ECOTASSA, LA REGIONE SI ADEGUA ALLA NORMATIVA NAZIONALE. 2018, ANNO DECISIVO PER GLI OBIETTIVI MINIMI DI RACCOLTA DIFFERENZIATA.

Il Consiglio regionale ha approvato oggi la legge relativa alla determinazione del “tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero energetico dei rifiuti solidi”, la così detta Ecotassa.

Si tratta di un provvedimento necessario per adeguare la normativa regionale al quadro nazionale, in particolare alle nuove disposizioni del Testo unico in materia ambientale (D. Lgs. 152/2006) introdotte dalla legge 221/2015 (c.d. “Collegato ambientale” alla legge finanziaria per il 2016).

Questa norma, infatti, stabilisce che, a partire dal 2018, tutti i Comuni o gli Ambiti territoriali ottimali (Ato) devono assicurare livelli minimi di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani pari almeno al 65%. Nel caso in cui tale percentuale prevista non sia raggiunta, sarà applicata una maggiorazione del 20% rispetto alle tariffe base, predeterminate a livello nazionale.

L’unica possibilità di ridurre l’importo dell’ecotassa (da un minimo del 30% a un massimo del 70%) è data dal superamento del livello minimo previsto per legge. In sostanza, la misura del tributo sarà ridotta, in misura progressiva, solo se le percentuali di raccolta differenziata saranno maggiori rispetto alla soglia minima del 65%.

Con la legge approvata oggi in Consiglio, dunque, la Regione Puglia recepisce la normativa nazionale superando una fase, durata svariati anni, in cui la determinazione dell’ecotassa era stata disciplinata a livello regionale attraverso meccanismi di premialità/penalizzazioni e aliquote determinate a seconda delle percentuali di raccolta differenziata.

Si tratta di un passaggio molto delicato che impegna tutti i Comuni e gli Ambiti pugliesi a mettere a sistema, rapidamente, gli strumenti e le strategie a loro disposizione, funzionali ad una gestione efficace del ciclo dei rifiuti (raccolta porta a porta, recupero, centri comunali di raccolta, ecc.), in modo da conseguire elevati livelli di raccolta differenziata e ottenere, di conseguenza, risparmi sull’ecotassa.

L’intervento legislativo regionale prevede, inoltre, alcune misure eccezionali, limitate al 2018, già sperimentate negli scorsi anni, finalizzate a sostenere soprattutto i Comuni che dimostrino di voler invertire la rotta attuando in tempi rapidi misure idonee all’incremento delle percentuali di differenziata, nell’ottica di una migliore gestione complessiva del ciclo dei rifiuti:

  • in primo luogo, ai Comuni che riusciranno a conseguire, nel periodo settembre-novembre 2018 determinati incrementi del livello di raccolta differenziata rispetto a quelli raggiunti nel periodo 1° settembre 2016 – 31 agosto 2017, sarà confermata la misura del tributo con l’aliquota del 2013. Concretamente rimane inalterata, per tali Comuni, l’aliquota massima di 15 euro per ogni tonnellata di rifiuti conferiti in discarica anziché quella di 25,82 euro per tonnellata. A tal fine, i Comuni dovranno comunicare entro 15 giorni dalla pubblicazione della legge regionale approvata oggi la previsione del conseguimento dell’obiettivo al gestore dell’impianto di smaltimento e alla sezione regionale competente e successivamente, entro 15 dicembre 2018, trasmettere la documentazione necessaria per la verifica del risultato fissato, versando, in mancanza, l’eventuale conguaglio.
  • In secondo luogo, i Comuni che dimostreranno di aver conseguito entro il 31 marzo 2018 l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata potranno chiedere la rideterminazione dell’aliquota Ecotassa nella misura di 5,17 euro per tonnellata di rifiuti, attestando il raggiungimento di tale obiettivo entro il 15 aprile 2018.

Si tratta di due importanti ed eccezionali misure, adottate dalla Regione per l’ultima volta e dettate soprattutto al fine di venire incontro ai Comuni in ritardo nel raggiungimento dei livelli di raccolta differenziata fissati dalla normativa nazionale e regionale e che, per questo, sono tenuti al versamento dell’ecotassa in misura elevata, il cui peso grava inevitabilmente su cittadini e imprese.

Tra questi, ricordo, alcuni Comuni dell’area murgiana che in questi ultimi anni hanno ottenuto livelli notevolmente bassi di differenziata (Altamura 18%, Santeramo 16,5%, Gravina 6,8%).

L’auspicio, per tali Comuni, è che, grazie al nuovo servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti da poco avviato dopo mesi di stallo, superato grazie anche all’impulso della Regione, a seguito del commissariamento dell’Ambito, si possano raggiungere obiettivi di differenziazione che consentano di evitare ai cittadini pesanti aggravi della tassazione sui rifiuti.