TEST HPV-DNA PER LA PREVENZIONE DEL CARCINOMA AL COLLO DELL’UTERO. PRESTO POSSIBILE IN PUGLIA PER LE DONNE TRA 30 E 64 ANNI. AGGIUDICATA GARA PER I SISTEMI DIAGNOSTICI NECESSARI.

Con la deliberazione n. 1690 dello scorso 24 settembre è stata aggiudicata dalla Asl di Brindisi, a seguito di apposita procedura ad evidenza pubblica, la gara relativa alla fornitura quinquennale a favore di tutte le amministrazioni sanitarie della Puglia di sistemi diagnostici innovativi e di ultima generazione per la prevenzione e l’individuazione del carcinoma del collo dell’utero attraverso il ricorso al test di screening primario HPV-DNA nelle donne a rischio.

Negli scorsi mesi, mi ero interessato direttamente a questo tema, anche attraverso la presentazione di una interrogazione consiliare al Presidente Michele Emiliano per evidenziare proprio la necessità che la Regione Puglia adeguasse i propri programmi in materia di contrasto a questo tipo di patologia adottando il nuovo modello previsto dal Piano Nazionale di Prevenzione 2014-2018 [leggi qui].

Con il test HPV-DNA saranno sottoposte a screening tutte le donne nella fascia di età 30-64 anni con un esame da effettuarsi ogni cinque anni finalizzato a individuare la presenza nel DNA del virus HPV (papilloma virus umano), ritenuta una tra le principali cause del cervicocarcinoma. In tal modo il PAP test, sinora utilizzato ogni tre anni per lo screening, sarà effettuato solo in una seconda fase e solo alle donne risultate positive al test HPV.

Per le donne di età inferiore a 30 anni, invece, si proseguirà con il PAP test a cadenza triennale.

La nostra regione, dunque, si adegua tempestivamente al Piano di Nazionale di Prevenzione 2014-2018 al pari di poche altre regioni (visto che dagli ultimi dati disponibili relativi al 2017 solo Emilia Romagna, Piemonte, Veneto, Toscana Umbria e Basilicata avevano provveduto in tal senso) e segna un importante passo in avanti per rendere più avanzati ed efficaci i sistemi di prevenzione e contrasto di questa patologia che colpisce soprattutto le donne in età adulta.

L’adeguamento al nuovo modello consente peraltro alla regione un minor esborso di risorse per il programma di screening in considerazione della differente cadenza dei richiami per il test HPV (quinquennale) rispetto al PAP test (triennale) attualmente utilizzato.

Ora auspico che tutte le amministrazioni sanitarie della Puglia completino rapidamente le procedure amministrative con la stipula dei contratti e l’adozione di tutte le necessarie misure organizzative al fine di consentire che nel più breve tempo, possibilmente già a partire dall’inizio del prossimo anno, questo importante servizio possa effettivamente essere assicurato alle donne pugliesi.

Una pagina di buona sanità pubblica è stata scritta in Puglia e, per questo, ringrazio in particolare il Presidente Michele Emiliano, che ha raccolto tempestivamente le mie sollecitazioni, nonché il direttore del dipartimento “Promozione della Salute”, Giancarlo Ruscitti, e il direttore generale della ASL di Brindisi, Giuseppe Pasqualone, per aver posto la nostra regione all’avanguardia nel contrasto al carcinoma al collo dell’utero, con l’utilizzo delle più avanzate metodologie di prevenzione attualmente disponibili.

ENZO COLONNA

 

APPROVATA GRADUATORIA DEFINITIVA DELLA MISURA ‘LABORATORI URBANI IN RETE’: ALTAMURA, AL 4° POSTO, CONFERMATA TRA I BENEFICIARI DEL FINANZIAMENTO REGIONALE. ORA, IL RILANCIO DI “PORT’ALBA”.

Con una recente determinazione dirigenziale è stata approvata la graduatoria definitiva del bando regionale “Laboratori in rete”, che metteva a disposizione finanziamenti per interventi di miglioramento funzionale, strutturale o strumentale di immobili destinati a laboratori urbani di proprietà comunale.

Saranno 35 le proposte finanziate. Tra queste, il progetto presentato dal Comune di Altamura lo scorso 20 marzo per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione del laboratorio giovanile “Port’Alba”, che si è classificato al 4° posto e che sarà finanziato con 150 mila euro, l’importo massimo previsto dal bando regionale.

Il progetto altamurano prevede interventi quali la sistemazione della copertura della struttura (con alleggerimento del massetto e coibentazione), la riparazione della cisterna antincendio, il rifacimento di intonaci in alcune pareti, pitturazioni, la sistemazione di un punto ristoro e l’acquisto delle relative attrezzature (novità progettuale rispetto alla precedente organizzazione degli spazi interni). Il valore dei lavori e delle forniture è pari a circa 120 mila euro (al netto di oneri fiscali e di sicurezza).

Dopo anni di colpevole abbandono, a causa dell’inerzia delle amministrazioni avvicendatesi, il Laboratorio “Port’Alba”, accanto alla Chiesa Sant’Agostino, uno spazio di cultura, socialità e formazione per i nostri ragazzi, realizzato una decina di anni fa con uno grande sforzo economico di Comune e Regione, potrà essere restituito alla Comunità altamurana, alla sua funzione e fruizione.

È un bel risultato, frutto di un grande lavoro coordinato fra Altamura e Bari, che ho costantemente seguito, sin dalla pubblicazione del bando [v. qui ultimo intervento sull’argomento con rinvii].

Un esito ottenuto grazie al lavoro degli uffici comunali (settori “Lavori Pubblici” e “Politiche Culturali”) che hanno materialmente concretizzato l’idea progettuale e la candidatura e con il contributo determinante di numerose associazioni e di tanti giovani professionisti altamurani riuniti nel laboratorio di progettazione #Iperurbano che hanno partecipato alla stesura del progetto di rilancio di Port’Alba.

È, questo, il modello virtuoso di governo necessario per la città che, ritengo, debba essere proseguito dalla attuale amministrazione. Un modello capace di coinvolgere e liberare le straordinarie energie positive della nostra Città (di cittadini, giovani, professionisti, associazioni, imprese, operatori economici, dipendenti comunali) e capace di non perdere fondamentali occasioni di finanziamento (regionali, statali) per assicurare infrastrutture e servizi per la comunità.

Ora ciascun comune selezionato sarà chiamato a sottoscrivere una convenzione che disciplinerà i rapporti con la Regione. In particolare, i comuni, come Altamura, che hanno candidato un intervento con un progetto a livello “definitivo”, avranno 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria nel BURP (che avverrà nei prossimi giorni) per completare la progettazione esecutiva, funzionale a predisporre gli atti di gara per l’affidamento de i lavori. Tale gara dovrà essere avviata entro 90 giorni dalla sottoscrizione del disciplinare. Gli interventi dovranno essere avviati antro il 31 marzo 2019 e concludersi entro il 31 marzo 2020. Infine, non oltre il 30 giugno 2020 dovrà essere avviata la gestione.

Ringrazio, per il grande lavoro svolto, l’assessore regionale alle “Politiche giovanili e cittadinanza sociale”, Raffaele Piemontese, e la Sezione regionale “Politiche giovanili e innovazione sociale” che, in tempi brevi, ha definito questa procedura.

C’ERA IL SOLE, STAMATTINA, ALLA SCUOLA TOMMASO FIORE DI ALTAMURA

C’era il sole, stamattina, alla scuola Tommaso Fiore di Altamura. C’erano i nostri i figli, acerbi, meno che adolescenti.

L’ho già detto e scritto. In politica, sembra un paradosso, ma è così, la difficoltà più grande è riuscire a gestire la solitudine, che non significa “stare soli” o “essere isolati”. È la mancanza, spesso, di parole buone, quelle che di chi ti pensa migliore di quello che sei e che ti aiutano a migliorare o almeno a tirar fuori la parte migliore di te stesso. Non apprezzamento o riconoscenza, che spesso sconfinano in irritante piaggeria o ipocrisia. No, mi riferisco a parole e gesti di “conoscenza”, di “condivisione” della fatica quotidiana, del lavoro di opposizione o di governo, studio, proposta. Parole di vicinanza.

Oggi, mi sono sentito meno solo.

Ho seguito il consumarsi di un atto formale, la firma della consegna del cantiere tra la dirigente scolastica e l’impresa aggiudicataria dei lavori di realizzazione della Biblioteca di Comunità AGORAteca. Lavori che dovranno terminare entro 120 giorni.

Anche il nostro limitato, parziale, impegno può rappresentare una piccolissima occasione che può produrre effetti positivi.

Anche il nostro limitato, parziale, impegno quotidiano può determinare un piccolo varco nella grigia cortina che opprime l’orizzonte delle possibilità.

E quella luce che veniva stamattina dai volti dei figli di questa comunità indicava il percorso da proseguire: continuare nei propri doveri, anche a costo di fatiche, incomprensioni, solitudini, che non possono essere dette a pena di ulteriori incomprensioni.

SE NON FACCIAMO NIENTE, NON SIAMO NIENTE.

Da qui la mia gratitudine ai docenti, alla dirigente Eufemia Patella, al personale amministrativo della scuola, ai tecnici che seguono la realizzazione del progetto, ai rappresentanti dell’associazione Link (che, coordinando diverse altre realtà, si occuperà della gestione della biblioteca e dei servizi annessi). Soprattutto, grazie ai ragazzi dell’istituto comprensivo “Bosco-Fiore”.

Se noi adulti non riusciamo a cogliere nei loro volti, nei volti dei figli di questa terra, le coordinate del nostro orizzonte, se quindi non riusciamo a sentire questo richiamo, il dovere di proseguire il percorso che ci è stato indicato dai nostri padri e di indicarlo, a nostra volta, da padri, a loro, ai nostri figli… beh, significa che siamo già morti.

Allora, come ripeto sempre (a me stesso, in primo luogo), andiamo avanti! Come ieri, come sempre, perché lo dobbiamo all’orgoglio dei nostri vecchi, al sorriso dei nostri figli, agli occhi limpidi dei nostri amori.

 

Per informazioni sul progetto di Biblioteca di Comunità AGORAteca, finanziato con 1 milione di euro dalla Regione, rinvio alla mia ultima nota, da qui.

 

DOMANI, AVVIO DEL CANTIERE DELLA BIBLIOTECA DI COMUNITÀ PRESSO LA TOMMASO FIORE DI ALTAMURA.

Semplicemente, felice e soddisfatto.

Domani non sarà un giorno di scuola come gli altri per la scuola Tommaso Fiore di Altamura. Una giornata speciale. Alle 8.30 circa, ci sarà la consegna del cantiere all’impresa aggiudicataria con formale inizio dei lavori per la realizzazione della Biblioteca di Comunità AGORAteca.

Pochi giorni fa, c’era stata la firma del contratto di appalto tra scuola e impresa. Avevo riferito, con tutte le informazioni sul progetto finanziato con 1 milione di euro dalla Regione, nella nota disponibile da qui.

METTERE FINE, A DISTANZA DI CIRCA UNDICI MESI DAL DANNEGGIAMENTO DEL CAVALCAVIA DI MODUGNO, AI DISAGI DI TANTI CITTADINI E PENDOLARI.

Mettere fine, a distanza di circa undici mesi dal danneggiamento del cavalcavia di Modugno, ai disagi di tanti cittadini e pendolari che quotidianamente percorrono quel tratto stradale per recarsi nel capoluogo pugliese.

Gli ultimi passi compiuti dal Comune di Modugno sono importanti. Si procede…

Ma l’attenzione resta alta. Continuerò a seguire la questione sino al ripristino della normale circolazione sulla statale, nel tratto sottostante.

Nelle immagini gli articoli della Gazzetta del Mezzogiorno e del Quotidiano di Bari, pubblicati ieri.

Il mio ultimo intervento integrale, diffuso un paio di giorni fa, disponibile da qui.

PSR, DAL TAR POSIZIONE EQUILIBRATA E RAGIONEVOLE.

ORA LA REGIONE COMPLETI CELERMENTE LE VERIFICHE SULLE ISTANZE PRESENTATE IN MODO DA RESTITUIRE SERENITÀ E CERTEZZA DEL DIRITTO IN UNA PROCEDURA LARGAMENTE ATTESA DA TUTTO IL MONDO DELL’AGRICOLTURA.

L’esito del giudizio cautelare dinanzi al Tar Puglia, sui ricorsi presentati avverso le procedure adottate dalla Regione Puglia nell’ambito degli avvisi pubblici a valere sul Piano di Sviluppo Rurale, segna certamente un punto di equilibrio molto avanzato tra le diverse e complesse esigenze in campo.

Non c’è ombra di dubbio, infatti, che – come avevo evidenziato diversi mesi fa e, in particolare, nel gennaio scorso, in occasione di una audizione dell’assessore all’Agricoltura Leo Di Gioia in IV Commissione (per maggiori dettagli si veda qui) – l’eccessiva incidenza riconosciuta, tra i criteri di selezione individuati dall’Autorità di Gestione del PSR, all’IPE – Incremento Performance Economiche (e cioè l’incremento presunto, rispetto alla situazione ante investimento, delle performance economiche dell’impresa beneficiaria, dovuto proprio alla realizzazione dell’intervento finanziato), stesse generando evidenti criticità e difficoltà agli operatori agricoli e, soprattutto, a quelli che indicavano nelle istanze di partecipazione al bando per l’ottenimento dei finanziamenti, dati credibili e realistici.

Si tratta, in particolare, della situazione venutasi a creare con riferimento ai bandi relativi alla Misura 4.1a (interventi volti a migliorare l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale delle attività produttive aziendali) per cui l’incidenza del criterio relativo all’IPE era pari a 25/100, alla misura 6.4 (agriturismo) per cui l’incidenza dell’IPE era addirittura di 60/100, e alla Misura 4.1b (investimenti per giovani agricoltori) con una incidenza del medesimo criterio di 25/100.

Il problema che si è posto, infatti, riguarda il fatto che in molti progetti presentati per accedere a queste risorse, quell’IPE era calcolato indicando valori assolutamente abnormi, al punto da risultare irrealistici.

Questo rischiava e rischia di produrre un doppio danno ingiusto, da un lato, consentendo a chi ha indicato dati fuori misura di ottenere un punteggio più alto per posizionarsi ai vertici delle graduatorie, dall’altro, alterando il livello medio di quell’IPE tra tutte le istanze presentate, con la conseguenza di tagliar fuori tutti coloro che, al contrario, hanno inserito dati più realistici e verificabili.

Ebbene, dinanzi a questa illogicità, rilevata dal Tar e riconosciuta dalla stessa Regione Puglia nella relazione sulle attività istruttorie espletate depositata nel corso del giudizio cautelare, i giudici amministrativi hanno sostanzialmente accolto la tesi proposta dall’Avvocatura Regionale, consentendo alla Regione di completare la fase istruttoria, già avviata, di verifica puntuale della correttezza dei dati contenuti in tutte le domande presentate, con particolare riferimento all’IPE.

Che questa attività di verifica e controllo sia particolarmente importante è dimostrato dal fatto che dai primi dati disponibili è emerso che ben il 73% delle domande ammesse alla fase successiva del procedimento presentino dati ritenuti non conformi e non credibili.

A tutela di tutti, quindi, tanto di coloro che oggi risultano esclusi perché il dato medio dell’IPE risulta particolarmente elevato, quanto di coloro che hanno inserito valori molto significati con riferimento a quell’indice che, però, possono essere dimostrati sulla base di elementi oggettivi e verificabili, è necessario andare fino in fondo, caso per caso e domanda per domanda in modo da essere più trasparenti possibile.

All’esito di questa verifica puntuale, svolta in contraddittorio con ciascun proponente in modo che si possa approfondire ogni aspetto, la Regione dovrà riconsiderare il valore dell’IPE medio, ricalcolandolo al netto dei dati ritenuti non conformi. In tal modo sarà possibile consentire l’accesso al beneficio del finanziamento anche a chi oggi rischia di rimanere escluso, anche a causa del comportamento ritenuto scorretto adottato da altri.

Si tratta, tra l’altro, di un percorso che avevo ipotizzato nel corso dell’audizione in Commissione dell’assessore Di Gioia svoltasi, su questo tema, in data 8 gennaio scorso, allorquando avevo proposto che gli uffici regionali intervenissero in presenza di candidature con indicazioni evidentemente non realistiche, chiedendo ai proponenti (sul modello di quanto accade in sede di procedure ad evidenza pubblica con le “offerte anomale”) di giustificare dettagliatamente tali previsioni, con la conseguenza di arrivare ad escludere quei progetti per cui non fossero state presentate giustificazioni convincenti.

Ritengo, per questo, che la posizione espressa dal Tar sia assolutamente ragionevole, ben lungi dai toni apocalittici utilizzati in queste ore da diversi colleghi consiglieri, che inviterei a leggersi meglio l’ordinanza, e auspico che gli uffici regionali dell’Assessorato all’agricoltura completino celermente questa istruttoria (che viene svolta con particolare rigore e attenzione, coerentemente con l’impegno assunto in tal senso dall’assessore Di Gioia nel corso dell’audizione svolta in Commissione) al fine di riportare serenità e certezza nell’ambito di una procedura molto attesa da tutti gli operatori del settore, in particolare dai giovani, per dare nuova linfa e nuove prospettive di sviluppo all’agricoltura di qualità nella nostra regione.

 

PONTE DANNEGGIATO A MODUGNO SULLA STATALE 96: SI PROCEDE PER IL RIPRISTINO DELLA NORMALE CIRCOLAZIONE. NECESSARIO PORRE FINE AI DISAGI CHE DURANO DA 11 MESI.

Alcuni importanti passi in avanti verso il ripristino della normale circolazione stradale lungo la Statale 96, all’altezza di Modugno, ridotta – com’è noto – dallo scorso ottobre, in seguito al danneggiamento del cavalcavia di via Risorgimento ad opera di un autoarticolato.

Sulla questione, nelle mesi scorsi, ho più volte sollecitato l’Amministrazione comunale di Modugno e altri attori istituzionali affinché, nelle more dell’esecuzione dei lavori di ripristino del ponte, fossero verificate le condizioni di sicurezza tali da consentire di riaprire alla circolazione anche la carreggiata in direzione Bari [leggi qui uno dei miei numerosi interventi].

Tra gli altri, ho interessato anche il Prefetto di Bari, Dott.ssa Marilisa Magno, che ringrazio per l’intervento e la disponibilità [leggi qui].

L’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Modugno, William Formicola, con una relazione inviatami recentemente (per cui lo ringrazio), ha illustrato i passi compiuti e lo stato dell’arte. Ha riferito, in particolare, che, secondo il parere dei tecnici incaricati della valutazione, se per un verso occorreranno tempi più lunghi del previsto per la riparazione integrale del sovrappasso (dovrà essere sostituito l’intero impalcato della campata centrale), che dunque resterà sino ad allora interdetto al traffico, per altro verso è possibile, nell’immediato, ripristinare la circolazione lungo la Statale 96, rimuovendo completamente la sola trave lesionata dall’urto e dunque il sistema di puntellamento provvisorio attualmente presente.

A questo riguardo, nei prossimi giorni verrà consegnato il progetto di rimozione della trave pericolante, di cui sono state definite anche le modalità operative, a seguito di un sopralluogo effettuato pochi giorni fa. Si tratta di un’azione che dovrà essere necessariamente coordinata con l’Anas, che probabilmente, secondo intese raggiunte con il Comune di Modugno, dovrebbe farsi carico dei lavori e di seguirne l’esecuzione.
Parallelamente, in questi ultimi giorni, si sta valutando la fattibilità di una soluzione ancor più rapida che non comporti la rimozione della trave e consenta dunque di abbreviare i tempi per il ripristino della ordinaria circolazione. Su questo punto, nei prossimi giorni sarò in grado di fornire ulteriori aggiornamenti.

Dunque, si procede, nella direzione di un ritorno alla normalità che mi auguro possa avvenire in tempi davvero brevi, in modo da porre fine, a distanza di circa undici mesi dall’incidente, ai disagi di tanti cittadini e pendolari che quotidianamente percorrono quel tratto stradale per recarsi nel capoluogo pugliese.

Continuerò a seguire la questione sino alla sua definizione.

ENZO COLONNA

 

RICCHE E PROFICUE AUDIZIONI IN COMMISSIONE SULLA PROPOSTA DI LEGGE SU IDROGENO, RINNOVABILI E DECARBONIZZAZIONE: PUGLIA, AVANGUARDIA IN EUROPA.

È stato molto partecipato, interessante e proficuo il confronto svolto oggi nel corso delle audizioni nelle Commissioni IV e V del Consiglio regionale in merito alla proposta di legge regionale “Norme in materia di promozione dell’utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare”, di cui mi sono fatto promotore nei mesi scorsi [sulla pdl, leggi qui ; per una parziale rassegna stampa, v. qui].

Sono stati ascoltati diversi rappresentanti di organizzazioni del mondo economico, sociale e accademico. Hanno seguito i lavori l’assessore allo sviluppo economico, Antonio Nunziante, l’avvocato Rocco De Franchi, consigliere del Presidente della Regione per la tutela ambientale, lo sviluppo sostenibile e la decarbonizzazione, e l’ing. Carmela Iadaresta, dirigente della sezione regionale “Infrastrutture energetiche e digitali”. Tutti gli intervenuti si sono espressi favorevolmente rispetto alla necessità e all’impianto di questa iniziativa legislativa. Ne hanno sottolineato i tratti innovativi (tanto da essere stata segnalata ad altre assemblee legislative regionali da una delle organizzazioni intervenute) e hanno fornito spunti interessanti per un ulteriore approfondimento relativamente ad alcune disposizioni.

Due, ricordo, sono gli obiettivi della proposta di legge:

  1. incoraggiare un’economia basata sulla chiusura dei cicli produttivi mediante la produzione di idrogeno da energia rinnovabile;
  2. favorire l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, prevedendo una disciplina dei procedimenti amministrativi che offra certezza regolamentare e semplificazione amministrativa, condizionata alla riduzione delle ripercussioni negative sull’ambiente.

A tale riguardo la proposta di legge:

  1. prevede la redazione del Piano Regionale dell’Idrogeno;
  2. istituisce un osservatorio per monitorare l’efficacia delle politiche attivate;
  3. individua azioni mirate alla realizzazione di impianti cogenerativi alimentati ad idrogeno per la produzione di energia elettrica e calore al servizio di edifici pubblici e privati e di impianti di produzione e distribuzione di idrogeno;
  4. favorisce il rinnovo del parco rotabile, su gomma e su ferro, del servizio di trasporto pubblico con mezzi dotati di celle a combustibile alimentate ad idrogeno e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per gli autoveicoli alimentati ad idrogeno;
  5. sostiene la ricerca applicata sull’idrogeno come vettore energetico per la mobilità sostenibile e forma di accumulo di energia, favorendo partnership tra Università, centri di ricerca pubblici e privati;
  6. promuove la costituzione di comunità locali dell’energia per la produzione e generazione distribuita di energia elettrica sul territorio.

Superando le contraddizioni e criticità emerse negli anni dovute al susseguirsi di disposizioni legislative e regolamentari, la seconda traccia della proposta legislativa punta a dotare la Puglia degli strumenti normativi necessari per affrontare il tema, ormai attuale e ineludibile, del “fine vita” degli impianti eolici e fotovoltaici, segnati dall’usura, dalla scadenza delle autorizzazioni e dalla conclusione del programma di incentivi.

In questo senso, la proposta di legge intende favorire:

  1. l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti e la prosecuzione del loro esercizio, a condizione che gli interventi riducano il numero di aerogeneratori o, per gli impianti fotovoltaici, la superficie occupata, nonché prevedano misure di compensazione ambientale in favore dei comuni nei cui territori ricadono gli impianti;
  2. le iniziative finalizzate alla delocalizzazione di impianti esistenti su terreni agricoli, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi, in aree industriali dismesse, cave esaurite, siti inquinati e siti di interesse nazionale (SIN).

Come ho già evidenziato, si tratta di una iniziativa legislativa che si pone in linea con gli intendimenti della Giunta regionale, che, poche settimane fa, ha avviato il procedimento di revisione del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR).

In tal modo, tra l’altro, la nostra Regione si collocherebbe in perfetta sintonia – anzi anticipandoli (come si è sottolineato oggi in alcuni interventi) – con gli indirizzi strategici definiti a livello europeo, finalizzati a sostenere processi di decarbonizzazione, puntando allo sviluppo dell’idrogeno come fonte di energia sostenibile.

L’Unione Europea, infatti, ha fissato, tra gli obiettivi da conseguire entro il 2030, la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990 e una quota di energia prodotta da fonte rinnovabile pari ad almeno il 27%. Da parte sua, l’Italia, con la Strategia Energetica Nazionale (SEN) adottata nel novembre 2017, si è posta l’obiettivo di raggiungere entro il 2030 la quota del 28% di produzione di energia da fonti rinnovabili rispetto ai consumi complessivi.

Peraltro, appena pochi giorni fa, nell’ambito dell’incontro informale tra i Ministri dell’Energia dell’Unione Europea, svoltosi a Linz il 17 e il 18 settembre, è stato sottoscritto il documento “Hydrogen Initiative” contenente le politiche strategiche che l’UE intende sviluppare per sostenere il progressivo abbandono delle fonti combustibili fossili e la loro sostituzione con l’idrogeno sostenibile.

In tal senso, la Puglia, anche con questa iniziativa legislativa, è in condizione di porsi all’avanguardia nell’ambito di questa strategia, sia a livello nazionale che europeo, favorendo un aggiornato modello di sviluppo avanzato nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e nell’innovazione orientata alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

Ringrazio i presidenti della quarta e quinta commissione e i colleghi per l’attenzione riservata a questa iniziativa legislativa.

ENZO COLONNA

 

SU IDROGENO, RINNOVABILI E DECARBONIZZAZIONE LA PUGLIA PUÒ ESSERE AVANGUARDIA IN EUROPA.

 

La Giunta regionale ha avviato il procedimento di revisione del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR). Poche settimane fa, ha adottato il documento di sintesi e programmazione preliminare, nonché il rapporto preliminare ambientale, e avviato la fase di consultazione per la Valutazione Ambientale Strategica.

Il documento riserva una particolare attenzione all’idrogeno come elemento per ridurre le emissioni di CO2 nei cicli produttivi e per stoccare e trasportare energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili (FER).

Con riferimento alle FER e in particolare alla fonte eolica, la bozza di piano si propone di incentivare l’ammodernamento degli impianti eolici nell’ottica di mitigare il cosiddetto “effetto selva” creato dalle torri eoliche mentre per il fotovoltaico prevede una riduzione dell’uso del suolo occupato in favore delle produzioni agricole.

La proposta di legge regionale di cui mi sono fatto promotore nei mesi scorsi (il cui iter riprenderà in commissione giovedì prossimo, 27 settembre, con l’audizione di una serie di soggetti del mondo economico, sociale e accademico) si rivela in linea con gli intendimenti del PEAR e rappresenta una normativa “di frontiera” in materia di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile (per una rassegna sulla proposta, da qui).

Due sono, infatti, gli obiettivi:

  1. incoraggiare un’economia basata sulla chiusura dei cicli produttivi mediante la produzione di idrogeno da energia rinnovabile;
  2. favorire l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, prevedendo una disciplina dei procedimenti amministrativi che offra certezza regolamentare e semplificazione amministrativa, condizionata alla riduzione delle ripercussioni negative sull’ambiente.

A tale riguardo la proposta di legge: a) prevede la redazione del Piano Regionale dell’Idrogeno, la cui implementazione è auspicata dal PEAR; b) istituisce un osservatorio per monitorare l’efficacia delle politiche attivate; c) individua azioni mirate alla realizzazione di impianti cogenerativi alimentati ad idrogeno per la produzione di energia elettrica e calore al servizio di edifici pubblici e privati e di impianti di produzione e distribuzione di idrogeno; d) favorisce il rinnovo del parco rotabile, su gomma e su ferro, del servizio di trasporto pubblico con mezzi dotati di celle a combustibile alimentate ad idrogeno e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per gli autoveicoli alimentati ad idrogeno; e) sostiene la ricerca applicata sull’idrogeno come vettore energetico per la mobilità sostenibile e forma di accumulo di energia, favorendo partnership tra Università, centri di ricerca pubblici e privati; f) promuove la costituzione di comunità locali dell’energia per la produzione e generazione distribuita di energia elettrica sul territorio.

Superando le contraddizioni e criticità emerse negli anni dovute al susseguirsi confuso di disposizioni legislative e regolamentari, la seconda traccia della proposta legislativa punta a dotare la Puglia degli strumenti normativi necessari per affrontare il tema, ormai attuale e ineludibile, del “fine vita” degli impianti eolici e fotovoltaici, segnati dall’usura, dalla scadenza delle autorizzazioni e dalla conclusione del programma di incentivi.

In questo senso, la proposta di legge intende favorire:

  • l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti e la prosecuzione del loro esercizio, a condizione che gli interventi riducano il numero di aerogeneratori e la superficie occupata o, per gli impianti fotovoltaici, la superficie radiante, nonché prevedano misure di compensazione ambientale in favore dei comuni nei cui territori ricadono gli impianti;
  • le iniziative finalizzate alla delocalizzazione di impianti esistenti su terreni agricoli, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi, in aree industriali dismesse, cave esaurite, siti inquinati e siti di interesse nazionale (SIN).

La proposta di legge rappresenta, dunque, un’occasione concreta, che spero venga colta dal consiglio regionale, per attuare alcune delle proposte avanzate dal PEAR, favorendo un nuovo e aggiornato modello di sviluppo che collochi la Puglia all’avanguardia nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e nell’innovazione orientata alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

In tal modo, tra l’altro, la nostra regione si collocherebbe in perfetta sintonia, anzi anticipandoli, con gli indirizzi strategici in questa materia che, a livello europeo, sono finalizzati a consentire la decarbonizzazione dell’economia, puntando allo sviluppo dell’idrogeno come fonte di energia sostenibile. Pochi giorni fa – nell’ambito dell’incontro informale tra i Ministri dell’Energia dell’Unione Europea, svoltosi a Linz, in Austria, il 17 e il 18 settembre – è stato sottoscritto il documento “Hydrogen Initiative” contenente le politiche strategiche che l’UE intende adottare al fine di sostenere il progressivo abbandono delle fonti combustibili fossili e la loro sostituzione con l’idrogeno sostenibile.

In tal senso, la Puglia, anche con questa iniziativa legislativa, è in condizione di porsi all’avanguardia nell’ambito di questa strategia, sia a livello nazionale che europeo.

ENZO COLONNA

 

QUESTA È L’ACQUA, QUESTA È L’ACQUA! TROVARE LO STRAORDINARIO NELL’ORDINARIO.

Dal discorso di David Foster Wallace per la cerimonia delle lauree al Kenyon College, 21 maggio 2005 [da qui].

“La convinzione automatica e inconscia di essere il centro del mondo, e che i miei bisogni e i miei sentimenti prossimi sono ciò che determina le priorità del mondo intero.”

“Come evitare di passare la vostra confortevole, prosperosa, rispettabile vita adulta, come dei morti, incoscienti, schiavi delle vostre teste e della vostra solita configurazione di base per cui “in ogni momento” siete unicamente, completamente, imperiosamente soli.”

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Ci sono due giovani pesci che nuotano uno vicino all’altro e incontrano un pesce più anziano che, nuotando in direzione opposta, fa loro un cenno di saluto e poi dice “Buongiorno ragazzi. Com’è l’acqua?” I due giovani pesci continuano a nuotare per un po’, e poi uno dei due guarda l’altro e gli chiede “ma cosa diavolo è l’acqua?”

《Non è possibile non adorare qualche cosa. Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è su che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare … è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivo. Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità. Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre brutti. …
Adorate il potere, e finirete per sentirvi deboli e impauriti, e avrete bisogno di avere sempre più potere sugli altri per rendervi insensibili alle vostre proprie paure. Adorate il vostro intelletto, cercate di essere considerati intelligenti, e finirete per sentirvi stupidi, degli impostori, sempre sul punto di essere scoperti. Ma la cosa insidiosa di queste forme di adorazione non è che siano cattive o peccaminose, è che sono inconsce. Sono la configurazione di base.
Sono forme di adorazione in cui scivolate lentamente, giorno dopo giorno, diventando sempre più selettivi su quello che volete vedere e su come lo valutate, senza essere mai pienamente consci di quello che state facendo.
E il cosiddetto “mondo reale” non vi scoraggerà dall’operare con la configurazione di base, poiché il cosiddetto “mondo reale” degli uomini e del denaro e del potere canticchia allegramente sul bordo di una pozza di paura e rabbia e frustrazione e desiderio e adorazione di sé. La cultura contemporanea ha imbrigliato queste forze in modo da produrre una ricchezza straordinaria e comodità e libertà personale. La libertà di essere tutti dei signori di minuscoli regni grandi come il nostro cranio, soli al centro del creato. Questo tipo di libertà ha molti lati positivi. Ma naturalmente vi sono molti altri tipi di libertà, e del tipo che è il più prezioso di tutti, voi non sentirete proprio parlare nel grande mondo esterno del volere, dell’ottenere e del mostrarsi. La libertà del tipo più importante richiede attenzione e consapevolezza e disciplina, e di essere veramente capaci di interessarsi ad altre persone e a sacrificarsi per loro più e più volte ogni giorno in una miriade di modi insignificani e poco attraenti.
Questa è la vera libertà. Questo è essere istruiti e capire come si pensa. L’alternativa è l’incoscienza, la configurazione di base, la corsa al successo, il senso costante e lancinante di aver avuto, e perso, qualcosa di infinito. …
La Verità con la V maiuscola è sulla vita PRIMA della morte. È sul valore reale di una vera istruzione, che non ha quasi nulla a che spartire con la conoscenza e molto a che fare con la semplice consapevolezza, consapevolezza di cosa è reale ed essenziale, ben nascosto, ma in piena vista davanti a noi, in ogni momento, per cui non dobbiamo smettere di ricordarci più e più volte: “Questa è acqua, questa è acqua.”》