti, nuovi servizi (banca del sangue, centro antitrombosi, centro di riabilitazione vestibolare, scap), nuovo personale (medici, infermieri, oss… a proposito di oss, dopo i 33, vincitori di concorso, che hanno preso servizio da una decina di giorni, tra pochi giorni ne arriveranno altri 16!). Come alcuni politici e operatori sanitari pensano possa crescere e migliorare sempre più se il loro sport quotidiano è demolirlo, descrivendolo come un luogo perso e vuoto?
Offendono e mortificano il lavoro di tanti (personale sanitario e amministrativo di asl, ospedale, regione).
Mortificano gli sforzi messi in campo per superare difficoltà di varia natura (parametri ministeriali, piani di rientro, superamento blocchi assunzionali, aggiornamento piani ospedalieri, nuovi piani assunzionali, concorsi e selezioni, procedure di assunzione, procedure di acquisizione attrezzature, “resistenze e competizioni territoriali”, ecc.).
Mortificano e deprimono l’impegno di anni, quasi ad avallare l’idea “non ne vale la pena”, “sta meglio chi se ne frega”, frustrando ogni tentativo e risultato di riscatto e progresso collettivo, condannando un territorio al solito lamento, all’inutile atteggiamento vittimistico, all’indolenza del pettegolezzo e del vociare senza azione e costrutto.
Cresciamo collettivamente, ho ripetuto tantissime volte e per tantissime questioni affrontate, se ciascuno fa il suo, se ci riconosciamo reciprocamente nell’impegno, se vediamo, apprezziamo, accompagniamo e valorizziamo il lavoro che viene svolto. Altrimenti chi si impegna resta condannato prima alla solitudine del lavoro e della fatica quotidiana, che i più non vedono o danno per scontato, poi alla frustrazione e alla solitudine dell’insufficienza delle proprie forze (rispetto a sempre maggiori e nuovi problemi), infine alla mortificazione e alla solitudine dell’ingratitudine e dell’offesa.
L’esito è la sconfitta certa. Per tutti!

“Ciascuno cresce solo se sognato” (D.D.)
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P.S.: dimenticavo… non sono candidato ad alcunché, ma, per quanto riportato (anche nella parte finale), scrivo con cognizione diretta.