SAN MICHELE DELLE GROTTE DI ALTAMURA: DOPO MOLTI ANNI, FINALMENTE UN ORGANICO INTERVENTO DI RECUPERO, TUTELA E VALORIZZAZIONE.

A BREVE I LAVORI.

Ottime notizie per il complesso ipogeo di San Michele delle Grotte (o Sant’Angelo de la Ricza) di Altamura, l’importante sito rupestre risalente al 10° sec. d.C., da qualche anno di proprietà dell’Archivio Biblioteca Museo Civico (ABMC) di Altamura, a seguito della donazione della Famiglia Chierico.

Tre mesi fa circa [leggi qui], ho riferito che dalla Regione si è riusciti a conseguire un finanziamento, a favore dell’AMBC, di 50mila euro per il restauro conservativo e la messa in sicurezza dell’apparato decorativo del sito (costituito dai dipinti murali e degli altari lapidei). L’intervento, ricordo, è stato selezionato e finanziato nell’ambito dell’avviso con cui ogni anno la Regione concede contributi per interventi urgenti di manutenzione straordinaria e restauro di immobili del patrimonio culturale.

Con le risorse disponibili (800mila euro) per l’avviso 2018 – che ebbi modo di segnalare, nel settembre scorso, a diversi enti del territorio proprietari di beni culturali sollecitandoli a concorrere presentando proprie candidature – delle 69 istanze pervenute entro il termine sono stati finanziati i primi 17 interventi utilmente collocati in graduatoria, tra cui appunto il restauro conservativo e la messa in sicurezza di San Michele delle Grotte.

Dando conto del finanziamento avevo sollecitato l’Amministrazione comunale ad intervenire per sistemare e mettere in sicurezza la copertura della grotta. Il sito, infatti, presenta una particolare situazione giuridica e proprietaria: la cavità, con la chiesa rupestre, è di proprietà dell’ABMC; la superficie sovrastante – che funge da copertura, di poco più in alto del livello di piano stradale – è invece di proprietà del Comune (acquistata una decina di anni fa, assieme ad una piccola area scoperta adiacente il sito).

Cogliendo le sollecitazioni, pochi giorni fa il Comune di Altamura, con una deliberazione adottata dalla Giunta, ha approvato il progetto di “Sistemazione della pavimentazione soprastante il sito”, impegnando a tal fine risorse per 47mila euro (di cui 38mila per i lavori, il resto per oneri per la sicurezza, iva, emolumenti: ringrazio per il lavoro svolto l’ing. Vittorio Difonzo). Si tratta di un intervento finalizzato a mettere in sicurezza e proteggere la copertura del sito, visto che le tettoie presenti versavano in uno stato precario ed erano in parte danneggiate, con il rischio di infiltrazioni che avrebbero potuto danneggiare gli affreschi sottostanti.

Tale intervento – per il quale ora il dirigente del settore “lavori pubblici” dovrà adottare i necessari atti esecutivi (affidamento dei lavori) – è indispensabile e necessariamente preliminare al restauro conservativo e alla messa in sicurezza dell’apparato decorativo della cripta. Per questi interventi, finanziati dalla Regione, l’ABMC, da parte sua, è pronta. Infatti, non avrebbe avuto senso intervenire sugli interni, senza aver assicurato sulla copertura (ripeto, di proprietà comunale) una piena garanzia di protezione e di assenza di rischi di infiltrazioni e, anche, senza aver rimosso la situazione di degrado ben evidente sulla superficie sovrastante il sito ipogeo.

Sono molto soddisfatto del lavoro svolto su differenti livelli di governo (regionale e comunale), accompagnato da una proficua interlocuzione con l’ABMC in particolare con i suoi rappresentanti (il presidente Giuseppe Pupillo, il segretario Francesco Giaconella e il provveditore Michele Gramegna) con i quali abbiamo avuto diversi incontri.

Grazie alle risorse messe a disposizione dalla Regione, a quelle comunali e a quelle che l’ABMC si è impegnato a mettere a disposizione (10mila euro), nel giro di pochissimi mesi, potremo vedere finalmente salvaguardato, messo in sicurezza e valorizzato questo importante sito culturale della Città di Altamura.

Finalmente sottratto al degrado che lo assediava da moltissimo tempo. In prospettiva, inoltre, la riqualificazione dovrebbe interessare anche l’area esterna adiacente alla grotta. Un intervento che potrà realizzarsi anche attraverso l’Art bonus, uno strumento innovativo previsto dalla normativa nazionale che consente alle amministrazioni di reperire risorse di soggetti privati (beneficiari di agevolazioni fiscali) per finanziare interventi su beni del nostro patrimonio culturale. Per questo, mi auguro che cittadini altamurani possano farsi avanti: la legge riconosce un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano [v. qui].

ENZO COLONNA