DALLA PARTE DI RADIO RADICALE.

Sebbene fossi assente, sono davvero contento che il Consiglio regionale (con il solo voto contrario del M5S) abbia approvato oggi la mozione che avevo convintamente sottoscritto (prima firmataria la collega Francesca Franzoso, che ringrazio per aver preso l’iniziativa) a sostegno di Radio Radicale.

Con questa mozione, il Consiglio impegna il Presidente della Regione Puglia a farsi parte attiva nei confronti del Governo nazionale e del Ministero dello Sviluppo Economico, perché vengano intraprese tutte le iniziative per garantire il rinnovo della convenzione con Radio Radicale per la trasmissione delle sedute parlamentari. Si chiede il ripristino della legge 230 del 1990 scongiurando la chiusura di una emittente che rappresenta un patrimonio storico culturale e politico di grande valore.

Ricordo che con la legge 230/1990 lo Stato finanzia imprese radiofoniche private che trasmettono “quotidianamente propri programmi informativi su avvenimenti politici, religiosi, economici, sociali, sindacali o letterari per non meno di nove ore comprese tra le ore 7:00 e le ore 20:00”. Radio Radicale svolge con la sua attività di informazione un servizio pubblico dal 1976, al fine di permettere agli ascoltatori di “conoscere per deliberare”, come ancora oggi scandisce la frase di Luigi Einaudi sul sito internet dell’emittente. L’archivio di Radio Radicale è un enorme patrimonio fruibile da chiunque. Da 11 anni lo Stato rinnova annualmente la convenzione con Radio Radicale per trasmettere senza pubblicità̀ le sedute del Parlamento. La legge di bilancio statale 2019 prevede l’abrogazione della legge 230/1990 a decorrere dal 1° gennaio 2020.

Tra le altre è in corso questa petizione online a sostegno di Radio Radicale. Per chi voglia sottoscriverla, da qui il link.