TOCCA ORA AL TEATRO MERCADANTE: GUARDIAMO AL SUO FUTURO, IMMAGINIAMO MODERNE FORME DI GESTIONE

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Riavviata finalmente la discussione sul futuro della Valle
dei Dinosauri, bisogna ora impegnarsi anche per il Teatro cittadino. Il futuro
della nostra Città passa dalla difesa dei Beni Comuni e dell’interesse di
tutti.

Ove il Sindaco non si dovesse scuotere rapidamente dal
torpore e dall’immobilismo in cui imprigiona la Città, sia l’Assessorato
regionale ai Beni culturali a prendere l’iniziativa. I tempi sono stretti,
abbiamo appena un anno a disposizione, prima di vedere completato il restauro.

Dopo
l’importante ripresa della discussione sul futuro di cava Pontrelli, dove, a 13
anni dalla scoperta, sono ancora abbandonate al loro destino centinaia di orme
fossili di dinosauro, torniamo a ribadire la necessità di avviare una discussione
sul futuro del Teatro Mercadante
, i cui lavori di restauro termineranno entro
il 2013.

Dopo aver
lottato e ottenuto giustizia alcuni anni fa, con una sentenza del tribunale
civile di Bari [leggi
qui
] che ha affermato la unitarietà del teatro – costruito nel 1895 grazie
ai contributi versati da centinaia di persone su un suolo concesso dal Comune e
affidato per la gestione e preservazione all’associazione denominata Consorzio
Teatro Mercadante – annullando le illegittime modifiche statutarie con cui ai
singoli consorziati si era attribuita la proprietà pro quota del teatro
(trasformato così in una specie di banale comunione o condominio) e dopo aver
constatato il significativo sforzo delle imprese impegnate nel recupero (sostenuto
anche da cospicui fondi statali per i beni culturali), è tempo di passare,
rapidamente, ad affrontare la questione della gestione del teatro
.

Un bene
culturale è tale, infatti, solo se può essere fruito e, in questo caso, se diventa
il punto di riferimento per le attività culturali e artistiche
riconducibili al
teatro, alla danza, alla musica.

Dobbiamo
puntare alla qualità, dobbiamo coltivare l’ambizione di farlo diventare un
teatro inserito nei circuiti nazionali e internazionali
(come è stato per i
primi decenni di attività del Mercadante), dobbiamo inserirlo nella rete dei
teatri storici pugliesi
[leggi qui].

Per fare questo
è necessario, come abbiamo ripetuto in venti anni di attenzione alle vicende
del teatro cittadino [per una parziale documentazione, rinviamo all’apposita
sezione di questo blog: clicca qui], che
alle energie e allo sforzo delle imprese che stanno affrontando il recupero si
aggiunga, doverosamente, l’impegno e le risorse delle amministrazioni pubbliche

(comune, regione, provincia).

Per fare questo
è necessario dar vita ad un soggetto giuridico che unisca tutti i protagonisti
del recupero e gli enti interessati alla futura gestione, in cui siano
chiaramente individuati compiti, obiettivi e impegni di ciascuno, forme di
garanzia della qualità e strumenti di coinvolgimento della cittadinanza
.

Per fare
questo, siamo convinti che sia opportuno convocare una conferenza dei servizi
tra tutti questi soggetti
per verificare preliminarmente la disponibilità e
l’impegno di tutti, per poi procedere a definire forme e contenuti della
gestione attraverso un percorso aperto ai contributi e alla partecipazione
delle realtà artistiche e culturali del territorio.

Siamo pure
consapevoli che per fare questo è indispensabile un’amministrazione forte,
efficiente e motivata, proprio ciò che da lungo tempo manca alla Città
, vittima
dell’immobilismo e dell’inefficienza di una maggioranza in sfacelo e di un
sindaco impegnato a conservare la sua poltrona. Auspichiamo e confidiamo,
pertanto, che, ove il sindaco non si dovesse scuotere rapidamente dal torpore e
dall’immobilismo, sia l’assessorato ai beni culturali della Regione a prendere
l’iniziativa
. I tempi sono stretti, abbiamo appena un anno a disposizione, prima
di vedere completato il restauro.

Tutti facciano
la propria parte: i cittadini con partecipazione, attenzione e vigilanza; le
istituzioni con studio, analisi e impegno.

Il Teatro sia della Città,
patrimonio collettivo e bene di tutti.

Altamura, 20 luglio 2012

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