PROPOSTA DI LEGGE SU IDROGENO, RINNOVABILI, DECARBONIZZAZIONE: APPROVATI IN COMMISSIONE I PRIMI 7 ARTICOLI.

 

Dopo una importante e lunga fase dedicata alla discussione generale del provvedimento, alle audizioni di numerosi rappresentanti di organizzazioni del mondo economico, sociale e accademico, all’esame delle osservazioni pervenute e alla redazione di emendamenti [leggi qui, ad esempio], ha preso avvio oggi l’esame dell’articolato della proposta di legge recante «Norme in materia di promozione dell’utilizzo di idrogeno e disposizioni concernenti il rinnovo degli impianti esistenti di produzione di energia elettrica da fonte eolica e per conversione fotovoltaica della fonte solare» che ho presentato lo scorso febbraio [leggi qui].

La IV e V Commissione, in seduta congiunta, hanno espresso parere favorevole sui primi 7 articoli che riguardano la promozione dell’idrogeno prodotto da energia da fonte rinnovabile.

Sono soddisfatto dell’esito dei lavori e per la particolare attenzione riservata da parte delle strutture di riferimento (Dipartimenti “Sviluppo economico” e “Ambiente”) e di tutte le forze politiche, oltre che per la sensibilità istituzionale mostrata dai colleghi di minoranza. Per questo ringrazio tutti i colleghi consiglieri e i dirigenti presenti.

I primi 7 articoli, esaminati e approvati oggi, hanno l’ambizione di collocare la nostra regione in perfetta sintonia con gli indirizzi strategici che, a livello europeo, sono finalizzati a consentire la decarbonizzazione dell’economia, puntando allo sviluppo dell’idrogeno come una delle possibili fonti di energia sostenibile.

È di poche settimane fa, infatti, la sottoscrizione dell’Hydrogen Initiative da parte dei Ministri dell’Energia dell’Unione Europea, che individua nell’idrogeno prodotto da FER un elemento centrale nella strategia di abbandono progressivo delle fonti combustibili fossili. Sempre nello scenario internazionale, va segnalata la sottoscrizione della Dichiarazione di Tokyo, il 24 ottobre, con la quale l’Italia ha confermato il favore per l’idrogeno in quanto capace di contribuire in maniera determinante alla transizione energetica in corso.

La prima parte dell’articolato (gli articoli 1-7, approvati in commissione questa mattina) si propone di incoraggiare un’economia basata sulla chiusura dei cicli produttivi mediante la produzione di idrogeno da energia rinnovabile.

A tale riguardo la proposta di legge: a) prevede la redazione del Piano Regionale dell’Idrogeno; b) istituisce un osservatorio per monitorare l’efficacia delle politiche attivate; c) individua azioni mirate alla realizzazione di impianti cogenerativi alimentati ad idrogeno per la produzione di energia elettrica e calore al servizio di edifici pubblici e privati, di impianti di produzione e distribuzione di idrogeno, nonché impianti per la produzione di biometano tramite la reazione di idrogeno e anidride carbonica; d) favorisce il rinnovo del parco rotabile, su gomma e su ferro, del trasporto pubblico con mezzi dotati di celle a combustibile alimentate ad idrogeno e l’esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo per gli autoveicoli alimentati ad idrogeno; e) sostiene la ricerca applicata sull’idrogeno come vettore energetico per la mobilità sostenibile e forma di accumulo di energia, favorendo partnership tra Università, centri di ricerca pubblici e privati; f) promuove la costituzione di comunità locali dell’energia per la produzione, lo stoccaggio e la generazione distribuita di energia elettrica sul territorio.

Nella prossima seduta, le Commissioni IV e V, sempre in seduta congiunta, saranno chiamate ad esaminare la seconda parte della proposta di legge, gli articoli 8-16 (a cui seguono le norme finali, artt. 17-19, dedicate alla clausola valutativa e alle norme finanziarie). Tale seconda parte si propone di favorire l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti, prevedendo una disciplina dei procedimenti amministrativi che offra certezza regolamentare e semplificazione amministrativa, condizionata alla riduzione delle ripercussioni negative sull’ambiente.

Superando le contraddizioni e criticità emerse negli anni dovute al susseguirsi poco coordinato di disposizioni legislative e regolamentari, la seconda parte della proposta legislativa punta a dotare la Puglia degli strumenti normativi necessari per affrontare il tema, ormai attuale e ineludibile, del “fine vita” degli impianti eolici e fotovoltaici, segnati dall’usura, dalla scadenza delle autorizzazioni e dalla conclusione del programma di incentivi.

In questo senso, anche al fine di contenere ulteriore consumo di suolo, la proposta di legge intende favorire:

  • l’ammodernamento degli impianti eolici e fotovoltaici esistenti e la prosecuzione del loro esercizio, condizionati, però, in modo puntuale e stringente, ad una notevole riduzione del numero di aerogeneratori e, per gli impianti fotovoltaici, della superficie occupata, congiuntamente a misure di compensazione ambientale in favore dei comuni nei cui territori ricadono gli impianti;
  • le iniziative finalizzate alla delocalizzazione di impianti esistenti su terreni agricoli, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi, in aree industriali dismesse, cave esaurite, siti inquinati e siti di interesse nazionale (SIN).

In sintesi, questa iniziativa legislativa rappresenta il tentativo di dotare la Puglia di una normativa “di frontiera” in materia di energia rinnovabile. Un’occasione concreta, che spero venga colta dall’intero consiglio regionale, per contribuire a definire un nuovo e aggiornato modello di sviluppo che collochi la Puglia all’avanguardia, sia a livello nazionale che europeo, nella produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile e nell’innovazione orientata alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.

ENZO COLONNA