STADIO D’ANGELO, QUASI ULTIMATI I LAVORI DI ADEGUAMENTO DELL’IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE. FORZA ALTAMURA!

È stata una grande soddisfazione – domenica scorsa, 3 ottobre, al termine della partita che ha visto vittoriosa l’ASD Team Altamura sul Cerignola (2 a 1) – vedere accese le nuove imponenti torri faro dello Stadio “Tonino D’Angelo”.

Sono pressoché terminati (mancano registrazione dei fari e poco altro), infatti, i lavori di adeguamento dell’impianto di illuminazione che hanno portato alla sistemazione di quattro nuove torri alte circa 30 metri, ben più potenti delle precedenti, con 52 corpi illuminanti (13 per ogni torre).

Si tratta di una questione su cui ho più volte aggiornato [da qui, ad esempio, un mio intervento di marzo 2019] e che ho seguito a lungo prima con il commissario prefettizio, dott. Lapolla, e poi con gli amministratori comunali in carica, dando il mio contributo affinché si consumassero i passi necessari per la realizzazione dell’intervento: dall’approvazione del progetto, predisposto dai tecnici del settore “lavori pubblici” del Comune, sino alla sua introduzione nel programma triennale delle opere pubbliche (variazione adottata con deliberazione del 16 giugno 2018) e all’individuazione degli spazi finanziari nell’annualità 2018. Sono seguiti il via libera della Città Metropolitana in merito alla valutazione di incidenza ambientale e il parere dell’Autorità di Bacino per questioni legate all’assetto idrogeologico [leggi una mia nota di luglio 2018 da qui], quindi le procedure di gara per l’affidamento dei lavori [leggi una nota del dicembre 2018 da qui], il parere del “genio civile” e infine l’esecuzione dell’intervento.

Grazie a quest’opera attesa da tempo e ad altri interventi già realizzati (come l’installazione di nuovi seggiolini) o che spero potranno essere eseguiti (ad esempio, per la saletta stampa o per la superficie in sintetico) si restituisce uno stadio più che dignitoso e funzionale al mondo del calcio altamurano, praticato e seguito da numerosi cittadini, che può contare su più formazioni in grado di puntare ai campionati delle serie superiori.

Ringrazio il prefetto Vittorio Lapolla (già commissario prefettizio per i primi mesi dell’anno scorso con cui riuscimmo a programmare e avviare le procedure per l’intervento) e l’amministrazione in carica dalla metà del 2018, in particolare gli assessori comunali con delega allo “sport” (Michele Cornacchia) e ai “lavori pubblici” (Pietro Falcicchio), per aver proseguito e portato a termine quel lavoro.

Tengo a ringraziare il personale del settore comunale “opere pubbliche”, del settore “bilancio”, del servizio “appalti e contratti” per il lavoro svolto nell’ultimo anno e mezzo, in particolare e scusandomi se dovessi dimenticare qualcuno: Biagio Maiullari, Vito Farella, Antonio Decandia, Vito Di Mase, Vincenzo Martimucci, Antonio Vendola, Giovanni Buonamassa, Gianluca Nicoletti, Giuseppe Livrieri, Francesco Faustino, Nicola Tancredi.

ENZO COLONNA

DELIBERATO CONCORSO PER L’ASSUNZIONE DI 1.132 INFERMIERI IN TUTTA LA REGIONE. INTANTO PUBBLICATI NEL BOLLETTINO REGIONALE I BANDI DELLA ASL BARI PER I NUOVI CONCORSI PER MEDICI E VETERINARI.

Con la Deliberazione del Direttore Generale della ASL di Bari n. 2141 di avantieri, 31 ottobre, è stato indetto il concorso per l’assunzione di 1.132 infermieri in tutta la Regione Puglia (v. immagine in alto).

Si tratta di un importante e decisivo tassello, che avevo da tempo anticipato e che fa seguito ad un altro megaconcorso sempre per infermieri svolto due anni fa circa, per l’attuazione del nuovo corso della sanità pugliese, che certamente determinerà un significativo potenziamento del nostro sistema sanitario pubblico e il miglioramento delle prestazioni e dell’assistenza.

Le assunzioni consentiranno infatti di far fronte alle esigenze delle piante organiche di Enti e Aziende dell’intero sistema sanitario regionale, nonché di stabilizzare tanti lavoratori precari di questo settore.

Le procedure concorsuali saranno organizzate ed espletate, per tutta la regione, dalla ASL di Bari con il supporto tecnico del Policlinico di Bari e dell’IRCCS “Saverio De Bellis” di Castellana Grotte.

I 1132 infermieri da assumere saranno reclutati per metà mediante procedura concorsuale (per titoli e prove d’esame) e per metà mediante procedura di mobilità volontaria (per soli titoli) regionale ed extraregionale.

Per entrambe le procedure di selezione le istanze di partecipazione dovranno pervenire entro il 30° giorno dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale italiana che seguirà quella nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia.

Una volta selezionati, saranno destinati assegnati ai diversi Enti o Aziende del territorio regionale e in particolare:
320 alla ASL Bari
44 alla ASL della BAT,
84 alla ASL Brindisi
240 alla ASL Lecce
91 alla ASL Foggia
119 alla ASL Taranto
150 agli “Ospedali Riuniti” di Foggia
20 al Policlinico di Bari
28 all’I.R.C.C.S. “Giovanni Paolo II” di Bari
36 all’I.R.C.C.S. “De Bellis” di Castellana Grotte.

È possibile reperire tutti i dettagli delle procedure concorsuali nell’avviso consultabile da qui.

Ringrazio, per il grande lavoro svolto il Presidente Emiliano, il Direttore del Dipartimento Politiche della Salute Vito Montanaro, il Direttore generale della ASL Bari Antonio Sanguedolce e tutto il gruppo di lavoro coordinato dal Dirigente della Sezione “Strategie e governo dell’offerta” Giovanni Campobasso.

Intanto, sono stati pubblicati nel Bollettino Ufficiale della Regione del 31 ottobre [disponibile da qui] i bandi di concorso della Asl di Bari per svariate decine di medici specialisti e veterinari di cui avevo scritto un paio di settimane fa (leggi qui).

Anche in questo caso, per la presentazione delle domande si dovrà attendere la pubblicazione degli estratti dei bandi in Gazzetta Ufficiale, che avverrà a breve (quindi, per gli interessati consiglio di monitorare la sezione concorsi della G.U. dal seguente link: www.gazzettaufficiale.it).

 

TERMINATI I LAVORI A FORNELLO. LA FESTA, IERI.

Una bella atmosfera, ieri sera, alla “Festa della Vita” organizzata presso la Parrocchia di San Sabino dalla Comunità di Fornello e dal Gruppo “Masci Altamura 1”. Un momento di condivisione di riflessioni, parole, musica e sapori, con le degustazioni dei prodotti del nostro territorio, tipici di questa stagione autunnale.

È stata anche l’occasione per apprezzare i lavori (giunti al termine) di sistemazione e ripristino di alcuni fabbricati del complesso di Fornello (tra Altamura e Santeramo) danneggiati dal maltempo (una tromba d’aria di qualche anno fa) e da cedimenti strutturali (nelle immagini che seguono, le gravi lesioni che presentava il fabbricato su cui si è intervenuti principalmente).

Un intervento reso possibile grazie ad un cofinanziamento di 50mila euro concesso una decina di mesi fa dalla Regione Puglia [da qui, un mia nota dell’epoca] nell’ambito di una misura che sostiene interventi di ripristino di opere pubbliche o di pubblico interesse danneggiate da calamità naturali, nonché al contributo della Diocesi, della Comunità e dell’impresa esecutrice dei lavori. La candidatura proposta dalla parrocchia altamurana è stata una delle 8 istanze accolte e finanziate grazie alle risorse messe a disposizione per il 2018 dalla Regione, pari a complessivi 300mila euro, a favore di enti, diversi da quelli pubblici, che svolgono attività di rilevanza pubblica e sociale (opportunità che ebbi modo di segnalare, oltre un anno fa, a diversi enti del territorio).

I lavori hanno consentito di sistemare il campanile, la zona antistante l’ingresso della chiesa e soprattutto di ristrutturare, con interventi radicali, un corpo di fabbrica destinato a rinnovata foresteria con 7 stanze, 4 bagni e un vano lavanderia.

Candidatura, progettazione e lavori sono stati seguiti dall’ing. Francesco Sanrocco e dal geom. Pierpaolo Lucariello. I lavori sono stati eseguiti dall’Impresa Giovanni Colasurdo.

Ringrazio per l’invito e la bella serata il gruppo Masci e la numerosa Comunità di Fornello, guidata da Don Saverio Colonna, a cui auguro di continuare ad essere, come lo è da molti anni, un presidio spirituale e sociale per questo territorio.

L’Opera realizzata riempie il cuore, gratifica, motiva, lenisce fatiche e dolori. Fare bene fa bene. Ringrazio pertanto per aver voluto condividere con me questo momento finale Don Saverio, tutta la Comunità di Fornello e quanti hanno contribuito, in vario modo e in varie forme, alla sua realizzazione, a partire dalla Diocesi, con il suo Arcivescovo Don Giovanni Ricchiuti, tecnici, impresa, operai, volontari della Comunità.

P.S.: tengo a ringraziare, per il grande lavoro svolto, la Sezione regionale “Lavori Pubblici” (in particolare il suo dirigente, ing. Antonio Pulli, e Francesco Bitetto, funzionario tecnico) e l’Assessore regionale alle Opere Pubbliche Gianni Giannini.

L’EMODINAMICA DELLA MURGIA. GRANDE CONQUISTA, DOPO QUELLA DELLA BANCA DEL SANGUE DA POCO INAUGURATA.

Nell’immagine qui sotto (clicca su, per ingrandire), l’articolo dedicato dal quotidiano “La Repubblica – Bari”, edizione del 31 ottobre 2019, alla Emodinamica della Murgia a firma di Antonello Cassano.

Una grande conquista per il nostro territorio, frutto di un lavoro complesso che ci ha impegnato negli ultimi anni e per cui sono grato, limitandomi a citare solo le figure di vertice, al Presidente Michele Emiliano, al Direttore del Dipartimento Salute della Regione Vito Montanaro, al Direttore della Asl Bari Antonio Sanguedolce, alla Direzione e a tutto il Personale dell’Ospedale della Murgia “Perinei”. C’è ancora lavoro da fare, ma la strada è stata decisamente segnata e intrapresa.

Sala operatoria e angiografo sono pronti. Necessario altro personale per i servizi in emergenza attivi H24, in particolare medici emodinamisti. Ma l’obiettivo a breve, entro un paio di mesi, come riporta anche il pezzo di Repubblica, è avviare gli interventi di elezione (cioè, quelli programmati). Per questi il personale necessario è già in servizio. Necessari una fase di formazione del personale tecnico e infermieristico presso altre unità di emodinamica già attive e l’acquisto dei materiali per interventi.

Andiamo avanti. Un passo alla volta, tutti i giorni!

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Come avevo scritto a pochi minuti dalla conclusione della riunione della giunta regionale, v. da qui, il 23 settembre scorso la Giunta regionale ha approvato l’aggiornamento del Piano di riordino ospedaliero regionale, nel quale è stata prevista l’attivazione dell’Unità di Emodinamica presso l’Ospedale “Fabio Perinei”, all’interno della struttura più complessa di Cardiologia.

Nei giorni scorsi, la deliberazione, con i suoi allegati, è stata pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia [disponibile da qui].

 

CONCORSO STRAORDINARIO SCUOLA, PUBBLICATO DECRETO LEGGE. NECESSARIE ULTERIORI MODIFICHE IN SEDE DI CONVERSIONE PER EVITARE INGIUSTE DISPARITÀ AI DANNI DEI DOCENTI PRECARI DELLE PARITARIE E DEL PROGETTO REGIONALE ‘DIRITTI A SCUOLA / TUTTO A SCUOLA’.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 255 del 30 ottobre scorso il Decreto Legge 29 ottobre 2019, n. 126, recante “Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti”.

Si tratta del provvedimento che prevede l’indizione, entro la fine del 2019, di un concorso straordinario per assumere 24.000 insegnanti nelle scuole secondarie, di primo e di secondo grado, già licenziato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 10 ottobre ma sul quale il Presidente della Repubblica ha ritenuto necessario operare degli approfondimenti giuridici al fine di evitare le ingiustificate disparità di trattamento tra docenti precari che potevano prodursi (ne ho ampiamente trattato nei giorni scorsi, per esempio qui).

Il testo pubblicato tiene parzialmente conto dei rilievi evidenziati [da qui, il mio primo intervento] e relativi all’esclusione dal concorso straordinario, originariamente prevista nel testo licenziato dal Consiglio dei Ministri, per gli insegnanti che da anni svolgono la loro attività nelle scuole paritarie, in violazione della loro equiparazione a quelle statali sancita dalla Legge 10 marzo 2000, n. 62.

A questo riguardo il Decreto Legge pubblicato prevede che anche i docenti con tre anni di servizio nella scuola paritaria possano partecipare al concorso straordinario, ma il superamento della prova concorsuale sarà utile al solo conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento e non anche all’immissione in ruolo, come invece previsto per chi abbia svolto almeno tre anni di insegnamento nelle scuole statali.

Si tratta di un primo significativo passo che va certamente nella direzione indicata. Mi auguro che il Parlamento, in sede di conversione del Decreto Legge, possa intervenire con emendamenti finalizzati a conseguire la piena equiparazione delle due posizioni ai fini della partecipazione al concorso.

Purtroppo non ci sono novità, invece, per quanto riguarda il secondo aspetto che avevo evidenziato nei giorni scorsi e che più direttamente interessa la Puglia, e cioè la situazione dei docenti che hanno partecipato al progetto “Diritti a Scuola”, ribattezzato dall’anno scolastico 2018/2019 “Tutto a Scuola”, promosso dalla Regione Puglia (con importanti risultati nella lotta al fenomeno dell’abbandono scolastico e con riconoscimenti anche a livello europeo, come il premio «RegioStars 2015» della Commissione UE che lo ha identificato quale best practice europea) e che prevede, da dieci anni, lo svolgimento di attività di contrasto alla dispersione scolastica, di recupero e potenziamento formativo degli studenti pugliesi.

Come già fatto rilevare, infatti, l’applicazione del Decreto approvato dal Governo e ora pubblicato in Gazzetta Ufficiale di fatto comporterebbe l’esclusione degli insegnanti pugliesi impegnati nel predetto progetto regionale, dal momento che la tipologia di contratto sottoscritto dagli stessi (un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, invece del canonico contratto di lavoro a tempo determinato) impedisce di vedersi riconosciuto il servizio prestato ai fini del raggiungimento del requisito dei tre anni per la partecipazione al concorso. Questo nonostante gli insegnanti coinvolti nell’iniziativa regionale siano stati tutti impegnati in attività identiche, sotto tutti i punti di vista, rispetto ai colleghi assunti dal MIUR con contratti di lavoro a tempo determinato.

Tutto questo, ribadisco, appare profondamente ingiusto e iniquo a maggior ragione ove si pensi che sia nei protocolli di intesa e negli accordi sottoscritti dalla Regione Puglia rispettivamente con l’Ufficio Scolastico Regionale e con il Ministero dell’Istruzione, sia nel Decreto Ministeriale n. 100 del 17 dicembre 2009, il servizio prestato dal personale che svolge le attività progettuali finanziate dalle Regioni è chiaramente equiparato, ai fini dell’attribuzione del punteggio utile per le graduatorie, a quello prestato dal personale docente assunto dal MIUR con contratto di lavoro a tempo determinato. Appare evidente, pertanto, l’ingiusta discriminazione fondata, esclusivamente, sulla diversa tipologia contrattuale.

Su questi rilievi (con riferimento sia ai docenti precari delle scuole paritarie, sia ai docenti del progetto “Diritti a Scuola / Tutto a Scuola”), nei giorni scorsi si è svolta una proficua riunione della VI Commissione Consiliare (presieduta dal collega Mimmo Santorsola) nel corso della quale si è convenuto di attivare ogni utile iniziativa finalizzata a sollecitare in Parlamento i necessari correttivi, in sede di conversione del Decreto Legge. A questo proposito, si è deciso di sottoporre all’attenzione di tutto il Consiglio regionale, nel corso della prima seduta utile, un ordine del giorno finalizzato a sensibilizzare i Parlamentari pugliesi e il Governo nazionale sulla necessità di intervenire, in sede di conversione del Decreto, con appositi emendamenti allo scopo di evitare queste ingiuste disparità di trattamento a danno di centinaia di docenti precari del nostro territorio.

Auspico, pertanto, un interessamento reale e concreto da parte dei Parlamentari pugliesi su questa questione in modo da venire incontro alle condivisibili rivendicazioni di tanti insegnanti precari che ambiscono, attraverso il concorso e il suo eventuale superamento, a vedere stabilizzata la propria posizione lavorativa e che non meritano di vedere immotivatamente frustrate le loro aspirazioni.

ENZO COLONNA
consigliere regionale

 

POLI INNOVATIVI PER L’INFANZIA DI ALTAMURA, BARI, CAPURSO: CHIUSI I 3 CONCORSI DI PROGETTAZIONE. ORA LE COMMISSIONI E LA VALUTAZIONE DELLE PROPOSTE.

È scaduto ieri, lunedì 28 ottobre, il termine per la presentazione delle candidature al concorso di progettazione bandito dal Comune di Bari e finalizzato alla realizzazione di un Polo Innovativo per l’Infanzia nel quartiere di Santa Rita. Sono 41 i progetti candidati, un ottimo riscontro anche per questa iniziativa, seguita in particolare dall’Assessore alle Politiche Educative del Comune di Bari, Paola Romano.

Il concorso di progettazione di Bari e quelli per i Poli di Altamura e Capurso, i cui bandi sono scaduti nelle scorse settimane, si inseriscono in una complessa operazione a regia regionale, alla quale ho lavorato negli ultimi due anni.

Come ho già ricordato in altre circostanze, le tre Città sono state selezionate dalla Regione all’inizio del 2018 [ne scrissi qui] nell’ambito della iniziativa del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca che assegnava alla Puglia risorse complessive pari a 9.687.832 euro per la realizzazione di innovative strutture dedicate ai bambini fino a 6 anni [da qui, uno dei miei numerosi interventi sul tema].

Con i tre Comuni, la Regione ha stipulato nel dicembre 2018 un protocollo di intesa [scrissi qui] – al quale ho fornito il mio contributo con l’Assessore Sebastiano Leo, la Dirigente Maria Raffaella Lamacchia, lo Staff della Sezione regionale “Istruzione e Università” e con il supporto dell’ARTI [qui, la sezione dedicata] – che ha integrato in modo del tutto originale la misura nazionale, riconoscendo ai tre Enti locali un ulteriore contributo regionale pari a 70mila euro ciascuno, destinato proprio alla attivazione, predisposizione e gestione di una procedura concorsuale (anziché far ricorso alle ordinarie gare di appalto per le progettazioni, proprio al fine di garantire elevati standard di qualità e la più ampia partecipazione nella fase di ideazione e progettazione degli interventi) e supportando le strutture comunali anche con una task force regionale di esperti.

Per quanto riguarda Bari, il costo stimato per la realizzazione del Polo è pari a 2.203.200 euro. I premi previsti dal concorso di progettazione sono: 15.000 euro per il primo classificato, 7.500 euro per il secondo e 4.000 euro per il terzo. Inoltre è previsto un ulteriore premio di 4.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa.

22 proposte progettuali, invece, sono state inviate, entro il termine di scadenza del 30 settembre scorso, per il Polo per l’Infanzia di Capurso [ne scrissi qui], i cui lavori sono stimati in 1.632.000 euro. In questo caso, i premi previsti sono: 15.000 euro per il primo classificato, 5.000 euro per il secondo, 3.000 euro per il terzo e un ulteriore premio di 3.000 euro per il progetto, classificatosi tra il 4° e l’8° posto, elaborato dal gruppo di progettazione con l’età media più bassa.

Due settimane fa è scaduto il termine per le candidature al concorso di progettazione relativo al Polo per l’Infanzia di Altamura, nel quartiere Trentacapilli, i cui lavori sono stimati in 3.194.000 euro e per il quale sono state presentate 28 proposte progettuali. I premi del concorso sono identici a quelli previsti a Bari. Da qui, una nota del gennaio 2018 in cui ricostruisco come si è arrivati alla selezione di questo intervento, con il grande sostegno e la partecipazione dei cittadini del quartiere, più volte riuniti presso la Chiesa Ss. Redentore grazie a Don Nunzio Falcicchio (v. qui ad esempio).

Accanto al Polo per l’Infanzia, è prevista la realizzazione di un Istituto comprensivo (6-13 anni, elementare e media) già candidato nel giugno 2018 (scrissi qui) al Piano Regionale Triennale per l’Edilizia Scolastica 2018/2020 e collocatosi in terza posizione nella graduatoria regionale [leggi qui]. Si sta chiudendo in questi giorni, al Comune, la valutazione delle offerte pervenute nella gara di appalto per i relativi servizi di progettazione [per ulteriori informazioni, rinvio ad una mia nota del marzo scorso].

(delimitata in rosso, l’area del quartiere Trentacapilli in cui saranno realizzati il Polo Innovativo per l’Infanzia di Altamura, già finanziato, e l’Istituto comprensivo)

 

Tornando ai Poli per l’Infanzia, in tutti e tre i bandi di concorso è prevista la riserva, da parte dei Comuni, di affidare al primo classificato la redazione dei successivi livelli di progettazione.

I 3 concorsi di progettazione hanno visto una partecipazione molto significativa che dimostra la grande attenzione che è stata riservata da progettisti e tecnici (soprattutto giovani) a questa iniziativa. Un vero e proprio successo che va ben oltre ogni più rosea aspettativa e che conferma l’ottimo lavoro svolto in questi mesi da tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Regione.

Ora si apre la fase dell’esame delle proposte progettuali pervenute, passando prima per la nomina delle tre Commissioni di valutazione che saranno composte, secondo quanto previsto dal disciplinare sottoscritto da Regione e Comuni e dai rispettivi bandi di concorso, da un rappresentante dell’ente locale interessato (con le funzioni di presidente), da un rappresentante della Sezione “Istruzione e Università” della Regione Puglia, da un esperto in edilizia scolastica e da due componenti individuati nell’ambito di due distinte rose di nomi fornite dall’Ordine degli Ingegneri e dall’Ordine degli Architetti.

Compito delle tre commissioni sarà quello di individuare la soluzione progettuale migliore, più innovativa e maggiormente rispondente alle esigenze dei bambini fino a 6 anni cui le strutture saranno dedicate.

Sono davvero soddisfatto e orgoglioso per l’andamento di questa pionieristica iniziativa che abbiamo impostato a livello regionale e che si è sviluppata grazie ad una proficua collaborazione interistituzionale, finalizzata a realizzare opere destinate a migliorare la qualità dei servizi destinati alla collettività.

Non ci resta, quindi, che attendere l’esito delle valutazioni che mi auguro avvenga in tempi celeri così da procedere il più rapidamente possibile a dotare i Comuni di Altamura, Bari e Capurso dei loro Poli per l’Infanzia, innovativi luoghi di formazione, educazione e socializzazione destinati ai più piccoli.

ENZO COLONNA

“LUOGHI E ARCHIVI DELLA MEMORIA”, VIA LIBERA ANCHE DALLA I COMMISSIONE ALLA MIA PROPOSTA DI LEGGE. ORA LA PAROLA PASSA AL CONSIGLIO REGIONALE.

È stato espresso oggi, dalla I Commissione consiliare, il parere favorevole sulla proposta di legge in materia di “Promozione e sostegno alle attività di valorizzazione dei luoghi della memoria e degli archivi storici di Puglia” da me presentata nel giugno scorso e già approvata all’unanimità, nelle scorse settimane, dalla VI Commissione consiliare [leggi qui].

Quello odierno è stato un passaggio necessario dal momento che, come noto, il parere della Commissione “Bilancio, Finanze e Programmazione”, presieduta dal collega Fabiano Amati, è obbligatorio ogni qual volta la proposta di legge comporti, come nel caso di specie, spese o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

La proposta di legge, ora, ha completato il suo iter nelle commissioni competenti ed è pronta ad essere discussa e, auspico, approvata in Consiglio regionale [per il testo e la relativa scheda, da qui].

Questa iniziativa legislativa, ricordo, è finalizzata a sostenere la promozione e la valorizzazione di luoghi che, in epoca contemporanea e in particolare nel corso del Novecento, sono stati teatro di eventi di grande rilievo storico tanto da divenire elementi costitutivi del nostro patrimonio culturale e identitario.

La proposta di legge, quindi, nasce dall’esigenza, che considero impellente, di mantenere viva, rinnovare, approfondire e divulgare, per le generazioni attuali e per quelle future, la memoria di fatti e accadimenti avvenuti sul territorio pugliese (soprattutto con riferimento ai due conflitti mondiali del secolo scorso) e che sono da considerarsi determinanti per l’assetto e lo sviluppo democratico della Repubblica Italiana e della nostra Regione.

L’obiettivo è quello di consolidare quel patrimonio immateriale collettivo che è elemento essenziale per la coesione e per il progresso della comunità regionale, con l’auspicio che quest’ultima, conscia di avere un substrato valoriale comune, possa guardare con maggiore consapevolezza di sé al futuro.

Per questo, come già fatto in passato, torno a ribadire il profondo e significativo valore sociale, educativo e formativo che attribuisco a questa proposta di legge, dal momento che è finalizzata a promuovere e sostenere attività di ricerca, conservazione e valorizzazione del patrimonio identitario, culturale, storico e politico rappresentato da tanti “Luoghi della Memoria” presenti nel territorio regionale: ad esempio, si pensi alla “Casa Rossa” di Alberobello che dall’estate del 1940 e sino al settembre del 1943 fu luogo di detenzione per ebrei, al “Campo P.G. 65” di Altamura (durante la 2^ guerra mondiale per i prigionieri alleati e poi, nel dopoguerra, centro per i profughi provenienti dalla Venezia Giulia, dalla Dalmazia, dall’Africa), al “Campo P.G. 75” di Torre Tresca a Bari, senza dimenticare il campo di concentramento e confino alle Isole Tremiti, il “Museo della memoria” di Nardò o i luoghi legati alla “Guerra Fredda” nella Murgia, solo per citarne alcuni.

Si tratta di beni immobili o luoghi fisici, ivi compresi gli Archivi Storici o i Centri di Documentazione, pubblici o privati (si pensi, ad esempio, a quelli della “Fondazione Di Vagno”, della “Fondazione Gramsci”, dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea “Tommaso Fiore”), legati a eventi o figure che hanno segnato la storia contemporanea della Puglia e della sua Comunità.

Luoghi e Archivi che meritano di essere preservati, tutelati e valorizzati, attraverso progetti specifici che consentano anche di aprirli al territorio, facendoli conoscere ai tanti che, probabilmente, pur vivendo a poca distanza, ne ignorano perfino l’esistenza.

A questo proposito, ricordo che è in corso di realizzazione, per il 2019, la misura regionale sui “Luoghi della Memoria” e sugli “Archivi Storici”, prevista nell’ambito del programma “La Cultura si fa Strada” (v. qui) sviluppato dalla Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale” e approvato a giugno dalla Giunta su proposta dell’Assessore Loredana Capone, che dà attuazione ad una norma da me introdotta nell’ambito della legge di stabilità 2019 (art. 49 della l.r. 67/2018).

Con la proposta di legge approvata nelle scorse settimane in VI Commissione e licenziata, oggi, anche dalla I Commissione, quindi, si punta a rendere sistematico e continuativo, anche per i prossimi anni, l’impegno della Regione Puglia su questi temi.

Nel ringraziare il Presidente Fabiano Amati e i Colleghi della I Commissione per il parere favorevole espresso oggi e, per il supporto assicurato con grande disponibilità e professionalità, le strutture regionali (quelle della VI e I Commissione consiliare, la Sezione “Valorizzazione Territoriale”, il Servizio “Bilancio”), mi auguro, ora, che su questa iniziativa legislativa possa esserci un’ampia convergenza anche in Consiglio regionale in modo che si possa giungere in tempi celeri alla sua approvazione.

ENZO COLONNA

“LUOGHI IDENTITARI DI PUGLIA”, FINANZIATI TUTTI I PROGETTI AMMISSIBILI. NEL BARESE, PROGETTI DI SCUOLE DI ADELFIA, MOLA, TORITTO, ACQUAVIVA, ALTAMURA, NOICATTARO E GRUMO APPULA. ORA SI PASSA ALLA LORO ATTUAZIONE.

Saranno tutti finanziati i progetti giudicati ammissibili a seguito della valutazione di merito nell’ambito dell’Avviso “Luoghi Identitari di Puglia”, l’iniziativa regionale indirizzata agli istituti scolastici pugliesi e finalizzata a incentivare la tutela attiva e la fruizione consapevole dei beni del patrimonio storico-artistico da parte dei più giovani.

È quanto deliberato un paio di giorni fa dalla Giunta regionale che ha incrementato con ulteriori 85.500 euro le risorse finanziarie destinate a questa innovativa misura (inizialmente pari a 1 milione di euro).

Con tale iniziativa, ricordo, le scuole di ogni ordine e grado erano chiamate a elaborare un progetto di valorizzazione e fruizione di un bene culturale o luogo di cultura presente sul territorio e nella piena disponibilità di enti locali. Una bella, innovativa e interessante opportunità che avevo ampiamente segnalato sollecitando le scuole pugliesi, del territorio murgiano in particolare, a coglierla [v. qui].

Entro il termine di scadenza, fissato per lo scorso 29 aprile, sono pervenute 49 candidature. All’esito della fase di valutazione di merito dei progetti sono stati selezionati 37 interventi di cui, con le risorse inizialmente disponibili, 34 ammessi a finanziamento [ne avevo scritto qui].

Grazie all’incremento stanziato dal Governo regionale potranno trovare attuazione anche gli altri 3 progetti giudicati ammissibili proposti da istituti scolastici di Massafra, Grumo Appula e Montesano Salentino.

In particolare, dei 37 progetti finanziati, 14 sono in Provincia di Foggia, 12 in quella di Lecce, 7 nell’Area metropolitana di Bari, 2 in Provincia di Taranto e 2 nella BAT.

Limitandomi al territorio barese, gli interventi sono i seguenti:

  • Adelfia, proposto dall’I.C. “A. Moro – G. Falcone” e relativo alla Torre Normanna di Canneto;
  • Mola di Bari, proposto dall’I.I.S.S. “Da Vinci – Maiorana” e relativo all’Ipogeo delle Quattro Fontane;
  • Toritto, proposto dall’I.C. “S. Giovanni Bosco – A. Manzoni” e relativo al Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale in Piazza Moro;
  • Acquaviva delle Fonti (proposto da I.I.S.S. “Colamonico – Chiarulli” e relativo al Palazzo De Mari;
  • Altamura, proposto dal Liceo Statale “Cagnazzi” e relativo ad alcuni ambienti della struttura dell’ex Convitto Cagnazzi;
  • Noicattaro, proposto dall’I.C. “A. Gramsci – N. Pende” e relativo al Palazzo della Cultura – Galleria civica d’arte moderna e contemporanea;
  • Grumo Appula, proposto dall’IC “Devitofrancesco – Giovanni XXIII Binetto” e relativo all’Arco monumentale del campo sportivo del littorio.

Sono molto soddisfatto per la decisione del Governo regionale, che avevo auspicato sin dalla pubblicazione degli esiti della Commissione di valutazione, al fine di non disperdere lo sforzo creativo, in termini di progettualità, messo in campo dalle comunità scolastiche interessate.

Ringrazio l’Assessore Capone e, per il grande lavoro svolto su questa originale ed interessante misura, la Sezione regionale “Valorizzazione Territoriale”.

Formulo agli istituti scolastici i cui progetti sono stati ammessi a finanziamento i miei complimenti e, ora, buon lavoro nella loro attuazione.

Sono particolarmente felice per l’esito favorevole della valutazione dei progetti proposti a Toritto, Acquaviva delle Fonti, Grumo Appula e per il bel progetto proposto dal Liceo “Cagnazzi” di Altamura.

Quest’ultimo, finanziato con 30.000 euro (il massimo previsto dalla misura regionale), prevede interventi finalizzati a valorizzare e a rendere fruibile una sezione dell’ex Convitto Cagnazzi (sede centrale del Liceo) con la realizzazione di un Museo/Laboratorio dedicato alla ricca e preziosa collezione di pezzi e attrezzature dello storico laboratorio scientifico della scuola, circa 400 antichi strumenti scientifici, conservati nell’Istituto Cagnazzi fin dalla sua fondazione (fine del XVIII secolo). Ringrazio quanti hanno lavorato alla candidatura, in particolare, il preside Biagio Clemente, il prof. Piero Castoro, gli uffici amministrativi del Liceo; i tecnici incaricati dalla scuola (gli architetti Michele Forte, Pasquale Gentile, Vincenzo Laterza e l’ing. Domenico Garripoli); i tecnici Vincenzo Martimucci e Rosa Cirrottola del settore comunale “opere pubbliche” che hanno curato gli adempimenti amministrativi del progetto che non prevede oneri economici per il Comune.

ENZO COLONNA

《… proprio della Democrazia e perciò della vera Libertà è rendere i popoli dolci, indulgenti, generosi, magnanimi》

《… proprio della Democrazia e perciò della vera Libertà è rendere i popoli dolci, indulgenti, generosi, magnanimi

Parole, che aprono mente e cuore, pronunciate da Eleonora Pimentel Fonseca prima di essere condotta al patibolo nel 1799 (nell’immagine, uno stralcio del Monitore Napoletano, n. 14 del 23 marzo 1799).

Un Manifesto politico e ideale. Così le ho interpretate l’altra sera, dopo averle ascoltate per la prima volta grazie al bell’intervento dell’avvocato Francesco Lembo, collezionista campano appassionato di quella stagione storica, in occasione di un convegno organizzato venerdì sera dall’Associazione AlGraMa.

Un Manifesto che impegna ad affrontare l’inferno dei viventi, “l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme”, scegliendo il modo più rischioso, arduo, spesso doloroso, tra i due segnati da Italo Calvino: 《Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.》

O, per dirla con Danilo Dolci, 《rivoluzione è distinguere il buono già vivente, sapendolo godere, sani, senza rimorsi, amore, riconoscersi con gioia》e 《sognando gli altri come ora non sono》perché 《ciascuno cresce solo se sognato.

Tempo fa, Erri De Luca citava Eschilo, che nel suo “Prometeo incatenato” fa dire a Oceano : “O Prometeo non sai che le parole fanno da medicina all’animo dolente?”, per concludere che 《oltre alle parole, alla nostra portata esistono gesti di simpatia e premura che rinnovano il patto di ognuno col resto della specie umana. Profumano di legno di cirmolo.》 Perché, come ricordava il mio Maestro, il Prof. Michele Costantino, citando Alain de Botton, 《forse è proprio vero che di fatto non esistiamo finché non c’è qualcuno che ci vede esistere, che non parliamo finché qualcuno non è in grado di comprendere ciò che diciamo; in sintesi, che non siamo del tutto vivi finché non siamo amati》.

Da qui, il richiamo di Marco Pannella al “dovere di essere speranza”, ben più importante e decisivo del “diritto ad avere speranza”.

Ecco, sono i miei Manifesti politici e ideali – per un “senza casa partitica” come me – su cui mi metto alla prova tutti i giorni e su cui tento di imbastire, ogni giorno da molti anni, un impegno nella politica e nelle istituzioni.

Temo – da quanto vedo, leggo, sento e soprattutto non leggo e non sento dalle nostre parti, anche le più vicine – di non essere riuscito granché a contribuire a determinare un avanzamento nella politica e nella comunità locale nella direzione indicata da quei Manifesti ideali. Dalle nostre parti, temo, ne abbiamo di strada da fare, se diffusi, nel ceto politico e tra quanti si occupano o commentano di politica, sono cinismo, indifferenza, tendenza strumentale a prendere generosità per stupidità o coglionaggine, incapacità di cogliere e salvare il buono che è in mezzo a noi, di alimentare generosità e indulgenza, di rispettare il lavoro e l’impegno altrui.

Sarà l’età… o, meglio, è l’esperienza negli anni che mi ha fatto acquisire questo dovere, direi urgenza, dell’essere indulgenti, che non significa non vedere i problemi, che non significa essere stupidi, che non significa accettare placidamente che le cose vadano per il verso loro. Nulla di tutto questo.

Significa mettere in conto che il mondo e la realtà sono imperfetti, perché noi siamo imperfetti e i difetti degli altri sono i nostri difetti.

ENZO COLONNA

P.S.: di questo, della nostra imperfezione e del valore dell’opera quotidiana [oltre che della loro promessa palestra 😔😊], parlai venerdì mattina a diverse decine di bambini della Scuola Don Milani di Altamura in visita al consiglio regionale. Con loro, con i nostri piccoli, è sempre un’emozione.

SCUOLA, DECRETO SALVAPRECARI BLOCCATO DAL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. ORA SI APRE LA POSSIBILITÀ DI SIGNIFICATIVE MODIFICHE PER EVITARE INGIUSTE DISCRIMINAZIONI AI DANNI DEI DOCENTI DELLE SCUOLE PARITARIE E DEL PROGETTO “DIRITTI A SCUOLA / TUTTO A SCUOLA”.

Apprendo con estremo favore la notizia diffusa nelle ultime ore riguardante la decisione assunta dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di non firmare il Decreto Legge (cosiddetto “Salvaprecari bis”) approvato lo scorso 10 ottobre dal Consiglio dei Ministri che prevede l’indizione, entro la fine del 2019, di un concorso straordinario per assumere 24.000 insegnanti nelle scuole secondarie, di primo e di secondo grado.

Esattamente come avevo già avuto modo di evidenziare nei giorni scorsi, i rilievi del Presidente Mattarella si concentrano sul rischio che il Decreto approvato dal Governo determini un’ingiusta disparità di trattamento tra docenti precari, dal momento che prevede una procedura riservata a chi abbia maturato almeno tre anni di anzianità solo nelle scuole statali, escludendo, in questo modo, dalla possibilità di accedere alla partecipazione al concorso tutti quegli insegnanti che da anni svolgono la loro attività presso le scuole paritarie, in violazione della loro equiparazione a quelle statali sancita dalla legge 10 marzo 2000, n. 62.

Ora, quindi, si apre la possibilità di introdurre significative modifiche al Decreto, che auspico possano affrontare anche un’altra questione riguardante una specificità tutta pugliese. Mi riferisco alla posizione dei docenti che hanno partecipato al progetto “Diritti a Scuola”, ribattezzato dall’anno 2018-2019 “Tutto a Scuola”, promosso dalla Regione Puglia (con importanti risultati nella lotta al fenomeno dell’abbandono scolastico e con riconoscimenti anche a livello europeo, come il premio «RegioStars 2015» della Commissione UE che lo ha identificato quale best practice europea) e che prevede, da dieci anni, la partecipazione di centinaia di insegnanti in attività didattiche finalizzate al contrasto della dispersione scolastica, al recupero e al potenziamento formativo degli studenti pugliesi.

Il Decreto “Salvaprecari bis”, infatti, prevede anche in questo caso un’ingiusta disparità di trattamento ai loro danni escludendo dalla partecipazione al concorso i docenti impegnati nelle attività finanziate dalla Regione dal momento che la tipologia di contratto sottoscritto dagli stessi (un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, invece del canonico contratto di lavoro a tempo determinato) impedirebbe di vedersi riconosciuto il servizio prestato ai fini del raggiungimento del requisito dei tre anni per partecipare al concorso.

Tutto questo appare profondamente iniquo ed immotivato anche solo considerando che – sia nei protocolli di intesa e negli accordi sottoscritti dalla Regione Puglia rispettivamente con l’Ufficio Scolastico Regionale e con il Ministero dell’Istruzione, sia nel decreto ministeriale n. 100 del 17 dicembre 2009 – il servizio prestato dal personale che svolge le attività progettuali finanziate dalle Regioni è equiparato, ai fini dell’attribuzione del punteggio utile per le graduatorie, a quello prestato dal personale docente assunto dal MIUR con contratto di lavoro a tempo determinato.

Mi auguro (come è stato rimarcato ieri pure da tutti i componenti presenti della VI Commissione del Consiglio regionale nel corso delle audizioni dei rappresentanti dei comitati dei docenti precari e dei sindacati disposte dal Presidente Mimmo Santorsola) che in sede di modifica del Decreto o di conversione in legge in Parlamento si possa intervenire efficacemente al fine di non creare ingiuste discriminazioni ai danni di tanti insegnanti pugliesi che da anni svolgono con passione e competenza le loro attività didattiche e che aspirano, con il concorso, al contratto di lavoro a tempo indeterminato, così da poter guardare con più serenità al futuro.

Ringrazio il Presidente Sergio Mattarella per la sensibilità dimostrata anche in questa circostanza e per l’attenzione riservata a questo tema. Confido, ora, nelle modifiche al Decreto Legge in modo da evitare ingiuste e ingiustificate disparità di trattamento.

ENZO COLONNA

Nell’immagine, un intervento pubblicato oggi da “La Repubblica – Edizione di Bari”, 26 ottobre 2019.