INUTILI CHIACCHIERE E DANNOSI SILENZI A PROPOSITO DEI FONDI REGIONALI PER IL CENTRO STORICO DI ALTAMURA.

Mi sembra di essere stato sufficiente chiaro (e puntuale) nella mia nota di aggiornamento e ricostruzione di ieri (da qui) della complessa vicenda dei fondi regionali destinati agli interventi di rigenerazione urbana che interessano il centro storico. Un programma di interventi che seguo da lunghissimo tempo (nei diversi doveri che mi sono stati assegnati, dentro e fuori le istituzioni), addirittura approvato nel luglio 2011.

Evidentemente non sono stato chiaro e puntuale per tutti, almeno a leggere o ascoltare qualche commento, fortunatamente non qui o nella mia bacheca facebook a commento del mio post di ieri sera.

Rapido riepilogo, dunque:

  • le risorse finanziarie messe a disposizione anni fa dalla Regione nell’ambito della programmazione 2007-2013 dei fondi strutturali europei [da qui, un documento del marzo 2013 del Movimento Aria Fresca] andavano rendicontate infatti entro il 31 dicembre 2015, quindi sono andate perse da tempo;
  • grazie a una manovra contabile del Governo regionale, sono tornate disponibili all’interno del POC Puglia (Piano Operativo di Convergenza), lo strumento attuativo della Regione per la gestione dei fondi comunitari del Piano di Azione per la Coesione (PAC);
  • la Regione ha rimodulato il POC Puglia assicurando la copertura finanziaria a una serie di interventi, tra cui quelli di rigenerazione urbana (misura 5 POC) per i quali i comuni non avevano ancora assunto obbligazioni giuridicamente vincolanti (aggiudicazioni delle gare di appalto) e per questi, in particolare, ha destinato 226 milioni di euro per il triennio 2016-2018;
  • la Regione, in sostanza, ha dato ai comuni in ritardo, come Altamura, una seconda importante occasione per rimediare;
  • a fronte di questa possibilità, di cui mi sono occupato nel corso del 2017, la precedente amministrazione comunale si era impegnata a completare le procedure di gara entro il 31 dicembre 2017;
  • questo, però, non è avvenuto;
  • ora, con il lavoro che ho seguito in questi mesi, in stretta e fattiva collaborazione con l’assessore comunale Teresa Pellegrino, siamo riusciti ad ottenere che la Regione concedesse una terza (e ultima) possibilità, a condizione di pubblicare i bandi di gara per gli interventi previsti nel piano di riqualificazione del centro storico entro il 31 dicembre 2018.

Insomma, com’eravamo e dov’eravamo nel 2017, lo siamo ora nel 2018. Il lavoro in Regione è stato seguito e fatto nel 2017 [ad esempio, ne scrissi qui], come quest’anno. Speriamo bene, questa volta.

Mi spiace… che lo si faccia in buona o cattiva fede, per le ragioni più disparate, fondate o infondate, che siano in pochi (a fronte di tanti con sguardo più limpido e genuino), ma non vedere e non riconoscere il lavoro, piccolo o grande che sia, non aiuta a crescere e a migliorarci.

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Rileggere Danilo Dolci mi aiuta a superare scoramenti, difficoltà e mi riporta ai fondamentali:

Non confondere le chiacchiere col lavoro,
non confondere maldicenza con dialettica,
non profanare incontri con parole
superflue.
Non confondere rapporto nonviolento con lasciar fare,
non confondere sicurezza in una istituzione
con sviluppo del fronte democratico,
non confondere amore con gelosia.
Rifiutati a sparare soluzioni:
senza dileguarti, apprendi
a riproporre agli altri le domande.
Rifiuta il disdegnoso volo:
cura fondare il fronte
più necessario
in cui ciascuno cresca.”