PER I TERRITORI DELLA MURGIA, UNO SVILUPPO COMUNE ATTRAVERSO UN “PROGRAMMA D’AREA INTEGRATO”.

Torno su un tema che ritengo importante e su cui sono intervenuto in diverse occasioni, con riferimento a diversi ambiti: la necessità, per i territori della Murgia barese e tarantina di fare rete, di consolidare legami, di stabilire connessioni durature e immaginare un percorso comune di crescita e progresso [da qui, ad esempio, in un recente passaggio in tv].

Diverse iniziative messe in campo in questi ultimi anni dalla Regione Puglia (ad esempio, il programma “la Murgia abbraccia Matera”, la misura “I musei raccontano la Puglia”, le attività preliminari per la definizione della ZES, Zona Economica Speciale) hanno infatti consentito non solo di determinare relazioni tra amministrazioni locali, ma, soprattutto, di attivare e mettere in sintonia energie sociali, civiche, professionali e culturali, di restituire l’idea di una storia collettiva millenaria. Un patrimonio comune, materiale e immateriale, da conoscere, difendere e consegnare alle future generazioni, che costituisce anche un formidabile volano per il turismo e l’economia dell’intero territorio al confine con Matera, in occasione dell’importante appuntamento con la Capitale europea della Cultura del 2019 e per il futuro.

Relazioni che inducono ora a ritenere maturi i tempi per ragionare – in termini di programmazione unitaria, di area vasta e integrata – su alcuni assi prioritari di sviluppo, attraverso la elaborazione di un “programma d’area integrato”.

Si tratta di uno strumento disciplinato da una legge approvata dal Consiglio regionale nel dicembre 2017 (n. 63 del 22 dicembre 2017). La legge propone una modalità di programmazione negoziata e partecipata del territorio, basata sul coordinamento degli interventi da parte di soggetti pubblici e privati a diversi livelli e sull’impiego ottimale delle risorse finanziarie, al fine di valorizzazione al meglio aree territoriali omogenee sotto il profilo economico, socio-culturale o ambientale.

I “programmi d’area integrati” sono, in sostanza, strumenti che consentono di raggiungere elevati livelli di integrazione, efficacia ed efficienza di progetti e obiettivi comuni nel territorio. Ad esempio, tali programmi possono prevedere la stipula di accordi per lo sviluppo infrastrutturale dell’area oggetto di intervento o finalizzati a favorire l’insediamento e lo sviluppo di imprese oppure programmi di riconversione di aree urbane, di potenziamento dell’offerta turistica o di valorizzazione del patrimonio culturale e naturalistico.

Il programma è predisposto con risorse dei soggetti promotori (comuni, regione, altri soggetti istituzionali) e realizzato integrando e coordinando misure e risorse comunitarie, nazionali e regionali. Esso deve ricomprendere più Comuni per una popolazione complessiva di almeno 60 mila abitanti.

Questo strumento consente dunque una programmazione comune su settori strategici per lo sviluppo di un intero territorio, unito appunto da legami di tipo fisico, ma anche storico, socio economico e culturale.

Peraltro, grazie a una disposizione inserita su mia proposta nella legge (leggi qui), è possibile prevedere la costituzione di programmi d’area interregionali, ossia programmi in cui siano ricompresi anche territori di comuni di regioni limitrofe, contigui con quelli pugliesi e a questi connessi da peculiari legami di tipo economico, socio culturale, infrastrutturale o ambientale. Un intervento legislativo ispirato proprio dalla riflessione sul legame storico tra l’area della Murgia, barese e tarantina, e i territori lucani confinanti.

La Regione Puglia sta puntando sui “programmi d’area integrati”, tanto che, nell’ultima legge di bilancio approvata lo scorso dicembre (art. 18, l.r. n. 67/2018), sono state destinate risorse del bilancio autonomo regionale (per 500 mila euro) per l’elaborazione dei progetti preliminari e per le attività di informazione e partecipazione previste dalla legge.

Dunque, ritengo sia importante che i comuni della Murgia (a partire da quelli limitrofi a Matera: Altamura, Gravina, Santeramo, Laterza, Ginosa) colgano questa opportunità, mettendo a sistema e sviluppando le tracce di lavoro e le iniziative già progettate o avviate nell’ultimo anno, individuando assi prioritari su cui definire una programmazione unitaria, con riferimento allo sviluppo infrastrutturale e alla valorizzazione e fruizione del patrimonio storico, culturale e paesaggistico territoriale che unisce strettamente questi comuni.

Su questo, a breve, verificherò disponibilità e interesse delle amministrazioni locali coinvolte, con cui ho già avuto interlocuzioni in questi mesi.

ENZO COLONNA